nov 14 2017

la quintessenza della cremonesità-trecentosettanta 13 11 2017

Published by at 9:20 am under costume,cronaca cremonese

LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – TRECENTOSETTANTA
Se la lettera confezionata il 13 sulla Provincia fin che c’è a cura del suo editore, la Libera, e abbellita, non c’era altro modo, dalla cornice “Il caso”, era il tentativo di presentare ai cremonesi Zoni Paolo, il nuovo direttore Libera, almeno stavolta mi diano retta i consiglieri, sia quelli del vecchio potere sia i travestiti da rinnovatori: richiamino in fretta nella stanza dei comandi Guido Vezzoni, che guai del genere, con una sola lettera, non ne ha mai combinati.
Il primo fatto certo che ha scatenato la reazione e la lettera, è lo sberleffo da goliardi (che io avrei evitato) dei Coldiretti, che nella Giornata del Ringraziamento, ottenuto l’uso del Duomo, della piazza del Comune, di piazza Stradivari, per riunirsi, erano almeno un migliaio, e riempire il centro di macchine e cibi, hanno anche, peccato mortale! appoggiato otto bandiere ai muri del Quarto Lato di Piazza Duomo; il che ha messo in luce l’altro fatto certissimo, il più che comprensibile complesso di inferiorità dei Liberi verso i berretti gialli. Che se non ne soffrissero, invece della cagnara che han piantato, avrebbero reagito con ben altra compostezza; per dirne una, domenica in silenzio, sulla Provincia fin che c’è del giorno dopo invece della lettera suicida un’intera pagina dedicata al fatto, ma a modo loro; in lato le foto delle otto bandiere, sotto una spiegazione non greve come la lettera suicida, ma lieve, molto lieve, con la nota: ecco la dimostrazione che i Coldiretti vogliono occupare tutto, anche il non loro. Era la tecnica pugilistica di Alì: punzecchio come un’ape, e al momento buono… tecnica di cui però bisogna capire lo spirito, prima di mettere in pratica; invece del greve: il padrone sunti me!
Ma siccome il padrone sunti me! capitan Voltini deve condurre i suoi trattori dove vuole il sunti me! e al prezzo che dice lui, prima del discorso deve far correggere la minuta al Pennadoro da esser certo di rimanere nel giusto, non allargare troppo l’azienda da esser scambiato per un Libero, e soprattutto non star troppo vicino al potente segretario generale dei Coldiretti, Enzo Gesmundo, che conosce e pratica persino le scorciatoie.
Capisco i motivi della lettera suicida, anche il principale: le bandiere di capitan Voltini sventolano a Cremona come mai prima, le sue aziende van meglio una dell’altra anche perché i direttori si chiamano Tino Vaia, non, ehm, lasciamo perdere, i suoi berretti gialli non vedono l’ora dimettersi in marcia, noi del pubblico li ammiriamo stupefatti; i Liberi invece la loro Giornata del Ringraziamento, a chi poi, a Pivantonio? la devon nascondere il 26 novembre al Santuario di Bressanoro, che cinquanta tra dipendenti e soci faran sembrare pieno, e per il pranzo bisogna prenotare, altro che la Sala Borsa di ieri dove i berretti gialli han servito chiunque entrasse, e bene, e senza far domande; i complessi d’inferiorità specie quando son ben giustificati, creano lettere suicide d’ogni tipo!

Cremona 13 11 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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