Apr 21 2021

i più eguali-ventiquattro 21 04 2021

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I PIU’ EGUALI – ventiquattro

Le mie 70 cartelle sui processi Iori non troveranno mai un editore…..

—E’ tutto così chiaro? Non credo; torniamo alle righe più spettacolari dell’intero procedimento, dalla motivazione di Cremona, dove il giudice, usando il suo libero

convincimento, pensa di convincere noi, popolo italiano, come Iori abbia rifilato lo Xanax :
“Non avendo la sfera di cristallo non è possibile indicare con precisione quale fu l’espediente usato (uno di quelli descritti, un altro ancora) per riuscire nell’intento, né è necessario”

La sfera di cristallo è una sfortunatissima scelta di vocaboli; molto peggio, per me, è il finale “né è necessario”, che ricorda la famosa partita di poker di re Faruk; Faruk ritira il piatto dichiarando “quattro assi”, l’altro insiste con il rituale “vedo”, Faruk, mischiando le carte, sogghigna beffardo: parola di re!

Finite le risa, tutte dovute! la domanda: dalla Corte d’Appello e dalla Cassazione, che pure rileggono e ricopiano tutto, nessun accenno alla sfera; sono d’accordo sia uno strumento processuale, o non? comunque, perché tacciono? E se Appello e Cassazione fossero sotto gli occhi di milioni di cittadini, confermerebbero il silenzio?

Porto la provocazione agli estremi: se al concorso, prove scritte, un aspirante giudice scrive una frase simile, è ammesso alle prove successive?

Ovviamente, temo, l’aspirante giudice finirebbe lì la sua prova……

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Apr 21 2021

qui cremona-novecentosettantuno 21 04 2021

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QUI CREMONA – novecentosettantuno

Raggiunto subito l’accordo su CremonaFiere, scrive www.cremonasera.it:

—Nei prossimi giorni prenderanno il via le attività legate alla realizzazione di un grande murale artistico decorativo sulla recinzione sud dell’area fieristica di Ca’de’ Somenzi. Il murale si propone di veicolare i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile assunti dall’Agenda 2030 e di porli all’attenzione dei molti visitatori delle esposizioni fieristiche, del pubblico che segue gli eventi sportivi al Palazzetto dello Sport e di chi percorre in auto la tangenziale cittadina. Il grande murale si svilupperà su una lunghezza di circa 400 metri lineari con un’altezza di 3 metri, per un totale di quasi 1000mq utilizzando – in perfetta coerenza con il contenuto veicolato – pitture fotocatalitiche che, applicate alle superfici esterne, aiutano a ridurre la concentrazione atmosferica di sostanze nocive come gli ossidi d’azoto, i gas climalteranti (gas serra) e gli inquinanti superficiali.

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Apr 21 2021

il giuseppi 21 04 2021

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IL GIUSEPPI

Dall’Avvenire; l’ex premier tira le orecchie a Beppe Grillo per via del figlio, ricordandogli l’autonomia e l’indipendenza dei giudici…..

—Oltre il dramma c’è, poi, la dimensione politica. E qui Conte ha pochi dubbi: “C’è un principio fondamentale che non possiamo mai perdere di vista, l’autonomia e il lavoro della magistratura devono essere sempre rispettati. Perciò anche in questo caso attendiamo che i magistrati facciano le loro verifiche”.

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Apr 21 2021

acciaierie arvedi 21 04 2021

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ACCIAIERIE ARVEDI Durissimo attacco del Fatto Quotidiano, titolo. – L’altra Ilva inquina nel silenzio. E nessuno vuol vedere i malati-

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Apr 21 2021

un incidente, 21 04 2021

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UN INCIDENTE, se la pratica del ginocchio sul collo è permessa dalle regole, comunque i “nostri” prima o poi arrivano; da Repubblica. —Processo Floyd, Chauvin condannato per omicidio: l’ex agente ascolta il verdetto. L’ex agente Derek Chauvin è stato riconosciuto colpevole dell’omicidio di George Floyd, morto soffocato durante l’arresto a Minneapolis, in Minnesota, il 25 maggio dell’anno scorso. Lo ha deciso la giuria, che si è riunita per due giorni, al termine di un processo che ha monopolizzato l’attenzione dei media, della politica e dell’opinione pubblica statunitense.

