Archive for the 'Politica nazionale' Category

apr 14 2012

facce e facciate 14 04 2012

FACCE E FACCIATE

Il presidente dei deputati della Lega, Gianpaolo Dozzo, rende nota la decisione: la Lega Nord rinuncia all’ultima tranche dei rimborsi elettorali, e chiede a tutti i partiti di fare lo stesso, devolvendo tali somme in beneficenza.
Dev’essere vero perché lo scrivono tutti i principali on line. Repubblica, come al solito una spanna sopra gli altri, aggiunge: la Lega prova a rifarsi un’immagine.

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apr 08 2012

la ministress 08 04 2012

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LA MINISTRESS

Paola Severino:
“il ministro della Giustizia è pronto a intervenire sul tema del finanziamento ai partiti, fornendo il proprio contributo tecnico, non appena il Parlamento e i presidenti di Camera e Senato lo richiederanno.”
Interpellata sul punto, spiega: “intravedo due possibilità, inserire una norma nel ddl anti-corruzione o predisporre un provvedimento ad hoc.”
Nominata da George Napolitain, su intercessione del Professore, per le sue eccelse qualità politiche, fa alla svelta a parlare dei partiti dall’alto del cielo. Provi a gestirne uno e vedrà che leggi buone sull’argomento non sono tanto ovvie….

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apr 08 2012

funerali e sepolture 08 04 2012

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FUNERALI E SEPOLTURE

La Lega, ovviamente, si deve difendere per prima, ma io non dimentico mai un principio, ciò che capita a un altro, se viene preso come strumento di comunicazione normale, domani capita a noi. Quindi è meglio partecipare sempre, anche nel proprio interesse: il vile “non mi riguarda”, domani si può abbattere su di me.
Che ci sia del marcio anche nella Lega, sono i primi a confessarlo, ma da qui a mostrare, il marcio scoperto e abbondantemente pompato, per sostenere che è tutto così, ce ne corre. Intanto, la normale prudenza: finita la “ghiottosità” del giorno, attendiamo le conclusioni del processo. Abbiamo alle spalle almeno vent’anni di indagini definitive e sentenze in senso contrario. E sentenze passate millanta volte in giudicato, come le condanne a Sofri e compagni per l’assassinio del commissario Calabresi, sbagliate ancora oggi. Per la sinistra colta, intelligente e serena.
Divertentissima analisi, ma gira e rigira, cambiano nomi e giornali, son tutte identiche, di un pezzo da novanta della Stampa, Luca Ricolfi, sabato sette.
“In politica c’è sempre uno zoccolo duro di militanti senza se e senza ma, completamente indifferenti ai fatti, del tutto impermeabili ai test di realtà. Per cui non si può escludere che, nonostante la vergogna di questi giorni, la Lega resista ancora un po’ di anni, come i nostri vari partiti comunisti, sopravvissuti quasi vent’anni alla caduta del muro di Berlino e al collasso dell’Unione Sovietica. E tuttavia, dal punto di vista politico, l’esperienza della Lega va considerata al capolinea. Non solo perché il cocktail di nepotismo, arroganza e cialtroneria scoperchiato dall’inchiesta è difficile da digerire per qualunque palato, ma perché c’è una differenza anche politica, non solo morale, con i partiti comunisti duri e puri, alla Bertinotti e Diliberto. Anzi, per molti versi il caso della Lega è l’esatto opposto di quello dei partiti comunisti. I partiti falce e martello sono scomparsi per eccesso di fedeltà all’utopia del comunismo, un’idea che ormai non reggeva più. La Lega è destinata a uscire di scena non solo per gli scandali di questi giorni ma perché ha tradito troppo presto il sogno federalista, un’idea più che mai attuale.”
Cari lettori, un applauso a Ricolfi: in poche righe ha sintetizzato il classico processo staliniano. Senza ironia, bisogna essere bravi per rifinirlo con tanta scioltezza.
Sintesi: non è detto che la Lega scompaia subito, i testa di cazzo di palato grosso e pieni di cieca fiducia abbondano anche da loro, ma il progetto politico del movimento è finito! Superati che siano dai fatti, i nostalgici del comunismo duro e puro sono da ammirare, fedeli all’utopia. La Lega invece esce di scena non solo per gli scandali, ma per aver tradito, si badi, non i militanti testa e palato di etc, ma per delitti vari di capi e ispiratori, il sogno federalista; come le vittime delle purghe staliniane. Sogno che invece è idea attuale più che mai, di cui ci impadroniremo noi della sinistra elegante, senza nemmeno un grazie, ovvio, a chi ce l’ha fatta capire!
Secondo voi un volpone dell’intelligenza democratica si accontenta, col rischio di dover subire un “è così perché lo dici tu”?
Figuriamoci.
Terminato il cappello introduttivo che ho commentato, un volume di parole dieci volte tanto, con i fatti, scusate se lo ripeto, di verità staliniana: tutti i tradimenti perpetrati dalla Lega a suon di leggi, che nessun lettore ovviamente è in grado di controllare, a tradire il federalismo.
Che deve essere raccolto da partiti seri e morali, come la storia passata e la cronaca presente insegnano, a difesa delle ragioni del Nord produttivo.
E per finire, cari lettori che non sfogliate la Stampa, non crederete che un, lunghissimo, articolo del genere sia isolato, nel numero di sabato sette. Pagina nove, tanto per mostrare di non far parte di un disegno, un bel titolo ingombrante:
Padri e figli, la family e l’Italia dei clan
e una descrizione con foto di clamorosi casi di scandali di famiglia, il ministro Piccioni, Letizia Moratti, l’immortale Mastella e……foto della casa di Montecarlo, didascalia: usata da Giancarlo Tulliani, cognato di Fini. Che fu massacrato.
L’ultima finzione di un’imparzialità da ridolini: Fini massacrato?

