Archive for the 'Giudici' Category

gen 19 2019

oggi a iori, domani a te 19 01 2019

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Chi volesse, gratis, il libretto via mail, una settantina di cartelle, mi dia il suo indirizzo; i miei sono flcozzaglio@gmail.com cozzaglio.flaminio@alice.it
339 3599879 0372 431727 ———————————————
Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni.

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gen 18 2019

la legge del più forte-millecentoventicinque 18 01 2019

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – MILLECENTOVENTICINQUE
Non vorrei fosse passato nel dimenticatoio il caso Iori, ecco allora la decisione di pubblicare a puntate il mio libretto, un settanta pagine; quarantanovesima puntata:
—DER PROZESS, UN’IDEA DI FRANZ KAFKA: QUANDO IL PROCESSO HA TROPPE LETTURE DEVE USCIRE DALLE AULE DEI TRIBUNALI!
“Cambiando le parole ma non il concetto, pure la ex moglie GG ritiene l’imputato capace di qualsiasi azione. Sempre nel corso di conversazioni telefoniche intercettate, e quindi in condizioni di massima genuinità, la GG afferma. “ Questo pensa di essere onnipotente. Ma onnipotente in senso negativo, distruttivo, capito? Sia in dibattimento che in genuine intercettazioni telefoniche la GG parla poi di un file audio ricevuto da Iori tra gennaio e marzo dell’anno 2010 che conteneva una canzone in inglese di cui Iori invitava la GG a cercare la traduzione. GG effettuò la traduzione scoprendo che in essa si narrava di una donna portata dal compagno sul letto di un fiume vicino a delle rose selvagge che, dopo essere stata baciata dall’uomo, viene dallo stesso proditoriamente uccisa con una pietra. La GG chiese spiegazioni ad Iori e lui in modo tranquillo e serafico mi dice: sai che in ognuno di noi c’è una parte mostruosa” Di fronte a prove del genere, c’era bisogno di proseguire? “In ogni caso il progetto dell’imputato comincia a prendere corpo a metà giugno, quanto l’imputato legge e rilegge (nei giorni successivi) la notizia del suicidio del detenuto mediante inalazione di gas uscito dal una bomboletta da campeggio e diventa sempre più concreto il 7/7/11 quando Iori fa ricerche e scarica bugiardini relativi ad alcune sostanze che egli potrebbe utilizzare per intossicare le sue vittime (Xanax, Xanax gocce, Optalidon, Micronoan)” Ogni tanto anche il buon giudice dimentica: dagli atti del processo risulta Iori consultasse un 2mila bugiardini l’anno. Ma non bastano le prove elencate prima: Maurizio Iori, medico chirurgo, leggendo un quotidiano impara quanto sia semplice uccidere con una bomboletta da campeggio!! “Quando il 12 luglio Claudia consegna ad Iori la lettera in cui cristallizza la sua personale rinuncia all’uomo di cui era stata innamorata e la sua forte istanza a favore della figlia, Iori, capisce che deve fare in fretta, non dubita più (ammesso che abbia mai dubitato) ed entra nella fase esecutiva del suo piano: predisposizione di quanto gli serviva per inscenare il finto suicidio (blister già svuotati, alzaprolam