Archive for the 'Giudici' Category

ott 09 2017

oggi a iori, domani a te 09 10 2017

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Chi volesse, gratis, il libretto via mail, una settantina di cartelle, mi dia il suo indirizzo; i miei sono flcozzaglio@gmail.com cozzaglio.flaminio@alice.it
339 3599879 0372 431727 ———————————————
Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni. Se anche voi, cari lettori, siete convinti che quel modo di far processi non riguardi solo il povero Iori, ma possa da un momento all’altro toccare noi, guardatela, diffondetela; il titolo che le han dato è:
-Il caso Iori: ergastolo con la sfera di cristallo?

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ott 08 2017

la legge del più forte-seicentosessantotto 08 10 2017

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LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – SEICENTOSESSANTOTTO Dedico questo brano, preso dal mio libretto, a quelli che sostengono, condannato tre volte di fila senza il minimo dubbio, certamente Maurizio Iori è un assassino; la parola alla Cassazione, maestra di legittimità: –Come risulterà dall’esame dei singoli motivi di ricorso, la sentenza impugnata ha coerentemente proceduto a verificare l’intrinseca capacità dimostrativa, per quanto probabilistica, di ogni singolo elemento di prova indiziaria acquisito a carico dell’imputato, per poi risolvere in una visione unitaria munita di adeguata tenuta logica le ambiguità talora residuate, pervenendo a individuare nello Iori l’autore dell’omicidio della Ornesi e della figlia con quell’elevato grado di credibilità razionale (nel quale si risolve la formula normativa dell’al di là di ogni ragionevole dubbio) che è idoneo a privare di concreto riscontro processuale le ipotesi alternative astrattamente prospettabili; il relativo giudizio di colpevolezza risulta congruamente motivato secondo linee argomentative adeguate, coerenti alle regole logico-giuridiche che presiedono alla valutazione della prova indiziaria, che rendono pienamente giustificate sul piano della consequenzialità le conclusioni che sono state tratte da un esame puntuale e completo delle risultanze acquisite e dell’intero materiale probatorio disponibile, sottraendosi perciò a censura in sede di legittimità– Ogni volta che rileggo questo passo mi vengono i brividi, e subito dopo la curiosità: in quale scienza verrebbe applicato un simile principio? E qui va ancora bene; in un altro passo i singoli elementi diventano “possibilistici”, e comunque entrambi sono vanificati quando la Cassazione scrive di: “esame puntuale e completo delle risultanze acquisite”; cosa intende per puntuale e completo? E se gli indizi superano l’esame purché possibilistici/probabilistici, con quale ragione si escludono le “ipotesi alternative astrattamente prospettabili”? E’ la cantilena di questa Cassazione, in cinquanta paginette; e continua a ripeterla, provocando nel lettore il dubbio che, rendendosi conto di cosa esce dagli atti, voglia arrampicarsi sugli specchi per giustificare due sentenze identiche, che abbondano di sfere di cristallo.
Cremona 08 10 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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ott 08 2017

oggi a iori, domani a te 08 10 2017

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Chi volesse, gratis, il libretto via mail, una settantina di cartelle, mi dia il suo indirizzo; i miei sono flcozzaglio@gmail.com cozzaglio.flaminio@alice.it
339 3599879 0372 431727 ———————————————
Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni. Se anche voi, cari lettori, siete convinti che quel modo di far processi non riguardi solo il povero Iori, ma possa da un momento all’altro toccare noi, guardatela, diffondetela; il titolo che le han dato è:
-Il caso Iori: ergastolo con la sfera di cristallo?

