Mag 24 2022

cremonesita’-trecentotrentuno 24 05 2022

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CREMONESITA’ – trecentotrentuno 

La guerra fa danni, anche i costi delle materie di cui non si puo’ fare a meno, figuriamoci i privati le bollette che dovran pagare; bell’articolo di Federico Centenari per www.cremonasera.it, preciso e puntuale come ormai ci ha abituati.

Francoforte 24 05 2022  www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

—Teleriscaldamento, mazzata per gli stabili comunali: Comune costretto a incrementare la spesa presunta per il 2022 a mezzo milione di euro

Ampiamente preannunciate, ecco le prime mazzate a carico del settore pubblico causate dai rincari dei costi dell’energia. A fronte degli aumenti, il Comune di Cremona si vede costretto a rivedere la spesa presunta per il 2022 per la fornitura di calore da teleriscaldamento, spesa che ammonta complessivamente a mezzo milione di euro: 530.707 euro per la precisione.

L’aggiornamento della spesa presunta emerge da una determina dirigenziale approvata ieri, 23 maggio, dal Servizio Impianti del patrimonio edilizio del Comune. L’oggetto dell’atto è già piuttosto chiaro: “Fornitura di calore da rete di teleriscaldamento e servizi per stabili comunali o di pertinenza comunale: centrali termiche a teleriscaldamento, affidata alla ditta Linea Green S.p.A. di Cremona. Integrazione della spesa relativa all’anno 2022“. 

Le motivazioni contenute nella determina precisano che “Considerato l’aumento dei costi dell’energia, avvenuto sia a livello nazionale che internazionale e il conseguente incremento delle tariffe del teleriscaldamento, visto l’andamento dei costi sostenuti, delle previsioni di spesa e delle fatturazioni ricevute, si rende necessario incrementare la spesa presunta per l’anno 2022“.

L’incremento, annota ancora il dirigente del settore, “verrà effettuato sulla base delle attuali disponibilità di bilancio e si rimanda a successivi provvedimenti per un eventuale ulteriore incremento della spesa, che tenga conto dell’evoluzione dei costi dell’energia e delle prossime fatturazioni“.

Di qui la decisione: “Approvare la spesa complessiva di Euro 530.707,59 (I.V.A. di competenza compresa), relativa all’anno 2022, per la fornitura di calore da rete di teleriscaldamento e servizi per stabili comunali o di pertinenza comunale, da corrispondere alla ditta Linea Green S.p.A. (…)”. 

Insomma, primi effetti concreti dei rincari con i quali tutto il Paese – così come un po’ tutto il mondo peraltro – comincia a fare i conti.

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Mag 24 2022

pirondini in bicicletta 24 05 2022

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Pirondini in bicicletta per Blitz Quotidiano di Marco Benedetto! Flaminio Cozzaglio.

Giro d’Italia, Jan Hirt vince la tappa dell’Aprica. Carapaz conserva la maglia rosa per soli 3”

Classifica generale senza particolari cambiamenti. Carapaz sempre in maglia rosa con soli 3” di vantaggio su Hindley e 44” su Almeida. Quarto Landa a 59”. Nibali sale al quinto posto.

di Enrico Pirondini
Pubblicato il 24 Maggio 2022 – 18:45

Jan Hirt, 31 anni, scalatore ceco, alfiere della squadra belga Intermarche, ha vinto il tappone iconico dell’Aprica del Giro d’Italia mettendo tutti in fila. A 10 km dall’arrivo ha aperto il gas infilando l’ultima salita in solitaria, ingobbendosi in uno sforzo titanico, rischiando in discesa, braccato da Arensman. Ce l’ha fatta. Per 7 secondi. Ha tagliato il traguardo a braccia alzate tra due sali di folla, in una splendida giornata di sole dopo una corsa di 5 ore e 40 minuti. Terzo Hindley a 1’24” che ha battuto in volata nell’ordine Carapaz, Valverde e Landa. Nibali buon nono a 2’06. Classifica generale senza particolari cambiamenti. Carapaz sempre in maglia rosa con soli 3” di vantaggio su Hindley e 44” su Almeida. Quarto Landa a 59”. Nibali sale al quinto posto, Pozzovivo (caduto) è ancora sesto.

