Archive for agosto, 2016

ago 30 2016

non è mai uno spettacolo 30 08 2016

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NON E’ MAI UNO SPETTACOLO
Ucciso ad Aleppo il portavoce dell’Isis; era indispensabile farlo. Ma non deve essere nemmeno una gioia. Combattere, senza odiare; era un uomo anche lui.

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ago 30 2016

parlino loro che sanno 30 08 2016

PARLINO LORO CHE SANNO
Saviano Roberto su Repubblica on line; le razze, confessione esplicita e autorevole, esistono: per esempio, io, in buona e abbondante compagnia, cioè quelli che non la pensano come lui, sono un razza webete.
—-Basta con la falsa par condicio: non ci interessano tutte le opinioni, ci interessano le opinioni di chi sa di che cosa parla. Altrimenti, davvero, basta un click: ma stavolta per spegnere questo frastuono assordante di falsità…….. E si smetta di dare credito a chi diffonde leggende metropolitane (Giorgia Meloni che invita alla donazione del jackpot del Superenalotto per ricostruire Amatrice), a chi semina odio (Matteo Salvini sui migranti e i loro falsi soggiorni in hotel a cinque stelle).
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ago 30 2016

i signori dell’arroganza 30 08 2016

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I SIGNORI DELL’ARROGANZA
Scolaretto di Eco Umberto, quello che lamentava di internet che dà la parola agli imbecilli, per cui non riesci a distinguerli dai premi Nobel, Mentana Enrico ha dato del webete a un lettore che non la vede come lui; dopo due secoli, nonostante l’ufficializzazione, “Liberté Egalité Fraternité” riguarda solo lor signori; quelli che, secondo la Bibbia, appena fuori di scena non esistono più.

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ago 30 2016

cani da tartufo in divisa 30 08 2016

CANI DA TARTUFO IN DIVISA
Solito titolo a grande effetto della Provincia fin che c’è:
-Piantagione di marijuana in casa I carabinieri la fiutano e la scoprono-
Poi l’articolo spiega e rimedia, ma diavolo, non bastavano i libri di barzellette sui Carabinieri, dovete aggiungere anche i vostri titoli?

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ago 30 2016

professore sempre 30 08 2016

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PROFESSORE SEMPRE
Da www.cremonaoggi.it: —Il matrimonio e l’unione civile, così come previsto dalla normativa sono due istituti giuridici diversi ma non hanno diversa dignità sociale. Il Comune replica per le rime al consigliere Maria Vittoria Ceraso in tema di registro delle unioni civili, e in particolare sulla richiesta della consigliera di ‘celebrare’ le unioni civili in sale diverse da quelle in cui si officiano i matrimoni. ‘Le persone che si uniscono civilmente – replica adesso l’amministrazione – sono tutti cittadini della Repubblica e, come sancito dall’articolo 3 della Costituzione, tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione; di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali’. Nessuna scelta ideologica dunque, bensì una scelta dettata dal principio di uguaglianza eccetera——- Altre pagine di eccetera, che il lettore può leggersi dove vuole. Il professor Galimberti è professore anche mentre beve il caffè, quindi non è riuscito a limitarsi alle prime due righe; per restare nel diritto familiare anche l’adozione, il testamento, il domicilio e la residenza eccetera hanno la stessa dignità sociale ma, essendo istituti giuridici diversi, si perfezionano in modi diversi.
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ago 30 2016

la colpa non è sempre dell’altro…… 30 08 2016

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LA COLPA NON E’ SEMPRE DELL’ ALTRO……..
Da Repubblica on line:
—L’unica vera domanda cattiva, relativamente parlando, è arrivata verso la fine. Alessio gli chiede se ha mai pensato di aver rovinato milioni di rapporti faccia a faccia con la nascita di Facebook. Zuckerberg ride, e risponde (ovviamente) di no. “Altrimenti avrei cambiato tutto”. Facebook non rovinerebbe i rapporti, non si sostituisce alle relazioni faccia a faccia ma avvicina le persone che sono lontane o che si vedono magari poco.—
Meno male, nessuno gli ha chiesto se Facebook è il salotto dei cretini, come spesso si sente dire; diplomatico, avrebbe dovuto rispondere ch’è un salotto, non razzista, quindi aperto a chiunque….

