Dic 07 2022

carlo nordio 07 12 2022

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CARLO NORDIO
Odia i suoi ex colleghi, Marco Travaglio dal Fatto Quotidiano.
Francoforte 07 12 2022 flcozzaglio@gmail.com
—“Nordio, da magistrato, ha fatto migliaia di intercettazioni, come nel caso dell’inchiesta sul Mose, con 35 arresti e centinaia di indagati tra politici e imprenditori. O quell’inchiesta non l’ha fatta lui, ma qualcun altro e lui ha firmato tutto, oppure ha cambiato idea. Io non ho mai visto un ex magistrato odiare così tanto non solo i suoi colleghi e la sua categoria, ma proprio le funzioni giudiziarie. In realtà, le vittime di queste controriforme non sono i magistrati, ma i cittadini“. Sono le parole pronunciate a “Otto e mezzo” (La7) dal direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, a proposito della riforma della giustizia annunciata dal Guardasigilli Carlo Nordio durante la sua audizione alla Commissione Giustizia del Senato.

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Dic 07 2022

sara kelany 07 12 2022

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SARA KELANY
Di natura politica, sostiene il suo avvocato, e contro la gogna mediatica, Soumahoro non e’ indagato, bisogna aspettare qualche tempo per la certezza, in ogni modo sono indagate suocera e moglie; sul Dubbio.
Francoforte 07 12 2022 flcozzaglio@gmail.com
—Lei si è espressa in maniera chiara sul caso del suo collega deputato, Aboubakar Soumahoro, affermando la contrarietà a “sparare ad alzo zero contro un avversario su questioni giudiziarie tutte da accertare”. Una critica chiara contro la gogna mediatica?
Bisognerebbe affrontare le cose con molta più serenità e soprattutto con cognizione di causa. Il collega Soumahoro non è neanche indagato. Il problema, quindi, non deve essere considerato di natura giudiziaria. Anche perché ci sono i Tribunali che giudicano e le Procure che indagano. Occorrerebbe che anche la stampa fosse, più che meno attenta, meno strillona rispetto a quelle che sono le vicende giudiziarie. Spesso e volentieri possono trasformarsi in una bolla di sapone. Il problema del caso Soumahoro è di natura strettamente politica.

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Dic 07 2022

si dimette 07 12 2022

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SI DIMETTE
Prima o poi, ha contro l’Anm che esercita un potere straordinario…. su Repubblica.
Francoforte 07 12 2022 flcozzaglio@gmail.com
—“Non è vero che ho accusato i pm di aver diffuso le intercettazioni” ma “c’è stato un difetto di vigilanza”, “quando usando questo strumento delicatissimo che vulnera, non vigili abbastanza per evitare che persone che non c’entrano nulla con le indagini vengano delegittimate”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, illustrando le linee programmatiche. “Il vulnus non ha colpito solo politici e amministratori, ma anche magistrati”, ha ricordato, citando anche Loris D’Ambrosio, deceduto “forse perché coinvolto in questa porcheria di diffusione arbitraria”. “Sono disposto a battermi fino alle dimissioni”, ha detto.