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Apr 21 2021

un filosofo, 21 04 2021

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UN FILOSOFO,

non un giurista, altrimenti avrebbe risposto subito al Dubbio che impedire lo sbarco in Italia non è sequestro di persona.

—Secondo il filosofo Massimo Cacciari, «è indecente mandare a processo Salvini quando era del tutto evidente l’unanimità delle decisioni» sull’immigrazione, e «sulle questioni più drammatiche, come i lager libici, il leader della Lega ha portato avanti il lavoro di Minniti».

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Apr 21 2021

grande articolo 21 04 2021

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GRANDE ARTICOLO di Fabio Perrone su www.cremonasera.it in difesa degli artigiani liutai! —Liuteria Cremonese. Un grande patrimonio da difendere. Che si parli di marchi, brevetti, stile, modelli non importa. Tutta la proprietà intellettuale legata alla produzione liutaria cremonese, oggi più che mai, ha bisogno di essere tutelata, utilizzando tutti gli strumenti che la normativa interna, comunitaria ed internazionale mette a disposizione. Fino ad oggi, i liutai che hanno subito azioni contraffattive (marchi copiati o alterati, certificati falsi a corredo di strumenti industriali, strumenti compravenduti on line aliud pro alio ecc.) hanno risposto cercando di tutelare i propri legittimi interessi in ordine sparso, in modo episodico e spesso frammentario reagendo alle segnalazioni caso per caso rendendo, il più delle volte, inefficace l’azione promossa e disperdendo molte risorse senza riuscire ad arginare il fenomeno che, tutt’al più ha cambiato vittima, non modus operandi.

Per dare delle risposte ai molti quesiti che riguardano la liuteria, in seno all’Academia Cremonensis è stato costituito un Service formato da professionisti iscritti all’Ordine degli Avvocati, all’Ordine dei Commercialisti, all’Albo Periti del Tribunale che potranno raccogliere istanze provenienti dal mondo della liuteria e dare adeguate risposte con azioni concreate e interagendo con le Istituzioni preposte e in accordo con le forze dell’ordine. Inoltre è stata costituita la Delegazione cremonese dell’Istituto nazionale per il Diritto dell’arte e dei beni culturali (INDAC), con sede presso l’Academia Cremonensis. Il Progetto nazionale dell’INDAC nasce dall’idea di valorizzare eccellenze professionali sui territori, mettendo a disposizione un patrimonio di competenze e un network di relazioni, favorendo la costruzione di competenze trasversali. In particolare l’INDAC pone la sua ragione d’essere sull’assunto che la cultura sia un valore fondante dell’individuo e motore di crescita collettiva, pertanto assolutamente bisognevole di una realtà associativa autorevole che contribuisca alla evoluzione degli istituti normativi e alla migliore comprensione delle soluzioni giuridiche che in sede legislativa, dottrinaria e giurisprudenziale si sono venuti via via configurando e consolidando in tema di tutela, valorizzazione e fruizione dei beni culturali. Nella sua azione di promotore della cultura del diritto dell’arte – una cultura alta ma non per pochi – l’INDAC si rivolge anche a coloro che non sono in possesso di una cultura prettamente giuridica, cercando di vincere l’inevitabile diffidenza per una materia apparentemente fredda e tecnicistica come il diritto, contribuendo a formare una figura professionale disponibile al cambiamento, all’innovazione costante ed esigente di miglioramento continuo. Nella sua esperienza associativa, l’INDAC affronta quindi la sfida di suscitare l’interesse di un pubblico ampio e variegato, come ampio e variegato è il suo campo d’azione, in perenne dinamicità tra la dimensione individuale e collettiva, tra proprietà privata ed interesse di natura pubblica – gli stessi entro cui si muove il concetto giuridico di bene storico-artistico.

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Apr 21 2021

coldiretti non esiste 21 04 2021

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COLDIRETTI NON ESISTE Titolo della Provincia fin che c’è…. -Confagricoltura: il nostro settore in prima linea per la salvaguardia del pianeta-

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Apr 21 2021

un uomo solo è al comando 21 04 2021

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Un uomo solo è al comando, indossa la maglia che capita, il suo nome è Renato Crotti e scrive sul suo blog!

Francoforte 21 04 2021 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

La riscoperta della bicicletta tra tradizione e futuro sostenibile nel Cremasco cento chilometri di ciclabili. Raddoppiabili.