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apr 03 2012

guido crosetto 03 04 2012

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GUIDO CROSETTO

E’ un deputato Pdl, ma direbbe le stesse cose un Pd, se gliele chiedessero. Conta dirle, ripeterle: “io non vado più in Calabria ai convegni. Non so chi mi possa trovare accanto…..Il problema è che il 95% dei calabresi è fatto da gente perbene. Ma quel 5% controlla quasi tutta la Regione. La ‘ndrangheta è ovunque.”
Il 5% mi sembra eccessivo, ma è un dettaglio. Sono certo invece che, Pdl o Pd che siano, gli abitanti le terre di mafia, cominciando da chi sta più in alto, invece di rassegnarsi allo stato dei fatti dovrebbero senza mezzi termini chiedere la militarizzazione del territorio. Magari richiamando l’esercito da Iraq e posti simili…..

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apr 03 2012

dietro la parola, niente 03 04 2012

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DIETRO LA PAROLA, NIENTE

Sotto il loden e la parola forbita il cuore del Professore batte da vero sportivo. Dopo aver ascoltato con molta attenzione le parole di Allegri, allenatore del Milan, “andiamo a Barcellona, due risultati su tre sono a nostro favore”, ha trovato la formula: crisi superata, l’Italia è solida. Gli fanno eco i sindaci: che acconto e acconto Imu, e saldo a dicembre, se non incassiamo tutto subito a dicembre non arriviamo.
Notizie confortanti invece da Marchionne, risanatore della Fiat: a marzo vendite calate del 30%.
Natale è ancora lontano, per cui sul Professore non si pone la classica domanda: riuscirà a gustare il panettone?