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ago 30 2016

essere o non essere 30 08 2016

ESSERE O NON ESSERE
Zanolli Pennadoro Vittoriano, nel Punto di domenica 24 luglio 2016, ha descritto così il capo della Procura di Cremona, Roberto di Martino:
“Meno apprezzabile è la decisione di lasciare l’incarico perché al ministero fanno orecchie da mercante: il comandante non abbandona la nave quando fa acqua, a meno che non si chiami Schettino.”
Roberto di Martino, giudice e galantuomo, ha spiegato da tempo perché va in pensione, non certo per il motivo indicato da Pennadoro.
Sta all’editore della Provincia fin che c’è, la Libera, al momento rappresentata da Boselli Antonio, Filippini Pierluigi, Bucci Sergio, fare la scelta: chiedere pubblicamente scusa, sul giornale, in prima pagina, a Roberto di Martino, giudice e galantuomo; tacere, confermando la piena fiducia in Zanolli Pennadoro Vittoriano, e approvare ciò che scrive, sempre! a nome dei 1400 agricoltori soci e padroni veri della Libera.

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ago 30 2016

piccolo mondo antico-quarantaquattro 30 08 2016

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PICCOLO MONDO ANTICO – QUARANTAQUATTRO
Certo che confermare rappresentante dei lavoratori per la sicurezza il Vittorio Dotti, e nello stesso tempo incattivirlo con la saga che sto raccontando, non andate poi, egregi signori/e che reggete i destini del Comune di Castelverde e Uniti, a parlar male degli attentatori suicidi: voi all’attentato proprio non ci arrivate, vi sgozzate da soli prima, previo, per i signori, taglio delle palle….
Per via delle dissociazioni varie dei colleghi dal Dotti, sbandierate trionfalmente dalla dottoressa di cultura Locci Graziella e via via sino al più basso dei funzionari, il 02 09 2015 le organizzazioni sindacali Cgil Cisl Uil nominavano tra i componenti Rsu allora in carica, quale rappresentante per la sicurezza dei lavoratori del Comune di Castelverde, proprio lui! e lo è tuttora, e dura sino alla scadenza naturale del settembre 2018. E ha tanti di quei poteri, dalla legge, beninteso, che dire possa rompere i coglioni equivale a distribuire bacetti, a chi li merita; può fare molto di peggio; si cocchino questa, per esempio, Donna Locci, Donna Circo, dottoressa Arcuri no non siamo parenti nemmeno ci somigliamo:
—Può fare ricorso alle Autorità competenti qualora ritenga che le misure di prevenzione e di protezione dai rischi adottate dal datore di lavoro o dai dirigenti e i mezzi impiegati per attuarle non siano idonei a garantire la sicurezza e la salute durante il lavoro—
E voi donne di cultura, anche se annacquata dai libri di cucina consigliati da Donna Circo, state a dar sanzioni disciplinari a un tipo con un potere del genere perché dimentica un golfino usato su una fotocopiatrice dismessa? Date ragione a Molière, quando nelle Femmes Savantes sosteneva che, ehm, l’incerto mentale, se colto, fa più danni dell’incerto ignorante….
E gli togliete la sedia di lavoro in Biblioteca il 15 marzo 2015, perché vi “accorgete” che manca, non la sicurezza, ma il foglietto che l’attesta, e chiudete al pubblico il servizio per quattro mesi, ma tenete nascosto il certificato di agibilità, il foglietto! di cui avete il possesso dal 19 maggio 2015! E gli altri due mesi di interruzione del servizio pubblico non li avete calcolati, servivano a giustificare il suo spostamento agli sportelli del pubblico?
E il corso obbligatorio di 32 ore quando glielo fate fare, al Dotti, appena sian scaduti i tre anni di rappresentante per la sicurezza? Se la Procura legge questo foglio, che le ho già spedito, cosa potrebbe succedere?
Va beh, non vorrei spaventarvi, come succede alle persone di cultura se le tirano giù dalle loro nuvolette; continuo con le marachelle del vostro Franti, descritte nella memoria del vostro avvocato; il lettore terzo abbia la cortesia di trattenersi dal ridere:
—Il 29 marzo 2015, ed in riferimento ai fatti riportati dal ricorrente, l’Amministrazione di Castelverde irrogava al signor Dotti la sanzione della sospensione dal servizio con la privazione della retribuzione per 10 giornate per a) inosservanza delle disposizioni di servizio, anche in tema di assenze per malattia, nonché dell’orario di lavoro; b) condotta non conforme ai principi di correttezza verso superiori o altri dipendenti o nei confronti del pubblico; c) negligenza nell’esecuzione dei compiti assegnati, nella cura dei locali e dei beni immobili o strumenti a lui affidati o sui quali, in relazione alle sue responsabilità, debba espletare attività di custodia e vigilanza—-
Per oggi mi fermo qui; Attila, quello che riusciva a bruciare l’erba, ancora verde, confronto al bibliotecario Vittorio Dotti era una specie di difensore civico: degli uomini e dell’ambiente!
Lo immagino, il Dotti, il mattino prima di prendere servizio, fare esercizi di stretching per malmenare superiori, colleghi, pubblico; poi va bene ch’è il rappresentante per la sicurezza eccetera, ma semmai è un controllore, non certo quello che deve tutelare locali, immobili, strumenti del Comune di Castelverde e Uniti, per tanti ovvi evidenti motivi, il primo dei quali è: a partire dal sindaco di cultura e via via in basso fino a Madame Tregattini, con l’aggiunta di lavoratori socialmente utili come l’architetto Ferla, di truppe ausiliarie come il membro esterno, durissimo, che cazzo fanno da mattina a sera, se di tutto è responsabile il bibliotecario? Negligenza nel curare i beni immobili: deve provvedere a scopare anche quelli?
E il Comune di cultura di Castelverde presenta uno scritto, scritto così, al Giudice del lavoro? Immagino, poveretto, la fatica di restare serio…….