Giro d’Italia, laghi e Dolomiti per il gran finale

Tappa mitica, temuta, attesa. Inevitabilmente selettiva. E così è stato. La Salò-Aprica, frazione di 202 km, 5.250 metri di dislivello – dal lago di Garda e Idro ai grandi passi come il Mortirolo o il Crocedomini – ha mantenuto fede ai suoi trascorsi  leggendari consacrati dalle imprese di Pantani; indimenticabile quella del 1994 quando il “Pirata” staccò Miguel Indurain e arrivò in solitaria all’Aprica come aveva fatto Adorni nel 1962 e Scarponi nel 2010. Partenza alle 11.25. Al via 157 corridori di 28 Paesi (ritirato Caicedo, ecuadoriano). Tre GPM e due traguardi volanti: Edolo e Teglio. Il primo in provincia di Brescia, il  secondo in provincia di Sondrio. I tre GPM sono stati affrontati nell’ordine: Crocedomini ( m.1.938), Mortirolo (m. 1.854), Santa Cristina (m.1.448). Il primo è stato vinto da Ciccone, il mitico Mortirolo da Bouwman (secondo Kamna, terzo Arensman); e nella discesa è caduto Pozzovivo (poi rientrato). Il Santa Cristina – 8 km dall’arrivo – è stato vinto da Hirt.

La guerra in Ucraina “spacca” il gruppo

Pomo della discordia la Gazprom, formazione russa (licenza revocata per l’invasione dell’Ucraina, corridori disoccupati ) che schierava sette azzurri. Ma non tutti i corridori sono d’accordo sulla solidarietà ai “corridori di Putin “. Una spaccatura inattesa e francamente sorprendente. I vertici mondiali della bici non ne vogliono sapere di concedere eccezioni, il sindacato non molla. In tutto sono coinvolti 21 corridori estranei alla guerra. Perché devono pagarne le conseguenze? Proposta: facciamoli correre con una maglia neutra e buonanotte suonatori. 

17esima tappa con arrivo a Longarone 

Da Ponte di legno (Bs) a Lavarone (Tn). Quasi due tappe in una. Sono 168 km con tre GPM importanti. Il più duro? Il passo del Vetriolo (salita lunga e snervante). Arrivo a Lavarone, capoluogo degli Altopiani cimbri, confinante con Folgaria e Luserna.

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Mag 24 2022

fabio rolfi 24 05 2022

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FABIO ROLFI Il Grana, assieme al Parmigiano simbolo dell’Italia, dall’olio ai vini, la pizza, ai cibi insomma, lo vende in Germania Rewe, la catena di supermercati piu’ importante, col nome italiano: benissimo fa l’assessore a difenderlo, come la nostra grande Agricoltura! Francoforte 24 05 2022 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

—Grana Padano, assessore regionale agricoltura: portabandiera nazionale e valore aggiunto per tutta la filiera alimentare

Dobbiamo fare sistema – ha aggiunto – per difendere un modello produttivo che è sotto attacco da una certa visione ideologica europea che vorrebbe equiparare le emissioni degli allevamenti a quelle industriali e che vorrebbe relegare le indicazioni geografiche a questione burocratica e non agricola. 

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Mag 24 2022

un grazie tardivo 24 05 2022

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UN GRAZIE TARDIVO

Da www.cremonasera.it, dal sindaco che taglia anche la Cauzzi, vista dal centrodestra, come centinaia di alberi….

