Mag 05 2021

i più eguali-trentotto 05 05 2021

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I PIU’ EGUALI – trentotto

Dalle mie 70 cartelle sui processi Iori senza editore, una delle inesattezze, o dimenticanze, faccia il lettore, dei giudici…..

—Quella di Maurizio Iori, quando si deciderà a darla, mesi dopo:

“bombole e fornelli? d’accordo con Claudia li ho comprati per le sue vacanze al mare, nel caso volessero trascorrere, lei e la bambina, tutto il giorno in spiaggia o in pineta”.

Non avendo altro, i giudici infieriranno: perché quattro bombole, quando per dieci giorni una era già fin troppo;

“durante la cena mi sfugge d’aver sposato Laura, a marzo; Claudia s’infuria, mi insulta a lungo, non riesco a calmarla, e allora decido di andarmene; lei prende la scatola del sushi che aveva appena assaggiato: portati via questa schifezza”.

Il vicino del piano di sopra, un commercialista, sette giorni dopo dichiara alla Giudiziaria d’aver sentito le urla, verso le 22, durate dieci o quindici minuti, “molto probabilmente” quella sera; i giudici “accettano” le urla, che però forse diventano il giorno prima, anche se è certo Claudia non avesse una vita sociale, specie la sera; frequenta solo, ogni giorno, abitano vicini, genitori e sorella, cui i giudici non faranno mai nemmeno la piccola domanda: vi risulta con chi fosse, Claudia, la sera prima, alle 22? ed è pure strano che a distanza di soli sette giorni, dopo un fatto del genere, il vicino di casa sia incerto sulla sera delle urla….. Ma è come lo Xanax, che per comodità di “esposizione” da pastiglie si trasforma in gocce.

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Mag 05 2021

qui cremona-novecentottantacinque 05 05 2021

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QUI CREMONA – novecentottantacinque

Sempre dall’articolo di Federico Centenari su www.cremonasera.it, denso di significati, il primo: ma che 700 dipendenti ha il Comune! l’assessore tenta di smarcarsi dicendo: —La scelta dei consulenti esterni, per l’assessore Viola, non deve però portare ad affermare, come nei casi degli incarichi affidati al dottor Lazzari e alla dottoressa Paladini, che il Comune strizza l’occhio a figure “vicine all’amministrazione”. “La selezione non la faccio io – commenta –. Io non so neanche chi si presenta per gli incarichi. C’è una struttura apposita che si occupa della selezione e dei bandi”— Ho altro da fare, recita l’assessore, a ciascuno il suo lavoro; ecco il lavoro degli altri: —Nel caso dell’ultimo incarico, il curriculum della dottoressa Feraboli è in linea con il ruolo e si apprende che l’incaricata non è nuova all’amministrazione: in possesso di una laurea triennale in scienze politiche e relazioni internazionali, è prossima alla laurea specialistica in scienze della comunicazione pubblica e d’impresa e tra il 2015 e il 2016 ha svolto il servizio civile presso l’ufficio stampa del Comune di Cremona. Feraboli si occupa inoltre della gestione in team dei canali social del Circolo Arci Arcipelago e dell’associazione “Gli Amici di Robi”. Nel 2016 ha gestito i canali social dell’Associazione Porte Aperte Festival e nel 2014 ha svolto un affiancamento a progetto presso la SGP Eventi Srl di Modena, la società che organizza la Festa del Torrone— Il Comune di Cremona non ha tra i 700 dipendenti uno con laurea triennale in scienze politiche o simile, pur prossimo alla laurea specialistica!

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Mag 05 2021

nuova scoperta dell’acqua 05 05 2021

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NUOVA SCOPERTA DELL’ACQUA

caldissima; dalla Stampa, che mi permetto correggere: diffusa sì, ma in minoranza. —Barbara Gallavotti ospite del programma di La7 DiMartedì: “L’omosessualità è prevista dalla natura e dall’evoluzione. È estremamente diffusa, ci sono 1500 specie diverse nella quale si sono visti comportamenti omosessuali. Ci sono in natura animali che cambiano spontaneamente sesso”.

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Mag 05 2021

galimberti impari 05 05 2021

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GALIMBERTI IMPARI

se non da www.cremonasera.it, almeno da Napoleone: in carrozza o in bicicletta le strade non cambiano…..

—Due secoli fa moriva Napoleone. Quella visita a Cremona dove trovò le strade dissestate e stanziò fondi per sistemarle quasi tutte. Fu così che l’imperatore francese, che stava percorrendo in carrozza la strada da Milano alla nostra città, giunto ad Acquanegra fece staccare un cavallo, in sella al quale giunse poi quasi inosservato a Cremona, per non sottostare agli incredibili sobbalzi a cui il pessimo fondo stradale sottoponeva il veicolo.

