gen 20 2017

la legge del più forte-quattrocentosette 20 01 2017

Published by under cronaca cremonese,Giudici

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – QUATTROCENTOSETTE
Già dalle prime pagine dell’ordinanza del Gip si nota che il giudice italiano si dà le regole che vuole e poi decide, nella più assoluta libertà.
Le primissime righe: “mediante l’azione tossica del gas butano-propano con cui il prevenuto saturava l’aria presente nella camera da letto dell’appartamento dove risiedevano le predette” eccetera.
Dunque “saturava” l’aria; pagina 5, tocca al povero padre di Claudia fare la tristissima scoperta: “Appena entrato ho sentito un odore dolciastro ma non ho realizzato che potesse essere dovuto alla presenza di gas. Ho guardato nel bagno ed ho aperto la porta della camera da letto che era socchiusa ed ho trovato nel lettone mia figlia Claudia e nel lettino la nipote Livia che parevano dormire” eccetera.
Avessero ordinato le analisi prima di arrestare Maurizio Iori, i giudici, avrebbero saputo subito dai periti, anche i loro, che per saturare la stanza servivano circa 300 trecento bombolette, non le sole quattro presenti, il cui gas arrivava al battiscopa.

Cremona 20 01 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

gen 20 2017

la quintessenza della cremonesità-ottantadue 20 01 2017

Published by under costume,cronaca cremonese

LA QUINTESSENZA DELL CREMONESITA’ – OTTANTADUE
Di questi tempi, nella retta d’arrivo del più “quintessente”, è una bella lotta tra il professore e il Pennadoro; oggi poi per sparigliarli è indispensabile il fotofinish, perché entrambi giocano al meglio le loro possibilità; il Pennadoro incide con le secchiate di merda e fango sui clienti del ristorante; il professore tanto per cambiare è prolisso, ha bisogno di un’intervista da pagina intera, ma non è soddisfatto e alla Festa dei Vigili tira fuori il jolly:
“Non bisogna dimenticare il 24 gennaio. Un giorno di tensione, violenza e odio. In voi ho visto lucidità anche nel momento dell’assalto. Ho visto prontezza ed efficienza in voi sul terreno. E mi sono sentito al sicuro, certamente in un momento drammatico. Avete messo le vostre vite a disposizione. C’era amore per il corpo, la città e le istituzioni”. Nemmeno i cremonesi dimenticano che aveva promesso di sfrattare i centri sociali.
Cremona 20 01 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

gen 20 2017

strabismo rituale 20 01 2017

Published by under costume,cronaca nazionale

STRABISMO RITUALE
Polemiche immaginabili a Milano: dedicare o non una via a Bettino Craxi?
Molto meglio piazza del Duomo cambi nome: “Piazza Davigo e Di Pietro”

Cremona 20 01 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

gen 20 2017

centri sociali di tutto il mondo, unitevi!

Published by under costume,cronaca internazionale

CENTRI SOCIALI DI TUTTO IL MONDO, UNITEVI!
Washington blindata per l’insediamento di Donald Trump.

