Archive for the 'Giudici' Category

lug 12 2018

oggi a iori, domani a te 12 07 2018

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Chi volesse, gratis, il libretto via mail, una settantina di cartelle, mi dia il suo indirizzo; i miei sono flcozzaglio@gmail.com cozzaglio.flaminio@alice.it
339 3599879 0372 431727 ———————————————
Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni.

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lug 11 2018

la legge del più forte-novecentotrentaquattro 11 07 2018

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – NOVECENTOTRENTAQUATTRO L’Opinione delle Libertà, Mauro Mellini; che dire? Duro fino alla violenza, ma nulla di falso, anzi, mancano i processi alla sfera di cristallo!
—E no, cari signori dell’Associazione nazionale magistrati! Le vostre alte grida di costernazione, di protesta e di scandalo perché il Capitan Fracassa Matteo Salvini vuole andare a parlare con Sergio Mattarella della sentenza della Cassazione sul sequestro dei soldi della Lega, sanno proprio di rancido e puzzano di ipocrisia lontano un miglio. Parlate di tentativo di creare un “quarto grado di giurisdizione”. Vi stracciate le vesti perché si pretende di “imbavagliare la voce della giustizia” e di “limitare la libertà dei giudici”. Parlate come se questi beni, questi principi, fossero veramente presenti e rispettati da voi nel nostro Paese. Rispettati da voi, che avete abbattuto il confine tra giustizia e politica, che vi siete costituiti in partito, che state portando avanti una sistematica sopraffazione degli altri poteri dello Stato. Che abitualmente proclamate le esigenze della “lotta” a questo o a quel fenomeno delinquenziale vero o immaginario. Ancora una volta: io non sto certo a difendere le sparate grossolane di Matteo Salvini, il suo scarso o nullo senso dei limiti e dei doveri di correttezza formale del suo alto incarico. E neppure conosco i termini della questione che ha portato al provvedimento, certo in sé inconsueto e grave, con il quale sembra si stia per “tagliare i viveri” ad un partito politico che non è certo nelle mie simpatie. In fatto di fondi di partiti, di disponibilità dei cosiddetti rimborsi elettorali (perché in realtà, ma non secondo diritto, sono invece contributi), procure e giudici di tutti i gradi hanno avuto modo di sbizzarrirsi in baggianate eversive del codice penale. Non so e, almeno per ora, non mi interessa di sapere se questo colossale “colpo” ai mezzi di sussistenza della Lega sia espressione o conseguenza di quelle baggianate secondo le quali i rimborsi di spese, ancorché presunti, come si suol dire “juris et de jure”, sarebbero soldi pubblici affidati a privati con una specifica e non eludibile destinazione. Una solenne sciocchezza, per la quale non c’è grado secondo, terzo, quarto che tenga e che ne faccia un principio ragionevole.
Il discorso, per ora, non è questo. Il rispetto formale dell’autorità della “cosa giudicata”, che è comunque cosa diversa dal rispetto sostanziale della capacità e della rettitudine dei giudici è principio corrispondente ai valori di un ordinamento costituzionale reale, di un sistema in cui la funzione giudiziaria sia esercitata nel rispetto, anche sostanziale, dell’imparzialità e della separazione e distinzione dagli altri poteri. Se, signori magistrati dell’Anm volete che sia possibile che molti di voi apertamente perseguano finalità politiche, in nome di quelle “lotte” ritenute scopo e misura dei poteri in luogo dell’applicazione ubbidiente delle leggi, se volete “coprire”, in nome della vostra indipendenza, quelle prevaricazioni, gli interventi “a gamba tesa” in questioni politiche, le campagne di persecuzione sfacciate di questo o quell’uomo politico, le autentiche “mattanze giudiziarie” con le quali rovesciare maggioranze parlamentari e regimi politico-costituzionali, se accettate e permettete che taluni vostri colleghi cialtroni e pagliacci si esibiscano in giri d’Italia a caccia di cittadinanze onorarie loro tributate da un determinato partito, se, se, se tante altre cose che sarebbe troppo lungo elencare, allora, eccellentissimi signori magistrati, dovete anche consentire che le sentenze diventino, perché c’è un grave e fondato sospetto che tutte possano esserlo, oggetto di discussione politica e che siano, se del caso, portate alla doverosa attenzione del capo dello Stato, per vantarne la capacità eversiva rispetto all’assetto politico-istituzionale della Repubblica. Che Salvini si rivolga a Mattarella come un elefante in un negozio di chincaglierie non è cosa che riguarda le vostre prerogative, ma quelle del capo dello Stato ed i doveri di comportamento che incombono su tutti i ministri, anche quelli che non sembrano tali. E il discorso non finisce qui. Non basta un colloquio al Quirinale. Ne riparleremo ancora.
Cremona 11 07 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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lug 11 2018

