Archive for dicembre, 2017

dic 30 2017

gesù val bene un perù 30 12 2017

GESU’ VAL BENE UN PERU’ Dal Corriere on line; per il preside, nulla di grave, basta scegliere canzoni dove Gesù, la Madonna, eventualmente anche il Papa, non esistano; i genitori dei bimbi islamici, è noto, hanno il diritto di offendersi. E il Corriere definisce Gesù una parola……… —La parola Gesù sostituita con Perù per non urtare la sensibilità dei bambini islamici. Si tratterebbe di una canzone dal titolo «Minuetto di Natale», dove in un passaggio c’è il nome di Gesù. L’insegnante, pensando che in questo modo si potesse turbare la sensibilità di chi non appartiene alla religione cristiana, ha sostituito il nome Gesù con uno che non avrebbe messo in difficoltà nessuno………….. Si è cercato di capire cosa fosse accaduto chiedendo spiegazioni alla dirigente scolastica dell’istituto comprensivo di Zoppola, Armida Muz, all’oscuro di tutto: “se si ritiene che certi tipi di testi possano arrecare disagi a qualcuno, si devono scegliere canzoncine senza determinati riferimenti. Ho parlato con l’insegnante che ha fatto imparare ai bambini la versione modificata di Minuetto di Natale: è una maestra valida e preparata, con ruoli importanti all’interno dell’istituto. Ha ammesso di aver sbagliato, è dispiaciuta e mi ha assicurato che una cosa simile non si ripeterà. Dal canto mio, l’ho richiamata verbalmente, visto che le sanzioni previste dall’ordinamento didattico, a mio parere, devono essere applicate per situazioni più gravi”
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dic 30 2017

non è uno scandalo 30 12 2017

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NON E’ UNO SCANDALO! Pensioni, sale l’età per le donne: e allora, non campano molto più di noi uomini?
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dic 30 2017

la quintessenza della cremonesità-quattrocentodiciassette 30 12 2017

LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – QUATTROCENTO17
Dalla Provincia fin che c’è, formato on line: —Quando l’hanno fermato i carabinieri, lungo via Mantova alla guida della propria auto, aveva nel sangue una concentrazione di alcol più che doppia rispetto al consentito (1,35 g/l). Una seconda misurazione effettuata con l’etilometro, un’ora e mezzo dopo, ha confermato l’esito della prima (1,38). Un 36enne di Cremona, L.G., è stato così denunciato per guida in stato di ebbrezza— Prima di tutto voglio tranquillizzare i lettori: non si tratta di un giornalista, altrimenti il record di categoria sarebbe stato a rischio. Poi, siccome gli stessi numeri li ricorda www.cremonaoggi.it, ho dei dubbi sull’esattezza della misurazione: dopo un’ora e mezzo l’alcol diminuisce parecchio, altro che aumentare, pur se di poco. La Provincia fin che c’è, direzione Pennadoro, continua a selezionare le notizie, ma in modo tanto organico da “selezionare” nello stesso tempo il numero dei lettori, che oggi comprano a fatica 8mila copie al dì, con 30 giornalisti da pagare, ogni mese: qualcuno, nel gruppo Libera, li medita i numeri? O l’intenzione è attendere che i giornalisti sian più dei lettori? Non faccio l’osservazione a caso; Cremona è provincia agricola, ma non una riga sulla fusione Consorzio Agrario/Asola, e passi, si tratta in definitiva di 3/4mila interessati e la Provincia fin che c’è ha i numeri per infischiarsene; ma il famoso biglietto della ministra Fedeli ha fatto ridere tutta l’Italia, eppure non una riga sul “giornale dei lettori”, che han dovuto ridere sugli altri giornali. Il presidente che non c’è mai invece di riempire i suoi spazi di lamentele contro Coldiretti, capitan Voltini eccetera, non intende dare un’occhiata alla sua baracca che sta affondando? Per considerare a posto i conti basta che lo scriva ai soci, che da anni fingono di crederci? Fiera, sempre in alto mare il prossimo consiglio, si vede che i consiglieri si ammaleranno a turno per venire in soccorso del dottor Pivantonio che pur navigando in tranquillità nell’oceano Pacifico non sa che pesci pigliare; certo che se la salvezza è trovare uno che, dormendo all’umido, paga il bronzo per oro… Pizzetti cremonese dell’anno secondo Mondo Padano, forte dei suoi 100 cento lettori settimanali; a me piace ricordare don Ottorino Baronio, parroco di Vicomoscano, un autentico don Camillo sempre in prima linea in difesa della sua e nostra religione! E complimenti anche al sindaco di San Daniele, Davide Persico, che è riuscito a ottenere dal Governo 2 milioni per il recupero del Magazzino del grano, luogo culturale dimenticato!
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dic 30 2017

