Mag 25 2020

la legge del più forte-milleseicentosei 25 05 2020

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LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – milleseicentosei Dall’Opinione delle Libertà; come dimostra la raccolta di www.errorigiudiziari.com, in Italia la maggior parte del carcere senza motivo è dovuta alla cosiddetta custodia cautelare, domiciliari compresi, che costringe lo Stato, cioè noi, a pagare montagne di risarcimenti; i pochissimi processi di revisione non fanno testo, anche se vanno a buon fine per gli imputati. —Edward Luttwak e Piercamillo Davigo, intervenuti nella trasmissione di Giovanni Floris su La7, hanno detto la loro sulla giustizia in Italia ed America. Dallo scambio di opinioni è parso chiaro che i due non erano fatti per capirsi, specialmente in materia di prove e carcerazione preventiva. Luttwak sosteneva che in Italia i Pm accusano senza prove. Davigo rispondeva che le indagini giudiziarie sono fatte appunto per cercare e trovare le prove. Ma è sulla libertà personale che la differenza tra il sistema americano (rectius, anglosassone) e l’ordinamento italiano è parsa quella che è, cioè abissale, sebbene nel breve dibattito il contrasto non sia emerso a dovere. Davigo, patriotticamente, si è spinto a parlare di tutela rigorosissima, costituzionale e legislativa, in Italia. Purtroppo le cose non stanno però come affermato dal famoso magistrato, al quale non farò il torto di considerarlo imperfetto conoscitore del sistema angloamericano e pertanto considererò il suo sperticato elogio del sistema italiano alla stregua di una perorazione “pro domo sua” piuttosto che l’esposizione di una verità effettuale. Non che egli abbia fatto affermazioni inesatte in punto di diritto. Ha invece magnificato cose esatte che non meritano il plauso. Dunque qualche essenziale precisazione può essere utile a rendersene conto. Nel sistema giudiziario anglosassone, fondato sul “trial by jury (processo con giuria: il giudice soprattutto arbitra la procedura, caratterizzata da oralità, concentrazione, immediatezza) e lo “stare decisis” (obbligatorietà del precedente giudiziale), l’habeas corpus (che si produca o esibisca il corpo! è la celeberrima formula che garantisce la libertà del cittadino da qualsiasi arresto e detenzione arbitrari da chiunque effettuati) e il “release on bail” (rilascio su cauzione) costituiscono le più antiche tutele della libertà personale nelle nazioni di “common law”. Servono ad impedire l’obbrobrio della carcerazione preventiva all’italiana. Con l’habeas corpus ogni arrestato o detenuto ingiustificatamente ha diritto di chiedere ad una corte di essere rilasciato. L’habeas corpus, ecco la differenza mai abbastanza rilevata, presuppone l’illiceità di qualsiasi arresto o detenzione dell’autorità ed è così fondamentale che, nel Regno Unito, è stato sospeso solo in circostanze eccezionali mentre, negli Stati Uniti, la Costituzione stessa vieta addirittura di sospenderlo se non in caso di rivolta o invasione. In queste nazioni l’arresto è illegale di per sé e l’accusa deve provarne la liceità; in Italia l’arresto è legale di per sé (ovviamente sulla base delle tre ben note quanto labili condizioni processuali, lodate da Davigo come il toccasana giuridico: pericolo di fuga, reiterazione del reato, inquinamento delle prove) e la difesa deve dimostrarne l’illiceità: un rovesciamento della garanzia della libertà personale. Quanto al rilascio su cauzione, esso è un diritto della persona accusata formalmente, che garantisce una somma (malleveria) e si impegna a presentarsi al giudice il giorno stabilito. Il giudice ha ampia discrezionalità sull’ammontare della cauzione e sull’opportunità di concederla, la quale non necessariamente è correlata alla gravità del reato. Negli Stati Uniti l’VIII Emendamento (1791), ricopiato sul “Bill of Rights” britannico del 1689, vieta le cauzioni eccessive. In Italia, dove predominano i tiepidi verso la libertà personale e gli entusiasti delle manette ai semplici imputati, il rilascio su cauzione viene considerato un favore fatto ai ricchi. Niente di più falso. Tale convinzione alberga nei prevenuti e negli ignoranti. Infatti, l’istituto della cauzione, oltre a rappresentare intuitivamente, almeno per i liberali, un diritto naturale, ha tra gli altri il pregio di essere plasmabile secondo la natura del reato, la personalità e la condizione dell’incolpato, le necessità dell’ordine sociale, e pertanto risponde in modo pieno e concreto alle più profonde esigenze della vera giustizia. Nel Regno Unito, per esempio, l’80 per cento degli accusati viene rimesso in libertà! In Italia, per esempio, chi si costituisce spontaneamente confessando l’uccisione del coniuge, succede che venga arrestato seduta state, senza condanna. In barba alle tre condizioni processuali. Un toccasana, appunto.