la percentuale che spiega 11 07 2018

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LA PERCENTUALE CHE SPIEGA
ciò che i giudici pensano di noi: elezioni al Consiglio superiore della magistratura, Davigo Piercamillo stacca i colleghi con una percentuale mai vista, il 30%; paga, e bene, il suo ripetuto: non esistono innocenti ma colpevoli ancora da scoprire!

Cremona 11 07 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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lug 11 2018

oggi a iori, domani a te 11 07 2018

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Chi volesse, gratis, il libretto via mail, una settantina di cartelle, mi dia il suo indirizzo; i miei sono flcozzaglio@gmail.com cozzaglio.flaminio@alice.it
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Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni.

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lug 11 2018

la legge del più forte-novecentotrentatre 10 07 2018

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – NOVECENTOTRENTATRE Dal Dubbio; per motivi disciplinari: il Csm, a maggioranza, ha atteso che l’avversario, il capo della Procura di Milano Bruti Liberati, raggiungesse la pensione, poi ha deciso di accorgersi che Robledo, anche lui alla soglia della pensione, non era giudice imparziale corretto e riservato. L’importanza delle amicizie giuste: la vedo male per i nostri Preioni e Bersani, anche se nel loro cammino professionale non vi è traccia di processi alla sfera di cristallo..
—Alfredo Robledo non è più procuratore aggiunto di Torino. Dal mese scorso, l’ex responsabile del dipartimento per i reati contro la Pa della Procura milanese, poi trasferito per motivi disciplinari nel capoluogo piemontese, è tornato ad essere un sostituto. Il Csm, a maggioranza, non lo ha confermato nelle funzioni semidirettive. Un evento che capita molto raramente. Sul destino di Robledo hanno pesato i procedimenti disciplinari. In particolare, erano stati sanzionati i rapporti intrattenuti con l’avvocato della Lega Domenico Aiello che in Robledo avrebbe avuto una “fonte informativa privilegiata” all’interno della Procura di Milano. La conferma di Robledo nelle funzioni semidirettive era, comunque, stata già bocciata nei mesi scorsi dal Consiglio giudiziario di Milano che aveva evidenziato la sua “minore imparzialità, correttezza e riserbo”.

Cremona 10 07 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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lug 11 2018

oggi a iori, domani a te 10 07 2018

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
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Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni.