Cremona 20 01 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmil.com

No responses yet

gen 20 2017

prima delle tante guide 20 01 2017

Published by under costume,golosità

Prima delle tante guide, i berretti gialli in azione a difesa della buona tavola!
Origine del latte, il decreto in gazzetta ufficiale
Voltini: storica vittoria di Coldiretti a difesa della nostra zootecnia
Storico via libera all’indicazione di origine obbligatoria per il latte e i prodotti lattiero-caseari, che pone finalmente fine all’inganno del falso Made in Italy con tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia che sono stranieri, così come la metà delle mozzarelle è fatta con latte o addirittura cagliate provenienti dall’estero, senza che questo sia stato fino ad ora riportato in etichetta. E’ quanto afferma il Presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nell’annunciare la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n.15 del 19 gennaio 2017 del decreto “Indicazione dell’origine in etichetta della materia prima per il latte e i prodotti lattieri caseari, in attuazione del regolamento (UE) n. 1169/2011 firmato dai ministri delle Politiche Agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda. Un provvedimento – sottolinea Moncalvo – fortemente sostenuto dalla Coldiretti che rappresenta un importante segnale di cambiamento a livello nazionale e comunitario. Il via libera – continua Moncalvo – risponde alle esigenze di trasparenza degli italiani che secondo la consultazione pubblica online del Ministero delle politiche agricole, in più di 9 casi su 10, considerano molto importante che l’etichetta riporti il Paese d’origine del latte fresco (95%) e dei prodotti lattiero-caseari quali yogurt e formaggi (90,84%), mentre per oltre il 76% lo è per il latte a lunga conservazione. “L’etichettatura di origine per il latte uht e i prodotti lattiero-caseari è una grandissima vittoria per gli agricoltori e per tutti i cittadini. Un vitale risultato per la zootecnia cremonese, che conta ben 145mila vacche da latte e produce oltre un milione di tonnellate di latte all’anno, vale a dire circa il 10% del latte munto in Italia – sottolinea Paolo Voltini, Presidente di Coldiretti Cremona –. Si dice finalmente basta a un inganno che finora ha permesso di spacciare per italiani prodotti lattiero-caseari che italiani non erano, a danno sia degli allevatori che dei cittadini”. “E’ un altro fondamentale risultato, frutto della tenace azione di Coldiretti per la trasparenza, con la battaglia per l’origine in etichetta, che intendiamo proseguire, perché quanto abbiamo conquistato per il latte si applichi anche a tutti gli altri prodotti agroalimentari – prosegue Voltini –. Vale la pena di evidenziare che questo storico provvedimento è scaturito anche dalla ‘guerra del latte’ scatenata lo scorso anno dalla Coldiretti contro le speculazioni insostenibili sui prezzi alla stalla e sta portando a un sostanziale aumento dei compensi riconosciuti agli allevatori, senza oneri per i consumatori.”. Il provvedimento riguarda – sottolinea la Coldiretti – l’indicazione di origine del latte o del latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari e prevede l’utilizzo in etichetta delle seguenti diciture:
a) “Paese di mungitura”: nome del Paese nel quale è stato munto il latte;
b) “Paese di condizionamento o di trasformazione”: nome del Paese nel quale il latte è stato condizionato o trasformato.