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Dic 07 2022

il paese del melodramma 07 12 2022

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IL PAESE DEL MELODRAMMA
Marco Ermentini si scaglia contro i sistemi moderni, cioè inserire un piumone a chi non ne ha bisogno, e far dei danni; su www.cremonasera.it
Francoforte 07 12 2022 flcozzaglio@gmail.com
—Cappotti, la strage degli innocenti.
Oggi sui nostri centri storici si sta abbattendo una pericolosa tempesta. Hanno ragione da vendere il Soprintendente Gabriele Barucca e Anna Maramotti: siamo alla presenza di una vera e propria pandemia. Mi spiego.
Il settore delle costruzioni era già in crisi profonda dopo la batosta del 2008 e stava cercando di riprendersi quando è comparsa la scure della pandemia, così i nostri governanti hanno pensato bene di stimolarlo a partire da due anni fa con l’elettroshock dei numerosi bonus. Il risultato è stato il drogaggio spensierato del settore che, in seguito, è stato strozzato dalle perentorie disposizioni antifrode del novembre dell’anno scorso. Come al solito nel Bel Paese de@l melodramma prima si esagera senza limite e poi si reprime duramente. Insomma, una tempesta perfetta per distruggere un comparto già ammalato da qualche tempo. Era impossibile solo poter minimamente immaginare una tale batosta. Certo, solo in pochi abbiamo denunciato sui media da molto tempo queste disgrazie. Anche su Cremona Sera. (vedi il mio “Uno spettro si aggira per la città: il cappotto” del 6 aprile 2021). Ma, le critiche non sono servite un fico secco: tutti sono stati ammaliati e accecati dal business, quante esagerazioni, quanti entusiasmi interessati. La cosa grave è che si sono eseguiti interventi spesso non necessari se non inutili solo per accedere ai bonus e gli edifici che necessitavano veramente d’interventi restano desolatamente abbandonati. Ora, che i nodi sono venuti al pettine si è aggiunta la conseguenza degli aumenti esagerati delle materie prime (con le inevitabili speculazioni) e la guerra in Ucraina. Ci troviamo in uno strano limbo, dove non si trovano i materiali, le maestranze sono dileguate, gli artigiani sono spariti, tutto costa il triplo, i lavori sono fermi e quelli non ancora fermi si stanno fermando. Insomma: un bel disastro.
Di fronte a tutto ciò dobbiamo anche interrogarci su come sono concepiti i progetti di restauro, e non solo quelli che riguardano i beni vincolati che bene o male sono tutelati, ma sul grande patrimonio come quello dei centri storici che, in questa esaltazione edilizia, rischia veramente di sparire per sempre. Esso è a rischio di stravolgimento con interventi dotati della stessa delicatezza di Jack lo Squartatore. Cappotti di plastica fatti con derivati del petrolio che tra qualche anno dovranno essere smaltiti come ci ha insegnato la vecchia storia dell’Eternit, serramenti in ottimo stato che sono rottamati e i nuovi che sigillano la condizione dell’aria indoor e che spesso apportano minuscoli miglioramenti energetici, consolidamenti poderosi di piccoli organismi edilizi, lucide superfici dei pannelli fotovoltaici sugli opachi tetti di coppi… Insomma, tutto questo assomiglia a un’ingiustificata strage degli innocenti e lo pagheremo molto caro, dall’aumento eccessivo dei costi già in atto, dallo spreco esagerato di risorse (con la scusa della transizione energetica), dai danni che causeremo alla durata degli edifici con conseguente necessità di futuri interventi (una specie di catena di Sant’Antonio per le imprese), alla gigantesca speculazione ingenerata, al contenzioso legale infinito con l’agenzia delle entrate, all’enorme bolla che, come previsto, è scoppiata. Come al solito la furbizia italica del legislatore, anziché copiare provvedimenti