nov 18 2017

la legge del più forte-settecentouno 17 11 2017

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – SETTECENTOUNO E’ Piero Sansonetti, direttore del Dubbio; un bel racconto, istruttivo, sul come la legge sia al servizio di chi la può usare, se gli altri lo permettono. Tremende le somiglianze col caso Iori; le vittime hanno ingoiato lo Xanax in pastiglie; impossibile credere a un assassino tanto abile da riuscirci? semplice, diventano gocce, anche contro l’evidenza dei fatti; il Dna scagiona Iori? ancor più semplice, lo si sposta; e tanto altro, identico! Sansonetti ricorda la Colonna Infame, e qui mi perdonerà il “rimprovero”: che pensava, ne avesse il copyright Manzoni?
—-Ieri pomeriggio Cateno De Luca è stato assolto per la quattordicesima volta. Niente concussione, nessun reato. A casa? No, resta agli arresti perché dopo 15 accuse, 15 processi e 15 assoluzioni, martedì scorso era arrivata la 16ima accusa. E ci vorrà ancora un po’ prima che sia assolto di nuovo. Stavolta l’accusa è evasione fiscale. Non sua, della sua azienda. Cateno De Luca è un deputato regionale siciliano. Era stato eletto martedì. Lo hanno ammanettato 24 ore dopo.
L’altro ieri sera invece era stato fermato Roberto Spada. Stiamo aspettando la conferma del suo arresto. Lui è in una cella a Regina Coeli. Roberto Spada è quel signore di Ostia che martedì ha colpito con una testata – fratturandogli il naso – un giornalista della Rai che gli stava facendo delle domande che a lui sembravano inopportune e fastidiose.
È giusto arrestare Spada? È stato giusto arrestare Cateno De Luca? A favore dell’arresto ci sono i giornalisti, gran parte delle forze politiche, una bella fetta di opinione pubblica. Diciamo: il “Coro”. Più precisamente il celebre “Coro antimafia”. Che ama la retorica più del diritto. Contro l’arresto c’è la legge e la tradizione consolidate.
Prendiamo il caso di Spada. La legge dice che è ammesso l’arresto preventivo di una persona solo se il reato per il quale è accusata è punibile con una pena massima superiore ai cinque anni. Spada è accusato di lesioni lievi ( perché la prognosi per il giornalista è di 20 giorni) e la pena massima è di un anno e mezzo. Dunque mancano le condizioni per la custodia cautelare. Siccome però il “Coro” la pretende, si sta studiando uno stratagemma per aggirare l’ostacolo. Pare che lo stratagemma sarà quello di dare l’aggravante della modalità mafiosa. E così scopriremo che c’è testata e testata. Ci sono le testate mafiose e le testate semplici. Poi verrà il concorso in testata mafiosa e il concorso esterno in testata mafiosa.
Mercoledì invece, dopo l’arresto di Cateno De Luca, non c’erano state grandi discussioni. Tutti – quasi tutti – contenti. Sebbene l’arresto per evasione fiscale sia rarissimo. Ci sono tanti nomi famosi che sono stati accusati in questi anni di evasione fiscale per milioni di euro. Alcuni poi sono stati condannati, alcuni assolti. Da Valentino Rossi, a Tomba, a Pavarotti a Dolce e Gabbana, a Raul Bova e tantissimi altri. Di nessuno però è stato chiesto, ovviamente, l’arresto preventivo.
Perché? Perché nessuno di loro era stato eletto deputato e dunque non c’era nessun bisogno di arrestarlo. L’arresto, molto spesso, specie nei casi che più fanno notizia sui giornali, dipende ormai esclusivamente da ragioni politiche. E il povero Cateno ha pagato cara l’elezione. I Pm non hanno resistito alla tentazione di saltare sulla ribalta della politica siciliana.Comunque qui in Italia ogni volta che qualcuno finisce dentro c’è un gran tripudio.