dio sa che penitenza….. 30 12 2017

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DIO SA CHE PENITENZA….. Quando lo dicono al Papa; è l’Avvenire, il giornale dei Vescovi, ma sembra scritto da Repubblica, il giornale degli italiani colti e intelligenti……. —Erode? Un dilettante. Ai suoi tempi, i bambinelli si limitò a trucidarli. Se avesse scovato il presepe, quello autentico e originale a Betlemme, è difficile immaginare che avrebbe mozzato le mani a Maria e messi allo spiedo l’asino e il bue. La perfidia, al pari della stupidità di cui è stretta parente, ha dei limiti. I novelli Erode che sguazzano nel pantano dell’italica idiozia natalizia, orgogliosi del proprio neurone solitario perduto nella scatola cranica, dei presepi invece fanno strame. Ieri riferivamo del Gesù Bambino sequestrato a Pratola Peligna, dopo aver frantumato le mani alla sua Mamma, che di sicuro avrà cercato di difenderlo. A Giulianova hanno invece trafugato il presepe per intero: Bambinello, parenti, amici e bestiame. A Viareggio agiscono i sequestratori seriali, mossi da qualche turba psichica: hanno fatto sparire tutti i Bambinelli, che erano bianchi.
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dic 30 2017

poche idee, ma confusissime 30 12 2017

POCHE IDEE, MA CONFUSISSIME
Anche per il MoVimento fidarsi è bene ma eccetera, secondo il Corriere; unico lieve ostacolo al progetto, il 67 della Costituzione, che fa: “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”
—Arriva l’ armageddon finale per i futuri dissidenti: una multa da 100 mila euro per chi non è linea e cambia gruppo. Multa che i parlamentari si dovranno impegnare a pagare con il nuovo codice di comportamento (anche se la validità giuridica dell’ obbligo è molto dubbia). Modello capestro imposto già alla sindaca Virginia Raggi (ma non a Chiara Appendino, che si è rifiutata).

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dic 30 2017

altro che i migranti! 30 12 2017

ALTRO CHE I MIGRANTI! Conciso&preciso, L’Espresso, padre naturale di Repubblica, il giornale degli italiani colti e intelligenti. —-Un anno di violenza fascista Nel 2017 l’estrema destra ha rialzato la testa. Dai piccoli paesini di provincia alle grandi città. E sempre più spesso blitz, aggressioni e pestaggi hanno fatto da contraltare a propaganda, manifestazioni e cortei. A dimostrazione di come oggi questi gruppi, movimenti e partitini si sentano in grado di poter dire e fare di tutto

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dic 30 2017

tutto va ben, madama la marchesa! 30 12 2017

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TUTTO VA BEN, MADAMA LA MARCHESA!
E’ l’amico Fabio Cammalleri su La Voce di New York; cronaca da spedire ai vari Davigo Piercamillo, quando sostengono che al minimo errore la Commissione disciplina li stanga, poveri giudici italiani…… —Il dramma del Forteto, la cooperativa toscana dove sono avvenuti gli stupri contro minori, è una tragica storia dove magistrati restano invischiati negli intrecci della politica, cattolica e comunista. E la giustizia per le vittime? Alla fine arriva, ma con un ritardo incomprensibile. http://www.lavocedinewyork.com/news/primo-piano/2017/12/29/il-forteto-scandalo-della-giustizia-italiana-durato-oltre-trentanni/