Francoforte 24 05 2022  www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

—Ecco quindi il passaggio politicamente di peso, la dura considerazione per il sindaco che da un lato ha fattodi tutto per rimuovere la Cauzzi e dall’altro ha votato a favore del riconoscimento: “Per questo ci hanno sorpreso le parole dal Sindaco di Cremona pronunciate durante il dibattito: “La vita culturale di Cremona è stata segnata dai nomi di diversi protagonisti e fra questi c’è senz’altro Angela Cauzzi, una persona e una personalità che ha saputo tenere la barra dritta e ha portato il Teatro Ponchielli a livelli alti”….”Le mia parole di apprezzamento di oggi sono quelle che ho sempre detto. Ma ognuno fa i conti con la propria coscienza e io mi sento in coerenza con le osservazioni fatte anche negli anni precedenti”.

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Mag 24 2022

una spruzzatina 24 05 2022

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UNA SPRUZZATINA

di Xanax in gocce: pensare che al posto di Maurizio Iori, condannato da tre ergastoli consecutivi, possa sostituire 95 pastiglie….

Francoforte 24 05 2022  www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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Mag 24 2022

io voto borghetti 24 05 2022

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IO VOTO BORGHETTI A cura di Stefano Mauri per www.cremonasera.it: e voto anche Mauro Tenca, ma la censura e’ una brutta bestia, da chiunque provenga! Francoforte 24 05 2022  www.flaminiocozzaglio.infoflcozzaglio@gmail.com

—Aspettando lo sbarco a Crema di Giorgia Meloni, leader di Fdl, il DocRock Maurizio Borghetti, prosegue la campagna elettorale tra tentativi di censura e presenziate importanti…

Ringrazio l’associazione Rinascimenti per l’invito, a cui ho partecipato volentieri, credo nell’utilità dei confronti. Unico neo, il tentativo di censura delle mie opinioni”. 

Così postò via social, nei giorni scorsi, il DocRock d’Italia Maurizio Borghetti (nella foto, scattata domenica scorsa è ritratto in compagnia dell’imprenditore – vespista Damiano Rey a margine di un raduno di vespisti cremaschi, ndr), candidato sindaco a Crema per il centrodestra. Invitato a parlare, in un confronto con gli altri candidati verso le “Amministrative del Tortello 2022”, Borghetti ha quindi segnalato il tentativo di censurare le sue opinioni da parte degli stessi organizzatori, appunto i ragazzi (Boys del Pd secondo qualcuno) di RinasciMenti. A proposito del candidato Borghetti: nel pomeriggio di lunedì prossimo 30 maggio la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni sarà a Crema per sostenere la candidatura dello stesso Maurizio Borghetti. Nei giorni scorsi attraverso un video aveva invitato gli elettori a preferire Fratelli d’Italia per maggiore “sostegno alla famiglia, attenzione per il verde e per il decoro, gestione moderna dei servizi, attenzione alle periferie, meno burocrazia e più efficienza: il declino non è un destino”.

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Mag 24 2022

biodiversità’ 24 05 2022

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GIORNATA MONDIALE DELLE API, LE PALADINE DELLA BIODIVERSITÀ

Istituita nel 2017 dalle Nazioni Unite, è importante per la salvaguardia di questi piccoli insetti e vitali per l’ambiente e l’economia

LEGGI I NOSTRI APPROFONDIMENTI IN FONDO ALL’ARTICOLO

La Giornata Mondiale delle Api è stata istituita nel 2017 dalle Nazioni Unite per ricordare l’importanza delle api e di altri impollinatori per l’ambiente, l’economia e la biodiversità. La data scelta, il 20 maggio, coincide con la data di nascita di Anton Janša che nel XVIII secolo fu un pioniere delle tecniche di apicoltura moderne nel suo paese natale, la Slovenia, il paese che ha proposto questa giornata.

