Ott 30 2020

la legge del più forte-millesettecentosettanta 30 10 2020

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LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – millesettecentosettanta

Da www.errorigiudiziari.com; ogni tanto penso agli avvocati e alla rabbia che provano davanti alla palese inconsistenza delle prove, qui addirittura un collega dell’imputata che si dichiara responsabile dei fatti!

—Simonetta Pili è originaria di Siamanna, un piccolissimo centro in provincia di Oristano. Oggi ha 52 anni, gli ultimi nove dei quali trascorsi ad affrontare un errore giudiziario. Sì, perché questa operatrice di una casa di ricovero per anziani (“Casa Serena”, a Palmas Arborea) è finita in carcere accusata di un reato mai commesso: aver partecipato con un collega a una sevizia con abusi sessuali nei confronti di uno degli ospiti della struttura presso cui lavorava. Simonetta Pili è stata vittima di ingiusta detenzione. E ci sono voluti nove anni prima di riuscire a mettere la parola fine su questa vicenda amara, con un risarcimento per i giorni trascorsi ingiustamente dietro le sbarre. Ma procediamo con ordine. È il 3 marzo 2010. Simonetta Pili, operatrice geriatrica conosciuta da tutti come come grande lavoratrice, incensurata, a poche ore da un interrogatorio durante cui era stata sentita come testimone, viene arrestata: ha appena fornito una versione diversa da quella fornita in una denuncia e sostenuta dal magistrato che indaga, Diana Lecca, sul caso di presunte sevizie con abusi sessuali su un anziano ospite di “Casa Serena”. In realtà, un suo collega di lavoro, Pier Paolo Murru, si è già autoaccusato di tutto; ma incredibilmente Simonetta Pili lo seguirà in carcere di lì a poco. Senza che abbia mentito durante la testimonianza. Il penitenziario di Oristano non ha una sezione femminile, dunque la donna finisce in una cella di un braccio già dismesso. È sola, in uno spazio minuscolo e fatiscente, con muffa ovunque alle pareti, una brandina con un materassino lercio e nient’altro. In queste condizioni resterà per quattro giorni, prima che le autorità si convincano che non può andare avanti così: per questo viene trasferita a Nuoro, nel penitenziario di Badu ‘e Carros. Ma qui la cella non è più tutta per lei: a dividere lo stesso spazio ci sono altre detenute con sentenza definitiva, alcune delle quali con seri problemi di salute, altre turbolente al punto da tentare di dar fuoco alla cella. Ne uscirà soltanto il 27 luglio 2010, quando avrà già perso il lavoro (la cooperativa “Casa serena” l’ha subito licenziata), ma non la speranza che si possa chiarire tutto. Poco tempo dopo arriva invece il rinvio a giudizio. Il processo, durante il quale è assistita dall’avvocato Sara Ghiani, si conclude positivamente: l’assoluzione arriva nel luglio 2014, a quattro anni dai fatti. Otto mesi più tardi, nel marzo 2015, l’avvocato Rosaria Manconi presenta istanza di riparazione per ingiusta detenzione: vuole che lo Stato risarcisca la sua assistita Simonetta Pili per i 119 giorni trascorsi in custodia cautelare in carcere senza colpa. Bisognerà attendere due anni per avere una risposta: i giudici della Corte d’appello incaricata di valutare la richiesta di indennizzo, accolgono la domanda e dispongono la liquidazione di circa 30 mila euro, attenendosi quasi del tutto alle tabelle previste dalla legge per la fissazione degli importi. “Lo Stato riconosce l’errore in cui è incorso durante le indagini e soprattutto il danno morale e materiale che questa vicenda ha inferto alla mia cliente, costretta a trascorrere quattro mesi di detenzione in condizioni totalmente contrari ai principi di umanità e rispetto della detenuta. Per noi è una vittoria, anche se non c’è somma che potrà mai risarcire quello che ha passato Simonetta Pili”, ha commentato l’avvocato Rosaria Manconi.