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ott 07 2017

la legge del più forte-seicentosessantasette 07 10 2017

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – SEICENTOSESSANTASETTE Dal Dubbio on line, dove in un articolo di mesi fa Giovanni Canzio lamentava non il 99%, ma il 99,7% dei colleghi era promosso, compreso quello che aveva dato la stura al lamento, che il Consiglio superiore della magistratura, organo costituzionale, non frutto di una leggina, aveva “assolto”, nonostante l’abitudine di depositare le motivazioni con ritardi medi di un anno e mezzo, e record personale di sei!! Del resto se la Cassazione ha preso per buone le prove più stravaganti dei processi Iori, se non ha fiatato leggendo, dal primo grado, a proposito di come Maurizio Iori sarebbe riuscito a rifilare le 95 pastiglie di Xanax: “Non avendo la sfera di cristallo non è possibile indicare con precisione quale fu l’espediente usato (uno di quelli descritti, un altro ancora) per riuscire nell’intento, né è necessario”, il cittadino si deve chiedere se abbia senso che il primo presidente si scandalizzi, o, in subordine, in che mondo vive! —La dichiarazione che non ti aspetti. Soprattutto per il prestigio dell’autore e del luogo in cui è stata pronunciata. «Il 99% dei magistrati italiani ha una valutazione positiva. Questa percentuale non ha riscontro in nessuna organizzazione istituzionale complessa». A dirlo è il primo presidente della Corte di Cassazione Giovanni Canzio che, intervenuto ieri mattina in Plenum a Palazzo dei Marescialli, ha voluto evidenziare questa “anomalia” che contraddistingue le toghe rispetto alle altre categorie professionali dello Stato. La valutazione di professionalità di un magistrato che era stato in precedenza oggetto di un procedimento disciplinare ha offerto lo spunto per approfondire il tema, particolarmente scottante, delle “note caratteristiche” delle toghe. «È un dato clamoroso – ha aggiunto il presidente Canzio che i magistrati abbiano tutti un giudizio positivo». Questo appiattimento verso l’alto è l’esempio che qualcosa nel sistema di valutazione “non funziona” e che necessita di essere “rivisto” quanto prima. Anche perché fornisce l’immagine di una categoria particolarmente indulgente con se stessa. In effetti, leggendo i pareri delle toghe che pervengono al Consiglio superiore della magistratura, ad esempio nel momento dell’avanzamento di carriera o quando si tratta di dover scegliere un presidente di tribunale o un procuratore, si scopre che quasi tutti, il 99% appunto, sono caratterizzati da giudizi estremamente lusinghieri. Ciò stride con le cronache che quotidianamente, invece, descrivono episodi di mala giustizia. In un sistema “sulla carta” composto da personale estremamente qualificato, imparziale e scrupoloso non dovrebbero, di norma, verificarsi errori giudiziari se non in numeri fisiologici. La realtà, come è noto, è ben diversa. Qualche mese fa, parlando proprio delle vittime di errori giudiziari e degli indennizzi che ogni anno vengono liquidati, l’allora vice ministro della Giustizia Enrico Costa, parlò di «numeri che non possono essere considerati fisiologici ma patologici». Ma il problema è anche un altro. Nel caso, appunto, della scelta di un direttivo, è estremamente arduo effettuare una valutazione fra magistrati che presentato le medesime, ampiamente positive, valutazioni di professionalità. Si finisce per lasciare inevitabilmente spazio alla discrezionalità. Sul punto anche il vice presidente del Csm Giovanni Legnini è d’accordo, in particolar modo quando un magistrato è stato oggetto di una condanna disciplinare. «Propongo al Comitato di presidenza di aprire una pratica per approfondire i rapporti fra la sanzione disciplinare e il conferimento dell’incarico direttivo o la conferma dell’incarico». Alcuni consiglieri hanno, però, sottolineato che l’ 1% di giudizi negativi sono comunque tanti. Si tratta di 90 magistrati su 9000, tante sono le toghe, che annualmente incappano in disavventure disciplinari. Considerato, poi, che l’attuale sistema disciplinare è in vigore da dieci anni, teoricamente sarebbero 900 le toghe ad oggi finite dietro la lavagna. Un numero, in proporzione elevato, ma che merita una riflessione attenta. Il Csm è severo con i giudici che depositano in ritardo una sentenza ma è di “manica larga” con il pm si dimentica un fascicolo nell’armadio facendolo prescrivere.
Cremona 07 10 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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ott 07 2017

oggi a iori, domani a te 07 10 2017

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Chi volesse, gratis, il libretto via mail, una settantina di cartelle, mi dia il suo indirizzo; i miei sono flcozzaglio@gmail.com cozzaglio.flaminio@alice.it
339 3599879 0372 431727 ———————————————
Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni. Se anche voi, cari lettori, siete convinti che quel modo di far processi non riguardi solo il povero Iori, ma possa da un momento all’altro toccare noi, guardatela, diffondetela; il titolo che le han dato è:
-Il caso Iori: ergastolo con la sfera di cristallo?