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ago 29 2016

la legge del più forte-duecentosessantatre 29 08 2016

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LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – DUECENTOSESSANTATRE
Il lettore sarà stupefatto: il movente, serio, non esiste; l’atto principale, come diavolo sia possibile, a chiunque, non solo a Iori, rifilare tutto quello Xanax di nascosto in pochi minuti quasi a digiuno, mai spiegato; il Dna che assolve Iori mosso nella maniera più strana; le chiavi, le avrà avute; e l’incredibile sfera di cristallo in primo grado e gli ancor più comici blister in fila come soldatini in appello, sono evidenti segni della disperazione dei giudici eccetera: non ho bisogno di insistere, gli atti processuali parlano da soli; credo invece dobbiamo chiederci perché giudici normali, come nel nostro caso, non giudici da copertina che di punto in bianco ritroviamo in politica, siano arrivati a conclusioni che ben pochi italiani, in loro nome si pronunciano le sentenze, accetterebbero; ma non solo, perché giudici che nel resto della loro vita, in qualsiasi tipo di relazione, mai e poi mai ragionerebbero così, qui invece lo fanno; e questa mia certezza non aiuta certo a trovare una risposta. Almeno, io, non la so trovare. Che pensare davanti al principio fondamentale del 533 del codice di procedura:
“Il giudice pronuncia sentenza di condanna se l’imputato risulta colpevole del reato contestatogli al di là di ogni ragionevole dubbio”
Rinforzato dal 530/2, nel caso il giudice sentisse dover spiegare perché, “convinto” della colpa, non ha condannato:
“Il giudice pronuncia sentenza di assoluzione anche quando manca, è insufficiente o è contraddittoria la prova che il fatto sussiste, che l’imputato lo ha commesso”
Con articoli di questo tenore, nel sistema penale italiano, al “cosiddetto errore giudiziario” bisogna dare un altro nome: non c’è possibilità di errore, nel significato comune che si dà al termine; il giudice deve condannare solo quando è certo, non gli è permesso tirare a indovinare. E nei processi Iori, altro che indovinare; nella sentenza di primo grado, che ha raccolto tutte le “prove”, ci sono oltre trenta forse è possibile potrebbe darsi probabile eccetera.
E allora perché non rispondere a voce alta e chiara, anche noi: se per il Davigo di turno il politico è corrotto, l’amministratore pubblico ladro, quindi la prescrizione deve sparire, il magistrato applica la legge com’è scritta, o l’avvicina a sé con la sua interpretazione, ovviamente, dopo aver avvicinato i fatti?

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ago 29 2016

aridatece er puzzone-trentadue 29 08 2016

ARIDATECE ER PUZZONE – TRENTADUE
“Non può mettere il bavaglio a un qualsiasi iscritto senza pagarne le conseguenze”: il messaggio è affidato a Pennadoro nel Punto di ieri, apparentemente rivolto al Partito democratico, ma è il De Profundis nella Libera di oggi; non c’è una riga ufficiale, a due mesi e sei giorni dal voto, rivolta ai 1400 soci, che spieghi il destino della loro associazione!
In compenso dello sgarbo della Fiera l’anno scorso, un articolo su Maurizio Ferraroni, imprenditore che non ha certo bisogno degli elogi della Provincia fin che c’è. E una ridicola conferma nella pagina dell’Agricoltura:
“interviene anche Antonio Boselli, commissario della Libera agricoltori, secondo il quale il provvedimento eccetera eccetera”
Commissario della Libera con un consiglio regolarmente insediato?
Ma chi me lo fa fare di perder tempo e fatica per degli individui incapaci di rivendicare il minimo dei loro diritti………………………………..

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