in gocce versato o da versare su bevande e cibo, acquisto in luoghi lontani da Crema di bombole e fornelli, una scusa – il sushi con le salse da scaldare – per portare, senza generare sospetti le bombole in casa, guanti, sacchi della spazzatura ecc.) La sera del 20 luglio, lasciato a casa prudenzialmente il telefono cellulare, arriva in Via Dogali con il suo carico di morte e, come esposto nei capitali precedenti, uccide Claudia Ornesi e la piccola Livia simulando il suicidio di Claudia. Ma al di là di qualsiasi considerazione soggettiva, vi è un dato oggettivo che conferma che la principale ragione dell’azione omicidiaria è da rinvenire – come enunciato in imputazione – nel volersi sottrarre al proprio dovere e ruolo (anche pubblico) di padre. Quando Polizia e Milanesi arrivano in casa Iori la sera del 20 luglio trovano sul tavolo della cucina, in bella vista, la lettera di Claudia. Il che vuol dire che l’imputato, prima di uscire per andare ad uccidere, ha letto e riletto la lettera di Claudia traendo da tale lettura la distorta convinzione di essere sotto minaccia e la conferma della necessità dell’eliminazione di madre e figlia secondo il brillante piano architettato. La lettera di Claudia è, in un certo senso, il movente; e l’omicidio è la reazione alla lettera e a ciò che essa esprimeva. Ed è logico pertanto che quella lettera che non ha commosso l’imputato ma l’ha reso ancora più freddo e determinato debba, dopo gli omicidi, sparire. Così Iori cerca, trova e distrugge la lettera che Claudia aveva scritto ‘a futura memoria’ per Livia e – lo dichiara apertamente – si disfa quella sera stessa, specie dopo aver avuto l’amara sorpresa dell’ingresso in casa del Milanesi e dei poliziotti, anche della sua personale copia” L’estensore della motivazione di Cremona ha avuto solo 170 centosettanta giorni per scrivere 97 paginette larghe; credo per questo abbia dimenticato che Maurizio Iori, fesso sesquipedale, ha distrutto la carta della lettera, ma ne ha raccontato puntigliosamente il contenuto alla Giudiziaria, e di sua spontanea volontà, il 21 luglio 2011, appena dopo la scoperta dei cadaveri!! eccolo: “In effetti Claudia nella prima decade del mese di luglio del corrente anno mi ha consegnato una lettera manoscritta costituita da due fogli recante la data del 30 giugno 2011 ed indirizzata a me e a nostra figlia Livia con la quale riepilogava il nostro vissuto, mi rinfacciava che io non volevo che Livia nascesse e che durante la gravidanza era stata abbandonata a se stessa, cosa peraltro vera; lamentava inoltre che io non ero stato sincero con lei, e che pur essendo soddisfatta dal punto di vista economico, lamentava la carenza affettiva con la quale mi rapportavo con mia figlia. Lamentava inoltre che rispetto agli altri miei figli Livia era l’ultima, cosa peraltro vera. In concreto erano le cose che mi diceva ogni volta che affrontava questo discorso. Nella missiva auspicava che in futuro il mio rapporto con la bambina migliorasse e diceva di averne fatte due copie”