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ott 06 2017

la legge del più forte-seicentosessantasei 06 10 2017

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – SEICENTOSESSANTASEI Oggi concludo la trilogia del Fatto Quotidiano dedicata a Davigo Piercamillo; Ilaria D’Amico para come Buffon; Cacciari ripete le solite banalità di sinistra; Davigo si dichiara d’accordo con le banalità di Cacciari. Il lato comico: Cacciari fa il filosofo e capisce di processi come io di baseball, quindi nulla di sorprendente che se ne esca con un “la magistratura qualche volta sbaglia, qualche volta ha ragione”; ma si parla di penale, dove lo sbaglio, se il giudice rispetta la legge, è quasi impossibile, da che il giudice può condannare solo se la colpa è certa al di là di ogni ragionevole dubbio, altrimenti deve assolvere; Davigo condivide “quello che dice il professor Cacciari”: complimenti, è la giustificazione perfetta delle troppe sfere di cristallo dei processi Iori!
—“Mi dispiace essere realista: sopportare qualche corrotto è meglio che avere lo Stato rotto. Io non sono più purista come un tempo”. Così a Dimartedì (La7) la giornalista sportiva Ilaria D’Amico replica al magistrato Piercamillo Davigo per il quale l’essere onesto è la condizione prioritaria per ricoprire qualsiasi carica pubblica. Dissentono dalla conduttrice televisiva sia il giornalista di Repubblica, Massimo Giannini, sia il filosofo Massimo Cacciari, che osserva: “Non è che sia meglio o peggio. Dal punto di vista politico, il problema essenziale è la corruzione dello Stato, che, come una macchina rotta, è incapace di muoversi velocemente. La magistratura non può nulla, ma può solo perseguire reati. E se i politici commettono reati, la magistratura li persegue. Qualche volta sbaglia, qualche volta ha ragione, ma il problema” – continua – “non è la magistratura. E’ evidente che è del tutto impotente coi suoi mezzi a impedire alcunché di ciò che avviene in questo Paese, tanto è vero che dopo 25 anni c’è ancora Berlusconi come leader indiscusso e come potenziale padre nobile del futuro primo ministro”. “Condivido quello che dice il professor Cacciari” – commenta Davigo – “il nostro mestiere non decidere chi deve fare il premier o essere un leader politico, ma accertare se uno ha fatto o non ha fatto quello di cui è accusato”— Ma lo scandalo di un Davigo Piercamillo che vada continuamente a concionare per Tv, e accetti senza fiatare gli applausi imposti a macchinetta al pubblico, comincia a dar fastidio a tanti; ecco Giovanni Legnini su Repubblica: — “In nessun Paese europeo è consentito passare con tanta facilità dai talk show o dalle prime pagine dei giornali a funzioni requirenti e giudicanti, fino alla presidenza di collegi di merito o della Cassazione”, ha detto il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, al congresso dei penalisti. Legnini non ha fatto riferimenti diretti a Piercamillo Davigo, sottolineando che “non ci sono norme per arginare questo fenomeno”.
“Risolvere questo problema – ha spiegato – è un dovere che spetta a tutti i protagonisti che tengono al rispetto, sacrosanto, dell’indipendenza della magistratura che anche i cittadini devono percepire. Non è in discussione la libertà d’espressione, ma – ha chiarito il vicepresidente del Csm – c’è bisogno di recuperare senso di responsabilità e un esercizio equilibrato delle funzioni”— Sono d’accordo.
Cremona 06 10 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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ott 06 2017

