Archive for the 'Giudici' Category

dic 14 2017

oggi a iori, domani a te 14 12 2017

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Chi volesse, gratis, il libretto via mail, una settantina di cartelle, mi dia il suo indirizzo; i miei sono flcozzaglio@gmail.com cozzaglio.flaminio@alice.it
339 3599879 0372 431727 ———————————————
Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni.

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dic 13 2017

la legge del più forte-settecentoventisette 13 12 2017

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – SETTECENTOVENTISETTE Dal Dubbio on line; Carlo Nordio è noto per non aver paura a dire in pubblico ciò che pensa, che non è in genere il dettato di Repubblica; magari l’ha detto in altre occasioni o qui il giornalista s’è dimenticato, ma lo strapotere unico della magistratura, determinato dalla resa della politica al tempo di Mani Pulite, non ha prodotto solo l’erosione degli altri poteri classici, ha causato anche la gestione di tanti processi alla “modo mio”, come le sfere di cristallo dei processi Iori….. —A fare da contraltare all’ex premier è intervenuto il magistrato ed ex procuratore aggiunto di Venezia, Carlo Nordio, che ha dato ragione a Renzi su un assunto: «La subalternità della politica alla magistratura è iniziata nel 1994, quando il governo emanò il decreto legge Biondi. I quattro magistrati di Mani Pulite andarono in televisione a dire che era un attentato all’indipendenza della magistratura e che si sarebbero dimessi se non fosse stato ritirato. Allora la politica avrebbe dovuto proseguire per la sua strada, invece, gridò al golpe ma ritirò il decreto. Così è cominciata la vigliaccheria della politica». Un passaggio storico che, secondo Nordio, ha determinato un effetto: il vuoto di potere lasciato dalla politica ha comportato un avanzamento della magistratura, una parte della quale «ha sfruttato la notorietà delle indagini per presentarsi a fare politica». Un fenomeno, quello della porta girevole tra tribunale e Parlamento, che Nordio ha condannato duramente: «Il magistrato non può pensare di sostituirsi a chi ha messo in galera e deve considerare che, facendolo, tutto il suo operato in toga si presta a una rilettura politica». Un riferimento nemmeno troppo velato all’ultimo dei magistrati scesi definitivamente in campo: il leader di Liberi e Uguali, Piero Grasso. «Mi risulta che lui sia entrato in politica pochi giorni dopo aver lasciato la toga. Non ho paura a dirlo: non è bello e non va bene, perché lascia la sensazione che la divisione dei poteri non sia poi davvero netta», è stato l’affondo dell’ex magistrato. Un attacco ben più netto di quello di Renzi, che è stato ben attento a tenersi alla larga dalle vicende politiche di settimana.
Cremona 13 12 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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dic 13 2017

oggi a iori, domani a te 13 12 2017

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Chi volesse, gratis, il libretto via mail, una settantina di cartelle, mi dia il suo indirizzo; i miei sono flcozzaglio@gmail.com cozzaglio.flaminio@alice.it
339 3599879 0372 431727 ———————————————
Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni.