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Mag 05 2021

anche bergoglio la vede così 05 05 2021

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ANCHE BERGOGLIO LA VEDE COSI’ Dall’Avvenire, il cardinal Giacomo Biffi.

—Alcune affermazioni di Napoleone mi trovano singolarmente consonante. Ad esempio, quando dice: «Tra il cristianesimo e qualsivoglia altra religione c’è la distanza dell’infinito», cogliendo così la sostanziale alterità tra l’evento cristiano e le dottrine religiose.

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Mag 05 2021

il padre spara, 05 05 2021

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IL PADRE SPARA,

dopo un’ora scarsa chiamano i soccorsi, e la famiglia al completo vien condannata; da www.notizie.it

—Dopo cinque sentenze (una di primo grado, due di secondo e due di terzo), tutta la famiglia Ciontoli è stata condannata. Ad aver ricevuto la pena più severa è stato Antonio, autore dello sparo e colpevole di omicidio volontario. Secondo la ricostruzione dei giudici avrebbe infatti azionato la pistola per errore (parte colposa) ma avrebbe volontariamente e consapevolmente ritardato i soccorsi (parte dolosa). Senza quelle azioni e chiamando per tempo l’ambulanza, hanno mostrato le perizie eseguite, probabilmente Marco Vannini sarebbe ancora in vita. I figli Martina (fidanzata di Marco) e Federico e la moglie Maria hanno invece ricevuto una condanna a 9 anni e 4 mesi per concorso semplice in omicidio volontario. Per i giudici hanno infatti aiutato volontariamente il padre. Si tratta dell’unica modifica della Cassazione rispetto alla sentenza dei giudici d’Appello bis che avevano ritenuto i tre resposabili di concorso anomalo (e non semplice). Questo non ha tuttavia cambiato l’entità delle pene già stabilite.

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Mag 05 2021

da crema a roma 05 05 2021

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DA CREMA A ROMA

Per Stefano Mauri di Sussurrandom tutto è possibile, anche il salto triplo! —Già è proprio il caso di dire … Clamoroso a Roma, secondo La Repubblica (sussurro poi ripreso e rilanciato da Dasgospia), il cremasco Carelli potrebbe candidarsi a sindaco e sfidare Virginia Raggi (o chi per lei e per il centrosinistra) e gli altri candidati. Leggete un po’ quanto segue…

Dal Movimento 5 Stelle al gruppo misto, fino al possibile trasloco tra le fila del centrodestra. La parabola di Emilio Carelli, giornalista di Crema già volto di Mediaset e Sky, potrebbe prendere una piega imprevista. Le voci che circolano da ieri a Montecitorio danno Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia in pressing sul deputato con l’idea di offrirgli la candidatura a sindaco. Così, un cambio di casacca dietro l’altro, l’ex grillino finirebbe per correre contro la sindaca uscente, Virginia Raggi. Uno scenario inedito.

Fin qui la coalizione si era mossa su una candidatura civica e il profilo di Carelli risponderebbe in parte all’identikit del candidato ideale del centrodestra. Impossibile, però, ignorare completamente il passato: « Sarebbe difficile candidare chi si è fatto eleggere con i 5S » , ragiona un deputato leghista. Il diretto interessato, invece, appare lusingato: « Se mi chiamano, prenderei in considerazione l’offerta». Si vedrà. Certo è che prima o poi la coalizione dovrà decidere.

Ma andrà veramente così? Lo scopriremo vivendo!

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Mag 05 2021

la perla 05 05 2021

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LA PERLA

raccolta da www.cremonasera.it, Federico Centenari, in tema di consulenze del Comune: se un contratto dura dal 3 maggio al 31 dicembre ed è pagato 15mila euro lordi, una miseria indegna di uno specialista, perché, dice l’assessore Rosita Viola, l’Ufficio Stampa non potrebbe seguire ogni progetto non avendo il tempo materiale, delle due l’una: o la durata della consulenza è un tanto al chilo, o la consulenza non è così difficile che non la possano svolgere un 20/30 dipendenti.

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Mag 05 2021

marco benedetto 05 05 2021

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Marco Benedetto, creatore di Blitz Quotidiano, presenta Enrico Pirondini! Flaminio Cozzaglio.

Giro d’Italia al via sabato 8 maggio da Torino, Enrico Pirondini descrive le 21 tappe, concorrenti e storia

di Marco Benedetto
Pubblicato il 4 Maggio 2021 11:23

Sabato 8 maggio parte daTorino il Giro d’Italia edizione numero 104. Al via 23 squadre di 5 continenti. Percorso duro di 21 tappe e 3.479 km, con due cronometro, otto arrivi in salita. Persino due frazioni con gli sterrati. Il colombiano Egan Bernal , cresciuto in Sicilia e Piemonte, sarà la grande stella per festeggiare i 90 anni della maglia rosa. Il velocista più atteso è il veronese Viviani. Torna lo Zoncolan, salita mostruosa, l’ascesa più dura d’Europa. E sul colletto una frase di Dante: “ Disposto a salire le stelle “.