La giornata precede di due giorni quella dedicata alla biodiversità e questo ci ricorda l’importante ruolo di questi piccoli insetti che sono dei veri e propri “custodi dell’ambiente”: volando di fiore in fiore, infatti, trasportano il polline e raggiungono più di 170 mila specie vegetali garantendo così la loro riproduzione e la biodiversità dell’ecosistema. Senza le api la produzione dei frutti della natura sarebbe molto più lenta, gli ecosistemi naturali sarebbero gravemente minacciati così come la sopravvivenza di molte specie sulla terra, compreso l’uomo. Purtroppo, il numero e la varietà degli impollinatori sono fortemente diminuiti negli ultimi decenni, quindi i rischi a cui andiamo incontro non sono più solo ipotetici ma già in atto.

Secondo le stime dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), delle 100 specie di colture che forniscono il 90 % di prodotti alimentari in tutto il mondo, 71 sono impollinate dalle api. Inoltre, esse contribuiscono direttamente alla ricchezza e al benessere dell’uomo grazie alla produzione di miele e di altri prodotti quali, ad esempio, il polline, la cera, la propoli e la pappa reale.

Negli ultimi 10-15 anni gli apicoltori hanno riferito un impoverimento del numero di api e la perdita di colonie, tanto in Europa quanto in altre zone del mondo. Secondo gli studiosi, il numero degli impollinatori è in calo in tutto il mondo, ma il bisogno di impollinazione è in aumento, specialmente nei paesi in via di sviluppo. Le principali minacce che mettono in pericolo le api sono legate alle attività umane che modificano il loro habitat: l’uso massiccio di pesticidi e prodotti chimici, l’urbanizzazione, l’inquinamento, la riforestazione naturale legata all’abbandono delle aree rurali, la diffusione di parassiti e malattie veicolate da nuove specie invasive, i cambiamenti climatici.

Difendere le api, e con loro tutti gli insetti impollinatori, deve essere una priorità perché la loro sopravvivenza è in pericolo e con loro rischiamo di perdere tutti i benefici che apportano alla nostra vita e all’ambiente.

Le api: compagne di vita che non possiamo perdere. Molte testimonianze e reperti ci dimostrano che la storia delle api sul nostro pianeta è molto antica.

Una pittura rupestre scoperta nei pressi di Valencia in Spagna testimonia che già circa 10 milioni di anni fal’uomo conosceva le api e faceva uso del miele: viene raffigurata infatti una persona sospesa su una liana con una bisaccia e numerose api che le volano intorno mentre sta raccogliendo alcuni favi da un anfratto di roccia.

Erano quindi apprezzati i suoi prodotti, primo fra tutti il miele, ma all’ape veniva riconosciuta anche una valenza simbolica, legata al rapporto con il divino, e le venivano associate alcune virtù come la laboriosità, la purezza, la nobiltà.

Per gli antichi Egizi, le lacrime d’amore del dio Sole Ra cadendo a terra si trasformarono in api che crearono il loro alveare e iniziarono a produrre il miele. Le api, dono degli Dei per l’uomo, andavano quindi protette tanto che si ritiene che furono proprio gli Egizi a creare lungo il Nilo arnie cilindriche di rami, canne e fango intrecciati poste l’una accanto all’altra: una prima forma di apicoltura. Il miele veniva utilizzato in molti modi: sia nei rituali di morte per il suo carattere sacro e per la capacità d conferire al defunto un incarnato dorato come la pelle degli dei, che per le sue proprietà cosmetiche e terapeutiche.

Anche per i Greci il miele era il “cibo degli dei”. Lo stesso Zeus era stato nutrito da latte e miele, mentre nettare e ambrosia erano per gli dei garanzia di immortalità. I Romani recepirono queste tradizioni e importavano grandi quantità di miele da Creta, da Cipro, da Malta e dalla Spagna per utilizzarlo come dolcificante, sia crudo che cotto, nei dolci, in salse agrodolci e per la preparazione di bevande come la birra e l’idromele.