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dic 12 2017

la legge del più forte-settecentoventisei 12 12 2017

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – SETTECENTOVENTISEI
Dal Fatto Quotidiano, una delle tante dimostrazioni che il giudice italiano vive in un mondo a parte. Faccio il pettegolo, mi piacerebbe sentire il Davigo Piercamillo sul collega, che per una volta non parla latinorum ma dress code; i politici e gli amministratori pubblici son da tener d’occhio perché le tentazioni del potere possono diventare invincibili, il giudice italiano invece non gode di alcun potere; quasi, nemmeno andare in Tv o rivolgersi ai giornali. E nessuno, nell’ambiente dei concorsi in magistratura, sapeva dei modi della scuola. Più leggo di giudici e processi, meno mi stupisco delle sfere di cristallo del caso Iori; forse erano poche…….
—È accusato di aver obbligato le allieve della sua scuola privata per futuri magistrati a presentarsi ai corsi con la minigonna, i tacchi a spillo e pretendendo anche che non fossero sposate. Denunce avanzate dal padre di un’allieva che hanno portato all’apertura di un procedimento disciplinare nei suoi confronti da parte del Consiglio di Stato, e a un’indagine conoscitiva istruita dalla procura di Bari. Lui, però, si professa innocente. “La giustizia è criticatissima e invece vi trovate davanti uno che per 25 anni l’ha svolta in maniera praticamente perfetta. Una volta che io esco dalle aule di giustizia torno una persona libera di esprimere le mie idee. Giudicatemi come uomo”, dice Francesco Bellomo, in un’intervista al Corriere della Sera. Il giudice del consiglio di Stato, che come ha scritto Il Fatto Quotidiano è al centro di un caso delicatissimo, arriva a paragonarsi a Einstein. L’obbligo di minigonna per le sue allieve? “È una semplificazione. Il mio è un metodo scientifico di intendere la funzione della ragione nelle cose umane. Tutti i geni, anche Einstein, si sono dovuti difendere dagli attacchi di chi non ne conosceva le idee. Non avrei voluto divulgare le mie, ma sono venute fuori. Allora perché non dite che funzionano? Le mie allieve (e i miei allievi) hanno superato il concorso più di quelle di qualunque altro corso. E poi il dress code non è quello che scrivete”. E le fotografie che esistono di quel codice di abbigliamento? “Quelli – dice lui – sono eventi. E il dress code non mi è stato contestato, mentre leggo che sono stato condannato per quello”. Bellomo è accusato anche di aver avuto rapporti sessuali con una sua allieva. “Bisognerebbe sapere se c’era il consenso”, si difende. “C’era?”, domanda la giornalista del Corsera. “Certo. Questa ragazza ha vinto il concorso, durante la pubblicazione della rivista. Non vi fate domande?”, dice Bellomo che non commenta il provvedimento disciplinare aperto nei suoi confronti.”Io non posso e non voglio parlare di quel procedimento di fronte al Consiglio di Stato. Ma se anche volessi, come nel processo di Kafka io, tutt’ora, le accuse non le conosco. Non mi hanno contestato nessuna clausola. Un uomo che ha fatto il pm in realtà complicate come la Sicilia, può essere censurato per un dress code?”
Cremona 12 12 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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dic 12 2017

la quintessenza della cremonesità-trecentonovantanove 12 12 2017

LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – TRECENTONOVANTANOVE
Se davvero Roberto Pellicano, il nuovo Procuratore della Repubblica, riesce a dar seguito alle parole raccolte da www.cremonaoggi.it e dalla Provincia fin che c’è, può diventar famoso come a suo tempo Cuno Tarfusser, il collega Procuratore di Bolzano, di cui mi piace ricordar la scioltezza: “il Ministero non ci manda i soldi per la carta da fotocopie? la compro io, non è una gran cifra, e quando il Ministero si decide riprendo i miei soldi”
Altro che la carta, alla Provincia fin che c’è, scrive davvero tutto! sfugge, ma non a Sara Pizzorni di www.cremonaoggi.it: –E in più, cosa non da poco, arrivare a non temere più la prescrizione, “il nemico numero uno”, come l’ha definita il procuratore, che spera che un giorno questa parola “sarà un termine da bandire”– Pellicano non fa il Davigo che la vorrebbe togliere, semplicemente promette a noi cremonesi di lavorare con tanto impegno, e soprattutto ordine, che in Procura se ne faranno un baffo dei termini della prescrizione, perché le indagini dei processi che contano finiranno in tempi tali da permettere ai Tribunali i tre gradi di giudizio! Non sto a ripetere il resto, l’han già scritto i giornali, ma un avviso che farà drizzare le orecchie a diversi del Sistema Cremona, sì: il Procuratore trova strano che, frequenti nel resto d’Italia, da noi non si commettano reati ambientali e contro la Pubblica amministrazione, e vuol darsi da fare per capire…….. Tanti ricorderanno i 130 centotrenta pezzi della Provincia fin che c’è contro il galantuomo Umberto Lonardi, che da presidente della Fondazione Città di Cremona acquistò Palazzo Fodri, togliendolo dalle grinfie degli amici degli amici degli amici eccetera; acquisto, una delle tante “accuse”, peggio che inutile, che rischiava anche di danneggiare la Fondazione; ecco, da www.cremonaoggi.it, l’ultimo “danno”: –Saranno inaugurati sabato 16 dicembre 2017, alle 10.30, a Palazzo Fodri, gli spazi dei nuovi laboratori del Corso di laurea magistrale in Conservazione e restauro dei beni culturali dell’Università degli Studi di Pavia. Il Corso, attivato a partire dall’anno accademico 2016-2017 presso il Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali, è l’unico in Italia abilitante alla professione di Restauratore di strumenti musicali, strumentazioni e strumenti scientifici e tecnici– L’Università, come tutte le persone colte ben sanno, danneggia sempre. Ecco la cultura vera, dalla Provincia fin che c’è: –2017 agli sgoccioli e costi della politica in primo piano. I compensi di sindaco, vicesindaco e assessori sono stati confermati. Stesso discorso per il gettone di presenza dei consiglieri comunali. Nel primo caso, l’importo complessivo sarà di 315mila euro, come, quindi, nel 2016 e contro i 338mila stanziati nel 2016 (una riduzione che si spiega con il part-time di un amministratore); nel secondo, comprendendo anche la retribuzione del presidente dell’assemblea consiliare, la somma finale approvata è di 117 mila euro. Un lieve calo rispetto al 2017, quando per questa voce erano stati messi a bilancio 120mila euro– Il compenso del direttore e dei giornalisti della Provincia fin che c’è, editore la Libera, non dico ai 1400 soci, ma piangessero in cinese non è detto nemmeno ai 36 consiglieri……………….
Cremona 12 12 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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dic 12 2017