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lug 10 2018

la legge del più forte-novecentotrentadue 09 07 2018

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – NOVECENTOTRENTADUE E’ Alfredo Mosca su L’Opinione delle Libertà; naturalmente non son colpa dei politici i processi alla sfera di cristallo di cui il caso Iori è la massima espressione; la colpa, grave, dei politici, è reagire in maniera scomposta solo, e per il singolo caso, quando le sfere di cristallo toccano loro; spero non dimentichino mai cos’han combinato dopo il referendum sulla responsabilità civile dei giudici: gli elettori l’han chiesta, con l’80% dei voti, il Parlamento dopo sei mesi ha in pratica annullato il voto….. —Caro Matteo Salvini, lei sulla giustizia scopre l’acqua calda. Da Tangentopoli in giù, in tanti abbiamo avuto più certezze che dubbi sull’uso politico della giustizia. Eppure, Governo dopo Governo tante chiacchiere ma nessuna riforma seria dell’ordinamento giudiziario; anzi, ogni volta che ci si è provato è bastato uno strillaccio dei magistrati per tornare indietro, perché? Paura? Scheletri? Sudditanza? Complicità? Insomma, il Parlamento non ha mai avuto gli “attributi” per cambiare quel che c’era da cambiare sulla giustizia. Obbligatorietà dell’azione penale, separazione delle carriere, Consiglio superiore della magistratura, responsabilità civile e tanto altro che non si è avuto il coraggio di cambiare nemmeno per sbaglio. Ecco perché “quando il gatto non c’è i topi ballano” e tutto continua come e peggio di prima. Continua il passaggio dai tribunali ai partiti e dalle aule di giustizia al Parlamento; continuano le inchieste-spettacolo, le paginate di interviste a ruota libera, continuano gli sbagli clamorosi senza conseguenze, continua quella sorta di immunità assoluta dei magistrati. Per questo, caro Salvini, se lei volesse davvero, dovrebbe farsi carico di proporre in Parlamento una rivoluzione copernicana del pianeta giustizia. Solo così e non con le scaramucce, con le battute contro, con le frasi maliziose si cambia un ordinamento che non funziona e si vede bene. Da noi, caro Salvini, la giustizia non funziona, per troppi motivi che dipendono dalla politica e dai politici, da un Parlamento lungamente assente e suggestionato. Ministro, lei ha dato prova di carattere, volontà, intraprendenza, ci provi dunque e ponga con forza all’ordine del giorno la riforma epocale della magistratura, sfidi i suoi alleati sul tema delicato. Creda, sarà un bel modo per far capire agli elettori dove siano messi i pentastellati a proposito di democrazia e stato di diritto. Caro Matteo, lo faccia, affronti di petto il tema, più che col capo dello Stato, col Parlamento e con la maggioranza, stia sicuro che sulla giustizia ancora più che sul resto il popolo le darà ragione.
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lug 10 2018

paesi civili 09 07 2018

PAESI CIVILI
Siccome il Giappone è compreso tra essi, dio sa quanti fascicoli avranno aperto le Procure per accertare, su tanti morti, non vi sia responsabilità di qualche amministratore pubblico, meglio ancora se politico. Da Repubblica:
—Il Giappone è in ginocchio per le inondazioni seguite all’ondata di maltempo. Continua a salire il drammatico bilancio delle vittime. Sono già cento, secondo fonti governative, i morti accertati, mentre ancora si cercano dispersi. Il premier Shinzo Abe ha definito le operazioni di soccorso “una corsa contro il tempo”, dopo le forti piogge torrenziali che hanno devastato negli ultimi giorni la regione del Kansai e del Kyushu, nella zona centro occidentale del Paese.

Cremona 09 07 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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lug 10 2018

oggi a iori, domani a te 09 07 2018

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Chi volesse, gratis, il libretto via mail, una settantina di cartelle, mi dia il suo indirizzo; i miei sono flcozzaglio@gmail.com cozzaglio.flaminio@alice.it
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Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni.