Renato Crotti

A Crema e nel territorio non siamo messi male. Oltre cento chilometri di ciclopedonali. Ringrazio gli avveduti e lungimiranti amministratori pubblici che si sono succeduti negli anni alla guida della città. Il Comune di Crema voleva pure raddoppiarle: presentò il progetto in Regione, ma non venne finanziato. “Bisogna saper perdere” cantavano i Rokes nel ’67. Anni dopo, le gomme da masticare esortavano però a non desistere: “ritenta, sarai più fortunato”. Nel 2019 la Fiab (Federazione italiana ambiente e bicicletta) del cremasco elaborò anche una mappa indicante i percorsi ciclabili esistenti, evidenziando i tratti da realizzare. La bicicletta fa parte dell’Italian way of life. I marchi Legnano e Bianchi, Torpado e Atala, Olimpya e Girardengo sono (o sono stati) parte integrante del Made in Italy. Aggiungiamoci che siamo il Paese di Coppi (“un uomo è solo al comando, la sua maglia è bianco-celeste” il famoso incipt della radiocronaca di Mario Ferretti alla storica tappa Cuneo-Pinerolo del 1949 ) e Bartali, Binda e Girardengo, Moser, Bugno e Pantani. C’è pure la bicicletta declinata nell’arte. Da Vittorio de Sica in “Ladri di Biciclette” ai Queen di Freddy Mercury in “Bicycle race” o, con una regressione anagrafica, la “Bellezza in bicicletta” di Silvana Pampanini e del Quartetto Cetra. Ancora, i dipinti di Sironi, Boccioni, Marinetti e Schifano.
L’elenco sarebbe infinito. La bici incarna il mito dell’uomo libero. E’ l’immagine visibile del vento. Nell’epoca del Green New Deal, dell’economia circolare a zero emissioni, del cicloturismo e dei “Goals” per la Sostenibilità, della voglia di riprendere ad uscire all’aria aperta in modo salutare e piacevole, la bicicletta è tornata prepotentemente protagonista. Una riscoperta. Pure senza il bonus (in Italia il giro d’affari è di circa dieci miliardi di euro annui, con quattro bici ogni cento abitanti). Certo, con il bike sharing qualcuno ha interpretato la condivisione in modo eccessivamente estensivo, ma la mobilità urbana ed extraurbana va ulteriormente pensata e ripensata a misura di ciclista. Essenziale, quindi, una crescente rete ciclopedonale in una sinergia virtuosa tra Comuni, Enti locali, privati, filatropia per assicurare un’alternativa percorribile (è il caso di dirlo) all’automobile. Senza dimenticare una viabilità ed un arredo urbano pensato nell’ottica della due ruote. L’auto è troppo veloce e inquina. Il viaggio a piedi è troppo lento. La bicicletta è un punto di equilibrio. De gustibus.

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Apr 21 2021

l’inferno del nord 21 04 2021

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L’inferno del Nord, scrive Pirondini su Blitz Quotidiano di Marco Benedetto, uno degli on line più letti e che lo ospita sempre ai primi posti, di qualsiasi argomento si occupi! Flaminio Cozzaglio.

Freccia Vallone di ciclismo mercoledì 21 aprile, Liegi-Bastogne domenica. Percorso, favoriti, un po’ di storia

di Enrico Pirondini
Pubblicato il 20 Aprile 2021 19:14

Freccia Vallone mercoledì 21 aprile e Liegi-Bastogne domenica 25 aprile. Ciclismo, ultime due gare monumento della campagna del Nord, patrimonio dello sport tutto dal 1913.

Due eventi in cinque giorni di grande fascino europeo. Eredità pronta ad essere accolta dal Giro d’Italia (8-30 maggio).

Il ciclismo europeo prosegue con due gare monumento, patrimonio dello sport da oltre un secolo. Dopo la Amstel Gold Race (domenica 18) il cosiddetto “Trittico delle Ardenne“ chiude con due classiche che firmano un mese magico.

La Freccia Vallone (mercoledì 21) e la Liegi-Bastogne-Liegi (domenica 25). Dunque dopo l’esaltante debutto con la Amstel Gold Race di domenica scorsa vinta al fotofinish dal talentuoso campione belga Van Aert. Sprint vincente sull’inglese Thomas Pidcock della corazzata Ineos. Terzo Schachmann della Bora. La campagna del Nord offre due eventi in cinque giorni. Corse griffate che sono “l’Università della bici e il paradiso degli appassionati “ (copyright Ciro Scgnamiglio).

