ago 31 2014

j’accuse-duecentoventiquattro 31 08 2014

Published by at 10:28 am under cronaca cremonese,Giudici

J’ACCUSE – DUECENTIVENTIQUATTRO
Il terzo motivo per cui Maurizio Iori dev’essere custodito immediatamente in carcere è forse il più indicativo della mentalità di certi giudici, autentici padroni della nostra vita: siccome ha commesso un delitto orribile è logico possa commetterne altri, se lo lascio libero, e nulla conta, sul piano della giurisdizione, che se non solo non gli hai ancora fatto il processo ma addirittura non hai le prove, a meno che debbano esser considerate tali i giudizi di chi non gli vuole per nulla bene, come fai a dir che lo ha commesso; sul piano personale, Iori al momento dell’arresto ha 49 anni di vita ordinata, come fai a dire che improvvisamente ha preso il gusto di uccidere?
Dopodiché ti fai la domanda: ma certi giudici sono i primi a non credere nel valore del processo?
“Art 274, lett. c) cpp, attinenti al pericolo di reiterazione di condotte della stessa specie di quella per cui si procede, desumibile dagli elementi indicatori della pericolosità sociale previsti dalla citata norma. In particolare, come osserva il Pm, il delitto è stato consumato all’interno di un ordinato contesto familiare, approfittando della fiducia delle vittime e della tranquillità del luogo, con accurata e ben meditata premeditazione e puntigliosa messa a punto di tutti i particolari. Il duplice omicidio è stato consumato servendosi di mezzi insidiosi, farmaci e gas, che possono essere facilmente reperiti dall’indagato e riutilizzati, di sicuro valore sintomatico della freddezza d’animo, dell’estrema crudeltà, della premeditata e ferma volontà dell’aggressore di sopprimere le vittime e particolarmente indicativi della concreta pericolosità sociale dell’indagato…….è sintomatica di una personalità di bassissimo o nullo spessore morale e umano, cinica fino a farsene un vanto, totalmente sprezzante dei valori morali condivisi nel nostro vivere civile, in cui il delitto, la fredda soppressione di propri simili, non è un’evenienza eccezionale e correlata a determinate contingenze, ma una possibilità che può insorgere e trovare attuazione in ogni momento, quando vi sia da affermare la propria supponente volontà e disimpacciarsi da situazioni che siano d’ostacolo alla propria affermazione personale o al proprio ordine di vita eletto, costi quel che costi, in totale assenza di freni inibitori. E’ quindi concretamente possibile che, nonostante l’apparente normalità e ostentata e vantata capacità di autocontrollo dell’indagato, egli possa determinarsi a nuove azioni violente e la pendenza del procedimento penale a suo carico non può che costituire un ulteriore elemento di stimolo dannoso.”
Uomini del genere, e ripeto che il dottor Gip forse non ha mai visto di persona Maurizio Iori, che uccidano, in parole povere, se gli stai sulle palle, credo esistano solo nei manicomi criminali, e ripeto ancora che se Iori ne fosse sfuggito per caso, a 49 anni, con tutte le relazioni d’ogni tipo che ha avuto, umane, professionali, sentimentali, dovrebbe aver gli armadi pieni di scheletri; che poi, lasciato libero, per via della pendenza del procedimento penale a suo carico, si possa sentir stimolato, in gran dispitto? a uccidere ancora, in tutto il mondo lo può pensare e ahinoi! scrivere, solo un giudice italiano. Scelto tra i creativi….

Cremona 31 08 2014 www.flaminiocozzaglio.info

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