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lug 08 2018

la legge del più forte-novecentotrentuno 08 07 2018

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LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – NOVECENTOTRENTUNO Dal Dubbio, ricordando che il 107 della Costituzione detta: “I magistrati si distinguono fra loro soltanto per diversità di funzioni” —È necessario che i magistrati capiscano che fare il dirigente significa essenzialmente assumersi delle responsabilità dichiara Bruno Giangiacomo, presidente del Tribunale di Vasto e candidato per i giudici di merito per Area, il cartello delle toghe progressiste, alle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio superiore della magistratura. Presidente Giangiacomo, ha fatto molto discutere nei giorni scorsi la vicenda dei due magistrati che si sono recati a Palazzo dei Marescialli, accompagnati e spesati da un curatore fallimentare, per caldeggiare con un consigliere laico del Csm la nomina di uno di loro a presidente del Tribunale di Cremona. Qual è il suo giudizio al riguardo? Conosco l’episodio solo dalla lettura dei giornali. Non ho elementi per stabilire se quanto raccontato sia vero o meno. Spero sia stato travisato. Certo, se fosse vero sarebbe una caduta deontologica da parte dei colleghi con possibile rilievo sotto il profilo disciplinare. Mi auguro non penale. Ciclicamente le cronache riportano di questi “viaggi della speranza” che verrebbero fatti al Csm dai magistrati per sponsorizzare le proprie candidature ad un incarico. Cosa ne pensa? Bisogna educare i magistrati a non fare queste cose. C’è bisogno di un salto culturale. Fare il dirigente non deve essere sinonimo di carrierismo. Molti colleghi che ho incontrato durante questa campagna elettorale mi hanno detto che mai vorrebbero avere un incarico direttivo. In primo luogo perché a fronte delle maggiori responsabilità non c’è nessun incentivo economico e poi perché c’è un’assunzione di responsabilità per il lavoro altrui con tutte le incombenze specifiche che questo comporta. Però c’è anche la legittima soddisfazione che non deve essere per forza monetizzata… Certo. Può far piacere farsi chiamare presidente o procuratore. Però deve essere chiaro che esistono oneri e onori. Il magistrato prende lo stesso stipendio se condanna o se assolve e se fa il capo dell’ufficio o meno. Nel frattempo, però, cosa si potrebbe fare per arginare questi comportamenti? Urge implementare la trasparenza. Bisogna pubblicare tutto, rispettando ovviamente quanto previsto dalla privacy, sul sito del Csm. Ciò disinnescherebbe molte delle tensioni sulle nomine. Se tutto è trasparente i colleghi non si lascerebbero andare alle polemiche sulle mailing list. I soldi per l’informatizzazione ci sono. E prevedere che i consiglieri del Csm annotino i magistrati che hanno incontrato e per quale motivo? Si potrebbe adottare una norma etica all’interno del regolamento del Csm in cui si vieta al consigliere di avere contatti con gli aspiranti ad un incarico direttivo. Ma non è semplice. I nomi degli aspiranti li possono sapere i componenti della Commissione per gli incarichi direttivi, non gli altri. E comunque non sarebbe risolutivo. Molti di questi incontri avvengono durante cene… Non è che il consigliere possa vivere con un atteggiamento monastico. Io quando vado ad una cena mi informo sempre su chi c’è. Certo che se c’è un mio imputato non vado. Ma il piano della giurisdizione è diverso da quello dell’amministrazione. Quest’ultimo è meno rigido rispetto agli obblighi che incombono ad un magistrato nell’esercizio delle funzioni giurisdizionali. Procedere invece con le audizioni di tutti i candidati? Fare le audizioni per tutti diventerebbe difficile. Già le procedure per nominare i capi sono lunghe. Cosi diventerebbero di una lentezza esasperante, ma un uso maggiore ed al tempo stesso oculato delle audizioni potrebbe aiutare. Una minore discrezionalità del Csm? Sicuramente Il legislatore quando ha tolto il parametro dell’anzianità nell’affidamento degli incarichi direttivi ha aumentato la discrezionalità del Csm nella scelta e, conseguentemente, le aspirazioni dei magistrati. Una sana ambizione è normale ma non deve travalicare il giusto limite. Alla fine, dunque, si torna sempre alla necessità del cambio culturale? Sì. Ad un senso di responsabilità ed equilibrio da parte dei magistrati. C’è bisogno di una richiamo all’etica individuale forte. “Per la vita non si possono perdere le ragioni del vivere” dicevano i latini. Il senso del limite deve essere ben presente. “Le buone leggi fanno buoni gli uomini, ma per fare buone leggi occorrono buoni uomini”, diceva Machiavelli.

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