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Mag 25 2020

qui cremona-seicentoquarantatre 25 05 2020

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QUI CREMONA – seicentoquarantatre

Ancora un grande successo per la Neurochirurgia dell’ospedale di Cremona, ne scrivono sia la Provincia on line che www.cremonaoggi.it:

—“Dopo l’emergenza Covid, tornare in sala operatoria per un intervento ad alta complessità utilizzando della chirurgia da sveglio – spiega Antonio Fioravanti (Direttore dell’UO di Neurochirurgia dell’Ospedale di Cremona) è una soddisfazione professionale e anche una grande emozione”. “Insieme alla mia equipe, abbiamo asportato un tumore cerebrale (Glioma) in paziente sveglio e cosciente. L’intervento, esclusa la preparazione è durato poco più di due ore. Il signor Oscar – un uomo di poco più di sessant’anni – è ambidestro. La scelta di utilizzare questa tecnica è stata finalizzata alla possibilità di verificare in corso di intervento le funzionalità del linguaggio, del movimento e abilità cognitive – precisa Fioravanti. Oscar, in fase di valutazione, ha mostrato le caratteristiche cliniche e psicologiche per sostenere un tipo di intervento come questo”. “Durante i colloqui preparatori – continua Fioravanti – ho scoperto la passione di Oscar, ossia la pittura e ho appreso la sua preoccupazione per l’eventuale perdita di questa abilità artistica per lui di fondamentale importanza. Ecco che, durante l’intervento, per verificare che le funzioni del linguaggio e del movimento rimanessero integre, abbiamo scelto insieme di fare la prova del disegno. Mentre io operavo lui disegnava. Vedevo le nostre mani allineate e impegnate contemporaneamente su fronti diversi. E’ un’immagine che non scorderò facilmente. Il risultato è un bellissimo paesaggio con un grande albero che – per l’Ospedale di Cremona – rappresenta il simbolo della rinascita”. “Nella prima parte dell’intervento, il paziente è stato sottoposto ad anestesia e svegliato durante l’asportazione del tumore. Questo ci ha consentito di interagire con lui, chiedergli di parlare e addirittura disegnare in modo da poter controllare nell’immediato la comparsa di eventuali deficit”—

Il tre ottobre scorso Antonio Fioravanti operava me alla schiena, il cancro aveva deciso di abitare lì, con un successo tale, confermato dalla risonanza, da ricevere i complimenti della clinica universitaria di Francoforte, dove risiedo ancora oggi: e se son vivo, e miglioro ogni giorno che passa, lo devo a lui e al personale tutto della Neurochirurgia, che m’ha tenuto allegro per i venti giorni che rimasi da loro.

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Mag 25 2020

i social servono, 25 05 2020

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I SOCIAL SERVONO,

se li sai usare; dall’Agenzia Ansa.