Il legame con le api e con i loro prodotti è così stabile che ancora oggi si mantengono alcune tradizioni che risalgono al passato. Ad esempio la “luna di miele” si collega all’usanza dei Babilonesi per cui il giorno delle nozze il padre della sposa donava al futuro genero una quantità di idromele che bastasse per una luna, ossia un mese, per dare forza e vigore alla coppia e come auspicio di fertilità e prosperità.

L’apicoltura, praticata in maniera artigianale durante tutta l’antichità, ebbe un grande sviluppo nel Medioevo, quando Carlo Magno istituì l’obbligo che in ogni podere lavorasse anche un apicoltore con il compito di badare alle api, produrre miele, idromele, cera. Nel Rinascimento il miele era protagonista nei sontuosi banchetti degli aristocratici e per i maestri dell’arte culinaria rappresentava un ingrediente per dare prestigio nelle tavole delle grandi famiglie.

Le pratiche di allevamento delle api sono un vero patrimonio di conoscenze da passare di generazione in generazione, un’”arte” che si è tramandata fino ai nostri giorni. E mai come oggi l’alleanza tra uomo e ape ha un valore fondamentale per la difesa dell’ambiente e la tutela della biodiversità. L’ape aiuta l’uomo nella salvaguardia del territorio indicandone, purtroppo sempre più di frequente, le condizioni di degrado. L’apicoltore, dal canto suo, con la sua passione e la sua professionalità si fa custode di questo prezioso insetto e di tutti i benefici di cui è portatore.

Le aziende e i Mercati di Campagna Amica sono i luoghi più adatti per conoscere, direttamente dalle parole di chi se ne occupa ogni giorno, questo mondo così piccolo ma così ricco e affascinante.

LEGGI I NOSTRI APPROFONDIMENTI

Le api: così piccole, così preziose

Un’ape per amica

Il miele, un alimento dalle mille proprietà

Giornata mondiale delle api, otto motivi per amarle

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Mag 24 2022

alunni cremonesi a roma 24 05 2022

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Mercoledì 25 maggio 2022 dalle ore 9 – Villa Celimontana

Coldiretti Cremona: domani alunni cremonesi a Roma

alla festa dell’educazione alimentare e della pace

Per le classi quinte di Sesto ed Uniti è il “premio speciale” a chiusura di un progetto scuola da record

Ci saranno anche alunne e alunni cremonesi,  insieme a diversi gruppi di bambini lombardi, domani alla Festa dell’educazione alimentare e della pace organizzata dalla Coldiretti a Roma, con la maxi fattoria in città per aiutare a superare lo stress provocato dalla guerra e dalla pandemia, con il gioco e la vita all’aria aperta a contatto con la natura, con migliaia di bambini da tutta Italia insieme a educatori, docenti e psicologi.

L’appuntamento con il progetto pilota per far conoscere le opportunità in fattoria per i bambini nell’estate 2022 lungo tutto la Penisola è per mercoledì 25 maggio, dalle ore 9, a Villa Celimontana. I piccoli ospiti mungeranno le mucche e cureranno gli animali nella stalla della biodiversità, impareranno a cucinare nella tenda dei cuochi contadini, giocheranno a fare la spesa come i grandi, andranno alla scoperta del mondo delle api, dell’orto sensoriale e della pet therapy con gli asini.

L’iniziativa, promossa dalle donne della Coldiretti, ha ottenuto la Medaglia del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e quest’anno assume un significato particolare con la presenza anche dei piccoli alunni ucraini che hanno trovato rifugio in Italia dopo essere scappati dalla guerra. Tutti i bambini presenti sono accompagnati dalla maestre con la liberatoria per le riprese televisive. 

