dic 06 2018

la legge del più forte-milleottantadue 06 12 2018

Published by at 6:37 pm under costume,cronaca cremonese,cronaca nazionale,Giudici

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – MILLEOTTANTADUE
Non vorrei fosse passato nel dimenticatoio il caso Iori, ecco allora la decisione di pubblicare a puntate il mio libretto, un settanta pagine; sesta puntata:
—DER PROZESS, UN’IDEA DI FRANZ KAFKA: QUANDO IL PROCESSO HA TROPPE LETTURE DEVE USCIRE DALLE AULE DEI TRIBUNALI!
Esemplare. Maurizio Iori protesta di non aver ucciso, come è suo diritto, anche se, dio sa come! perché i suoi giudici non l’hanno mai spiegato, avesse invece ucciso: dunque per la Cassazione pecca, e gravemente, perché protestando la sua innocenza è implicito un “suicidio allargato” di Claudia Ornesi.
Stringendo, per il solo fatto di essere imputato, se alla fine subisce la condanna, l’imputato avrebbe dovuto confessare, seguendo la Cassazione, altrimenti è un infame, perché, esplicitamente o non, accuserebbe un altro del crimine attribuito a lui; come non ricordare l’Inferno, V, 7/10:
“Dico che quando l’anima mal nata/ li vien dinanzi, tutta si confessa;/ e quel conoscitor de le peccata/ vede qual loco d’inferno è da essa.”
La Cassazione dimentica di spiegare al popolo italiano il momento della confessione: quando il primo poliziotto ti guarda storto, all’avviso di garanzia, al primo giorno dell’usuale custodia cautelare eccetera, o, per non essere giudicato infame, se sia sufficiente quando il Giudice sta per ritirarsi in Camera di consiglio, al primo processo.
“Tutta si confessa”! E noi del mondo civile non facciamo altro che criticare i processi di certi Paesi, di certi tempi, quando abbiamo una Cassazione che proclama gli stessi principi: nessun diritto, se non alla confessione, anche se l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva!

Cremona 06 12 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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