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Ott 30 2020

qui cremona-ottocento 30 10 2020

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QUI CREMONA – ottocento

Sua Eccellenza avrà senza dubbio raccomandato di uscire il meno possibile di casa, nel caso non fosse mettersi la mascherina, e lavarsi spesso le mani con disinfettanti, con l’aiuto non simbolico del sindaco e del direttore Ats; da www.cremonaoggi.it

—Il Terzo Settore, la sua importanza sociale, il rapporto con la Prefettura, le amministrazioni locali e l’autorità sanitaria in questo momento cruciale della nostra storia recente: questi i temi oggetto del confronto voluto dal prefetto di Cremona, dott. Vito Danilo Gagliardi, e da lui introdotto stamattina in collegamento in videoconferenza con il mondo delle cooperative del territorio di Cremona. Un incontro nel corso del quale il prefetto ha ringraziato per tutto quanto è stato fatto dai volontari, ma ha anche elencato alcune raccomandazioni operative per il contenimento del contagio, coadiuvato dal sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti, e dal direttore dell’Ats Valpadana, Salvatore Mannino—

Quanto ti fa paura la nuova ondata? l’ultimo sondaggio della Provincia fin che c’è; il prossimo: domani piove?

Dal sito della Diocesi:

—È online la nuova edizione del mensile digitale diocesano «Riflessi magazine».

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Ott 30 2020

domani mi incuriosisce 30 10 2020

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DOMANI MI INCURIOSISCE

Poca differenza tra carta e abbonamenti on line: li regalano? L’Opinione delle Libertà.

—Il giornale non ha superato mai le 14mila copie al giorno, a cui aggiungere 7mila circa abbonamenti digitali, con una serie di difetti giornalistici e di pubblico. Identità non chiara, lettura faticosa (per la lunghezza degli articoli), titolazione non attraente, grafica stantia, notizie che non hanno mai avuto seguito, differenze tra l’edizione cartacea e le news online. Secondo alcune indiscrezioni, lo stesso Carlo De Benedetti ha considerato il giornale poco rilevante nella vita del Paese e non in grado di competere sui temi politici, dei diritti civili, della politica internazionale con il modello originale che è “Repubblica”.

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Ott 30 2020

sempre giudici sono 30 10 2020

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SEMPRE GIUDICI SONO Amici di Palamara o non; titoli dal sito Anm: —Caputo: “Unicost ha rotto con il suo passato ma all’hotel Champagne c’erano pure altre correnti” Il segretario dell’ANM intervistato da Repubblica

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Ott 30 2020

articolo ripreso dal corriere! 30 10 2020

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ARTICOLO RIPRESO DAL CORRIERE! Parte dalla Provincia, arriva al Corrierone. —Incasso del giorno: 0,00 euro. Lo scontrino inviato a Conte Ristorante Locanda Torriani, i titolari si sfogano su Facebook e promettono: «Non ci arrendiamo»

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Ott 30 2020

basta vedere come si 30 10 2020

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BASTA VEDERE COME SI

azzuffano i sapienti in Italia per un ascolto in più, per capire che la Merkel ha ragione. E che sarebbe disposta a ripeterlo in pubblico; dalla Stampa.

—«Arrivati a questo punto le chiusure sono l’unica scelta: avremmo dovuto agire prima, ma per i cittadini non sarebbe stato facile accettarlo. Hanno bisogno di vedere i letti degli ospedali pieni…». Quando Angela Merkel ha preso la parola, le telecamere della videoconferenza Ue hanno registrato lo stupore di diversi leader, increduli di fronti alla franchezza della cancelliera. Parole che registrano un’autocritica collettiva («Avremmo dovuto agire prima»), ma al tempo stesso anche un discutibile tentativo di autoassoluzione («I cittadini hanno bisogno di vedere i letti degli ospedali pieni»). Difficilmente Merkel lo ripeterebbe in pubblico.

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Ott 30 2020

poi arriva papa francesco 30 10 2020

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POI ARRIVA PAPA FRANCESCO L’Avvenire; certamente Dio ci ha messo del tempo per cambiare idea, in parte, sull’omosessualità promossa dalla natura. Che lui stesso ha creato.