La città della Mole terrà a battesimo la “corsa rosa“. Dopo Milano e Roma, Torino è stata quella che più delle altre ha legato il proprio nome al Giro d’Italia. Già in 89 edizioni è stata sede di partenza o di arrivo di una tappa.

Sabato sarà la terza volta che il Giro inizia da qui. Dal salotto di piazza Castello. La prima volta è stata addirittura nel 1909.

Poi un filotto fino al 1940. E nel 1961 per la prima volta la corsa scelse Torino, giustamente. C’era da celebrare il Centenario dell’Unita’ d’Italia. Quest’anno si celebra il 160esimo . Complessivamente, tra partenze e arrivi, Torino compare nel Giro quasi novanta volte. Dunque città da podio, dopo Milano (145) e Roma (104).

Memorabile Coppi a Superga dove il mese prima ( 4 maggio 1949 ) si era schiantato l’areo del grande Torino contro il muro perimetrale posteriore della basilica del Juvarra.

Il campionissimo sali’ sulla collina per rendere omaggio ai caduti. Solo. Era la sera dell’11 giugno o la mattina dopo. Non si sa con certezza. È certo che depositò la maglia rosa nel punto in cui si schiantò il trimotore reduce da Lisbona. Coppi scambiò due parole con il custode della basilica – Giovanni Biestro , frate portinaio – e se ne andò scuro in volto. Il 10 giugno Fausto Coppi trionfò in Piemonte dopo una impressionante fuga di 190 km. Primo su tutte le cime delle Alpi Italo-francesi ( Maddalena, Vars, Izoard, Monginevro, Sestriere ). Bartali arrivò con 12 minuti di ritardo.

Giro 2021: i bookmakers indicano come principale favorito lo scalatore puro Egan Bernal della Ineos, vincitore del Tour de France 2019.

Occhio però ad altri due campioni: Simon Yates ( BikeExchange ) e Remco Evenepoel (Deceuninck-Quick Strp ). Il britannico è fresco reduce dalla vittoria al Tour des Alps; il belga, definito l’erede di Merckx, è forte sia in linea che a cronometro; non a caso ai Mondiali di Innsbruck ( 2018 ) ha vinto l’oro in entrambe le gare. E dispone di una squadra solida e ambiziosa con pezzi da novanta come il portoghese Joao Almeida, l’azzurro Fausto Masnada (terzo all’ultimo giro di Romandia) e il britannico James Knox. È il caso di ricordare che Almeida l’anno scorso ha conservato la maglia rosa per ben 15 tappe su 21.

Nibali ci sarà. L’infortunio al polso non desta preoccupazioni. Sarà il tutor di Mollema.
Ed è orgoglioso di iniziare la 17esima stagione a 36 anni.

Occhio ad altri due azzurri : Filippo Ganna ed Elia Viviani. Il gigante di Verbania l’anno scorso al Giro ha vinto quattro tappe ( 3 crono ). È stato in rosa due giorni. Vanta numeri da fenomeno. Una velocità media nella prima crono del 2020 di 58.831 km/h con 90 pedalate al minuto ed una potenza massima di 1.000 watt, la potenza media e’ di 460 watt su un tempo di crono di 35’54”. Elia Viviani ( ora in Cofidis ) è tornato alla vittoria dopo 554 giorni di sofferto digiuno trionfando nel GP Cholet lo scorso 29 marzo. Dovrà vedersela con il tre volte campione del mondo Peter Sagan, con il campione italiano ed europeo Giacomo Nizzolo, con la volpe Caleb Ewan, il plurivincitore di tappe al Tour Dylan Groenewegen ( Jumbo-Visma ).

Diversi gli azzurri candidati alle vittorie di tappe. Sono giovani e ambiziosi. E non mancano di coraggio e sana spavalderia.

A cominciare da Giulio Ciccone, Gianni Moscon,Giovanni Visconti, Fausto Masnada. E poi il duo azzurro della UAE Team Emirates, cioè Davide Formolo e Diego Ulissi, otto successi di tappa in carriera. A questi è d’obbligo aggiungere Filippo Ganna che dovrà vedersela con il due volte campione europeo della specialità, cioè il francese Remi Cavagna , e con Jos Van Emden due volte campione nazionale d’Olanda.

Le tappe di montagna faranno, come sempre, la differenza. E torna il terribile Zoncolan.
Il mostro. Il Maracana’ verticale. La salita più dura d’Europa.

