mag 21 2013
giustizia di ferro-centoventi 21 05 2013
GIUSTIZIA DI FERRO – CENTOVENTI
Che può fare la Difesa in un processo alla “Iori” dove l’Accusa parla di tutto, la Corte va in sollucchero, e se tenta, la Difesa, di riportare il processo sui binari esatti, manco la degnano, i due soggetti di sopra, di una risposta, alla faccia delle garanzie che la legge prevede a favore dell’imputato, come ripetono in continuazione quelli che, anche se del mestiere, i processi li leggono sui codici e non nelle Aule? Ha l’obbligo di adeguarsi, sennò poi le dicono che non è stata all’altezza di tanti interlocutori. Quindi è ovvio che non si parlerà mai delle 95 pastiglie di Xanax, premessa indispensabile all’omicidio, che in pochi minuti e di nascosto Iori ha fatto mangiare a Claudia, anzi, se ne previene l’apparente obbligo affermando che siccome Claudia non era tipo da suicidio eccetera, Iori l’ha uccisa; e se, obtorto collo, la Difesa accetta il gioco e dà qualche dritta sul suicidio, siccome, ahinoi! la dritta è proprio dritta, non le si risponde nemmeno qui. Ecco l’ultimo disperato tentativo: “La sig.ra Claudia Ornesi, che non aveva finito gli studi, che aveva un lavoro part time mal retribuito, che aveva una figlia naturale da un uomo che, secondo quanto riferiscono i suoi familiari, non la voleva, che non aveva coronato il suo sogno matrimoniale (e che aveva appreso la sera del 20 07 201, quella della morte, che non lo avrebbe coronato mai almeno col dott. Iori), che assumeva seppure saltuariamente farmaci quali il valium, che non aveva amicizie, sarebbe stata una persona realizzata e serena che mai si sarebbe potuta suicidare (come asserisce l’amica F. Giusto). Quando mai un suicida annuncia la sua intenzione, a maggior ragione se la scelta è repentina e compiuta d’impeto? E non è certo la fede a prevenire questa ipotesi, perché purtroppo anche i credenti qualche volta, di fronte alla caduta del sogno della vita, compiono improvvide scelte.”
Credete che i padroni del processo, Accusa e Corte, abbiano risposto alla sfida della loro sfida? Questo sì sarebbbe stato un suicidio, vietato dal codice interno di chi ha sempre ragione e la forza per farla valere!
Per cui nessuna risposta alla morale cristiana, praticata da Claudia, che vieta il suicidio, ma non una relazione sessuale extra; e ricorda, caro lettore, che lo stesso Pm in Aula ha “inciso” che essa, a quarant’anni, è rimasta incinta al secondo incontro. Maurizio Iori invece per certo quel pessimo soggetto che tra un’amante e l’altra, a volte addirittura assieme, frequentava puttane, non sapendo resistere alla propria berlusconesca libidine.
Un processo cioè dove non solo non si esaminano le prove vere che devono decidere su un ergastolo, non cinque punti sulla patente, ma nemmeno si sottopongono a un pur leggero vaglio critico gli apriorismi generici che prenderanno il posto di esse!
I padroni del processo dividono in due noi uomini, quelli da suicidio e quelli no, fatta la divisione, se cerchi di dimostrare ch’è sbagliata manco ti rispondono!
Non è la prima volta che affondo la lama in quello che adesso è il loro problema, e spero d’averti convinto, caro lettore: se la Corte ha chiesto e ottenuto, acriticamente, dai superiori, altri 90 giorni per spiegare i motivi della condanna, caso unico per un processo del genere in tutta Italia, non è come ha scritto perchè deve trovare le stanze per i colleghi di Crema, perchè gli sposi cremonesi continuano a litigare e bisogna anzitutto provvedere ai loro divorzi e amenità simili che puoi trovare nel carteggio Massa/Campanato. Nulla di tutto questo. E’ semplicemente cambiato l’interlocutore: in Aula da vera padrona la Corte s’è permessa di tutto, perfino insultare gli avvocati della Difesa e intimorire i testimoni a favore. Adesso deve spiegare, con ragioni vere, come ha preso la decisione più grave, ai Giudici di ricorso fino alla Cassazione, alla dottrina e alla giurisprudenza, ai giornali, alle Tv, a Crozza e Benigni, eccetera.
Credo bene non sappiano come venirne fuori e aspettino, che cosa? I novanta giorni passano comunque.
Cremona 21 05 2013 www.flaminiocozzaglio.info