—Gentile signor G, se è riuscito a leggere anche “Avvenire” del 23 ottobre, avrà visto che la Chiesa si confronta con il problema omosessualità fin dai primi secoli (pagina 7, articolo al piede della pagina). Se ne occupano di fatto tutti i Concili dal terzo secolo in poi. E con toni di pesante condanna che arrivano a contemplare anche catene e roghi (Concilio di Nablus, 1120). Poi papa Pio V (1566-1572) sentenzia che i colpevoli siano consegnati al braccio secolare dell’inquisizione (cioè condannati a morte). Ma dal Vaticano II in poi la Chiesa comincia un percorso di comprensione del problema che contempla almeno due documenti importanti, Persona humana (1975) e la Lettera sulla cura pastorale delle persone omosessuali (1986), dove la condanna non riguarda più la persona, per la quale si raccomanda anzi «un giudizio prudente », ma i suoi comportamenti.

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Ott 30 2020

vengo anch’io, no, tu no 30 10 2020

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VENGO ANCH’IO, NO, TU NO

Oppure per qualche voto in più; interessante il contributo di una Pubblica Amministrazione a chi primo arriva; campo di lotta Affiche, da www.cremonaoggi.it:

—Doveva essere il Comune o la Regione ad entrare nel merito delle illustrazioni che hanno composto la mostra ‘Affiche’? Il tema viene ripreso oggi dall’assessore regionale all’Autonomia e Cultura di Regione Lombardia Stefano Bruno Galli, qualche giorno dopo la pubblicazione, sul Bollettino ufficiale della Regione, della concessione di un contributo di 6000 euro all’associazione Tapirulan, organizzatrice della mostra. “È necessaria qualche precisazione – scrive l’assessore – anche perché in seno all’opinione pubblica cremonese potrebbero diffondersi convincimenti fuorvianti. “Il bando “Ri-vivi la Lombardia” – uscito il 10 agosto scorso – è stato concepito con il deliberato obiettivo di sostenere le iniziative estive, che si sarebbero svolte all’aperto, per rilanciare le manifestazioni culturali nella massima sicurezza, dopo il tempo lungo del lockdown. Era un bando – con il quale abbiamo finanziato un centinaio di progetti – ‘a sportello’. In estrema sintesi: chi prima arriva, cioè ‘clicca’ per primo, meglio alloggia. “Sono sempre stato contrario ai bandi a sportello, che prescindono da un’approfondita valutazione dei progetti. Mirano solo a verificare i requisiti formali dell’associazione che li propone. Tanto è vero che quello presentato dall’Associazione culturale Tapirulan descriveva solo in generale l’idea di ‘Affiche’, mostra ‘atipica’ – com’era definita nella sintesi del progetto – perché allestita negli spazi riservati alle affissioni pubblicitarie o ai manifesti elettorali. Punto. Nessuna parola su Nicoletta Ceccoli e la sua arte”. “Affiche – continua Galli – non era una mostra a pagamento. Era una mostra – davvero invasiva – diffusa per una ventina di chilometri lungo le vie della città, negli spazi concessi dal Comune di Cremona. Veniva ‘imposta’ a tutti: difficile non imbattersi nei suoi pannelli. Era dunque l’amministrazione comunale a dover esprimere una valutazione in ordine alla proposta culturale da offrire alla cittadinanza attraverso i suoi spazi. Non era certo della Regione che neppure sapeva, per effetto del meccanismo del bando a sportello, di quale iniziativa – nello specifico – si trattasse. E che non poteva neppure verificare – per tutte le domande presentate a ogni bando a sportello? – quale tipo di arte pratichi un artista indicato con il solo nome e cognome.

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Ott 30 2020

arrivano sempre i nostri 30 10 2020

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ARRIVANO SEMPRE I NOSTRI!

Più alti che bassi, scrive Repubblica con il ministro Gualtieri che si frega le mani.

—Le speranze del Mef trovano conferma nel dato Istat sul Pil italiano del terzo trimestre del 2020: la ripresa estiva, che ormai sembra un lontano ricordo per la ripartenza dei contagi e le nuove misure di contenimento, ha consentito al Prodotto nazionale di rimbalzare del 16,1% rispetto al trimestre precedente chiusosi a -13 per cento. Il dato, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è ancora provvisorio ma supera le attese e consente al ministro Gualtieri di affrontare il prevedibile rallentamento dell’ultima parte dell’anno senza l’ansia di rivedere per intero le stime sul 2020. Un trend che ci accomuna al resto d’Europa. Su base annua, rispetto al periodo giugno-settembre 2019, l’economia ha invece registrato una contrazione del 4,7%.