un mondo a parte 12 12 2017

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UN MONDO A PARTE Lo scrivo più volte nei miei commenti, quando si voglia criticare il giudice italiano non si deve dimenticare mai, a costo di non capire le sue scelte, che vive in un mondo a parte, tutto suo, e quindi è sbagliato applicargli le categorie che useremmo per noi. Qui sotto le parole sulla mancata scarcerazione di Marcello Dell’Utri, riprese dai principali giornali per cui ritengo siano esatte; buone le condizioni generali di salute, ha solo il diabete, un tumore alla prostata, la pressione e il cuore che non vanno, quindi stia in carcere, dove non sarebbe un miracolo se un 76enne come lui fosse rieducato dalla pena……. —Ciò comporta, anche tenuto conto dell’età del condannato, le cui capacità intellettive sono perfettamente integre e le cui condizioni generali di salute sono buone, che, pur in presenza del descritto quadro diagnostico, la pena può assumere il suo carattere rieducativo, non prestandosi a giudizi di contrarietà al senso di umanità da più parti paventato, in quanto il quadro patologico non appare costituire una sofferenza aggiuntiva, derivante proprio dalla privazione dello stato di libertà.
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dic 12 2017

oggi a iori, domani a te 12 12 2017

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Chi volesse, gratis, il libretto via mail, una settantina di cartelle, mi dia il suo indirizzo; i miei sono flcozzaglio@gmail.com cozzaglio.flaminio@alice.it
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Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni.