Cremona 18 01 2019 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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gen 18 2019

lasciata la toga, 18 01 2019

LASCIATA LA TOGA,
si sente libero di fare apertamente quel che più sognava: ammaestrare le genti!
Dal Corriere, l’ex Procuratore di Torino Armando Spataro:
—Migranti, Spataro: bene Baglioni, guardiamo tutti Sanremo.
L’ex Procuratore di Torino: basta con la caccia al migrante, le parole sono pietre, diventiamo tutti sostenitori di Baglioni—
Come si vede, la polemica con Salvini che avrebbe anticipato l’esito di un’indagine importante, col rischio di comprometterla, non era l’obiettivo vero…….

Cremona 18 01 2019 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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gen 18 2019

oggi a iori, domani a te 18 01 2019

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Chi volesse, gratis, il libretto via mail, una settantina di cartelle, mi dia il suo indirizzo; i miei sono flcozzaglio@gmail.com cozzaglio.flaminio@alice.it
339 3599879 0372 431727 ———————————————
Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni.

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gen 17 2019

la legge del più forte-millecentoventiquattro 17 01 2019

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – MILLECENTOVENTIQUATTRO
Non vorrei fosse passato nel dimenticatoio il caso Iori, ecco allora la decisione di pubblicare a puntate il mio libretto, un settanta pagine; quarantottesima puntata:
—DER PROZESS, UN’IDEA DI FRANZ KAFKA: QUANDO IL PROCESSO HA TROPPE LETTURE DEVE USCIRE DALLE AULE DEI TRIBUNALI!
“GG, che ha vissuto tanti anni con l’ex marito, descrive il rapporto tra madre e figlio come estremamente simbiotico al limite del morboso e ricorda ancora con raccapriccio che nel primo anno di matrimonio fu costretta a fare ogni giorno colazione e pranzo con la suocera, tanto che, giunto il primo anniversario di nozze chiese al marito, come regalo, di fare colazione e pranzo da soli . Questo particolare rapporto – sicuramente vieppiù rafforzatosi dopo la morte del padre di Iori – questa assoluta esigenza di tutelare la tranquillità della madre, può spiegare un dato altamente anomalo (ma anche assolutamente pacifico in quanto confermato da Iori e dalla madre stessa) e cioè che la Caroselli non aveva mai saputo nulla nè della relazione del figlio con la Ornesi né della nascita di una sua nipotina (che aveva già due anni e mezzo) e che analogamente la Caroselli ignorava che suo figlio si fosse risposato a marzo 2011 con la Arcaini” Finalmente una prova! dirà ancora il lettore più scettico: vieppiù rafforzatosi dopo la morte del padre di Iori, l’onniscienza del giudice italiano non ha limiti, da dove abbia preso il vieppiù rafforzatosi, oltre a Dio, lo sa solo lui! “Iori aveva dunque imposto la riservatezza soprattutto per proteggere la madre da notizie (relative alla sua non commendevole condotta di vita) che ella non doveva mai sapere (ne sarebbe morta di dolore, diceva Iori a Claudia, come riferisce la madre), e si rende conto che vi è la concreta possibilità che Claudia si presenti con Livia a casa della madre e che tutto ciò che non doveva essere svelato venga alla luce da un momento all’altro” L’ultimo colpo di mazza di Michelangelo al Mosè: Iori uccide perché la madre, benpensante e legata alla famiglia tradizionale, non sappia, uccidendo, invece, non saprà mai! “Se a tutto ciò (la riservatezza a tutela della madre) si aggiunge che all’imputato di questa quarta figlia non importava assolutamente nulla, che lo stesso non aveva alcuna intenzione di darle il riconoscimento sociale agognato dalla madre e cominciava probabilmente a rammaricarsi della prospettiva di spendere senza alcun vantaggio o gratificazione 1500 € al mese per anni ed anni, si comincia a capire come agli inizi di giugno (a quell’epoca, ricorda la sorella Paola Ornesi, i rapporti tra i due erano del tutto inaspriti) possa essere venuto in mente all’imputato che poteva essere conveniente liberarsi definitivamente della figlia e, conseguentemente, anche della madre” Paola Ornesi dixit, tanto per cambiare. Il giudice, essendo un giudice, sa cosa pensa Iori, sa cosa penso io e, con una certa approssimazione, anche che pensano i miei lettori; però dagli atti giudiziari, che in altra parte cita, il giudice sa anche che i 1500 al mese 400 son per Livia, 1100 per il leasing dell’appartamento, intestato a Iori, non a Claudia Ornesi! Poi questi 1100 son curiosamente descrittivi, come vedremo nel capitolo “chiavi”, di come han ragionato i nostri giudici: qui sono una spesa di cui Iori si dovrà stufare, ma nell’altro capitolo ha conservato le chiavi perché l’appartamento è suo! “Ciò non deve stupire più di tanto. Iori è persona gentile e premurosa con le donne che vuole frequentare , ma anche persona fredda, calcolatrice e piena di sé, che vuole imporre la sua superiorità sociale e la sua intelligenza alle persone che considera “inferiori” e che, se vuole, è capace di far prevalere il lato “diabolico” che è in lui. Paola Ornesi ha ricordato come Iori vantasse, litigando con Claudia nell’ultimo periodo la propria “diabolicità” e che tali parole non siano invenzioni o fantasie della teste la si evince dal fatto che Facchi Pasqua – nel corso di conversazioni telefoniche intercettate, e quindi in condizioni di massima genuinità, narra ad una conoscente che Iori diceva alla figlia che lui ha vinto tutte le sue battaglie ed ha avuto tutto quello che ha voluto perché è diabolico e cinico” Tutto provato, e più che buono per un ergastolo!
Cremona 17 01 2019 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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gen 17 2019

oggi a iori, domani a te 17 01 2019

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Chi volesse, gratis, il libretto via mail, una settantina di cartelle, mi dia il suo indirizzo; i miei sono flcozzaglio@gmail.com cozzaglio.flaminio@alice.it
339 3599879 0372 431727 ———————————————
Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni.