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dic 30 2017

oggi a iori, domani a te 30 12 2017

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Chi volesse, gratis, il libretto via mail, una settantina di cartelle, mi dia il suo indirizzo; i miei sono flcozzaglio@gmail.com cozzaglio.flaminio@alice.it
339 3599879 0372 431727 ———————————————
Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni.

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dic 29 2017

la legge del più forte-settecentoquarantatre 29 12 2017

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – SETTECENTOQUARANTATRE Il Dubbio on line controlla le statistiche e va giù sicuro: Gip e Gup si adeguano sempre alle richieste del Pm, sia che voglia il processo, sia l’archiviazione. Conseguenza non scritta ma evidente: urge la separazione delle carriere! Io non ho le statistiche né l’esperienza dei giornalisti del Dubbio, ma il caso Iori m’ha insegnato ben di più: prima ancora del Pm è la Giudiziaria o chi per essa a dare il via, e il Pm si adegua volentieri; dal mio libretto: —Caso Iori; ho divertito molti avvocati sostenendo mancassero addirittura gli elementi per iniziare un processo, e invece è finita in Cassazione con tre condanne consecutive, l’una fotocopia dell’altra, all’ergastolo! Le prime indagini tracciano la via; la Polizia osserva che madre e figlia son morte ciascuna nei propri letti, affiancati, anziché nello stesso e abbracciate, dunque non è suicidio, tanto più che manca un biglietto d’addio; quindi unisce prove di pari valore; la Procura accoglie la tesi, il Gip anche, con una voluminosa ordinanza di 124 pagine, che sarà il canovaccio dei processi, Cassazione compresa. Dal che la domanda, provocatoria: perché perdere tanto tempo, non era meglio tener subito per buone, con valore di giudicato, prove o non prove che fossero, tanto nei processi è cambiato nulla, le conclusioni della Polizia?— Ecco l’articolo integrale del Dubbio: —Il Pubblico ministero ha sempre ragione. Il dato emerge con chiarezza dalle statistiche dell’ufficio Gup e Gip. Davanti alle richieste di rinvio a giudizio formulate dalla Procura, i casi in cui un giudice dell’udienza preliminare disponga l’archiviazione con sentenza di non luogo a procedere sono infatti rarissimi. Come del resto sono rarissime le decisioni di andare a processo lì dove il pm chieda l’archiviazione. Le conseguenze di questo “appiattimento” del giudice sul pubblico ministero sono particolarmente evidenti nelle indagini sui “colletti bianchi” dove il rinvio a giudizio è ormai una certezza. Quello che decide il pm è giusto. Sempre. Il dato emerge con chiarezza leggendo le statistiche dell’Ufficio gip/ gup. Davanti alle richieste di rinvio a giudizio formulate dalla Procura, i casi in un il giudice dell’udienza preliminare disponga l’archiviazione con sentenza di non luogo a procedere sono rarissimi. Le conseguenze di questo “appiattimento” del giudice sul pubblico ministero sono particolarmente evidenti nelle indagini sui “colletti bianchi” dove il rinvio a giudizio è ormai una certezza. A tal proposito, per evitare il clamore mediatico che una decisione del genere inevitabilmente avrebbe, da tempo gli amministratori pubblici coinvolti in un procedimento penale preferiscono saltare l’udienza preliminare, dall’esito scontato, per chiedere il giudizio immediato. Questa strada, che ha di fatto lo scopo di allontanare per qualche mese i riflettori dei media, è stata recentemente scelta dal presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, dal suo vice Mario Mantovani e dal sindaco di Milano Giuseppe Sala, tutti indagati a vario titolo dalla Procura del capoluogo lombardo. Restando a Milano, le statistiche sul punto sono impietose. In un anno le uniche archiviazioni