che funzionano in altri stati (ad esempio in Francia), al contrario ha partorito un mostro-trappola che ha fatto deflagrare ancora di più un settore già in coma da tempo. Risultato: tutti i giorni sono purtroppo testimone d’interventi immotivati, spensierati, esagerati e spesso completamente sbagliati, dei veri e propri boomerang. È paradossale come un’esigenza sacrosanta come il miglioramento energetico sia attuato in maniera così smemorata facendosi beffa degli altri aspetti più importanti come la durata di vita dei manufatti, la facilità di manutenzione, la bellezza, la storia, il criterio del minimo intervento o, se vogliamo, di evitare lo spreco di risorse. Così, per evitare lo spreco di risorse nell’energia da consumare nella vita dell’edificio, si sprecano le risorse nella sua smemorata ristrutturazione senza costatare che, in realtà, la maggior parte dell’energia è utilizzata nella costruzione e non nella gestione successiva. Conseguentemente aumentare di una classe energetica vuole dire un guadagno spesso minuscolo.
I centri storici delle nostre città e gli edifici rilevanti hanno saputo mantenere, in gran parte, le loro caratteristiche architettoniche anche in tempi bui come le due guerre mondiali, non mi sembra proprio il caso di metterle a rischio per l’applicazione disinvolta di norme tanto smemorate.
Sembra di assistere a quanto avviene per le automobili: ci spingono a cambiarle per diminuire le emissioni di qualche frazione centesimale. La normativa Euro 6 prevede per i motori a benzina valori limite di CO, HC, PM invariati rispetto a Euro5. Il grande Ennio Flaiano affermava che: “Interessi economici molto forti possono modificare non soltanto il gusto, ma la biologia di un popolo che cade in questa impasse”. È un vero peccato che l’occasione di mettere mano al patrimonio del costruito del nostro paese sia degenerata a tal punto. Forse nel Bel Paese siamo troppo saturi del presente, dimentichi dei padri e noncuranti dei posteri. É un’amara constatazione essere caduti nel “provincialismo del tempo” che scambia il contingente con l’essenziale, l’effimero col durevole… (Eliot).
Facciamo chiarezza: non si tratta di congelare il passato ma di trasmetterlo al futuro. Il problema essenziale, dunque, si può intendere come governo del cambiamento, il che comporta ogni volta una riflessione sui ‘limiti’ da assegnare al cambiamento stesso. È una  questione di misura e di capacità d’analisi del problema la cui soluzione va ricercata, in modo intelligente proprio partendo da quella comprensione storica che è il fondamento di tutto. In realtà conservazione e trasformazione sono, sì, opposti ma non fra loro contraddittori, quindi in grado di convivere specie in architettura che è sempre una realtà viva e non un manufatto da contemplare.
Certo, forse questa piccola battaglia è difficile ma forse anche la nostra minoranza attiva può far entrare in crisi e modificare le opinioni date per scontate dai più e far capire di smettere di comportarci in modo spietato verso il passato adottando, al contrario, un criterio di valore sapendo apprezzare le testimonianze materiali dei nostri predecessori. In realtà esse sono il risultato coagulato della sapienza di tante generazioni che si sono succedute e vanno comprese con attenzione. Quindi nessuna supponenza, nessuna dose di superiorità, nessun passatismo, proviamo a pensare a come saremo giudicati noi stessi dalle generazioni future. Il nostro pudore ritrovato e il recupero del principio di parsimonia ci possono quindi aiutare ad avere gratitudine e rispetto delle testimonianze della ricchezza del passato perché il passato ci insegna costantemente, anche se noi spesso lo consideriamo solo un magazzino dal quale rubare costantemente.