Qualora il latte o il latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari sia stato munto, condizionato o trasformato, nello stesso Paese, l’indicazione di origine può essere assolta con l’utilizzo della seguente dicitura: “origine del latte”: nome del Paese. Se invece le operazioni indicate avvengono nel territorio di più Paesi membri dell’Unione europea, per indicare il luogo in cui ciascuna singola operazione è stata effettuata, possono essere utilizzate – precisa la Coldiretti – le seguenti diciture: “latte di Paesi UE” per l’operazione di mungitura, “latte condizionato o trasformato in Paesi UE” per l’operazione di condizionamento o di trasformazione. Infine qualora le operazioni avvengano nel territorio di piu’ Paesi situati al di fuori dell’Unione europea, per indicare il luogo in cui ciascuna singola operazione è stata effettuata, possono essere utilizzate le seguenti diciture: «latte di Paesi non UE» per l’operazione di mungitura, «latte condizionato o trasformato in Paesi non UE» per l’operazione di condizionamento o di trasformazione. Per le violazioni si applicano le sanzioni di cui all’art. 4, comma 10, della legge 3/2/2011, n. 4. 1,7 milioni di mucche da latte presenti in Italia ma anche pecore e capre possono finalmente mettere la firma sulla propria produzione di latte, burro, formaggi e yogurt che – sottolinea la Coldiretti – è garantita da livelli di sicurezza e qualità superiore grazie al sistema di controlli realizzato dalla rete di veterinari più estesa d’Europa, ma anche ai primati conquistati a livello comunitario con la leadership europea con 49 formaggi a denominazione di origine realizzati sulla base di specifici disciplinari di produzione. L’obbligo di indicare l’origine in etichetta – continua la Coldiretti – salva dall’omologazione l’identità di ben 487 diversi tipi di formaggi tradizionali censiti a livello regionale territoriale e tutelati perché realizzati secondo regole tramandate da generazioni che permettono anche di sostenere la straordinaria biodiversità delle razza bovine allevate a livello nazionale. Il provvedimento entrerà in vigore pienamente dopo novanta giorni dalla pubblicazione avvenuta il 19 gennaio anche se sarà possibile, per un periodo non superiore a 180 giorni, smaltire le scorte delle confezioni con il sistema di etichettatura precedente. L’obbligo di indicare in etichetta l’origine è una battaglia storica della Coldiretti che con la raccolta di un milione di firme alla legge di iniziativa popolare ha portato all’approvazione della legge n.204 del 3 agosto 2004. Da allora molti risultati sono stati ottenuti anche in Europa ma – continua la Coldiretti – l’etichetta resta anonima per circa 1/3 della spesa dai salumi ai succhi di frutta, dalla pasta al latte a lunga conservazione, dal concentrato di pomodoro ai sughi pronti fino alla carne di coniglio.  Due prosciutti su tre venduti come italiani, ma provenienti da maiali allevati all’estero, ma anche un pacco di pasta su tre è fatto con grano straniero senza indicazione in etichetta, come pure i succhi di frutta o il concentrato di pomodoro dalla Cina i cui arrivi sono aumentati del 379% nel 2015 per un totale di 67 milioni di chili, secondo la Coldiretti. L’Italia sotto il pressing della Coldiretti ha fatto scattare il 7 giugno 2005 l’obbligo di indicare la zona di mungitura o la stalla di provenienza per il latte fresco e il 17 ottobre 2005 l’obbligo di etichetta per il pollo Made in Italy mentre a partire dal 1° gennaio 2008 l’obbligo di etichettatura di origine per la passata di pomodoro. A livello comunitario – continua la Coldiretti – il percorso di trasparenza è iniziato dalla carne bovina dopo l’emergenza mucca pazza nel 2002, mentre dal 2003 è d’obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell’ortofrutta fresca. Dal primo gennaio 2004 c’è il codice di identificazione per le uova e, a partire dal primo agosto 2004, l’obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto. Il prossimo passo – conclude la Coldiretti – è l’entrata in vigore dell’obbligo di indicare l’origine del grano impiegato nella pasta come previsto nello schema di decreto che introduce l’indicazione obbligatoria dell’origine del grano impiegato nella pasta condiviso dai Ministri delle Politiche agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e già inviato alla Commissione Europea.