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apr 01 2012

distinguere, please 01 04 2012

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DISTINGUERE, PLEASE

Privilegio è quello degli altri, il nostro è riconoscimento del merito.
Ultime notizie dal fronte della Camera: il Presidente Fini, l’innovatore, è in difficoltà sui benefit, suoi e dei colleghi. Aveva trovato la via di mezzo, fuori subito gli ex che non contano più nulla, Ingrao e la Pivetti, graduale, con scadenza fino al 2013, per sé e gli altri ancora in gioco.
Ma Casini, aiutato dal patrimonio della moglie, ha sconvolto tutto: per rispetto a noi cittadini vessati da loro, rinuncia subito.
L’innovatore Fini non sa che pesci prendere, tutt’altro che certo d’essere ancora lì a tirare le fila dopo il voto 2013. E nessuno lo aiuta. La Pivetti, ch’è ancora giovane e ha forza, strilla: peggio che nel comunismo, voglio i MIEI benefit. Da comunisti mai pentiti rispondono Bertinotti: mi atterrò come sempre alle decisioni delle istituzioni (col cazzo rinuncio, n.d.r.), Violante: non ho mai partecipato a fiere dell’ipocrisia e non intendo farlo neanche questa volta, né intendo compiere esibizionismi (altre parole ma il significato è il medesimo, col cazzo rinuncio, n.d.r.).
Il Professore, giustamente, tace, l’argomento non lo riguarda, lui deve solo pelare il popolo, e d’altronde non si ritiene coinvolto, ha rinunciato al compenso da primo ministro, ma per andare in pari s’è tenuto quello da senatore a vita, regalatogli da George Napolitain, il Presidente di tutti gli italiani.
Al povero Fini, l’innovatore, non resta che abbassare il capo e chiedere consiglio a Berlusconi…..

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mar 31 2012

smentite integrali 31 03 2012

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SMENTITE INTEGRALI

Il Professore, in visita d’accattonaggio in Giappone per conto dell’Italia, ha avuto conferma ch’è possibile smentire tutto: anche lo tsunami di recente opera ha smentito e tolto ogni veleno alle azioni che i maldicenti gli hanno contestato. Non è vero, come hanno scritto i giornalisti, vil razza dannata, incapaci come sempre, pur essendo il loro precipuo lavoro, di capire ciò che gli altri dicono, magari in pubblico, che ha semidistrutto il Paese e causato un’infestazione nucleare: ha solo rimodellato il territorio.
Per cui la smettano i pennivendoli italiani di mugolare che Lui, figuriamoci, un Professore, avrebbe detto d’aver più consenso dei partiti. Al solito, hanno estratto dalla complessità del suo discorso ciò che faceva loro più comodo per spacciar copie, per la necessità di battere la sempre più invadente concorrenza delle notizie su internet…
Cito dalla letterona al Corriere: “comincia a diffondersi l’apprezzamento per ciò che il nostro Paese ( a scanso di equivoci per eventuali future contestazioni, non è stato lui, abbiamo scelto noi, n.d.r.) ha saputo fare in pochi mesi in termini di riduzione del disavanzo, riforma delle pensioni, liberalizzazioni.”
Dio mio, a essere pignoli come un bocconiano, di liberalizzazioni s’è visto ben poco, a cominciare dai privilegi dei politici, benefit dei Presidenti compresi.
“Se da qualche mese l’Italia ha imboccato risolutamente la via delle riforme, lo si deve in parte al Governo, ma in larga parte al senso di responsabilità delle forze politiche che etc etc.”
Non sto a ripetere, come mio uso, il resto della predica che si trova comodamente, e integrale, su google, solo il pezzo, dopo lo tsumani, che più mi ha divertito. Eccolo:
“i partiti politici stanno vedendo che gli italiani sono molto più maturi di quello che pensavamo: la gente sembra apprezzare un modo moderato e non gridato di affrontare i problemi etc.”
Lui e i partiti politici giudicano se gli italiani sono maturi? Lui e i partiti politici che a noi, percettori di redditi mediocri, impongono immediatamente aumenti di tasse, bollette etc, in cambio di diminuzioni di servizi, e loro, ai loro Presidenti di Camera e Senato, per dirne una, tolgono pian piano i benefit, mantenendoli fino al 2023?
Noi sembriamo apprezzare un modo moderato etc? Caro Professore, inquilino del Governo, per il suo bene tenga a mente un ovvio conteggio: fin che ci togliete il di più che avevamo, frutto del nostro lavoro, non delle vostre porcherie, a conforto, dia un’occhiata ai contributi elettorali Margherita gestiti dal buon Luigi Lusi, mugugniamo e basta, ma se arrivate a incidere l’osso, i signorini della No Tav potrebbero sembrarvi boy scout in vena di scampagnata……