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Dic 07 2022

la tutela 07 12 2022

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LA TUTELA
Non ha alcun bisogno d’esser accompagnata la Lega…. A cura di Stefano Mauri per www.cremonasera.it
Francoforte 07 12 2022 flcozzaglio@gmail.com
—Il Berga(maschini), cuore verde leghista, omaggia la memoria di Roberto Maroni. Ah Maroni era davvero una bella persona.
Ringrazio il presidente del Consiglio comunale Attilio Galmozzi per aver aperto la seduta consiliare odierna in ricordo di Roberto Maroni.
Leader di partito, Ministro e Governatore. Politico schietto e appassionato, un esempio di uomo istituzionale che in queste settimane ha ricevuto un encomio significativo da tutte le parti politiche.
Ho portato con me quella fascetta in suo ricordo, che ho indossato per la prima volta 8 anni fa quando ho aderito al mondo giovanile della Lega e che da due anni ho l’onore di coordinare, rappresentare e tutelare.
Così postò via social Andrea Bergamaschini, consigliere comunale d’opposizione della Lega a Crema

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Dic 06 2022

un nome, una garanzia 06 12 2022

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UN NOME, UNA GARANZIA
Giorgio Barbieri dio sa quanti articoli ha scritto sulla Cremo, e Sussurrandom fa bene a ricordarlo.
Francoforte 06 12 2022 flcozzaglio@gmail.com
—Arriva il libro sulla Cremonese del giornalista, tifoso grigiorosso, scrittore ed opinionista Giorgio Barbieri.
Finalmente ci siamo. Il mio libro sulla storia della Cremonese dal 1903 al 2022 è in stampa da Fantigrafica, sarà pronto per la prossima settimana. Il titolo è molto semplice ‘U.S. Cremonese. La storiA (1903-2022)’. L’editore è Apostrofo. Si tratta di un racconto romanzato dei quasi 120 anni di calcio grigiorosso, oltre 540 pagine con centinaia di fotografie, ricordi dei personaggi che hanno fatto grande la società, interviste ai giocatori e tanti episodi che ho vissuto personalmente in 46 anni di attività giornalistica al fianco della Cremonese. Il volume verrà presentato ufficialmente domenica 11 dicembre alle 17,30 in Comune a chiusura della ‘Fiera del libro’ 2022?. Sarà il critico letterario e amico Claudio Ardigò (presidente provinciale del Csi) a condurre la chiacchierata sulla lunga storia grigiorossa.
Ricordate quando qualche anno fa vi avevo chiesto di scrivere una vostra emozione sulla Cremonese? Ebbene, sono riuscito a mettere i vostri racconti nel libro. Ci sono dunque le storie di Sandrone, Bruno Limoni, l’ex giocatore grigiorosso Lorenzo Carotti, Daniele Storci, Danio Mariani, Edoardo Guzzelloni, Elisabetta Mazzini, Fabio Aloisi, Fausto Fadini, Federico Robusti, Federico Perry, Giorgio Bodini, Italo Galletti, Leonardo Zanni, Leonardo Zerbini, la giornalista Livia Taglioli, Luca Zerbini, Maurizio Rodini, Nicola Bodoni, Nicola Vaccaro, Paolo Bettoli, Paolo Dalla Vecchia, Peter Penna, Pierluigi, Roberto Dotti, Romano Ruggeri, Alessandro Rossini, Saro Di Giuseppe, Stefano Zerbini e Alessandro ‘Cudega’ Vacchelli.  Grazie a tutti voi.
Così postò via social Giorgio Barbieri, giornalista, scrittore, opinionista e grande tifoso della Cremonese.

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Dic 06 2022

vivere di rendita 06 12 2022

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VIVERE DI RENDITA
Magari con pochi soldi, piuttosto di lavorare; da Libero.
Francoforte 06 12 2022 flcozzaglio@gmail.com
—A Zona Bianca la parte più piccante della serata è senza ombra di dubbio quella dominata da Bruno Vespa, letteralmente scatenato sul reddito di cittadinanza. Prima racconta ai telespettatori di Rete 4 la sua personale esperienza con le aberrazioni dell’assegno grillino.
«Io ho una masseria in Puglia. Ho incontrato in un locale una ragazza brava e motivata, voleva crescere. Le ho offerto 1.300 euro per fare la cameriera. Lei ha detto sì, è tornata a casa e il suo ragazzo le ha detto: Tu sei pazza, perché sommando al reddito il lavoro nero sei molto più libera e fai quello che vuoi. Di situazioni di questo genere ce ne sono una infinità in Italia. Che devo fare? Denunciarla? Rovinarle la vita?». La risposta è no, ma il messaggio è tanto amaro quanto chiaro: «Non è possibile che ci sia una categoria di persone che pensa di vivere di reddito per sempre, dai 18 anni alla pensione».