L’idea che ormai si sta affermando, a sinistra e a destra, è che l’atto salvifico, in politica, sia l’arresto. Mi pare che più che in democrazia viviamo ormai in una sorta di “Arresto- Crazia”. E che la nuova aristo-crazia che governa l’arresto-crazia sia costituita da magistrati e giornalisti. Classe eletta. Casta suprema. Gli altri sono colpevoli in attesa di punizione.
Poi magari ci si lamenta un po’ quando arrestano i tuoi. Ma non è niente quel lamento in confronto alla gioia per l’arresto di un avversario. Il centrodestra per esempio un po’ ha protestato per l’arresto pretestuoso di Cateno De Luca. Il giorno prima però aveva chiesto che fosse sospesa una fiction in Rai perché parlava di un sindaco di sinistra raggiunto da avviso di garanzia per favoreggiamento dell’immigrazione.
Il garantismo moderno è così. Fuori gli amici ed ergastolo per gli avversari. Del resto la sinistra che aveva difeso il sindaco dei migranti ha battuto le mani per l’arresto di Cateno. L’altro ieri intanto è stato minacciato l’avvocato che difende il ragazzo rom accusato di avere stuprato due ragazzini. L’idea è quella: “se difendi un presunto stupratore sei un mascalzone. Il diritto di difesa è una trovata farabutta. Se uno è uno stupratore è uno stupratore e non serve nessun avvocato e nessunissima prova: condanna, galera, pena certa, buttare la chiave”.Giorni fa, a Pisa, era stato aggredito l’avvocato di una ragazza accusata di omicidio colposo ( poi, per fortuna, gli aggressori hanno chiesto scusa).
Il clima è questo, nell’opinione pubblica, perché questo clima è stato creato dai politici, che sperano di lucrare qualche voto, e dai giornali che un po’ pensano di lucrare qualche copia, un po’, purtroppo, sono scritti da giornalisti con doti intellettuali non eccezionali. E se provi a dire queste cose ti dicono che sei un complice anche tu, che stai con quelli che evadono le tasse, che stai con quelli che danno le testate.
Il fatto che magari stai semplicemente col diritto, anche perché il diritto aiuta i deboli mentre il clima di linciaggio, il forcaiolismo, la ricerca continua di punizione e gogna aiutano solo il potere, beh, questa non è nemmeno presa inconsiderazione come ipotesi. Tempo fa abbiamo pubblicato su questo giornale “La Colonna Infame” di Manzoni. Scritta circa due secoli fa.
Due secoli fa? Beh, sembra ieri…
P. S. Ho letto che Saviano ha detto che Ostia ormai è come Corleone. Corleone è la capitale della mafia. A Corleone operavano personaggi del calibro di Luciano Liggio, Totò Riina, Bernardo Provenzano. Corleone è stato il punto di partenza almeno di un migliaio di omicidi. Tra le vittime magistrati, poliziotti, leader politici, sindacalisti, avvocati. Paragonare Ostia a Corleone è sintono o di discreta ignoranza o di poca buonafede. Ed è un po’ offensivo per le vittime di mafia.
P. S. 2. Il giornalista Piervincenzi, quello colpito con la testata da Spada, ha rilasciato una intervista davvero bella. Nella quale tra l’altro, spiega di non essere stato affatto contento nel sapere dell’arresto di Spada. Dice che lui in genere non è contento quando arrestano la gente. Davvero complimenti a Piervincenzi. Io credo che se ci fossero in giro almeno una cinquantina di giornalisti con la sua onestà intellettuale e con la sua sensibilità, il giornalismo italiano sarebbe una cosa sera. Purtroppo non ce ne sono.
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nov 18 2017