Per gli alunni cremonesi il viaggio a Roma, con la visita della città e la partecipazione alla festa dell’educazione alimentare e della pace,  rappresenta il “premio speciale” assegnato da Coldiretti Cremona, a chiusura de “Lo sviluppo sostenibile e l’educazione alimentare”, il progetto didattico rivolto alle Scuole primarie e secondarie della Provincia, organizzato da Coldiretti in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Territoriale. Con Coldiretti Donne Impresa e Giovani Impresa in prima linea nell’impegno di promuovere sani stili di vita coniugati alla sostenibilità ambientale. E’ stato un progetto da record, con la partecipazione di ben 85 classi e oltre 1600 alunne e alunni, protagonisti dei cinque percorsi.

A conquistare quest’anno l’ambitissimo premio sono stati gli alunni delle classi quinte della Scuola primaria di Sesto ed Uniti, partiti stamattina – con genitori, insegnanti e accompagnatori – diretti verso la capitale. Per loro ha dunque preso avvio una grande avventura, sicuramente memorabile. 

Domani ad accogliere gli alunni ci sarà Ettore Prandini Presidente della Coldiretti insieme a Stefano Patuanelli, Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Elena Bonetti, Ministra per le pari opportunità e la famiglia, Nicola Zingaretti, Presidente Regione Lazio e Roberto Gualtieri, Sindaco di Roma. Bambine e bambini cremonesi, che sono accompagnati anche dall’Assessore ai Servizi Scolastici di Sesto ed Uniti, Jurgita Gelumbauskaite, troveranno ad accoglierli anche Maria Paglioli, Responsabile di Coldiretti Donne Impresa Cremona. 

L’iniziativa educativa vede la piena adesione istituzionale del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Miur, ma anche la partecipazione di Ospedale Bambino Gesù, il Centro di Riabilitazione Equestre del San Raffaele; Lega Pro – Lega Italiana Calcio Professionistico; Fipav – Federazione Italiana Pallavolo; Sip – Società Italiana di Pediatria; Sport e salute; Fondazione Ant; Fondazione “Osservatorio Agromafie”, Rainbow, Rete Clima. La giornata offrirà anche un focus sull’impatto delle emergenze Covid e Ucraina sulla vita delle nuove generazioni con le risposte degli specialisti tra cui il Prof. Lucio Rinaldi Psichiatra Psicoterapeuta, Professore Aggregato di Psichiatria, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. 

Cremona, 24.05.2022 – C.s. 73/2022 

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Mag 24 2022

djalali 24 05 2022

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L’IRAN STA PER IMPICCARE DJALALI, L’ITALIA NON PUO’ STARE A GUARDARE

Con l’epidemia Covid e la guerra in Ucraina l’estremismo islamico sembra passato di moda almeno nei mass-media. Ma non è affatto scomparso. Non è più in grado di colpire in Europa, come è avvenuto con le sanguinose stragi dell’ISIS in Francia, Spagna, Inghilterra e Germania ma la sua ideologia e le sue milizie si allargano in molti paesi più fragili, in particolare in Africa. 

E’ di pochi giorni fa la notizia, passata troppo velocemente sulla stampa, di Deborah Samuel, una studentessa cristiana nigeriana massacrata nella sua scuola perché accusata di un commento in chat ritenuto offensivo nei confronti di Maometto. Decine di studenti l’hanno prelevata dalla sua stanza, lapidata e bruciata con copertoni in fiamme al grido di Allah Akbar. 

Ed è ancor più recente la notizia del rapimento di tre cittadini italiani in Mali, opera con ogni probabilità del gruppo islamico JNIM che agisce in quella regione

Intanto il regime di Teheran ha annunciato che entro la fine di maggio sarà impiccato Ahmadreza Djalali, un ricercatore universitario che si occupa dei rapporti tra medicina e disastri ambientali. Il rischio per il prigioniero, nonostante la mobilitazione delle associazioni umanitarie e del mondo della cultura internazionale, è altissimo.

Djalali è accusato di spionaggio e collaborazione con governi nemici. Tra le sue “colpe” quella di aver partecipato ai lavori di un master cui erano presenti anche colleghi israeliani.