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Dic 06 2022

cremonesita’-quattrocentoquattordici 06 12 2022

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CREMONESITA’ – quattrocentoquattordici
Si sposta il centro verso la periferia, come spiega www.cremonasera.it
Francoforte 06 12 2022 flcozzaglio@gmail.com
—Tutto pronto per il nuovo edificio commerciale ricavato all’ex Armaguerra per un grande centro della ristorazione. Terminato anche il sottopasso.
Ha ripreso a correre la realizzazione del Centro Commerciale “Ex Armaguerra” sulla rotonda della Paullese. Il sottopasso che collegherà il centro commerciale con l’Itis e il Quartiere Cambonino (sia pedonale che ciclabile) è quasi terminato, così come il secondo grande spazio commerciale a fianco del Supermercato Lidl. In questi giorni sono state montate le grandi vetrate del secondo edificio e si stanno completando le rifiniture. Gli addetti ai lavori ipotizzano l’apertura per la fine di gennaio. In questo spazio, proprio all’imbocco del sottopasso, dovrebbe trovare spazio un grande centro per la ristorazione. Ovviamente bocche cucine sul nome della catena ma sarà un take away da 450 mq. In via di completamento anche la strada di arroccamento lungo la tangenziale e la circolazione interna. Anche il nuovo edificio commerciale (come tutto il centro) avrà sul tetto i pannelli fotovoltaici così da permettere autonomia energetica alla struttura commerciale.
Dunque si va completando la struttura commerciale oltre alla Lidl dal febbraio scorso si è insediata lasciando lo spazio in via Castelleonese (a Shapò) sono previsti un pet store, un centro per la cura per la persona, un negozio di abbigliamento e un’altra ristorazione. Li’investimento per realizzare il parco commerciale è di circa 14 milioni di euro (portato avanti dall’imprenditore Davide Corradi, titolare di Dn Soluzioni) e il modello è quello di cinque diverse strutture indipendenti ma con un parcheggio coperto di 247 posti auto (oltre a quelli scoperti) riorganizzando la viabilità automobilistica, ciclabile e pedonale.  Lo studio di progettazione che ha sviluppato la riqualificazione è il Gruppo Wip. Non sono ancora partiti, invece, i lavori per la zona di nuova costruzione.
Fotoservizio di Gianpaolo Guarneri (foto StudioB12)

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Dic 06 2022

superuomo nietschiano

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SUPERUOMO NIETSCHIANO
Sempre dal mio libretto di 70 cartelle.
Francoforte 06 12 2022 flcozzaglio@gmail.com
—Fermiamoci al comico, di cui il nostro caso è tanto generoso creatore: in questo momento Iori ha 49 quarantanove anni, e in tema di violenza risulta solo che sia stato preso a sberle e peggio da alcune delle sue donne, senza reagire; ma il dottor Gip, in nome del popolo italiano, va ben oltre: essendo indagato per duplice omicidio, a lasciarlo in libertà, Maurizio Iori, superuomo nietzschiano, per ripicca al procedimento penale a suo carico, andrebbe in giro per ammazzare ancora! Questa del dottor Gip, cari lettori, parlando tecnicamente, è un’ordinanza di convalida all’arresto, non una sentenza, ma ne ha tutte le conseguenze: ecco, ricordatevene bene, quando vi suonano e cantano il ritornello: le sentenze, emesse in nome del popolo italiano, noi in parole povere, si rispettano!

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Dic 06 2022

la separazione delle carriere 06 12 2022

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LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE
Riuscisse, sarebbe un miracolo; dal Dubbio.
Francoforte 06 12 2022 flcozzaglio@gmail.com

—«Proporremo una profonda revisione» del sistema delle intercettazioni «e vigileremo in modo rigoroso su ogni diffusione». Lo ha detto il Ministro della giustizia, Carlo Nordio illustrando presso l’aula della Commissione Giustizia del Senato le linee programmatiche del suo Dicastero. «Non si è mai vista una condanna inflitta sulla sola base delle intercettazioni. Sono diventate uno strumento di prova non un mezzo di ricerca delle prove. Possono poi essere soggette a “errori di trascrizione” e la loro trascrizione spesso pilotata costituisce uno strumento micidiale«, ha aggiunto Nordio.
Nordio e la riforma del codice penale
«Occorre una riforma del codice penale e una completa attuazione del codice Vassalli. Una riforma garantista e liberale che può essere operata con leggi ordinarie e negli aspetti più sensibili con una modifica della Costituzione» ha spiegato Nordio. «Le criticità della giustizia penale derivano da tra contradizioni insanabili. Il nostro codice penale è del 1930 ed è stato modificato solo in alcuni elementi e rappresenta l’ideologia fascista. Sono stati poi inseriti alcuni reati con leggi non connesse l’una tra l’altra. Il codice di procedura penale è relativamente recente, paradossalmente questo codice è stato oggetto di reiterati interventi», ha evidenziato Nordio.
Nordio favorevole alla separazione delle carriere
Nordio, inoltre, ha parlato anche di separare le carriere dei pm e dei giudici: «Non ha senso che il pm appartenga al medesimo ordine del giudice perché svolge un ruolo diverso»

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