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gen 16 2019

la legge del più forte-millecentoventitre 16 01 2019

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – MILLECENTOVENTITRE
Non vorrei fosse passato nel dimenticatoio il caso Iori, ecco allora la decisione di pubblicare a puntate il mio libretto, un settanta pagine; quarantasettesima puntata:
—DER PROZESS, UN’IDEA DI FRANZ KAFKA: QUANDO IL PROCESSO HA TROPPE LETTURE DEVE USCIRE DALLE AULE DEI TRIBUNALI!
“La situazione muta però completamente da maggio in poi, proprio dopo che Claudia ha appreso dalla sorella che Iori – che nulla le aveva detto e che continuava a frequentare via Dogali per avere rapporti intimi – si era risposato con la Arcaini già dal marzo passato. Claudia allora smette di essere remissiva: annuncia a Iori di non essere più interessata a lui, lo avverte che il sesso sparirà dai loro rapporti e pretende con insistenza ed inusitato vigore che l’imputato non solo cominci a fare sul serio il padre di Livia ma che dia anche il giusto riconoscimento sociale alla figlia, trattandola allo stesso ed identico modo degli altri 3 figli e rivelando la sua esistenza a tutta la sua famiglia allargata, e quindi alla madre, alla nuova moglie ed alla ex moglie e agli altri figli.” Di questa parte succosa del movente non c’è altra prova, come al solito, che la parola degli Ornesi, usi a raccontare sempre la verità; anche che, i rapporti erano tesi da maggio, che Iori perfino gli ultimi giorni, il 16 e il 20 luglio, si ferma a cena da Claudia…….. “Di fronte a tale reazione di Claudia, Iori vede la unilaterale rottura del tacito patto (assistenza verso riservatezza) e si sente oggettivamente minacciato nel proprio equilibrio di vita. Equilibrio complicato in un sistema di vita complicato , fatto di tanti lavori (in Ospedale, visite private a Crema, operazioni chirurgiche a Milano) da meritare una struttura societaria (la Gama Consulting) e due segretarie personali, tre famiglie da mantenere, quattro figli e, soprattutto, una madre temuta ed onnipresente che non deve essere turbata da alcunché.” Minacciato! e oggettivamente! Nei capitoli successivi vedremo la fondatezza della data: “da maggio in poi”. E l’ennesima “perlissima”, “perlissima” che posso permettermi in una recita dove sono ammesse le sfere di cristallo; secondo i giudici a Claudia non interessa farsi sposare da Iori; ecco dalla motivazione di primo grado: “Agli inizi di maggio 2009 la sorella di Claudia, Paola, informò la madre (e poi Claudia stessa) d’aver saputo – per averlo appreso dalla dr.ssa Fulgenzia Bianchi, medico anestesista in servizio all’Ospedale di Crema- che Iori aspettava la nascita di una bimba da una certa Laura, la quale avrebbe partorito a fine maggio. Claudia, profondamente delusa ed offesa, affrontò – presente la sorella – Iori quando venne a casa sua, rinfacciandogli quanto aveva appreso ed il fatto che allora tutti i motivi che sino allora le erano stati da lui addotti per imporle riservatezza non erano reali ed egli, per tutta risposta, non negando affatto la notizia, le rispose semplicemente : “Ed allora?!” Claudia, maturando delusione e disistima verso Iori, disse alla madre che, a quel punto, ‘mamma io chiedo solo questo che lui faccia il padre, solo questo’” In definitiva, come afferma la madre, Claudia ha solo preteso che Maurizio provvedesse a fare il padre della piccola Livia , senza pretendere che lui fosse il suo compagno di vita. Il giudice italiano è, non per legge ma per prassi, onnipotente; verso i cittadini, contro la logica non ce la fa, per adesso: spieghi allora perché Claudia abbia smesso d’esser remissiva, saputo che ha sposato l’altra, quando già da due anni, lo dicono i suoi, di Iori marito non gliene fregava più niente! Ma la costruzione del nulla deve continuare: “La estrema riservatezza che l’imputato ha sempre preteso prima in ordine alla relazione extraconiugale con Claudia e poi in ordine alla nascita di Livia forse gli serviva per tenere all’oscuro dei fatti la Arcaini, ma sicuramente era voluta a tutela della madre. Caroselli Paola, madre di Iori come molte persone “benpensanti” era attaccata alla famiglia tradizionale e legittima e non concepiva di buon grado tradimenti, relazioni extraconiugali, convivenze, divorzi e nuovi sposalizi. Come si evince anche dalla sua deposizione in aula, per lei i “veri” nipoti, quelli che amava, erano i figli di primo letto, G e M” Ancora un paio di gemme, che non contano solo come tali, ma perché spiegano urbi et orbi com’è stato condotto il caso: la Arcaini, cioè la seconda moglie, sapeva tutto; dove i giudici abbiano preso che Caroselli Paola fosse “persona benpensante e attaccata alla famiglia tradizionale e legittima”, debbono ancora spiegarcelo; poi il modo scelto di farle sapere della relazione e della nipotina sconosciuta, converrà anche il lettore più scettico, non è dei più dolci……
Cremona 16 01 2019 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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gen 16 2019

lui non sa chi sono io! 16 01 2019

LUI NON SA CHI SONO IO!
Poche righe tratte da Repubblica:
—E’ stato condannato a ventimila euro di multa Matteo Camiciottoli, il sindaco di Pontinvrea, piccolo centro dell’entroterra savonese, che aveva augurato uno stupro all’allora presidente della Camera Laura Boldrini………
Per Boldrini invece, l’istigazione fu palese: “Non è ammissibile che un rappresentante delle istituzioni si esprima in questo modo nei confronti di una donna che in quel momento era anche Presidente della terza carica più importante della Repubblica Italiana”.