No responses yet

gen 20 2017

san tommaso 20 01 2017

SAN TOMMASO
Chiedo scusa in pubblico all’amico Antonio Leoni, del Vascello on line, convinto com’ero volesse prendere in giro la Provincia fin che c’è inventando il solito svarione; mi son procurato il giornale: è tutto vero! I record, come noto, son fatti per essere battuti, e la prima pagina di oggi rifila un 6 a 0 ai pesci vivi, serviti in tavola a temperatura ambiente; si tratta dei gentiluomini del Kavarna e del come intendono diffondere il loro sapere; ecco la versione della Provincia fin che c’è, ripeto, in prima pagina: “lanciò sui clienti secchiate di feci miste a fango del ristorante Il Violino” che Antonio, ghignando immagino, corregge: “va letta come: lanciò sui clienti del ristorante Il Violino secchiate di feci miste a fango”
Povero Luca Babbini, con l’impegno che mette, in cambio ha i visitatori del Kavarna e, forse ancora peggio, l’interpretazione della Provincia fin che c’è; Nolli Renzo, il presidente che non c’è, immagino che ancora una volta si dichiarerà assente….

Cremona 20 01 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

gen 20 2017

il campione 20 01 2017

Published by under costume,cronaca cremonese

IL CAMPIONE
Imparasse a ascoltarsi, il Galimberti avrebbe buone probabilità di capire perché in tanti lo chiamiamo “professore”: non certo in scherno alla categoria. E l’intervista alla Provincia fin che c’è di oggi conferma la mia tesi: sarà anche un sindaco inferiore a tutti quelli che l’han preceduto, ma il disastro si compie quando parla in pubblico, nonostante goda di un nutrito ufficio stampa.
Come si fa, davanti a uno bravo come Gilberto Bazoli, a partire con un “ho salvato l’Aem”, spiegando così il salvataggio:
“Preso atto della situazione ereditata, abbiamo deciso di non portare i libri in Tribunale con conseguenze pesanti anche sul bilancio del Comune, ma di salvare la nostra azienda: è il risultato più grande raggiunto. Da 100 milioni arriviamo in due anni a 8 milioni di debito con un conto economico in ordine, costruendo contestualmente grandi operazioni industriali sul territorio”
In poche righe massacra il mondo: ha ereditato una situazione fallimentare dalla sinistra, che ha sempre amministrato Aem, gli ultimi 10anni con Franco Albertoni, che non è l’ultimo dei manager; lui, che per primo lamenta le polemiche se le fanno gli altri, ne innesca una spaventosa proprio col suo partito di maggioranza; e si propone a sostituire il ministro Padoan per la salvezza dell’Italia, da che solo un premio Nobel, ma di quelli che spuntano una volta al secolo, riesce in due anni a ridurre il debito da 100 milioni a 8 di un’azienda che ne fattura poco più di 100!
Anche il resto del “dettato” è penoso; Cremona, grazie a lui, è internazionale, anche se pochi giorni fa Comune e Provincia uniti han reso noti i numeri dei turisti stranieri, 30% in meno dal 2014 al 2016; ancora un po’ di eventi e viaggi avanti e indietro sulla Via della Seta, e gli stranieri bisognerà catturarli.
Ne ha per tutti i gusti, il professore, anche per chi gli imputa scarsa conoscenza dei mezzucci della politica professionale: non ha perso il 3,8 dei consensi dal giorno dell’elezione, ma solo l’1 dall’anno scorso! ma lascio a chi ama il genere il piacere di leggersi da solo tutta l’intervista.
Io ripeto ancora una volta al professore il consiglio che non ascolterà: non cerchi di tirar su con le parole le sue prodezze, galleggia meglio tacendo.

Cremona 20 01 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

gen 20 2017

ben oltre i conti della serva 20 01 2017

Published by under barzellette,cronaca cremonese

BEN OLTRE I CONTI DELLA SERVA
ci sono quelli del sindaco. Galimberti a Vittorio Principe: “Lei è qui come rappresentante degli esercenti o, invece, come futuro candidato sindaco?”

Cremona 20 01 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

gen 20 2017

a noè è andata bene 20 01 2017

Published by under costume,cronaca nazionale,Giudici

A NOE’ E’ ANDATA BENE Dal fascicolo della Procura risulta che sull’Arca ci fosse ancora posto e che Noè non dovesse limitarsi a eseguire pedissequamente gli ordini di Dio. Dal Corriere on line: —La montagna, scossa dal nuovo sisma di queste ore, s’è abbattuta sull’albergo, spostandolo in basso di una dozzina di metri: ora lastre di ghiaccio invadono la hall, l’intero lato nord è stato sfondato e il bel colonnato bianco è incorporato nella furia della slavina. Vite spezzate, sì, ma anche vite che forse potevano essere salvate. La Procura ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo e la rabbia monta in fretta. Mercoledì la terra tremava e la montagna era davvero troppo carica di neve, così nell’albergo in tanti, bloccati sin dalla domenica, avevano paura. «Alle 3 di pomeriggio erano pronti con le valigie, avevano fatto il check-out, ma lo spazzaneve non è arrivato, l’hanno posticipato alle 7 di sera», racconta il direttore del resort, Marco, nipote del proprietario Roberto Del Rosso, pure tra i dispersi.
Cremona 20 01 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

gen 20 2017

la verità, l’aspra verità (attribuita a danton) 20 01 2017

Published by under cronaca cremonese,Giudici

LA VERITA’, L’ASPRA VERITA’ (attribuita a Danton)
Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni. Se anche voi, cari lettori, siete convinti che quel modo di far processi non riguardi solo il povero Iori, ma possa da un momento all’altro toccare noi, guardatela, diffondetela; il titolo che le han dato è:
-Il caso Iori: ergastolo con la sfera di cristallo?-

No responses yet

Next »