Mar 02 2021

la legge del più forte-milleottocentonovantuno 02 03 2021

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LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – milleottocentonovantuno

Pericoloso anche da morto! da www.ilriformista.it —Per Raffaele Cutolo il regime di 41 bis non si è interrotto con la morte. Le restrizioni, i divieti, le eccezionali misure di sicurezza sono state in vigore anche dopo che il vecchio boss della Nuova camorra organizzata, ormai piegato dall’età e dalle malattie, aveva esalato l’ultimo respiro. «A mio giudizio tutto questo umanamente non è stato giusto. E se è stato legittimo o meno lo stabilirà l’autorità giudiziaria dopo l’esposto della famiglia Cutolo»: così il penalista Gaetano Aufiero, storico avvocato di Cutolo e ora della sua famiglia, ha annunciato l’intenzione di chiedere l’intervento della magistratura per valutare se siano stati commessi reati o violazioni nella gestione di tutto ciò che è accaduto dopo la morte di Cutolo. L’esposto, che sarà presentato alla Procura di Parma, sarà firmato da Immacolata Iacone, moglie di Cutolo. «Basti pensare – ha aggiunto Aufiero a Cusano Italia Tv – che, due giorni dopo la morte di Cutolo, il magistrato di Parma, dopo aver disposto l’autopsia sul corpo dell’ex boss, aveva indicato i criteri per consentire alla moglie di Cutolo e alla figlia 13enne Denise di porgere l’estremo saluto al loro congiunto. Le due donne non hanno potuto avvicinarsi alla salma né porre sul feretro alcun oggetto, non un fiore, non una corona, non un’immagine sacra. Inoltre è stato disposto che la visita avvenisse a distanza e alla presenza di più operatori delle forze dell’ordine come se le due donne rappresentassero chissà quale pericolo».

E non è tutto. Perché secondo quanto denunciato dal penalista, alla moglie e alla figlia di Cutolo sono stati concessi soltanto cinque minuti per rendere l’ultimo saluto alla salma. «Anche la legittimità di questo aspetto – ha spiegato Aufiero – sarà verificata dall’autorità giudiziaria. Trovo tutto abnorme e irragionevole, inoltre ho grandissime riserve sulle eccezionali misure disposte per tumulare il corpo di Cutolo. Senza dimenticare la velocissima sepoltura, durata pochi minuti, alla presenza di una decina di persone vicine alla famiglia».

Cutolo è morto il 17 febbraio scorso a Parma: era stato portato in ospedale dopo l’aggravarsi delle sue condizioni. Nel carcere emiliano il vecchio boss ha vissuto gli ultimi anni della sua condanna all’ergastolo, e sempre in regime di 41 bis, il famigerato carcere duro che non gli è mai stato revocato. Dopo l’autopsia, la salma è stata portata a Ottaviano, la città della provincia di Napoli dove Cutolo era nato e dove era cominciata la sua storia criminale. Un viaggio di 700 chilometri superblindato, avvenuto di notte e con un eccezionale schieramento di forze, circa 200 uomini. «Addirittura il sacerdote che ha officiato la breve cerimonia è stato prelevato dalla sua abitazione e portato pochi minuti prima al cimitero di Ottaviano – ha raccontato Aufiero – Tutto questo era proprio necessario?». Di qui le considerazioni su motivazioni e conseguenze di tali restrizioni («Ha ragione chi dice che a Cutolo sono stati fatti funerali di Stato perché si è avuto l’effetto contrario rispetto a quello che lo Stato avrebbe voluto avere») e la richiesta di indagini per verificare se sia stato tutto legittimo oppure ci siano stati diritti violati.

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Mar 02 2021

qui cremona-novecentoventidue 02 03 2021

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QUI CREMONA – novecentoventidue

Perché gli altri giornali, carta on line che siano, non copiano www.cremonasera.it, la garanzia del successo? Perchè….