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dic 11 2017

la legge del più forte-settecentoventicinque 11 12 2017

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – SETTECENTOVENTICINQUE Dal Dubbio on line, che secondo me qui fa un po’ il furbo; è chiaro che l’ultima parola spetta sempre al giudice, peritus peritorum, che non si sostituisce al medico diventando lui stesso medico, deve solo spiegare perché non accetta la sua perizia. Come in tutti gli altri casi, di cui è zeppo l’intero procedimento Iori; il più clamoroso, l’autopsia dice: intossicazione acuta da Xanax e i giudici, tre Corti di fila! traducono con una spruzzatina in un bicchiere, che non causerebbe mai quell’effetto; ma va bene anche il Dna, che i consulenti trovano in posti che scagionano Iori e i giudici stabiliscono qualcuno l’abbia spostato; o la pastiglia vomitata da Livia, che da Crema arriva a Milano in briciole, corrosa dagli acidi gastrici, e i giudici decidono che le briciole son causate dall’incuria della Scientifica nel trasporto; e via dicendo. Capisco che la perizia medica faccia più spettacolo ma il problema grave e diffuso è il giudice che non tien conto, a volte neppure risponde, di ciò che argomentano gli avvocati. Ricordo il commento di Franco Coppi, dopo aver letto i motivi usati dalla Cassazione per la condanna definitiva di Berlusconi: ho parlato due ore e mezzo per niente, oggi mi accorgo che non mi hanno nemmeno ascoltato. —L’ultima parola spetta sempre alle toghe. Anche per quanto riguarda gli aspetti sanitari. Il rigetto da parte del Tribunale di sorveglianza di Roma dell’istanza presentata da Marcello Dell’Utri, finalizzata al riconoscimento dell’incompatibilità del regime carcerario per motivi di salute, ha messo in evidenza un’altra “particolarità” del sistema giudiziario italiano. Dell’Utri, in carcere ormai da oltre tre anni, aveva presentato ad aprile un’istanza di sospensione della pena per motivi di salute. L’ex senatore di Forza Italia, 76 anni compiuti, da tempo cardiopatico e con una grave forma di diabete, è affetto anche da un adenocarcinoma prostatico. Patologie che per i suoi medici lo rendono incompatibile con il regime detentivo. Incompatibilità sottolineata anche dal medico del carcere che in due relazioni ha evidenziato come a Rebibbia non sia possibile praticargli cure e terapie necessarie. In vista dell’udienza che doveva decidere sull’istanza, il sostituto procuratore generale della Capitale Pietro Giordano aveva nominato due consulenti affinché effettuassero una perizia sul suo effettivo stato di salute. Anche questi medici erano giunti alle medesime conclusioni dei colleghi: le condizioni di Dell’Utri sono incompatibili con il carcere. Il pg, però, nel parere aveva deciso di non tenere in alcun conto della relazione presentata dai suoi consulenti. Dello stesso avviso, giovedì scorso, il Tribunale di sorveglianza. Il motivo è semplice: il giudizio di compatibilità con il carcere spetta sempre al magistrato. Che quindi, in casi come questo, si “sostituisce” ai medici, diventando lui stesso medico. Per i giudici, infatti, le patologie cardiache e oncologiche di cui Dell’Utri soffre, «sono sotto controllo farmacologico e non costituiscono aggravamento del suo stato di salute. La terapia può essere effettuata in costanza di detenzione sia in regime ambulatoriale che di ricovero ospedaliero». Nel provvedimento il Tribunale descrive un «quadro patologico affrontabile in costanza di regime detentivo. La pena può assumere il suo carattere rieducativo non prestandosi a giudizi di contrarietà al senso di umanità», ha poi aggiunto il collegio.
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dic 11 2017

ben allenato 11 12 2017

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BEN ALLENATO
Siamo alle solite, perlomeno stavolta l’ex giudice lo dichiara a Repubblica, è abituato a comandare; si dimette dalla magistratura nel 2013 per ricevere la presidenza del Senato e oggi pensa alla ricostruzione del Paese, che non aspetta che lui; se il 3 della Costituzione, tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge eccetera, fosse applicabile davvero a tutti, Berlusconi, espulso dal Senato, potrebbe chiedere la presidenza della Cassazione!
—Pietro Grasso, ospite a ‘Che tempo che fa’ su Rai Uno non perde tempo: E’ una vita che ho posizioni di guida, ho guidato magistrati, processi, credo di poter guidare una formazione politica. Sono abituato a discutere e poi prendere decisioni. Se ne accorgeranno tutti….. Ho una visione più ampia che quella di guidare una ridotta di sinistra. Penso a una ricostruzione della sinistra e quindi del Paese. Il mio obiettivo è allargare, nessuna preclusione al Pd.

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dic 11 2017

l’indipendenza della magistratura 11 12 2017

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L’INDIPENDENZA DELLA MAGISTRATURA dev’essere assoluta, sempre, altrimenti non esisterebbe Giurisdizione vera. Credo d’averlo già scritto, anche economica, ed è possibile farlo, basta calcolare una percentuale sul bilancio dello Stato, aiutandosi con quelle dei Paesi d’Europa a noi più vicini. Tanto detto, è curioso il comunicato sotto, dal sito dell’Anm, che sembra quasi metter le mani avanti a difesa, nel caso la politica italiana intendesse che in uno Stato civile l’indipendenza dev’essere una prerogativa anche degli altri poteri. —“Quanto accade in Polonia è di una gravità inaudita. L’Europa non può rimanere in silenzio e tutte le istituzioni democratiche devono fare la propria parte per denunciare quest’attacco allo Stato di diritto, all’autonomia e all’indipendenza di tutto il sistema della giustizia. Il livello dell’interferenza politica ha l’inquietante obiettivo di soggiogare la magistratura all’esecutivo: una prospettiva inaccettabile che calpesta persino i principi fondanti della stessa Unione europea”. Lo afferma in una nota l’Associazione Nazionale Magistrati commentando la riforma varata dalla Polonia che limita l’autonomia della magistratura. “L’Anm esprime indignazione, sarà al fianco dei magistrati polacchi e di tutti coloro che manifestano per la libertà e per l’ordine democratico”.
Cremona 11 12 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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