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Ott 30 2020

candidati 30 10 2020

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Trump è un civico, insinua malizioso Pirondini accomunandolo a qualche italiano. Flaminio Cozzaglio commentò……

CANDIDATI

È partita la caccia grossa ai candidati per le prossime amministrative (fine maggio-primi di giugno 2021). Si punta sui “civici”. I partiti sono a corto di idee. Hanno cattiva coscienza di se’. Succede nei momenti di passaggio come questi. Per di più aggravati da uno strano lockdown che sta mietendo vittime economiche e sociali. Servirebbero soldi subito (che non ci sono). C’è già chi parla di “omicidio di Stato del ceto medio con l’alibi del Covid“. Renato Brunetta sostiene che “il virus è il nuovo spread nel 2011”. Si attendono i 209 miliardi del Recovery Plan. Campa cavallo. Se va bene arriverà una piccola anticipazione l’estate prossima. La situazione è drammatica. E cresce la rabbia sociale. Brutto segno.

POLITICA IN DIFFICOLTÀ

Il civismo è l’ancora di salvezza. Per una destra e sinistra che hanno difficoltà ad esprimere una classe dirigente. Gli ultimi riciclati (Caldoro, Fitto) hanno allarmato le segreterie dei partiti. E allora avanti con un totonomi non senza azzardi: Bertolaso o Giletti (che si è già tirato fuori) a Roma, Sala a Milano oppure un rettore, un magistrato a Napoli, il presidente dei commercianti a Bologna. Succede quando il sistema dei partiti è febbricitante. Cento anni fa emerse il civico Mussolini, nel 92-93 del dopo Tangentopoli sali’ alla ribalta Berlusconi. Stessa musica all’estero: ad esempio, Trump è un civico.

ELEZIONI COMPLICATE

Il Coronavirus rende tutto complicato. A cominciare dalla data. Poi c’è il volume dei comuni coinvolti: oltre 1.300. Cinque grandi città ( Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna ), 21 capoluoghi di provincia di cui tre in Campania (Benevento, Salerno, Caserta), due in Romagna (Rimini, Ravenna). E molti comuni popolosi come Castellammare di Stabia (65.000), Battipaglia (51.000), Chioggia (49.000), San Benedetto del Tronto (47.000). C’è anche una intera diocesi chiamata alle urne, ovvero Nardo’-Gallipoli .
Sono a fine mandato i sindaci di Napoli (De Magistris) e di Bologna (Merola). Si tentano ribaltoni. La campagna è già calda.


GLI ACCHIAPPA VOTI

Nomi ne circolano già a iosa. Nomi civici, apparentemente super partes, prestigiosi, di buona reputazione. Insomma degli acchiappa voti.
A Roma il sogno azzurro si chiama Guido Bertolaso, romano doc, un passato da capo della Protezione civile (2001-2010). Un sondaggio Index recente lo accredita di un 44%, Calenda 41%, Virginia Raggi 15%. Scalpita soprattutto Calenda che conosce la macchina per il suo passato da manager in Ferrari e SKY prima di entrare nei governi Letta, Renzi e Gentiloni. Si è intrufolato anche Vittorio Sgarbi (Lista Rinascimento) per movimentare il teatrino.
A Milano si fa il nome di Ferruccio Resta, rettore del Politecnico, ingegnere, membro pure del Cda del colosso Leonardo-Finmeccanica (49.500 dipendenti, siti in 20 Paesi), una produzione sontuosa (elicotteri, velivoli militari e civili, sistemi di sicurezza, satellitari). In alternativa Marco Veronesi, medico, uno dei sette figli del celebre oncologo Umberto. Tace per ora Beppe Sala, sindaco dopo Pisapia; nel 2016 ha vinto al ballottaggio con il 51,70%. Scioglierà la riserva più avanti.

BOLOGNA CIVICA

Nel capoluogo emiliano si punta su Giancarlo Tonelli, fiutando l’effetto Guazzaloca del 1999. Con Tonelli c’è Gian Luca Galletti, centrista, già ministro nei governi Renzi e Gentiloni. Si tenta di ripetere il fronte civico-polista. Il verdetto fra circa sei mesi. Virus permettendo.

ENRICO PIRONDINI

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