ago 31 2015

j’accuse-cinquecentottantotto 31 08 2015

Published by at 11:39 am under cronaca cremonese,Giudici

J’ACCUSE – CINQUECENTOTTANTOTTO
Criticare un giudice è sempre molto pericoloso: se ti querela arbitro della lite sarà un suo collega, altre soluzioni son già state escluse dalla categoria come anticostituzionali, e nessun Governo ha mai osato pensare diversamente. Ma se ti chiami Sabino Cassese qualcosa puoi, con le dovute attenzioni, la prima, scrivere in generale, evitando il sospetto di rivolgerti a un nome. Cosa che ha fatto sul Corriere il 24 agosto. L’articolo non è piaciuto neanche a me, troppi argomenti forti, di qualsiasi genere, non riescono bene in un piccolo articolo, nemmeno al più abile di noi, e a mandarlo dietro la lavagna ha provveduto il Procuratore della Repubblica di Torino, Spataro Armando, tre giorni dopo:
“Caro direttore, quando è necessaria, la sintesi può esaltare le virtù di chi scrive, ma spesso può determinare difficoltà nell’esposizione di argomenti complessi. Credo e spero che tali difficoltà – nelle quali anche chi scrive incorrerà – abbiano condizionato il professor Sabino Cassese nell’esposizione delle sue tesi sulle riforme necessarie per far funzionare la giustizia (mi riferisco al suo editoriale sul Corriere del 24 agosto). Lo ipotizzo col massimo rispetto per il professor Cassese, il cui prestigio è fuori discussione, ma del cui ragionamento, tuttavia, riesco a condividere solo pochi passi.”
Spogliato dalle formule di rito (“nelle quali anche chi scrive incorrerà” in testa), d’altronde Spataro è abituato a giudicare, Cassese si impegna ma con la scrittura rapida e concettuosa non ci prende; Spataro invece sì:
“L’editoriale in questione, peraltro, si caratterizza per l’assertività di molte affermazioni: un mero elenco di presunte disfunzioni delle giustizia le cui responsabilità vengono quasi tutte addebitate ai magistrati.”
Il giudice è il dominus del processo, mi sembra normale attribuirgli anche tante disfunzioni, non solo i meriti, ma così non fosse, il giudizio di Cassese è la risposta ai giudici, secondo i quali la colpa è di tutti, ma non loro! E va bene, sentiamo da Spataro cosa è lecito rinfacciare alla categoria:
“Condivido ciò che Cassese afferma sull’eccesso di carriere politiche e di esternazioni di alcuni. Aggiungo che sono fortemente criticabili anche quei magistrati che si propongono quali moralizzatori della società, esorbitando dai confini della loro professione, o quelli che incorrono in neghittosità inescusabili. Ma non si confondano patologia e fisiologia, né si ignori che la magistratura italiana, tra le più produttive d’Europa eccetera”
Non c’è altro. La patologia, nello svolgimento della funzione, fuori tutto sommato ciascuno è libero, è confinata a “quelli che incorrono in neghittosità inescusabili”; da notare, Spataro Armando sa scrivere, mica è un Cassese, quel “incorrono”, cioè gli capita. Ogni tanto. Ho controllato anche stamattina il sito dell’Anm, articolo di Aldo Morgigni del 9 gennaio 2015, “Le ferie giudiziarie”: sopra, la foto di un giudice, vestito in scuro come si deve, documenti sotto il braccio, che dalla strada guarda noi mezzi nudi rotolarci sulla spiaggia. Son tanto perfetti da dimenticare le ferie, e ci tengono anche a dirselo, tra loro, dato che credo si sia in pochi estranei a entrare nel sito Anm.
Spataro e il sito sono le tante dimostrazioni che ha poco senso, mirando ai risultati, discutere coi giudici i grandi principi astratti slegati dai processi veri; i giudici del caso Iori non sono extra terrestri, son giudici normali, nella media; Fischetti e Vacchiano han scritto che la pastiglia di Xanax non è stata vomitata da Livia, ma se non esiste più nella sua interezza, distrutta come loro stessi scrivono, è solo perché la Scientifica di Crema, nello spedirla a Milano, l’ha mal conservata. Forza Spataro, lei che argomenta tanto meglio di Cassese, ci convinca!

Cremona 31 08 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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