la quintessenza della cremonesità-trecentosettantaquattro 17 11 2017

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LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – TRECENTO74
Qualcuno si stupisce per la durezza dei fatti ricordati da Enrico Antonelli, che ho pubblicato per la seconda volta; io, non fossi cremonese, mi stupirei molto più del silenzio generale che li accoglie, da quello dei maggiorenti del Sistema Cremona a quello delle Autorità; ma in tema di ricordi ne riscrivo un altro, piccolo e però molto significativo; un paio di Fiere del Bovino fa la Direzione provinciale del lavoro controlla le ditte che eseguono gli appalti; qualcosa non va, perché la Direzione del lavoro annuncia una conferenza stampa; la conferenza è rinviata la mattina stessa, in data da fissare, un paio d’ore prima se non ricordo male: siamo ancora in attesa del giorno del rinvio. Piaccia o non, questa è Cremona, dove il respiro vien tolto solo a Renzi, ma perché gli fanno ammirare il Museo del Violino!
Troppo serio e rischio di annoiare: passiamo alla Libera! Nel mondo civile la comunicazione è tutto, si usa dire, e la si cavalca bene; profittando dell’infortunio della Nazionale di calcio sembra che il non c’è sia stato ribattezzato dagli “amici”: Tavecchio! l’uomo che non si dimette mai, neanche se gli sparano!
Dalla newsletter 43 del 17 novembre, la clementina meglio dello spray al peperoncino, in caso di tentativi di violenza sessuale:
—Confagricoltura Donna Lombardia celebra la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne offrendo al pubblico le clementine come simbolo dell’antiviolenza di genere, insieme ad AIDA, Associazione Incontro Donne Antiviolenza onlus di Cremona, sabato 25 novembre a Cremona, dalle 10 alle 16, presso la Galleria XXV aprile, nell’ambito della Festa del Torrone. La somma
raccolta sarà interamente devoluta all’associazione AIDA di Cremona che, da quindici anni, accoglie la richiesta di aiuto delle donne che subiscono violenza. Quest’anno la manifestazione si fregia del Patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali—
Sempre dal sito Libera, continua la sfida ai Coldiretti di capitan Voltini, senza il ritegno di una volta, quando la faccenda era risolta nominandoli mai; oggi siamo all’arma bianca; al centro del sito:
–Voltini e la “sua” giornata del Ringraziamento–
solo perché capitan Voltini, nella “sua” giornata, s’è permesso radunare migliaia di colleghi, cittadini, e il sottosegretario di Stato Pizzetti; ma ecco spuntare il guanto di sfida:
—Si terrà la prossima domenica, 26 novembre, alle ore 11,00, la Festa del Ringraziamento organizzata dalla Libera Associazione Agricoltori Cremonesi presso il Santuario di Santa Maria in Bressanoro, nei pressi di Castelleone. La messa della
giornata del ringraziamento sarà officiata da Don Luigi Parmigiani. Tutti i soci della Libera ed i loro familiari sono invitati a prendere parte a questa importante celebrazione specifica per il mondo agricolo. A seguire si svolgerà un pranzo presso
l’Agriturismo Ca’ del Facco a Salvirola: chi intende partecipare al pranzo, deve prenotare contattando gli uffici centrali e di zona della Libera entro il mercoledì 22 novembre p.v.—
Chi intende partecipare avvisi, perché in caso i soci, dipendenti compresi, fossero più di 80 ottanta, è indispensabile cercare, e in fretta, un Santuario più grande…….

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nov 18 2017

la miglior medicina 17 11 2017

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LA MIGLIOR MEDICINA
Non guarirà i nostri mali, ma il generoso fiato di un Da Sul 2011, la grande Barbera d’Asti di Paolo Laiolo Reginin che nasce sui ripidi dorsi di Vinchio, non li fa sentire!