—Il messaggio, forte, lo lanciano attraverso Fb perchè possa giungere direttamente ai giovani, che in questi giorni popolano la movida notturna di molte città dal Nord al Sud spesso incuranti dei comportamenti anti-Covid a partire dall’uso delle mascherine: “Movida nel week end? Noi non curiamo gli imbecilli”. Gli autori sono i medici dell’Associazione ‘Nessuno tocchi Ippocrate’, ma un appello-provocazione arriva anche da un rianimatore che su Fb scrive ‘Non curo i cretini’. Sotto attacco, spiega il presidente dell’Associazione anestesisti-rianimatori (Aaroi), Alessandro Vergallo, “è la movida, da noi ribattezzata ‘Covida’, perchè rappresenta un altissimo rischio di contagio da Covid-19”.

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Mag 25 2020

palamara&giornalisti 25 05 2020

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PALAMARA&GIORNALISTI

Su www.affaritaliani.it appare, fin che non obbligano a toglierlo, il documento originale della Procura di Perugia sulle intercettazioni del giudice con i giornalisti!

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Mag 25 2020

il ritorno di campagna amica 25 05 2020

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Campagna Amica, oggi il mercato ha riaperto a Soresina,

Domani appuntamento presso il portico del Consorzio Agrario di Cremona

E nel fine settimana gli agricoltori saranno a Casalmaggiore e Crema

Con il ritorno stamattina del mercato di Campagna Amica a Soresina si è aperta una settimana che – promettono gli agricoltori della Coldiretti – sarà tutta nel segno dei sapori del nostro territorio, garantiti personalmente dai produttori. Ben quattro gli appuntamenti in settimana con il mercato di Campagna Amica che, tappa dopo tappa, sta riprendendo il proprio posta nelle piazze della provincia di Cremona. Stamattina c’è stato l’atteso ritorno dei gazebo gialli nella piazzetta del Comune di Soresina, accolti con gioia da tanti cittadini. Domani si rinnova la presenza nel cuore della città di Cremona, con il mercato presso il portico del Consorzio Agrario, che si dispone su due lati, quello di via Monteverdi e quello di piazza Marconi. Sabato mattina sarà la volta del piccolo mercato di Campagna Amica a Casalmaggiore, che da sabato scorso ha ripreso posto in piazza Turati. Seguirà una domenica nel segno del vero made in Italy a Crema, dove gli agricoltori di Campagna Amica propongono un’uscita speciale, intitolata “voglia di fragole e ciliegie” (ma portando con sé, accanto alla frutta di stagione che dà il tema alla giornata, tutti i prodotti della nostra agricoltura, dai formaggi ai salumi, dal miele a pane e prodotti da forno, con alcuni produttori in arrivo dalla vicine province per portare vino, riso, olio). #MangiaItaliano è l’invito che gli agricoltori rivolgono a tutti i cittadini che, con la loro puntuale presenza, testimoniano in ogni occasione il piacere di riallacciare l’incontro con gli agricoltori della Coldiretti. Il tutto avviene confermando l’impegno nel segno della sicurezza. Il mercato perimetrato, il monitoraggio dell’accesso al circuito, la distanza di almeno un metro tra le persone in attesa (tutte con mascherina e rispettosissime del nuovo “galateo da covid-19”, dove la stretta di mano assolutamente bandita lascia spazio ai saluti all’orientale, con l’inchino, o in qualche caso ad un velocissimo saluto “dandosi il gomito”), le maggiori distanze fra i gazebo, il divieto di toccare i prodotti esposti sui banchi, la rinuncia alle degustazioni…presso il mercato di Campagna Amica resta sempre alta l’attenzione alla sicurezza di cittadini e operatori, nel rispetto delle disposizioni previste per il contenimento dell’emergenza sanitaria. “Ringraziamo tutti i cittadini per la calorosa accoglienza che ci riservano. Ogni mercato di Campagna Amica che torna presente sul territorio è per tutti noi un segnale, atteso e prezioso, di ritorno alla normalità. Nel contempo, non vogliamo e non possiamo abbassare la guardia nelle misure di sicurezza, a tutela di tutti noi. E’ giusto sottolineare che i cittadini per primi, in queste giornate di ritorno al mercato, stanno dimostrando attenzione e zelo nel rispetto delle prescrizioni legate alla sicurezza” sottolineano gli agricoltori di Campagna Amica Cremona.

