gen 30 2015

j’accuse-trecentosettantacinque 30 01 2015

Published by at 11:43 am under cronaca cremonese,Giudici

J’ACCUSE – TRECENTOSETTANTACINQUE
Sempre dal libretto del nostro Guido Salvini, Office at night, appunti non ortodossi di un giudice, e che non siano ortodossi, in altri secoli sarebbe finito direttamente sul rogo e non voglio pensare andasse, oggi, a far giustizia pensando così in un Paese islamico, lo si ha per certo dal passo a pagine 66/7, qui sotto:
“Sarebbe utile, lasciando per un momento da parte l’età e le notti di Ruby, un osservatorio o una convention permanente, per il miglioramento, non la riforma che è un termine abusato, della giustizia. Un luogo, con la presenza di tutti, politici dei diversi schieramenti, magistrati, avvocati, docenti, personale della giustizia, in cui convogliare tutte le proposte per migliorare la giustizia in modo razionale, terreno sino ad ora appannaggio solo del Governo e di Csm ed Anm che vivono di contrapposizioni permanenti. Potrebbe essere un laboratorio di idee e anche un luogo di inizio di pacificazione di cui abbiamo bisogno in un periodo in cui la giustizia è un infinito talk show in cui vince chi è più bravo a zittire l’altro.”
Non sarà scritto da alcuna parte, ma sono certo Guido Salvini stia sulle palle ai tanti colleghi convinti di sedere alla destra del Padre: ascoltare altri per giungere alla verità? Ma non diciamo fesserie!
Torniamo alle disgrazie di Maurizio Iori, non c’è bisogno di spremete le meningi per impostare corsi utili ai neomagistrati, basta far studiare il procedimento che ha subito, fin dai primi passi, perché i giovani capiscano cosa non si deve fare: non lo capissero, li si dirotti ad altri servizi. Le chiavi della casa di Laura: se c’è un assassino, deve averle perché la porta era chiusa dall’interno. Non c’è prova Iori le abbia, ma soprattutto nemmeno la si cerca, bastano le dichiarazioni disinteressate e certe del clan Ornesi. Le dichiarazioni di Iori sono naturalmente false, e non reggono nemmeno alla logica: cosa me ne facevo? logica che invece è buona per Paola Ornesi. E Salvini scrive di laboratorio di idee? Cattedra da un lato, banchi dall’altro!
Ecco le balle di Maurizio Iori, sempre dal verbale del 20 dicembre 2012:
—Comunque, il discorso cellulare è finito, andiamo avanti! Prendo le mie cosette fornello, sushi e vado a piedi a casa di Laura… di Livia. Suono, salgo come facevo sempre, perché ribadisco che io quelle chiavi non le ho mai avute, quando abbiamo fatto il rogito c’era anche Claudia, c’era la persona del leasing mi hanno consegnato una bella busta grande con dentro i documenti del leasing, probabilmente c’era il contratto di leasing e le piantine catastali e queste le ho tenute io. Poi c’era un’altra busta con il regolamento di condominio, probabilmente una copia delle piantine catastali e forse – perché io non lo so – le chiavi, e questa se l’è presa Claudia. Io non so se le chiavi fossero lì in quella busta o se Claudia, come presumo che sia successo ma non ne sono sicuro, sia andata in agenzia dal venditore a prendersele.
Dal venditore, dall’architetto Riboli a prendersele, perché io non ho… non solo non ho visto le chiavi, non ho mai neanche visto la busta in cui erano queste chiavi. Comunque sia, quando allora, questa casa l’ha scelta Claudia e mi va benissimo questo, perché io l’avevo esortata a scegliere la casa che le potesse piacere di più c’era solo un vincolo economico: “non puoi spendere più di duecento mila euro”….. Quindi, lei è andata da Riboli, ha visto la casa, ha chiesto quanto costava, me l’ha detto, siamo andati insieme a vederla, perché giustamente voleva che… avere anche la mia approvazione………. Per quanto riguarda tutte le altre cose era evidente e dichiarato che Claudia sarebbe stata l’occupante dell’appartamento e Riboli lo sapeva benissimo. Quindi insomma, in sostanza io queste chiavi non le avevo e su questo penso che non si possa in nessun caso dimostrare il contrario, perché non le ho mai avute e quindi, e ne sono certissimo. Allora, comunque queste chiavi che non avevo mica bisogno, io ero ben accetto in quella casa, cioè non avevo nessun bisogno di andarci quando non c’era nessuno ed ogni volta che volevo andare Claudia giustamente favoriva il mio accesso e quindi, non c’era nessun motivo per cui dovessi averle queste chiavi suonavo ed andavo. Oltretutto io non sono certo tipo da… per nessuno, di non programmare le visite. Quindi, sono sempre stato così ed avverto sempre le persone, se è possibile non il giorno stesso ma il giorno prima o giorni prima, del fatto che ci vedremo o faremo, perché sono fatto così, sono un programmatore com’era Claudia e su questo – come ho già detto – andavamo perfettamente d’accordo.—————————————————-
Non c’è nemmeno, per i padroni del processo, la terza via: Iori ricorda male, ed è comprensibile visti i fatti. Iori mente perché ha le chiavi perché altrimenti non potrebbe essere l’assassino, è l’esito del laboratorio idee di Cremona e Brescia!

Cremona 30 01 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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