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nov 18 2017

cittadino attento! 17 11 2017

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CITTADINO ATTENTO! Il dottor Pivantonio, georgofilo di valore, s’è appena scomodato per rivelarci dalle colonne della Provincia fin che c’è di Cremona, uno dei primi giornali d’Italia, di sua proprietà in pratica, che la scelta del “chilometro zero” è non solo sbagliatissima, addirittura dannosa per le nostre esportazioni. A ciascuno, con piena indipendenza di giudizio, metter sulla propria tavola ciò che meglio aggrada, anche contro pareri di “tale peso”…….. Questo invece il parere di Campagna Amica: —Fare la spesa a chilometri zero in filiere corte con l’acquisto di prodotti locali taglia del 60% lo spreco alimentare rispetto ai sistemi alimentari tradizionali. È quanto emerge dallo studio Ispra sullo spreco alimentare: in Italia sta crescendo la sensibilità ambientale con 30 milioni di cittadini che fanno la spesa dal contadino almeno una volta al mese, in aumento nel 2017 dell’11%.
Lo spreco alimentare scende dal 40-60% per i sistemi alimentari di grande distribuzione alimentare ad appena il 15-25% per gli acquisti diretti dal produttore agricolo. Coloro che si approvvigionano esclusivamente tramite reti alimentari alternative sprecano meno perché i cibi in vendita sono più freschi e durano di più e perché non devono percorrere lunghe distanze con le emissioni in atmosfera dovute alla combustione di benzina e gasolio.
È stato calcolato infatti che un chilo di ciliegie dal Cile per giungere sulle tavole italiane deve percorrere quasi 12mila chilometri con un consumo di 6,9 chili di petrolio e l’emissione di 21,6 chili di anidride carbonica, un chilo di mirtilli dall’Argentina deve volare per più di 11mila chilometri con un consumo di 6,4 kg di petrolio che liberano 20,1 chili di anidride carbonica mentre l’anguria brasiliana, che viaggia per oltre 9mila km, brucia 5,3 chili di petrolio e libera 16,5 chili di anidride carbonica per ogni chilo di prodotto, attraverso il trasporto con mezzi aerei.
L’Italia ha conquistato in pochi anni la leadership mondiale nei mercati contadini davanti agli Usa e Francia con la più vasta rete di vendita diretta degli agricoltori organizzata con proprio marchio del mondo grazie alla Fondazione Campagna Amica. In pochi anni è nata e cresciuta in Italia una rete unica a livello internazionale per dimensioni e caratteristiche che ha esteso la sua presenza dalle fattorie ai mercati, dai ristoranti al cibo di strada, dagli agriturismi agli orti urbani.
Complessivamente la rete di Campagna Amica è composta da 7200 fattorie, 1250 mercati, e 2200 agriturismi, cui si aggiungono 550 ristoranti, 210 orti urbani e 30 punti di street food, dove arrivano prodotti coltivati su circa 200mila ettari di terreno. “Acquistare prodotti a chilometri zero è un segnale di attenzione al proprio territorio, alla tutela dell’ambiente e del paesaggio che ci circonda, ma anche un sostegno all’economia e all’occupazione locale”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “si tratta di una responsabilità sociale che si è diffusa tra i cittadini nel tempo della crisi con la crescita dei mercati contadini che in Italia che sono diventati non solo luogo di consumo, ma anche momenti di educazione, socializzazione, cultura e solidarietà”.

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nov 18 2017

matteo renzi dal vero 17 11 2017

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MATTEO RENZI DAL VERO, MA VIETATISSIMO
Scampoli da www.cremonaoggi.it;
–Renzi è arrivato in stazione intorno alle 17, in anticipo sulla tabella di marcia: “questo posto toglie il respiro”–
Ci credo, è dai tempi del Duce che i treni non arrivano più in orario……

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nov 18 2017

il più pulito ha la rogna 17 11 2017

IL PIU’ PULITO HA LA ROGNA
Me ne frego d’esser controcorrente, ma tra i vescovi che, in nome della religione, manco fosse roba loro, dichiarano “impensabile il funerale pubblico” per Totò Riina, e i poveri sciocchi che scrivono post di condoglianze sui social, per me quelli che somigliano ai mercanti del Tempio, cacciati da Gesù, sono i vescovi.
Padre Dante, non l’ultimo dei cattolici:
–Poscia ch’io ebbi rotta la persona
di due punte mortali, io mi rendei,
piangendo, a quei che volontier perdona.
Orribil furon li peccati miei;
ma la bontà infinita ha sì gran braccia,
che prende ciò che si rivolge a lei.

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nov 18 2017

controllo di qualità 17 11 2017

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CONTROLLO DI QUALITA’
Non fo per vantarmi, ma ieri ho superato la prima visita di controllo col medico che alla fine scrive:
“paziente in ottime condizioni generali e con ottimo recupero sia clinico che emodinamico”
il che, per un paziente così trascurante la sua salute che a regola doveva esser morto da un mese, è un successo notevole.
Mi spiace però esser rimasto indietro con la scrittura, e mi gradirebbe assai ogni forma di aiuto: per caso ho amici sportivi che sappiamo indicarmi di una prossima Champions dove la Juve abbia possibilità pratiche di perdere i denti a furia di randellate sul grugno?