Ma non c’è da stupirsi. Quella di spionaggio è l’accusa più frequente che il dispotico regime iraniano utilizza come pretesto per mostrare all’interno e all’esterno la sua arroganza e spaventare ogni genere di opposizione.

Djallai si trova detenuto da quattro anni nel famigerato carcere di Evin dove sono stati torturati e uccisi migliaia di oppositori al regime degli Ayatollah. Le fotografie di Djalali prima dell’arresto ci restituiscono l’immagine di un giovane professore entusiasta e sorridente. Oggi, nell’unica fotografia uscita dal carcere, ha il volto incavato e gli occhi senza più espressione, sono quasi quelli di uno spettro.

Non possiamo disinteressarci della sorte di Djalali anche perché egli ha solidi legami con l’Italia ed è stato per quattro anni ricercatore presso l’Università Orientale del Piemonte nel campo della medicina dei disastri e delle emergenze ed è molto stimato dai suoi colleghi che sono stati i primi a mobilitarsi per salvarlo. È stato arrestato proprio quando era tornato a Teheran proprio per partecipare ad un convegno medico.

La Svezia, con una scelta coraggiosa di diritto internazionale, sta processando Hamid Noury, un capo della feroce polizia politica degli Ayatollah che nel 1988 ebbe un ruolo importante nei Tribunali rivoluzionari che portarono in pochi mesi all’esecuzione di almeno 10.000 oppositori laici alla dittatura religiosa khomeinista in modo da eliminare qualsiasi forma di resistenza al nuovo regime. I corpi non furono mai nemmeno restituiti ai familiari.

Noury viaggiava tranquillamente per l’Europa ma, grazie ad alcuni oppositori che erano riusciti a fuggire in Svezia, è stato identificato come un torturatore e arrestato in un aeroporto svedese da dove stava partendo alla volta di Milano. E la Svezia ha deciso di processarlo, per circa 100 omicidi, sulla base del principio della “giurisdizione universale”, il principio a fondamento dei Tribunali internazionali, per il quale in caso di delitti contro l’umanità il processo può essere instaurato anche in un paese diverso da quello in cui è stato commesso, soprattutto quando il responsabile è un esponente del potere di quel paese.

Nel contempo la Svezia ha conferito la cittadinanza svedese a Djalali e alla sua famiglia che è già rifugiata in quel paese.

Serve qualche iniziativa seria anche da parte dell’Italia: convocare, ad esempio, l’Ambasciatore iraniano in Italia per chiedere spiegazioni prospettandogli che può diventare persona non gradita e dover lasciare l’Italia. Sempre che, e il timore è giustificato, non si ritenga che qualche contratto internazionale sia più importante della salvaguardia della vita di un uomo. E questo sarebbe davvero una vergogna.

E se Djalali fosse è impiccato, il Governo potrebbe far salire subito, con una scelta politica una volta tanto nobile e coraggiosa, gli addetti all’Ambasciata iraniana sul primo aereo in partenza per Teheran

Guido Salvini

magistrato

Per firmare le petizioni in favore della salvezza di Ahmadreza Djalali e dare un contributo alle campagne in suo favore si può collegarsi al sito di Amnesty International e al sito www.change.org

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Mag 23 2022

cremonesita’-trecentotrenta 23 05 2022

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CREMONESITA’ – trecentotrenta Per la rubrica L’appetito vien mangiando www.cremonasera.it presenta quel che rimane oggi, dove digiuniamo quasi tutti! Francoforte 23 05 2022  www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

—A tavola con Stradivari, echi della Cremona (ricca) del Settecento sulle nostre tavole.

Da questa settimana partono i lavori alla casa nuziale di Stradivari in corso Stradivari 57. Il nostro Giorgio Maggi ha ricostruito cosa si mangiava nella Cremona dell’epoca in cui visse il grande liutaio nelle case dei nobili e dei borghesi ricchi, nei banchetti e nelle feste. Sarà possibile constatare come molti piatti di allora sono rimasti nella nostra tradizione culinaria.