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mar 28 2012

il duce 28 03 2012

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IL DUCE

Scherzo: probabilmente molti dei contemporanei non si rendevano conto di ciò che succedeva sotto i loro occhi. Pensiero che mi ritorna ogni giorno, leggendo i risultati del Professore. Oggi: intesa tra i partiti per cambiare la legge elettorale. E che riforma! Dopo anni che litigavano e basta. Facile indovinare la prossima: i partiti, commossi, accettano il risultato elettorale che Lui indica. Senza che ci sia stato il voto, naturalmente.

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mar 26 2012

a lezione dal professore 26 03 2012

A LEZIONE DAL PROFESSORE

Non perde lo stile neanche in bagno, suppongo: “in chi ha fatto parte dei governi negli ultimi anni noto un ripensamento su cosa non ha funzionato. Nell’onorevole Maroni non trovo niente di ciò, non posso credere che non sia convinto che lui e i suoi colleghi abbiano avuto responsabilità enormemente maggiori dell’attuale Governo in un sistema nel quale giustamente denuncia l’eccesso di imposizione fiscale…..”
Il Maroni di oggi per Monti è un Maroni astorico: “chi ha governato per 8 degli ultimi 11 anni non può seriamente credere alle cose che ha detto (richiesta leghista di tagliare le tasse).”
Fossimo a scuola, noi cittadini, di riffa o di raffa dovremmo dargli ragione. Al Professore. Siccome ne siamo fuori da un pezzo, potremmo ricordargli (non posso credere che anche lui non ne sia convinto, n.d.r.) che i Governi Berlusconi, di cui Maroni era ministro, non avevano le maggioranze bulgare di cui lui gode adesso, orchestrate dal Presidente George Napolitain, che lo ripara da voltagabbana alla Fini, non c’erano le pacche sulle spalle della finanza internazionale, in compenso operavano alacremente poteri fortissimi contrari, stampa inventiva a più non posso, procuratori creativi da Nobel etc etc…..

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mar 24 2012

secondo bersani 24 03 2012

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SECONDO BERSANI

Prendo pari pari da Adnkronos
“Noi siamo arrivati a un passo dalla Grecia. Abbiamo voltato pagina con il nostro contributo, con il nostro gesto di responsabilità. Non avevamo alternative. La scelta non era o Monti o domani si va a votare, ma o Monti o va avanti Berlusconi finché si arriva al livello della Grecia. Lui non diceva vado via, per questo abbiamo detto non vogliamo vincere sulle rovine del Paese….ci siamo allontanati dal baratro, abbiamo ripreso un profilo credibile a livello internazionale. Il merito è di Monti, ma è legato anche al fatto che Berlusconi è andato via, uscito di scena. Direi fifty-fifty.”
Brividi.
Non una parola che B abbia lasciato dopo un voto di fiducia, unico in sessant’anni di Repubblica; per la pressione di una finanza internazionale che nemmeno gli Obama riescono a contrastare; che oggi il premier vero non sia Monti, ma George Napolitain, e che comunque nessuno dei due sia stato eletto dal popolo…..
Ma Bersani potrebbe avere una parte di ragione, un cambiamento era indispensabile. Per completarlo e renderlo più credibile, dovrebbe prima fare una bella chiacchierata con Vendola e Di Pietro e dopo togliersi di mezzo assieme a loro, prendendo l’esempio, ancora una volta, da Berlusconi!

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