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nov 18 2017

oggi a iori, domani a te 17 11 2017

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Chi volesse, gratis, il libretto via mail, una settantina di cartelle, mi dia il suo indirizzo; i miei sono flcozzaglio@gmail.com cozzaglio.flaminio@alice.it
339 3599879 0372 431727 ———————————————
Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni.

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nov 17 2017

la legge del più forte-settecento 16 11 2017

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – SETTECENTO
Due risposte, entrambe sul Dubbio on line, fan capire quanto difficilmente sia colmabile la distanza che giudici importanti mettono tra loro e noi, in modo da poter decidere in santa pace, senza disturbatori, cosa è il diritto e cosa non, nel caso, anche usando le sfere di cristallo dei processi Iori. Il primo è Riccardo Di Vito, presidente di Magistratura democratica, sul vecchio problema della separazione delle carriere tra Giudice e Accusa:
—E quali pericoli vede nell’allontanamento della figura del pm da quella del giudice?
Allontanare il pm dalla cultura della giurisdizione significherebbe schiacciarlo su ruoli simili a quello della polizia giudiziaria, non permettendogli di esercitare con pienezza il suo ruolo di parte pubblica, anche nell’interesse dell’imputato. Oggi, invece, proprio il suo essere parte di un unico sistema ne garantisce il ruolo di promotore di giustizia e lo mette al riparo da quello di semplice passacarte della polizia giudiziaria—
Anche nell’interesse dell’imputato, la regola d’oggi………. sul Pm che si fa trattare da passacarte della Giudiziaria, che non è parte pubblica, lasciamo perdere.
Molto più avvolgente è la risposta di Giuseppe Cascini, Procuratore aggiunto di Roma:
—Chi invoca la separazione delle carriere, però, punta il dito sulla mancanza di terzietà del giudice, considerato troppo vicino al pubblico ministero…
Noi dovremmo lavorare per una comune formazione professionale dei magistrati e degli avvocati, perché facciamo sostanzialmente lo stesso lavoro, anche se con parti diverse all’interno del procedimento. La separazione danneggia la formazione di una comune cultura della giurisdizione che invece è fondamentale per lo svolgimento delle proprie funzioni. Un giudice può esercitare meglio la sua funzione se conosce anche i meccanismi propri dell’investigazione o se ha maturato esperienze di difesa. La circolazione delle esperienze professionali e la comune cultura della giurisdizione sono valori che caratterizzano il sistema di molti paesi occidentali. Il tema della terzietà, invece, ha a che fare con le regole processuali, con la cultura delle garanzie. Per questo, secondo me, la battaglia sulla separazione delle carriere appare un po’ datata. Dopo quasi 30 anni dall’entrata in vigore del nuovo codice di procedura penale, mi pare che la cultura della terzietà del giudice sia patrimonio acquisito di tutta la magistratura italiana— Lasciamo perdere ancora la “terzietà del giudice patrimonio acquisito” eccetera; è molto più interessante la scaletta “un giudice può esercitare meglio la sua funzione se conosce anche i meccanismi propri dell’investigazione o se ha maturato esperienze di difesa”; è tutta da dimostrare, naturalmente, a questa stregua tanto varrebbe aggiungere una bella laurea in lettere e filosofia, per imparare a scrivere e ragionare meglio, ma la domanda principale è l’altra, sembra sparita la formazione dell’avvocato, salvo sia voluta, tanto per quel che di fatto conta nel processo……
Cremona 16 11 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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nov 17 2017

letto e riletto 16 11 2017

LETTO E RILETTO Tutto il fondo di Roberto Bettinelli, direttore dell’Inviato Quotidiano in conto Salini, non appare alcuna responsabilità della coppia Agazzi&Beretta; loro due, alla sinistra, evidentemente, garantiscono solo i successi! —Gli Stati Generali del commercio, indetti dal sindaco Bonaldi e dall’assessore Piloni, sono naufragati ancora prima di vedere la luce. Partita in pompa magna e programmata per il 28 novembre, l’iniziativa ha incontrato il fuoco di sbarramento delle associazioni di categoria. Al punto che ormai si è affermato come inevitabile il rinvio. La data è da destinarsi.
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