feb 27 2015

j’accuse-quattrocentotre 27 02 2015

Published by at 5:00 pm under cronaca cremonese,Giudici

J’ACCUSE – QUATTROCENTOTRE
Nelle parole più semplici possibili: per esercitare la sua funzione il giudice non deve sottostare a vincoli, e mi pare pacifico; se però causa danni, perlopiù provocati dal non voler capire, nell’esercizio della funzione, che limiti di fatto e diritto ci sono e devono essere rispettati, dei danni, se risponde, risponde un altro!
Sul Corriere di venerdì, uno che se ne intende, Luciano Violante:
“Nella nuova legge sulla responsabilità civile dei giudici è assente una norma equilibratrice che punisca l’azione temeraria di chi ricorre contro un magistrato per intimidirlo.”
Bel tema. Incidentalmente: come intimidisci un giudice se il ricorso lo esamina un collega del giudice, non il tuo. Punire: non basta respingerla?
Ma il tema principale è, evidentemente un altro: la nuova legge, molto in teoria, e se sei tu a muoverti, costringe lo Stato a risarcirti il danno che un’azione temeraria di un giudice ha causato, e nessuno venga a raccontare le favole che poi lo Stato si rifà sul giudice; mentre se i suoi colleghi giudicano la tua azione verso di lui temeraria, paghi direttamente tu!
Articolo tre della Costituzione, “tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge” eccetera, quante falsità si dicono e fanno in tuo nome!
So bene che se ricordo il Berlusconi incensurato fino a 58 anni, ma con decine di procedimenti a carico, sembra una cinquantina, appena sceso in politica, per sospettare “azioni temerarie”, mi tiro addosso le ire dei benpensanti: quel pregiudicato! e allora ripiego sul Tribunale dell’Aquila, che condanna gli scienziati, motivi pure con mille pagine e, se piace, anche con 10mila, per non aver previsto il terremoto: nemmeno questa è un’azione temeraria? E la Corte d’Appello, buona, che toglie la condanna agli scienziati ma, scontato qualche morto, la conferma al capo della Protezione civile?
Vogliamo riepilogare il procedimento Iori, che conosco a memoria, dal movente in poi?
Iori uccide per il timore gli imponessero di frequentare la figlia naturale, Livia; la Difesa risponde: sapeva benissimo che non esiste legge che lo imponga; risposta dei giudici? Silenzio!
Ha ucciso propinando di nascosto in pochi minuti a digiuno alle vittime 95 novantacinque pastiglie di Xanax; la Difesa: spiegate per filo e per segno come sia possibile; le Corti di Cremona e Brescia, nessuna risposta. Ah, sì, a esser precisi Cremona l’ha data: non abbiamo la sfera di cristallo e poi non è necessario spiegarlo, tanto è chiaro!
Per uccidere in quel modo, Iori deve avere la chiave di casa delle “vittime”, ma dice di non averla; risposta delle Corti, figuriamoci se non l’aveva, poi lo testimoniano i parenti delle “vittime”. Si sarà fatto una copia, ma abitando a Crema, non a Pechino, i giudici non han ritenuto nemmeno consultare gli artigiani che le fanno.
La più scientifica, le tracce organiche: dove mancano, le ha cancellate, dove appaiono, ha dimenticato di cancellarle oppure le ha spostate un soccorritore.
Tutte azioni temerarie per fermare i giudici, cari lettori!

Cremona 27 02 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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