RELAZIONI ESTERNE COLDIRETTI CREMONA

Via G. Verdi, 4 – 26100 Cremona – Telefono 0372 499819 – Cell. 334 6644736 – e-mail: marta.biondi@coldiretti.itwww.cremona.coldiretti.it – Fb e Instagram: Coldiretti Cremona

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Mag 25 2020

la germania è un paese serio 25 05 2020

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LA GERMANIA E’ UN PAESE SERIO Dall’Avvenire; fosse capitato in Italia, il caso sarebbe tra i tanti politici. —E’ iniziato il vero dieselgate. Questo il commento degli avvocati Claus Goldenstein e Christian Brade alla sentenza del Bundesgerichtshof, la Corte di Cassazione tedesca, che potrebbe mettere in ginocchio Volkswagen e le altre case automobilistiche tedesche coinvolte nel dieselgate, lo scandalo delle falsificazioni dei dati delle emissioni dei gas di scarico dei motori diesel. Goldstein è l’avvocato difensore di un pensionato del Land della Renania Palatinato che nel 2014 acquistò una Volkswagen Sharan usata per 31.500 euro e dotata di un motore diesel EA 189, uno dei motori al centro dello scandalo su cui vennero installati software che falsificavano il livello di emissioni per superare i controlli. Quando la casa di Wolfsburg ammise nel 2015 di aver installato su ben 11 milioni di vetture il software illecito, il denunciante pretese di restituire alla Vw la sua macchina e chiese in cambio il corrispettivo del prezzo d‘acquisto. Il tribunale di Coblenza nel giugno 2019 gli aveva concesso 26mila euro per «danneggiamento intenzionale», sottraendo dalla cifra complessiva l‘ipotetico deprezzamento legato all‘utilizzo della vettura. Ambedue le parti in causa avevano presentato ricorso in Cassazione, fino alla sentenza di ieri che ha confermato il risarcimento per il pensionato, che però dovrà detrarre dalla somma ricevuta i km percorsi. Il caso discusso a Karlsruhe, sede dell’alta corte, è uno solo ma ora tutti i tribunali regionali tedeschi si ispireranno alla sentenza di ieri dando via libera ad ulteriori procedimenti legali nei confronti della Vw. La stessa casa di Wolfsburg ha ammesso che sarebbero state intentate circa 60mila cause, mentre altre decine di migliaia di automobilisti avrebbero già concluso intese o patteggiamenti.

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Mag 25 2020

un giudice a tutto campo, 25 05 2020

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UN GIUDICE A TUTTO CAMPO,

spiega HuffPost, che non si limita a trattare il trattabile coi colleghi di pari livello, esclusa la maggioranza silenziosa, molto silenziosa, che pensa a lavorare bene e s’accorge di nulla, nemmeno quando passa sotto il naso ….

