ott 10 2018

come jotta e salini confermano 10 10 2018

COME JOTTA E SALINI CONFERMANO
E’ Arturo Diaconale su l’Opinione delle Libertà; per noi elettori cremonesi cosa cambia se, passato il potere nazionale da Gelmini a Tajani, il locale passa da Jotta a Salini, sapendo che, se Gelmini tornasse in vantaggio, tornerebbe anche Jotta; cambia che cambiamo partito.
—Fino a quando la leadership del fondatore Silvio Berlusconi è stata forte la democratizzazione non è stata né possibile, né necessaria. Il metodo dominante è stato quello della cooptazione del gruppo dirigente. Ma nel momento in cui la leadership si è allentata per ragioni anagrafiche, di salute, di disinteresse per il “teatrino della politica”, il metodo della cooptazione è stato sostituito, grazie al sistema delle candidature previsto dalla legge elettorale, da quello dell’auto-blindatura del gruppo dei precedenti cooptati. Cioè alla separazione netta ed invalicabile tra la cosiddetta “Area Alta” degli eletti e la cosiddetta “Area Bassa” dei militanti, dei simpatizzati e degli elettori.
Non c’è da stupirsi, allora, se i sondaggi indicano l’emorragia continua della base elettorale di Forza Italia. Dove altro può andare se non fuori da un partito in cui ha solo la funzione di applausometro nelle convention di un gruppo dirigente interessato solo alla propria personale sopravvivenza politica? Se si vuole evitare l’emorragia ed il declino, allora, non c’è altra strada oltre quella di dare all’Area Bassa la possibilità di far sentire la propria voce all’interno del partito e di incidere sulla sua linea politica. Certo, congressi e primarie comportano la scalabilità di Forza Italia. Ma questa è la democrazia. Che è sempre meglio del declino e della scomparsa!
Cremona 10 10 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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