Set 28 2017

la legge del più forte-seicentocinquantotto 28 09 2017

Published by at 7:37 pm under costume,cronaca cremonese,cronaca nazionale,Giudici

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – SEICENTOCINQUANTOTTO Ci sono diverse tesi su come abbiano fatto a superare il concorso certi giudici, che poi emettono sentenze spaventose; una delle più correnti, è premiato il secchione, che però vive fuori dalla realtà. Invece oggi un avvocato dà alla Stampa la sua versione: —Il concorso truccato per magistrati. Un avvocato svela la truffa del 1992. Il Csm ammette: il suo scritto non è mai stato esaminato.
Il dietro le quinte lo si deve 25 anni dopo alla caparbietà di Pierpaolo Berardi, avvocato astigiano. L’allora giovane legale è uno dei candidati. Quando legge il titolo del tema di penale si frega le mani soddisfatto: quel caso da sviluppare sulla responsabilità penale nel trattamento medico lo ha appena affrontato in tribunale; la prova di amministrativo fila liscia; quella di diritto privato e romano è stata oggetto di un seminario seguito poco prima. Un anno dopo, quando escono i risultati degli scritti, non riesce a credere ai suoi occhi: bocciato. Ed è lì che inizia la sua battaglia; da un lato Tar e Consiglio di Stato che gli danno ragione, dall’altra il ministero e il Csm che oppongono resistenza. L’avvocato chiede di potere vedere i suoi scritti e il verbale. «Mi dissero al telefono che il verbale non c’era» racconta oggi. Quando, dopo un ennesimo vittorioso ricorso al Tar, ha prove e verbali ecco cosa scopre: «I mie temi e quelli di altri non vennero assolutamente corretti. Ho calcolato i tempi: tre prove giuridiche complesse per ogni candidato e grafie diverse possono essere corrette ed esaminate riportando voti e verbale per ciascuno in 3 minuti? Evidentemente no». Va avanti e la legge gli consente di chiedere anche le prove degli altri candidati promossi. E lì scopre altre perle: temi riconoscibili perché scritti su una sola facciata, altri in stampatello; alcuni pieni di errori giuridici, altri idonei ma senza voto. Un candidato svolge il tema con una traccia diversa da quella indicata; uno scrive con una calligrafia doppia; un altro (si potevano solo consultare i codici) è degno di Pico della Mirandola: pagine e pagine copiate da manuali di Diritto. Tra i temi casuali che Berardi chiede di visionare c’è anche quello di Francesco Filocamo, attuale magistrato al tribunale di Civitavecchia ed estratto a sorte come presidente del tribunale dei ministri. Il ministero con estremo imbarazzo risponde a Berardi: le sue prove non sono in archivio. Un giallo. Partono i ricorsi. A Perugia Berardi viene sentito da un pm con presente come uditrice una magistrata che aveva vinto quel concorso. Quando Tar e Csm ordinano di ricorreggere i suoi temi anziché nominare una nuova commissione è la stessa che lo aveva bocciato a farlo. Nel 2008 il Csm dopo aver sempre affermato che era tutto regolare riconosce all’unanimità che gli elaborati dell’avvocato Berardi non furono mai esaminati dalla Commissione. Conseguenze? Nessuna—
Conseguenze: è arrivata in Cassazione la sfera di cristallo del primo processo Iori, figuriamoci se il Consiglio superiore della magistratura doveva preoccuparsi di compiti corretti in qualche modo! Però una curiosità viene, leggendo Repubblica: —Richiesta di rinvio a giudizio per falso in atto pubblico. Si chiude così l’indagine sulla nomina decisa dalla sindaca Virginia Raggi a responsabile del Turismo di Renato Marra, fratello di Raffaele, all’epoca capo del Personale del Campidoglio–
Sulla nomina di un dirigente comunale c’è il rinvio a giudizio, per i ragionevoli dubbi sul concorso di 2/300 giudici manco si risponde. Davigo Piercamillo la spiegava sempre bene: la politica è sporcizia, i giudici la Giustizia!
Cremona 28 09 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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