Il secolo XVIII si apre con la guerra di successione spagnola, con il passaggio del ducato di Milano dagli Asburgo di Spagna a quelli d’Austria e Cremona diviene austriaca nel 1707.

Nel 1702, mentre la città è difesa dai francesi del maresciallo di Villeroy, il generale austro imperiale Eugenio di Savoia riesce a far penetrare in Cremona, attraverso una chiavica, alcuni suoi uomini che aprono le porte Ognissanti e Margherita permettendo a Eugenio di entrare in città e di rapire il comandante francese.

Stradivari vive a cavallo del XVII /XVIII sec e la cucina cremonese verrà variabilmente influenzata da francesi/spagnoli e successivamente da austriaci. La cucina barocca luculliana fatta di cacciagione e carni lascia il posto a ostriche , tartufi, pesce e molluschi. Il servizio alla francese in cui tutte le portate vengono messe a disposizione contemporaneamente su tavolate attrezzate si modifica con il cosiddetto servizio alla russa in cui i piatti sono serviti di volta in volta.

La tradizione vuole che Stradivari sostituisse la sua vernice ad olio con quella ad alcol proprio in questo periodo (olio di lino è prodotto tipico cremonese, lino coltivato anche per il famoso fustagno cremonese; l’alcol è prodotto dai frati Gesuati in Sant’Ilario noti per famose ricette liquoristiche). La vernice è definita 1704 dal liutaio Leandro Bisiach che racconta che fosse l’ultimo segreto di Stradivari vergato su una bibbia ritrovata dal figlio Giacomo.

Esempio di menù settecentesco

ANTIPASTI

salumi della pianura, frittata all’arancia o ai peperoni, potage (volatili e pollame), pasticcio di maiale, spuma nell’omelette (di prosciutto o tacchino), torta salata alla bolognese (senza carne)

PRIMI = ENTRÈE

MINESTRE

brodetto veneziano, consommé (brodo di carne), marubini (ravioli a forma tonda solare), zuppa alla julienne o di tartaruga, maccheroni alla napoletana o alla cardinale (coi gamberi)

PESCE

gosa fer“, anguilla arrosto, pesci in agrodolce, zuppa di pesce, pesce gatto

SECONDI= MOYEN

CARNI

cotechino, bolliti, anatra all’arancia, carni in salse gelatinose, cotolette, filetto di bue, lepre arrosto, piccione selvatico in salmì (salsa molto aromatica), spezzatino, (capponi, starne, fagiani…offerti in forma di pesce in periodo di digiuno)

LEGUMI
fagioli con “pistada” di lardo, fave con le cotiche, farinata di ceci, zuppa ai legumi, condimenti

SALSE

mostarda, besciamella, maionese, ossimele (agrodolce), salsa verde

DESSERTS

DOLCI

Torrone; sbrisolosa; biligot, Babà(francesi); bocche di dama(B.Stefani1662); Cotognata (D.Auda 1670 – speziale); crema chantilly (Vatel 1670); Meringhe (Gasparini 1720); Soufflè; pan di Spagna; caffè e cioccolata; crema al mascarpone ; pattona

DESSERT SCENOGRAFICI

con sculture in zucchero (Quirico degli Augusti medico di Cremona/Tortona fine XV secolo scrive Lumen Apothicariorum per primo descrive il marzapane e spiega come colorare lo zucchero);

ENTREMENTS

è previsto entremets ( associato a spettacoli … balletti, musica …) che avviene a pranzo terminato, ma resta l’uso di servire tra le portate più importanti entremets salati (verdure, soufflé, crepe) o dolci (pasticceria calda, pasticceria fredda, gelati e sorbetti). Oggi dell’antica usanza d’inframezzare entremets alle portate principali è rimasto l’uso di servire un sorbetto poco dolce, dopo le pietanze iniziali e prima dell’arrosto o della carne. acqua profumata per lavarsi le mani.

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