La Provincia fin che c’è sbaglia perfino i nomi, Graziella non Gabriella, e se la Regione sente tutti i paesini, son più di cento solo a Cremona…. —VIDEO Castelverde in zona arancione rafforzata, il sindaco: «Non siamo stati consultati» Gabriella Locci: «L’Amministrazione c’è ed è vicina ai cittadini»—

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Mar 02 2021

la disfida del costo 02 03 2021

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LA DISFIDA DEL COSTO

del pranzo: da www.professionereporter.eu apprendiamo che al Corriere della Sera gli inviati in trasferta devono arrivare non più a 50 euro, ma fermarsi a 35; protesta per il grave affronto il comitato di redazione: e se invito, chiaro, per un servizio ben fatto, un ambasciatore, uno scribacchino di fama, uno dei Beatles, mica ceniamo all’osteria?

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Mar 02 2021

anche domani, 02 03 2021

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ANCHE DOMANI,

il giornale di De Benedetti, insegue Magistratura democratica: ma la Cia, per la buona sinistra, non era un comitato di malaffari?

—I magistrati di Magistratura democratica chiedono un intervento sul senatore Matteo Renzi dopo il rapporto Cia che ha confermato i sospetti su Mohammed Bin Salman, individuato come mandante dell’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi. Per i giudici, con il suo viaggio in Arabia in qualità di membro del board del Fii Institute – come rivelato da Domani – e la video intervista al principe ereditario bin Salman, Renzi ha svenduto l’immagine dell’Italia. L’indignazione non basta: «Essere parlamentari di una Repubblica democratica non è compatibile – eticamente e politicamente – con l’adulazione dei despoti» ha scritto il direttore della rivista “Questione Giustizia” Nello Rossi nel suo editoriale.

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Mar 02 2021

infatti 02 03 2021

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INFATTI Titolo dell’Avvenire. —Usa.Trump torna in sella: «Solo con me si vince»

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Mar 02 2021

rubrica circo massimo 02 03 2021

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RUBRICA CIRCO MASSIMO E’ la Stampa, bellezza: Massimo Giannini direttore, specialista in svolte! —“Si chiude l’era Conte-Arcuri: svolta nella lotta al virus, ora si attende quella economica”

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Mar 02 2021

non riesco a contare 02 03 2021

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NON RIESCO A CONTARE

gli articoli nuovi di Sussurrandom: tanti, tantissimi, uno, Il Volo, in ricordo di Ennio Morricone!

—Dopo la vittoria nel 2015 con il brano “Grande Amore” e il podio nel 2019 con il brano “Musica che resta”, Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble tornano per la seconda volta come ospiti al Festival di Sanremo con un’emozionante performance in onore di ENNIO MORRICONE, grande direttore d’orchestra, musicista, compositore, autore delle colonne sonore più belle del cinema italiano e mondiale, insignito del Premio Oscar.

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Mar 02 2021

gorbaciov 02 03 2021

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GORBACIOV L’uomo che, volendo solo modificarlo nelle sue asprezze, sconfisse il comunismo reale…. titoli di Repubblica. —I 90 anni di Gorbaciov, padre della perestrojka e ultimo leader sovietico. Dopo il crollo dell’Urss, nel ’91, tentò di restare in politica, ma quando si ricandidò alla presidenza prese meno dell’1 per cento. Finché la salute glielo ha permesso, ha girato il mondo per conferenze: ora vive nella dacia fuori Mosca che gli fu concessa dal suo successore Eltsin.

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Mar 02 2021

il festival di sanremo 02 03 2021

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Il primo amore non si scorda mai in casa Pirondini, fratelli e nipoti, la Musica, e Blitz Quotidiano lo sa! Flaminio Cozzaglio.

Festival di Sanremo, edizione n.71: il 61% degli italiani alla tv, versione covid, niente pubblico

di Enrico Pirondini
Pubblicato il 2 Marzo 2021 11:55

Festival di Sanremo al via l’edizione numero 71. Un sondaggio ci dice che il 61% degli italiani seguirà il Festival di Sanremo ( cinque serate, diretta in Eurovisione, 2-6 marzo) incollati alla tv. Lo rivela l’ultimo sondaggio di Antonio Noto.