guai ai vinti! 06 10 2017

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GUAI AI VINTI!
Dopo la morte, fatti come quello sotto, da Repubblica, mi provocano il maggior dolore; il Giudice doveva aver coraggio: se la madre non vuol convivere col figlio perché omosessuale, cerchi un’altra casa lei; i fratelli si frequentino come credono, altro che i genitori vietino.
—Francesco appena divenuto maggiorenne e’ stato messo fuori la porta dalla madre nonostante il Tribunale avesse assegnato la casa alla madre quale affidataria dei figli. Il Giudice ha prima di tutto ammesso la costituzione del figlio, divenuto maggiorenne, che ha chiesto la modifica dei provvedimento del Presidente del Tribunale in merito all’assegnazione della casa familiare e degli assegni di mantenimento. Nell’ordinanza si assume come dato indiscusso che il figlio “non convive con la madre per mancato consenso manifesto della stessa” poi “anche se maggiorenne non ha raggiunto l’indipendenza economica e pertanto risulta beneficiario della assegnazione della casa familiare in quanto e se convivente con la madre; e che pertanto non risulta data piena esecuzione all’ordinanza presidenziale” che riconosceva il diritto anche di Francesco di vivere nella casa familiare.
Pur accogliendo parzialmente le sue richieste il Giudice – si legge nella nota – ha stabilito che i genitori versino al ragazzo ogni mese un assegno di mantenimento. Lo stesso Giudice pero’ non si e’ espresso sul garantire a Francesco un legame affettivo con la sorella più piccola: cosa che viene impedita dalla madre che ha riferito che non sarebbe educativo per la bambina “essendo Francesco apertamente omosessuale”.

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ott 06 2017

quando il giudice ha ragione 06 10 2017

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QUANDO IL GIUDICE HA RAGIONE
è onesto dargliela. La Stampa propone un titolo che vorrebbe castigare la sentenza:
-Offre 1500 euro alla sua vittima di stalking, lei rifiuta ma il reato viene estinto- Poi l’articolo a spiegare il tipo di stalking; se il fatto è questo, magari mi seguissero in auto, anche più volte al mese, anche per soli 1000 euro!
—Un imputato di stalking ha offerto 1.500 euro di risarcimento alla parte lesa. Lei ha rifiutato il denaro, ma il tribunale di Torino ha pronunciato una sentenza di «non doversi procedere» per estinzione del reato: nonostante il diniego della donna, c’è stata una «condotta riparatoria». Si tratta di una delle prime applicazioni di una legge entrata in vigore lo scorso 4 agosto. L’uomo era accusato di avere seguito in auto «in molte occasioni» la ragazza, in varie località del circondario di Torino, fra il dicembre del 2016 e il gennaio del 2017. La somma, al rifiuto della parte lesa, è stata depositata in un libretto di deposito giudiziario, ed è stata giudicata «congrua rispetto all’entità dei fatti» dal gup. In un passaggio della sentenza viene spiegato che «il risarcimento del danno può essere riconosciuto anche in seguito a offerta reale formulata dall’imputato e non accettata dalla persona offesa, ove il giudice riconosca la congruità della somma offerta».
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ott 06 2017

su questi temi mi ripeterò sempre 06 10 2017

SU QUESTI TEMI MI RIPETERO’ SEMPRE
Da Repubblica; nonostante una gru da mille tonnellate abbattuta dal vento, in Italia ci sarebbe stata una gara tra le Procure per chi avrebbe incriminato più sindaci, incapaci di potare correttamente gli alberi!
—Sette persone hanno perso la vita a causa della tempesta che ha flagellato il nord della Germania. Tutte sono rimaste uccisi dalla caduta di alberi o rami che si sono schiantati sulle loro auto. La perturbazione, denominata Xavier, con raffiche di vento che hanno toccato i 140 chilometri orari, eccetera……. Nella capitale è stato sospeso anche il servizio della metropolitana di superficie. Nel porto di Wilhelmshaven una gru da mille tonnellate è stata abbattuta dal vento.

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ott 06 2017

consip insegna o prepara….. 06 10 2017

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CONSIP INSEGNA O PREPARA…..
L’amico Fabio Cammalleri, su La Voce di New York, s’è preso una bella gatta da pelare!
“Pubblico Ministero e Polizia giudiziaria starebbero oggi in rapporto di “coordinamento funzionale”, non di “dipendenza” funzionale della seconda dal primo, com’è invece oggi. Da questo seme sbagliato è sbocciato un germoglio pericoloso, nel mezzo di una fuga di notizie che non rende certi elementi d’indagine inveritieri”

http://www.lavocedinewyork.com/news/politica/2017/10/03/consip-carta-vince-carta-perde-ma-dove-lasso/

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