Ben 1.200 metri di dislivello in soli dieci chilometri. Il mitico Zoncolan torna per la settima volta al Giro d’Italia. Scoperto 18 anni fa, è stato il teatro dell’ultima acclamata recita di Marco Pantani. Certe imprese non si dimenticano. Sono otto gli arrivi in salita con 17mila metri di dislivello. E il tappone imperdibile? È la sedicesima tappa.Da Sacile a Cortina, la più dura. Sono 212 km con 5.700 metri di dislivello. Mitiche le salite: Marmolada, Pordoi-Cima Coppi ( 2239 metri ). E il terribile passo Giau, 9,9 km al 9,3%. Con picchi del 14%. Garantisce il C.T. azzurro Davide Cassani : “Questo è uno dei Giri disegnati meglio. In 14 tappe la classifica potrà cambiare “.

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Mag 05 2021

il grande esordio 05 05 2021

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IL GRANDE ESORDIO di Enrico Pirondini, inventore di giornali, su www.cremonasera.it! Francoforte 05 05 2021 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

—Gli americani e la Nato si ritirano dall’Afghanistan. E con loro 895 soldati italiani. Dopo vent’anni , tutti a casa. La “ guerra eterna“ è finita. Il primo maggio cominceranno i rientri, l’11 settembre – data iconica dell’ attacco terroristico al World Trade Center e al Pentagono giusto vent’anni fa ( 11 settembre 2001 ) che costò la vita a 2.977 civili e 19 attentatori appartenenti ad al Qaida – la ritirata sarà completata. Restano sul tappeto un Paese disastrato con i talebani ancora più forti. E 2.400 soldati americani morti insieme a decine di migliaia di civili afghani. Sentenzia lo speciale del New York Times : “ È stato un ventennio inutile “. E giù il lungo elenco degli insuccessi. Biden però ha già dichiarato che “ anche se non siamo più militarmente impegnati , il nostro lavoro diplomatico e umanitario proseguirà “. Avvisati. L’attacco iniziato da Bush ha dispiegato 800.000 soldati americani ed è costato oltre 2mila miliardi di dollari. Senza contare le centinaia di miliardi, già pianificati, da destinare alla assistenza medica e alla disabilità dei veterani da qui ai prossimi decenni.
Emergency rincara la dose: “ La guerra in Afghanistan è uno dei più grandi fallimenti umani e di politica estera dei nostri tempi “. E Unama ( United Nations Assistance Mission in Afghanistan ) ha calcolato che soltanto l’anno scorso le vittime civili sono
state 8.820 e il Paese è tutt’altro che normalizzato. Germano Dottori, analista e consigliere scientifico di Limes ( rivista di geopolitica facente parte del gruppo editoriale Gedi, fondata nel 1993 da Lucio Caracciolo ) ritiene possibile “l’insorgenza del movimento estremista talebano”. Occhio al radicalismo d’esportazione. Gli italiani lasciano Herat e Kabul a giorni. Anche noi abbiamo avuto i nostri caduti ( 54 ). In più ci ritiriamo a mani vuote. Non abbiamo saputo cogliere le opportunità imprenditoriali ed economiche che offriva l’area più progredita e pacifica del Paese.
Lo sostiene anche il generale Marco Bertolini, già comandante del Coi, primo italiano ad aver ricoperto il ruolo di capo di Stato Maggiore della Missione Isaf tra il 2008 e il 2009. Ha dichiarato all’agenzia Agi “ che noi avevamo un ruolo importantissimo. Non eravamo uno dei 40 Paesi che partecipavano alla missione ma uno dei quattro – con USA, Gran Bretagna e Germania – che avevano di fatto ciascuno il controllo di un quarto del Paese. L’Afghanistan è di fatto in guerra dal 1979, dai tempi dell’invasione russa, e noi probabilmente avremmo potuto fare meglio sotto l’aspetto imprenditoriale “.
Il ritiro dei nostri soldati non è semplice . Ci sono rischi e pericoli che non vanno sottovalutati. Certo, non tanto per il personale. Alla fine si tratta di 800 uomini. Ne’ possono creare problemi insormontabili il grosso dei mezzi – carri, materiali pesanti, aerei – perché buona parte è già in Italia. Si tratta pur sempre di uscire da un Paese che non ha ferrovie e non ha sbocchi al mare. Quindi ci si dovrà affidare solo al trasporto aereo e “trovare voli con determinate capacità sul mercato o chiedendo il supporto della Nato. Parola del generale. Dobbiamo ricordarci che non ce ne andiamo solo noi. Se ne vanno tutti. Questa guerra ci è costata una fortuna: 8,5 miliardi. E non abbiamo solo perso denaro e vite umane. Abbiamo perso vent’anni.

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