Cremona 16 01 2019 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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gen 16 2019

oggi a iori, domani a te 16 01 2019

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Chi volesse, gratis, il libretto via mail, una settantina di cartelle, mi dia il suo indirizzo; i miei sono flcozzaglio@gmail.com cozzaglio.flaminio@alice.it
339 3599879 0372 431727 ———————————————
Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni.

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gen 15 2019

la legge del più forte-millecentoventidue 15 01 2019

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – MILLECENTOVENTIDUE
Non vorrei fosse passato nel dimenticatoio il caso Iori, ecco allora la decisione di pubblicare a puntate il mio libretto, un settanta pagine; quarantaseiesima puntata:
—DER PROZESS, UN’IDEA DI FRANZ KAFKA: QUANDO IL PROCESSO HA TROPPE LETTURE DEVE USCIRE DALLE AULE DEI TRIBUNALI!
E adesso le due Corti d’Assise; primo grado, a Cremona; si parte semplificando: Maurizio Iori le ha uccise perché non voleva si sapesse della relazione; risposta naturale della Difesa: ucciderle era il modo più fragoroso di farla conoscere, e ben oltre Crema; dettagli: il cognome Iori era sulla porta di casa e la cassetta delle lettere di Claudia Ornesi. Allora, caduta l’ipotesi che sembrava più naturale, la Corte passa ai mezzi forti: “E’ dato noto ed intuitivo -comunque confermato dalla giurisprudenza della Suprema Corte- che l’individuazione del movente dell’omicidio assume valore importante o decisivo qualora l’individuazione dell’autore del reato e la sua colpevolezza non siano state accertate in modo sicuro: in tal caso la ricerca e la individuazione del movente (o “causale”) è di notevole rilievo, potendo agire come catalizzatore degli elementi positivi di responsabilità o di colpevolezza emersi a carico dell’imputato. Al contrario, quando vi sia già la prova dell’attribuibilità dell’omicidio all’imputato, l’individuazione di un preciso movente dell’azione omicidiaria non può che perdere qualsiasi rilevanza ai fini dell’affermazione della responsabilità, anche perché a volte, per cercare il movente non vi è altra strada che quella, difficile ed impervia, di entrare nei pensieri e nella mente di un’altra persona. Pertanto nel presente processo, in cui si ritiene già raggiunta la sicura prova di colpevolezza dell’imputato, sarebbe addirittura superfluo parlare del movente ed individuarlo con precisione.” Raggiunta a colpi di sfera di cristallo, vien da dire; ma la curiosità è forte: sa e scrive, la Corte, di non aver obbligo di spiegare un movente, perché lo fa, e che movente trova, alla fine? “Ma sebbene ininfluente ai fini della prova della colpevolezza, si parlerà del movente non solo per doverosa completezza della disamina ma soprattutto perché è contestata, in relazione al reato di omicidio, una specifica aggravante che attiene alla causale (l’aver agito per motivi abbietti). Andando allora ad individuare il possibile movente, occorre subito premettere che non siamo in presenza di un classico movente “passionale” nonostante che in questa storia siano presenti una moglie, due amanti e figli avuti dalle tre donne. In realtà Iori aveva mantenuto un rapporto (dal suo soggettivo punto di vista) tutto sommato soddisfacente con la sua ex amante Claudia: egli contribuiva in modo concreto al mantenimento della figlia, e Claudia (e con lei i suoi familiari), in tacito scambio, si era impegnata a non divulgare e a tenere molto riservata la nascita e la crescita di Livia; Claudia stessa non dava fastidio e non avanzava specifiche pretese (matrimoniali, di convivenza) nei suoi confronti ed egli, pur convivendo con la Arcaini poi ufficialmente sposata, non disdegnava affatto le saltuarie visite in Via Dogali in cui riusciva ad ottenere anche un (gradito) soddisfacimento sessuale.” Un paio di finezze, di cui straripa questa motivazione: come diavolo si possa scrivere di “tacito scambio” senza mostrare prove; che mancano anche del rapporto, raccontato solo dai parenti Ornesi, soddisfacente dalla parte di lui ma, nel silenzio, non di lei!
Cremona 15 01 2019 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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