ago 18 2017

un sogno 18 08 2017

Published by at 9:24 am under golosità,turismo

UN SOGNO
Il paese più bello del mondo sarà pulito o non, i parcheggi bastano o se ne possono devono fare altri, mancano gli spettacoli di un tempo eccetera; tutto vero e importante, ma Ceriana deve lasciar perdere il resto per ricordare la sua missione tra i golosi: sua maestà l’olio, da oliva taggiasca!
Come Barolo, La Morra, Monforte, Barbaresco, le Langhe insomma; sarebbero paesi sconosciuti, senza i vini che li rendono famosi. Di cui Luigi Veronelli scriveva: avessero i nostri la stessa rabbia dei viticoltori di Borgogna, non ci sarebbe confronto. E ricordava mestamente il giudizio di un collega francese: noi abbiamo uve d’argento e facciamo vini d’oro, voi uve d’oro e vini d’argento!
A Ceriana altro la rabbia che manca: l’80% dell’uliveto è in abbandono; i pochi agricoltori rimasti vendono l’olio sfuso a prezzi ridicoli; eppure gli esempi, pochi, piccoli, di quel che si può tentare, ci sono.
In Ceriana la maggior parte della campagna non è da viti, ma nel poco che c’è una specie di Cristoforo Colombo, Eros Mammoliti, ha compiuto la traversata: poche migliaia di bottiglie da uve tipiche, vermentino rossese ciliegiolo, e il recupero del Moscatello di Taggia, ben vestite da belle etichette, di ottima qualità e prezzo umano.
Dunque se Eros è riuscito nel vino, perché gli amici cerianaschi non provano nell’olio, elemento molto più difficile da commerciare per troppi motivi, è vero, ma che, col motore “Ferrari” che hanno gli uliveti attorno al paese, può condurre Ceriana tra le capitali dell’olio italiano; oggi un solo produttore ha trovato il coraggio di etichettare; si formasse una cooperativa dove ciascuno frange e etichetta il proprio olio, sotto il nome comune: Ceriana, si potrebbe tentare la traversata alla Eros.
Uno scrive pensando, uno legge pensando altro, con lo stesso diritto di chi scrive: non vorrei aver lasciato l’idea che a Ceriana manchino gli oli eccellenti; qualche volta ho fatto dei nomi, oggi però mi rendo conto che i produttori bravi sono di più e farei loro un torto dimenticandoli perché non li conosco, e allora prendo la scorciatoia: chi è interessato venga a Ceriana, il paese più bello del mondo, ficchi il naso in ogni angolo, assaggi e scelga; se non distingue i cru, così si direbbe nei vini, si rassegni, non tutti nascono col becco fine, e gli scaffali dei supermercati abbondano di olio superextravergine, a volte a prezzi più bassi dei già bassi degli agricoltori di Ceriana. Il paese più bello del mondo!

Ceriana 18 08 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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