nov 10 2017

la legge del più forte-seicentonovantatre 09 11 2017

Published by at 7:08 am under costume,cronaca cremonese,Giudici

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – SEICENTONOVANTATRE
Dal mio libretto sul caso Iori, sempre in tema di errore giudiziario o scelta di volontà diretta: sfido il più accanito difensore dei giudici a dimostrare che la “costruzione” dei blister in fila come soldatini possa essere considerata un errore! —–“A tutto questo deve poi aggiungersi la singolare posizione dei 10 contenitori di Xanax, così come significativamente notati sul tavolo del soggiorno-cucina dal teste oculare Ornesi Gianstefano al momento di entrare in casa la mattina del 21 luglio 2011, prima ancora di accedere alla camera da letto. Il teste ha riferito: ‘sono ritornato nella cucina ed in quel punto ho tolto lo smanicato, anche se era luglio ma faceva freschino, ho messo il mio borsello e l’occhiale sul tavolo della cucina ed in quel punto lì ho visto una cosa veramente per me strana ed inverosimile, ho visto su questo tavolo allineati come se fossero dei bei soldatini, non so se erano tre, tre, o quattro e tutti in fila così, che erano dei contenitori di pastiglie di…’ E che il ricordo di quei contenitori sfusi di pasticche (blisters), ognuno perfettamente allineato all’altro come se fossero dei bei soldatini, non fosse affatto fallace, risulta comprovato, non soltanto dalla deposizione resa dalla testimone Facchi Pasqua, la quale ha peculiarmente confermato: ‘dice che le ha viste come dei soldatini in fila’, ma anche dalla sintomatica reazione che ebbe il teste, il quale ha così mostrato di aver mantenuto precisa memoria di quella visione, sia per la meraviglia immediatamente provata, sia per l’ingenua supposizione spontaneamente operata. Meraviglia per il fatto che Claudia non aveva mai assunto quel farmaco. Supposizione che Claudia, proprio a causa della particolare posizione allineata dei blisters, avesse voluto con essi far giocare Livia. Anche questo prezioso indizio (!! n.d.r.), dunque, è stato del tutto pretermesso dai giudici di primo grado (del pari, pure dalla difesa dell’imputato), benché fosse stato evidenziato dal pubblico ministero nella memoria depositata all’udienza del 10 01 2013. Epperò, esso non può essere agevolmente trascurato, atteso che, per quanto apparentemente marginale rispetto al ben più importante compendio probatorio acquisito sulla scena del fatto, non appare seriamente compatibile con l’ipotesi del suicidio, dal momento che soltanto con uno straordinario sforzo di fantasia potrebbe immaginarsi che Ornesi Claudia, pur versando in uno stato di gravissimo sconvolgimento psicologico dovuto al fatto di compiere l’omicidio della propria figlia di neppure due anni e mezzo d’età e di suicidarsi, avesse avuto la premura (assolutamente ingiustificabile) di posizionare i blisters in quella ordinata, quanto bizzarra, posizione. Non vi è chi non comprenda come Claudia, dopo aver tolto, in quel drammatico e non certo tranquillo contesto emozionale, ben 95 pastiglie da quei blisters, non avrebbe avuto alcun motivo, né prima né dopo la faticosa ingestione per sé e per la bambina, di quel notevole quantitativo di farmaco, di acconciare i suddetti blisters uno dietro l’altro, in rigorosa fila indiana”. La testimonianza Ornesi, che ha visto tre o quattro soldatini sui dieci che erano, è rinforzata dalla testimonianza Facchi, che assicura lui le abbia detto di averli visti, e tanto basta alla Corte d’Appello di Brescia e alla Cassazione, unite nelle medesima certezza, per costruire l’ennesima struttura portante della soluzione finale! E i blisters in fila indiana ricompaiono alla fine, addirittura nel capitolo ‘La valutazione globale degli indizi principali’: “In particolare, non hanno mai cessato di alzare la loro voce accusatoria quei blisters tutti in fila come soldatini, quell’innaturale posizione di Claudia da sola nel letto (senza la sua adorata bambina tra le braccia), con quella sua maglietta un po’ sollevata, con quei capelli tirati da una parte. Minimi dettagli sì, ma che tradiscono gesti troppo artefatti (quella collocazione dei blisters), nonché, come acutamente osservato dalle parti civili, troppo ‘maschili’ (quella lontananza della madre dalla figlia piccolina) per esser riconducibili al comportamento spontaneo di Claudia e che, dunque, incuneati in tutto il più ampio compendio di prove a carico di Iori, partecipano attivamente alla ricostruzione della vicenda in termini assolutamente convergenti verso il giudizio di colpevolezza dell’imputato in ordine al duplice omicidio, nonché, conseguentemente, alla simulazione del cosiddetto suicidio allargato”. Non serve un’attenzione particolare, aver studiato meglio, essere più intelligenti eccetera, per accorgersi di cosa scrive la Corte d’Appello, che ricopia pure le parole di Ornesi padre in udienza: ha visto tre o quattro blister, invece dei dieci che la Corte stessa indica appena sopra, il che dice tutto dell’attendibilità del teste, più che comprensibile visto il momento; e non può esserci controllo successivo, perché in quei minuti tutti hanno spostato tutto! Ma poi, anche i blister fossero in fila, tutti e dieci, che prova è? La sentenza è pronunciata in nome del popolo italiano, ma quanti tra noi 60 milioni condividono una prova del genere? E lo scrivo senza spirito di polemica, convinto che qualsiasi confronto vada sui fatti prima che sulle opinioni.
I blister in fila come soldatini tra gli indizi principali, come la maglietta sollevata, i capelli tirati da una parte, segni inconfessati che i giudici condannano convinti, ma non sanno perché, specie se si torna all’assenza più completa di un pur vago tentativo di dimostrare come sia possibile non solo a Maurizio Iori, a qualsiasi di noi, rifilare tutto quello Xanax! I soldatini in fila indiana tra gli indizi principali, e non una mezza pagina che spieghi come sia stato possibile rifilare lo Xanax!
Cremona 09 11 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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