feb 10 2018

la legge del più forte-settecentottantacinque 10 02 2018

Published by at 8:11 pm under costume,cronaca nazionale,Giudici

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – SETTECENTOTTANTACINQUE Dal Dubbio on line; non ho capito se assoluzione definitiva o primo grado, ma intanto, prendi su e porta a casa! —Assolto, dopo otto anni. Si è chiuso ieri, davanti all’ottava sezione del Tribunale di Roma, il processo contro l’ex potente capo della Protezione civile Guido Bertolaso, accusato di corruzione nell’ambito dell’inchiesta “Grandi eventi”, sugli appalti per il G8 del 2010 alla Maddalena e poi trasferito all’Aquila e una serie di opere pubbliche legate ai 150 anni dell’Unità d’Italia. «Una doppia assoluzione», l’ha definita lui: doppia perché i giudici hanno dichiarato che il fatto di reato non sussiste, nonostante la richiesta di dichiararne la prescrizione presentata dalla Procura di Roma. Il giudizio di primo grado si è chiuso con quattro condanne per associazione a delinquere e dodici tra assoluzioni e prescrizioni. La pena più grave – sei anni e mezzo di reclusione – è stata inflitta ad Angelo Balducci ( ex provveditore delle opere pubbliche del Lazio ed ex presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici); sei anni, invece, sono toccati all’imprenditore Diego Anemone; quattro e mezzo a Fabio De Santis, ex provveditore delle opere pubbliche della Toscana; quattro anni a Francesco Pittorru, generale della Finanza oggi in pensione. I giudici hanno inoltre disposto una provvisionale di 1 milione di euro che Diego Anemone e Balducci dovranno pagare al ministero delle Infrastrutture e 50mila euro all’associazione Cittadinanzattiva. Inoltre Anemone e Pittorru dovranno risarcire per 250mila euro la Presidenza del Consiglio. «Sono innocente. Come ho sempre dichiarato. Ora lo hanno dichiarato anche i giudici», ha commentato a caldo Bertolaso sulla sua pagina Facebook, aggiungendo poi un lapidario: «Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci». L’avvocato Filippo Dinacci, difensore dell’ex capo della Protezione civile, ha definito l’assoluzione «un atto di giustizia, che certifica come un processo non doveva nemmeno cominciare. Per fortuna vi sono ancora tanti magistrati capaci di rimanere soli con la propria coscienza e sensibili solo alle ragioni della giustizia. Resta il rammarico che si son dovuti attendere 8 lunghi anni nel corso dei quali si è messa ‘fuori campo’ una persona che certamente costituisce una risorsa per il Paese». E’ finita così una delle inchieste per corruzione più dirompenti degli ultimi anni, che i pm nella requisitoria hanno definito come «uno dei più gravi casi di corruzione nell’Italia dal dopoguerra per il danno enorme alla pubblica amministrazione con interi settori assoggettati». Ricapitolandone i passaggi, l’indagine era iniziata nel 2010 a Firenze e sotto la lente degli inquirenti era finita la cosiddetta “cricca” ( composta da Angelo Balducci, Fabio De Santis e Mauro Della Giovampaola), che operava “in un sistema gelatinoso” per condizionare gli appalti pubblici. Il filone originario riguardava, infatti, la Scuola Marescialli del capoluogo toscano, cui poi si era aggiunto un ulteriore ramo a Perugia, foro titolare per competenza alla luce del successivo coinvolgimento dell’ex procuratore aggiunto di Roma, Achille Toro. Proprio nell’ambito di questa seconda tranche dell’inchiesta era comparso anche il nome dell’allora numero uno della Protezione civile, Guido Bertolaso, accusato di aver favorito Anemone nella vittoria di alcuni appalti in cambio di denaro e favori sessuali, goduti al Salaria Sport Village. Nel 2012, in seguito alle eccezioni delle difese, il tribunale di Perugia si era poi dichiarato incompetente e aveva trasmesso gli atti a Roma, la cui procura ha rinnovato la richiesta di rinvio a giudizio per tutti gli indagati nel 2013. Infine, nel 2016, l’accusa ha chiesto al tribunale di dichiarare di «non doversi procedere per intervenuta prescrizione del reato di corruzione» per Bertolaso e dieci condanne per gli altri componenti della “cricca”. Ieri, infine, è arrivata la sentenza che ha ridimensionato le richieste accusatorie ( per Balducci e Anemone rispettivamente 9 anni e due mesi e 9 anni) e assolto con formula piena Bertolaso.
Cremona 10 02 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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