ai sensi dell’art. 425 del codice di procedura penale, cioè quelle del giudice in udienza preliminare, sono relative al comma 1. Quindi per motivi strettamente formali come la mancanza di una condizione di procedibilità, ad esempio la querela da parte della vittima del reato. Inesistenti le archiviazioni in base al terzo comma, quando gli elementi acquisiti dal pm siano “insufficienti, contraddittori o comunque inidonei a sostenere l’accusa in giudizio”. Le cause per cui l’udienza preliminare da “filtro” che doveva essere nelle intenzioni del legislatore del codice del 1988 sia diventata un passaggio dall’esito più che prevedibile sono essenzialmente due. La prima riguarda la Cassazione che negli ultimi anni ha sempre accolto i ricorsi presentati dalla Procura e ha annullato sistematicamente le sentenze di non luogo a procedere emesse dai gup. I giudici, per evitare di essere continuamente “smentiti” hanno dunque iniziato di default a rinviare tutti a giudizio. La seconda è di tipo “pratico”. Per archiviare il giudice deve scrivere comunque una sentenza e motivare la decisione presa. Per rinviare a giudizio è sufficiente un rigo. Nell’attuale sistema di valutazione dei magistrati dominato dai numeri, ai fini statistici un procedimento definito con una sentenza di archiviazione equivale ad uno per il quale è stato invece disposto il rinvio a giudizio. La conseguenza è che i giudici dell’udienza preliminare preferiscono far valutare gli atti ai colleghi del dibattimento. Certamente non una bella prospettiva per l’imputato che dovrà affrontare un processo lungo e costoso prima di poter giungere ad una assoluzione che poteva, in molti casi, essere disposta giù in sede di udienza preliminare. Per chi si sente pronto ed ha estrema fiducia nel sistema giustizia per evitare il dibattimento l’unica possibilità resta il giudizio abbreviato. Con tutte le conseguenze che questo rito comporta, in particolare sotto il profilo dell’appello in caso di condanna. Il discorso vale anche al contrario. Sempre a Milano nell’ultimo anno sono state oltre diecimila le richieste di archiviazione da parte della Procura, quasi tutte accolte senza problemi. Rari i casi in cui il giudice per le indagini preliminari abbia ordinato di formulare l’imputazione non accogliendo la richiesta di archiviazione disposta dal pm. Talmente rari questi casi da finire sui giornali, come il procedimento a carico di Marco Cappato per istigazione al suicidio nei confronti di dj Fabo. In considerazione di ciò, sarebbe forse il caso di eliminare l’udienza davanti al gup per una migliore economia processuale. In sostanza uno stravolgimento del processo accusatorio di cui va inevitabilmente preso atto.
Cremona 29 12 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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dic 29 2017

uno sgarbi fuori misura 29 12 2017

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UNO SGARBI FUORI MISURA
Il solito torrente in piena su Repubblica:
—Le polemiche sul tetto agli stipendi? 240 mila euro sono troppi per chi vale poco e pochi per chi vale molto. Miccichè ha fatto un ragionamento corretto ma difficile da far percepire all’esterno: in pratica ha detto quello che dovrebbe essere ovvio, cioè che un Picasso non può essere valutato come il quadro di un pittore di carretti siciliani. Però vedo tante polemiche, ma nessuno si scandalizza per i membri della Consulta, che prendono 490 mila euro l’anno per non fare un c….— Il torrente in piena travolge tutto, e così Sgarbi, che rifiuta nella rabbia del momento di vedere l’ovvio: non è vero i giudici della Corte Costituzionale non facciano un cazzo, governano al posto dei Governi che, ignavi, lasciano fare!
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