gen 18 2018

la legge del più forte-settecentosessantuno 17 01 2018

Published by at 12:02 am under costume,cronaca cremonese,cronaca nazionale,Giudici

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – SETTECENTOSESSANTUNO Dal Dubbio; non sono d’accordo sul giudice eletto, per una evidente conseguenza, il cittadino che perde alle politiche perde anche il diritto al “giudice naturale” al di sopra delle parti; ma capisco anche a quali “sogni” possa spingere l’esasperazione per un’ingiustizia verso cui non si hanno mezzi per ribattere. Proprio oggi parlavo con un medico delle trasformazioni dello Xanax avvenute nei processi Iori, fino alla pastiglia, tanto dura che serve il mortaio per sminuzzarla, che portata da Crema a Milano dalla Scientifica, da integra ch’era alla partenza arriva in briciole per la negligenza del trasporto! —L’avvocato Giuseppe Melzi venne arrestato a Milano, dinanzi il suo studio, l’ 8 febbraio 2008 insieme ad altre 8 persone a seguito di una indagine dei Ros dei Carabinieri di Milano, denominata “Dirty Money” ( ex Tre Torri), avviata nel lontano 2001. Era accusato di “riciclaggio e agevolazione mafiosa”: secondo l’accusa aveva riciclato e reimpiegato capitali, attraverso un giro di società fittizie tra Svizzera e Italia, per un valore di circa 80 milioni di euro che erano il prodotto dei traffici illeciti della cosca della ‘ ndrangheta Ferrazzo di Mesoraca ( Crotone). L’avvocato Melzi ha scontato 291 giorni di custodia cautelare ( 89 in carcere e 202 a domicilio, quasi 10 mesi), e subito la sospensione dall’attività professionale per 1.159 giorni ( 3 anni e 2 mesi). Nel 2009 la Procura chiese il rinvio a giudizio per gli imputati, ma il gup Paolo Ielo trasmise il procedimento a Cagliari per competenza territoriale. Melzi da allora sostiene di non aver avuto più aggiornamenti sulla sua vicenda giudiziaria. Il 4 aprile 2016 il procuratore capo di Cagliari, Gilberto Ganassi, e il sostituto Guido Piani chiedono al gip Mauro Grandesso Silvestri l’archiviazione di tutti gli indagati. Il 5 maggio giunge l’archiviazione ma nulla viene notificato all’avvocato Melzi che ne è venuto a conoscenza solo qualche giorno fa tramite un collega sardo. L’avvocato Giuseppe Melzi, che ha difeso i risparmiatori vittime del crack Ambrosiano e del fallimento della banca di Sindona, venne accusato nel 2008 di riciclaggio per i clan della ‘ ndrangheta. Vita privata e professionale rovinate. A dieci anni da quelle accuse il procedimento viene archiviato e non gli viene neanche comunicato.
Come è possibile che non ha mai ricevuto informazione dell’archiviazione?
L’art. 409 c. p. p. prevede la notifica dell’archiviazione non solo alle eventuali parti lese, ma agli indagati che hanno subito un provvedimento cautelare. L’omissione della Cancelleria nel tardare la notifica del decreto di archiviazione è rimediabile e davvero, “veniale”, rispetto alla “mortale” gravità dell’errore e dell’abuso compiuto dai giudici che hanno malamente indagato dal 2001 al 2009, raccogliendo “la massa enorme di dati e di elementi” definitivamente inconcludenti.
Che giudizio complessivo dà di questa sua vicenda?
Il giudizio complessivo riguarda il “sistema giustizia”: non si tratta solo di denunciare pubblicamente la “malagiustizia” che colpisce persone innocenti, ma di ottenere la modifica di un sistema che esercita poteri assoluti e purtroppo “irresponsabili”. Non a caso il “potere giudiziario” è stato definito una “casta”: i giudici non rispondono mai delle loro decisioni e non sono sottoposti a reali controlli. Quelli del C. S. M. ( politicizzato all’eccesso), in realtà, sono inesistenti, o marginali: l’autoreferenzialità è assoluta. In 46 anni di professione non ho mai avuto la fortuna di incontrare un giudice che ha riconosciuto e modificato un proprio errato convincimento, neppure a seguito della smentita dei propri “teoremi”, ovviamente, confidando sulla sostanziale impunità. Di fronte ad un “sistema chiuso” e che si auto- seleziona in base solo ai risultati di un concorso e autogiustifica definitivamente i propri adepti ( per l’intera vita professionale fino alla pensione), è indispensabile una modifica radicale. Perché non rendere elettiva anche la nomina dei giudici? Dovranno almeno rispondere periodicamente del loro operato, come i componenti gli Ordini Legislativo ed Esecutivo, caposaldi della nostra Costituzione?
Cremona 17 01 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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