Solo il 14% non sa ancora cosa farà. Ma c’è di più: il 56% condivide la scelta di fare il festival anche   la senza pubblico, in piena pandemia. Ancora: il 61% ritiene azzeccata la mossa Rai di puntare sulla kermesse delle canzonette.

C’è tanta voglia di leggerezza e Sanremo è una opportunità che aiuta – pro quota – a temperare il clima di forte preoccupazione che tormenta il Belpaese.

Ultimi dati del sondaggio: il 65% assicura che seguirà il festival unicamente attraverso la televisione. E un buon 28% pensa di utilizzare anche i social per commentare. Infine il dato che conferma quanto Sanremo sia nel DNA degli italiani: il 66% afferma come sia un bene che questo evento esista.

Dubbi e incertezze nella edizione più difficile del Festival di Sanremo

È dal lontano 1951 – vinse Nilla Pizzi con “ Grazie dei fior “ – che Sanremo sforna canzonette ed emozioni. E tutto, più o meno, è filato liscio.

Non sono mancate le polemiche, gli episodi inquietanti, brani contestatissimi dalla sinistra anche extraparlamentare (1970, Celentano e Claudia Mori, “ Chi non lavora non fa l’amore”). O le code velenose (1980) accese da Benigni che prese di mira il Papa e Cossiga. Presentava Cecchetto.

Mai però ci sono stati tanti dubbi e incertezze – prima di alzare il sipario – come quest’anno. Due voci su tutte: Locatelli e Enzo Mazza. Il primo (Consiglio superiore della Sanità) spera che “Sanremo sensibilizzi sul vaccino”. Il secondo, vertice FMI (cioè la Confindustria dei discografici) ha chiesto “grande sicurezza” per tutti. Ecco perché questa edizione 70+1 (così l’ha definita Amadeus) la chiamano già “ Il festival del virus “.

Da Ibra a Fiorello, tante celebrità sul palco dell’Ariston con Amadeus al timone.

Il ritorno dopo 29 anni di Orietta Berti

Niente pubblico né eventi collaterali fuori dal Teatro Ariston ma tante celebrità sul palco a partire da Fiorello, il bomber del Milan Zlatan Ibrahimovic. Tra i super ospiti Ornella Vanoni e i Negramaro. Molto probabilmente ci sarà anche Vanessa Incontrada.

È certa la presenza in gara di Orietta Berti che ritorna all’Ariston dopo 29 anni (dopo aver partecipato a ben undici edizioni). A 77 anni l’usignolo di Cavriago (Reggio Emilia) torna a mettersi in gioco. A Sanremo non ha mai vinto.

Dice sorridendo “ che questo è il suo primo festival con gli anticorpi “. Ha avuto il Covid insieme al marito Osvaldo sposato 54 anni fa. Qui ha debuttato nel 1996 in coppia con Ornella Vanoni. Ha voglia di confrontarsi con i giovani. Senza spocchia né rossori. Ha venduto 16 milioni di dischi con la Phonogram (dei quali 9 con “Finché la barca va”) e scritto persino un libro dal titolo “Tra bandiere rosse e acquasantiere“.

Mamma era partigiana e attivista comunista, il padre l’opposto. È cresciuta nel comune più rosso d’Italia, in piazza c’è ancora la statua di Lenin. Dice di aver votato PCI solo per Berlinguer. I ragazzi di oggi? “Parlano invece di cantare”. Ne sentiremo delle belle.

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Mar 02 2021

giulio cesare 02 03 2021

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GIULIO CESARE

Da Vino al vino, il blog di Franco Ziliani, detto il Franco Tiratore, che ama i vini fatti in vigneto. Prima della cantina……

—La storia antica, in questa parte di Sicilia, è protagonista assoluta. I Mamertini già nel 289 a.C. coltivavano la vite intorno alle colline di Milazzo e producevano il loro vino. Plinio e Strabone ne parlavano nei loro scritti, definendolo un nobile nettare, un vino caldo, generoso e confortevole. Strabone, grande geografo romano, lo classificò tra i migliori vini dell’epoca; sembra inoltre che fosse il vino preferito da Giulio Cesare, il quale lo offriva durante i suoi banchetti nelle occasioni più importanti.

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