La Freccia Vallone – anno di fondazione 1936 – è alla edizione numero 85. Vale come quindicesima prova dell’UCI World.

Famoso e crudele il “ Mur de Huy “, la rampa conclusiva con pendenze oltre il 20%. Ben 18 le vittorie italiane. Coppi la vinse nel 1950, Argentin tre volte. Come Rebellin. Nell’albo d’oro anche Moser, Saronni, Furlan, Fondriest, Bartoli. Quest’anno non ci saranno i fenomeni Van Aert e Van der Poel. Ma le stelle sono tante a cominciare dal campione del mondo Alaphilippe (vincitore nel 2018 e 2019), Schachmann, Matthews, lo svizzero Hirshi (campione in carica), Pogacar del team Emiratino. La Jumbo-Visma si affida a Roglic.

Tra i favoriti ci sono pure il canadese Woods (sul podio nell’ultima edizione) e il danese Fuglsang, secondo nel 2019. E gli italiani? Si rivede Fabio Aru. Ci sarà Diego Ulissi, terzo nel 2019. Al via anche Davide Formolo. Fa ancora paura Alejandro Valverde, 41 anni domenica. Da queste parti ha già collezionato cinque titoli.

La Liegi-Bastogne-Liegi è nata addirittura nel 1892. Cioè 129 anni fa. È la più antica delle grandi classiche (ma la Milano-Torino è del 1876; 145 anni fa). Per questo è chiamata “La Doyenne“, ovvero la decana. Il Belgio l’ha vinta 58 volte, l’Italia 12. Moreno Argentin ha vinto quattro volte, Eddy Merckx cinque (record).

Freccia Vallone mercoledì 21 aprile e Liegi-Bastogne domenica 25 aprile. Ciclismo, ultime due gare monumento della campagna del Nord, patrimonio dello sport tutto dal 1913.

Due eventi in cinque giorni di grande fascino europeo. Eredità pronta ad essere accolta dal Giro d’Italia (8-30 maggio).

La Freccia Vallone (mercoledì 21) e la Liegi-Bastogne-Liegi (domenica 25). Dunque dopo l’esaltante debutto con la Amstel Gold Race di domenica scorsa vinta al fotofinish dal talentuoso campione belga Van Aert. Sprint vincente sull’inglese Thomas Pidcock della corazzata Ineos. Terzo Schachmann della Bora. La campagna del Nord offre due eventi in cinque giorni. Corse griffate che sono “l’Università della bici e il paradiso degli appassionati “ (copyright Ciro Scgnamiglio).

La Liegi-Bastogne-Liegi è nata addirittura nel 1892. Cioè 129 anni fa. È la più antica delle grandi classiche (ma la Milano-Torino è del 1876; 145 anni fa). Per questo è chiamata “La Doyenne“, ovvero la decana. Il Belgio l’ha vinta 58 volte, l’Italia 12. Moreno Argentin ha vinto quattro volte, Eddy Merckx cinque (record).

La gara che conclude il Trittico delle Ardenne e precede i grandi Giri misura 259,1 km e un totale di undici “cotes“. L’ultima salita di 1,6 km al 10% è posta a 13,5 km dal traguardo. I favoriti? Uno su tutti il campione del mondo Alaphilippe. Poi Roglic che l’ha vinta l’anno scorso, Pogacar, Hirschi, Fuglsan, Valverde. Tra gli outsider Woods, Martin, Mohoric.

Sicura la partecipazione di Davide Formolo che nel 2019 si piazzò secondo alle spalle di Fulgslang. È garantita la diretta su Eurosport e Rai Sport dalle 13.25.

Poi l’eredità delle Ardenne si riverserà sul Giro d’Italia (21 tappe, 3.450,4 km, 8-30 maggio) . Edizione 104, con temi e spunti interessanti. L’Unità d’Italia, Dante Alighieri, il 90esimo compleanno della Maglia Rosa, le grandi montagne, i paesaggi, i borghi e le città italiane, le Olimpiadi invernali e il ricordo di grandi uomini e campioni che hanno dato lustro al Giro d’Italia. Si profila un grande Giro.

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