ago 11 2017

la legge del più forte-seicentodieci 11 08 2017

Published by at 5:06 pm under costume,cronaca cremonese,cronaca nazionale,Giudici

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – SEICENTODIECI Vista la mia età, non so se riuscirò a goderla, ma prima o poi arriva l’epopea di “Toghe Pulite”: in un Paese che si considera civile è inammissibile assistere a episodi in cui un cittadino, perché investito di un potere pubblico, toglie la libertà e rovina la vita a un altro cittadino, e per giunta, di fronte a spiegazioni che lasciano di stucco, come le continue sfere di cristallo dei processi Iori, ha la pretesa di scrivere motivi che farebbero inorridire in ogni altro tipo di scienza. Carlo Giovanardi, sul Dubbio on line, ancora una volta mette cinque o dieci dita sulla piaga della Giurisdizione attuale. —Carlo Giovanardi, senatore di Idea Popolo e Libertà, il gruppo formato a palazzo Madama da Gaetano Quagliariello, analizza la complessa situazione attuale, partendo da un caso assai singolare. Quello legato all’arresto del senatore Antonio Caridi, che aveva militato con Giovanardi in Ncd, ormai avvenuto più di un anno fa. Un anno di custodia cautelare, nonostante le richieste dei legali del senatore di ottenere la scarcerazione, puntualmente disattese dal Tribunale delle Libertà. Né è servito a raggiungere l’obiettivo il ricorso per Cassazione con la Suprema Corte che aveva annullato con rinvio il provvedimento del Tdl che confermava la custodia cautelare in carcere. Il Tdl è stato irremovibile e ha costretto i legali di Caridi a un nuovo ricorso. Come valuta quello che ormai può definirsi il caso Caridi? La vicenda credo vada affrontata su due piani. Uno è quello più generale che concerne l’istituto della custodia cautelare che in questo caso si è protratta per più di un anno. Evidentemente qualunque sia l’esito del processo, e non si può certo escludere un’assoluzione, Caridi ha già pagato un prezzo altissimo, tanto da essersi rovinato la vita. Poi c’è il secondo piano che riguarda il caso specifico. Intende dire che riscontra anomalie nella situazione specifica? Tutti ricorderanno come sia stata imposta dal presidente al Senato una forzatura, con l’inversione dell’ordine del giorno senza il consenso di nessun gruppo parlamentare per votare sull’arresto del senatore a fine luglio, quando ad agosto ci sarebbe stata la decisione del Tdl. E’ chiaro che quella votazione ha avuto un grande impatto sulla successiva pronuncia del Tribunale E dell’incartamento arrivato al Senato ormai un anno fa, che idea si è fatto? Le carte arrivate sono state davvero tante e complesse da esaminare. Per di più possiamo dire che ne sono arrivate due versioni. Secondo la prima Caridi sarebbe stato addirittura uno dei vertici della Cupola, nella seconda versione sarebbe stato, invece, sol- tanto uno che avrebbe contribuito a favorire una cosca. In Senato però non si era ben capito cosa avesse davvero fatto per favorirla. I confini del concorso esterno del resto sono sempre difficili da stabilire. Ma il grosso delle prove riguarda colloqui in cui si parlava elezioni. Non mi pare ci siano comunque elementi per giustificare detenzioni così lunghe. Il Senato poi non sembra avere sempre adottato lo stesso metro in tema di concessione dell’autorizzazione a procedere… In generale si dovrebbe usare più prudenza perché nessuno sa chi ha ragione fino alla fine del processo e alla sentenza. Per Azzolini bene avevamo fatto a non concedere l’autorizzazione perché poi si è visto che anche il Tdl ha annullato l’ordine di custodia cautelare. La realtà è che quando ci sono questioni legate alla mafia scattano meccanismi di autotutela e tutti preferiscono non essere accusati di nulla. Le regole sulla custodia cautelare andrebbero modificate? Si tratta di fare i processi con rapidità e stabilire il più in fretta possibile se l’imputato è colpevole o è innocente. Trovo intollerabile che possano esistere casi come quello di Calogero Mannino che vede iniziare la sua vicenda giudiziaria nel 1994, nell’ambito della cosiddetta trattativa Statomafia, per poi essere assolto con formula piena nel 2015. Adesso nel 2017 viene avviato un altro processo a suo carico. Ciò vuol dire che dal ’ 94 è ancora all’interno di una vicenda giudiziaria. Si capisce che procedendo così è il processo stesso che diventa la pena, visto che dura tutta una vita.
Ceriana 11 08 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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