—C’è anche Raoul Bova tra le persone che hanno chiesto un aiuto all’ex capo dell’Anm Luca Palamara, coinvolto in un’inchiesta della Procura di Perugia: i pm lo accusano di corruzione. Il Corriere della Sera ha riportato stralci delle sue conversazioni via Whatsapp. L’attore voleva liberarsi di un’accusa di evasione fiscale di circa 680mila euro per il quinquennio 2005-2010: l’accusa aveva chiesto un anno di carcere. ?‘Ti prego di indagare su questa sentenza, la trovo un’ingiustizia senza precedente. Tutti assolti tranne me’, si legge in un WhatsApp inviato il 25 luglio 2017 alle 10 e 03 dall’attore a Palamara che, alle 10.18, cerca di rincuorarlo: ‘Non finisce qui. non bisogna mollare ora’. E alle 10.21 gli assicura: ‘Sono veramente rammaricato’”. Bova avrebbe chiesto vari incontri con lui. Era molto preoccupato, a causa delle ripercussioni del caso, anche a livello mediatico. “Vorrei scrivere pubblicamente qualcosa, mi stanno annullando molti contratti”, aveva scritto a Palamara poco dopo essere stato condannato per quella vicenda. Quando uscì la notizia, se la prese con i giornalisti: “Non si smentiscono mai”. “Purtroppo una piaga”, ha risposto Palamara. “Palamara tenta di rassicurarlo: ‘La partita non è finita. Sono sicuro che la tua onestà alla fine verrà fuori’. Ma dieci minuti dopo l’artista insiste: ‘Ma ti chiedo di verificare se ho meritato una condanna così dura. Così mirata. È stata considerata una manovra premeditata. Sono sotto shock. Ma in tutto questo il commercialista non ha alcuna responsabilità?’. Il magistrato risponde: ‘Ti faccio sapere ma devi reagire, non è perso nulla’”

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Mag 25 2020

e fazio fabio che glielo lascia dire? 25 05 2020

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E FAZIO FABIO CHE GLIELO LASCIA DIRE?

Dal Giornale; uno invita chi vuole ma poi se ne assume le conseguenze!

—Saviano si scaglia contro i commercialisti. Ieri sera a Che tempo che fa lo scrittore ha detto che “quando un’azienda cominica ad andare in crisi, la criminalità organizzata avvicina i commercialisti. E i commercialisti dicono ‘c’è quella persona, c’è quella società che è interessata’”. Parole pesantissime che hanno mandato su tutte le furie la categoria, intervenuta prontamente attraverso Massimo Miani, presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti.

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Mag 25 2020

la distanza è sociale 25 05 2020

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LA DISTANZA E’ SOCIALE

Almeno in strada, spiega Repubblica; in casa facciano quel che vogliono, per adesso non son previsti controlli: poi, se il coronavirus impazza, si vedrà.

—Ha abbracciato la sua fidanzata mentre stavano passeggiando in Strada Nuova, nel centro di Pavia. Uno slancio affettivo che non è ammesso dalle attuali regole contro la diffusione del coronavirus, anche se i ‘trasgressori’ sono fidanzati. Il giovane, poco più che ventenne, è stato sanzionato da una pattuglia di agenti in borghese: dovrà pagare una multa di 400 euro. Sia il ragazzo che la sua fidanzata avevano la mascherina e le norme anticontagio permettono a due persone che non vivono assieme di camminare affiancati. Ma non di abbracciarsi: e quello slancio improvviso è costato caro al ragazzo per il mancato rispetto della regola del distanziamento sociale. Ma la multa è scattata solo per il ragazzo: la fidanzata, infatti, non avrebbe “partecipato” all’effusione perché colta di sorpresa.

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Mag 25 2020

tanti per tutti 25 05 2020

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TANTI PER TUTTI

o tutti per tanti, minaccia il Prefetto dalla Provincia fin che c’è!

—Contro la movida, sarà durissima la linea del prefetto Vito Danilo Gagliardi. Se sarà necessario, si chiuderanno i locali prima. Soprattutto, il prefetto è così arrabbiato che sta coinvolgendo degli esperti per dare un segno. Si potrebbe arrivare alla denuncia per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, l’articolo 650 del codice penale, perché se alla movida, «si aggiunge anche lo sfottò, la provocazione, il menefreghismo dei ragazzi, allora, i ragazzi vanno denunziati tutti. Sto cercando tutti gli appigli normativi per incidere, per lasciare il segno, per marchiare. A questo punto, bisogna colpire non più uno, ma tanti, per cercare di educarli tutti».

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