giu 30 2013

giustizia di latta-due 30 06 2013

Published by at 7:48 am under cronaca cremonese,Giudici

GIUSTIZIA DI LATTA – DUE
Segue poi, nell’ordinanza del dottor Gip, una puntigliosa descrizione di quanto trovato nella stanza della morte, di quelle che in genere vengono attribuite nelle barzellette ai carabinieri, manca invece una ragione certa che unisca le “cose”: in parole povere, ci si aspetta una divisione netta dei compiti, chi elenca, chi cerca di trovare il filo, e a ciascuno, anche formalmente, il proprio lavoro. Annoiatevi anche voi per qualche riga, cari lettori: “Venne rilevata altresì la presenza di quattro fornelli con relative bombolette di gas butano propano di grammi 450 ciascuna (l’importanza che il dottor Gip segnali i grammi! n.d.r.), solitamente usate per il campeggio (senza questa nota sarebbe stato impossibile ordinare l’arresto di Iori, n.d.r.), con le valvole aperte e svuotate del contenuto (sulla sedia posta a fianco del letto furono notati i tappi di chiusura delle bombolette). Al momento del loro rinvenimento le bombolette con i relativi erogatori si trovavano sul balcone esterno (pare esistano anche quelli interni, n.d.r.) della camera da letto, dove erano state posizionate una dal padre della vittima, che quella mattina era stato il primo ad avere avuto accesso all’appartamento, e le altre tre dai primi soccorritori, dacché il padre si era accorto solo di una bomboletta ma non delle altre tre eccetera. Nel prosieguo del sopralluogo un’altra piccola stranezza fu notata all’interno dell’appartamento, poiché, rilevata la presenza dei blister di Xanax vuoti sul tavolo della cucina, non vennero rinvenute né le scatole del farmaco, né quelle dei fornelli, né tantomeno scontrini di acquisto che potessero far risalire agli acquisti di tali oggetti.”
Mi fermo un po’. Ci mancava solo che il dottor Gip incaricasse la Guardia di Finanza di addebitare a qualcuno la mancanza dello scontrino, che la legge, mi sembra, consente di gettare pochi metri dopo l’uscita dal negozio, ma, battute a parte, è uno dei primi segni di come verrà condotto l’intero procedimento: massima attenzione ai particolari, ignoranza quasi completa dei fondamentali, per cui in tema di pastiglie, dovendo scegliere, le 95 pastiglie sono il numero uno! in pieno ossequio all’aforisma wildiano, ancora alla fine del processo, e compiango il povero relatore che ha l’obbligo di spiegarlo, non un minuto per capire come sia stato possibile che un adulto sia riuscito a farle mangiare a un altro adulto, ma da dove provenivano, perché non avevano i numeri di serie eccetera! Processo mentale che da subito fa venire il dubbio all’osservatore: impossibile dimostrare direttamente l’omicidio, meglio parlare d’altro, tattica che in genere nella vita dei Tribunali viene attribuita agli avvocati.
Riprendiamo. “Ovviamente lo stato dei luoghi, delle cose e dei cadaveri, faceva presupporre, o almeno voleva far presupporre, che Ornesi Claudia avesse assunto le pastiglie di Xanax, magari somministrandole anche alla figlia (indispensabile quel “magari”, riferito a una bimba di due anni, n.d.r.), e poi, dopo essersi chiusa all’interno della camera da letto, avesse aperto le valvole delle bombolette di gas, posizionate tutto intorno al letto matrimoniale per morire insieme alla figlia dopo aver saturato la stanza di gas butano-propano.”
Anche qui l’aforisma di Wilde trionfa: le quattro bombolette sono quattro, ma la loro funzione e di conseguenza il significato anche nel seguito del procedimento: uccidono, non uccidono? non viene dato da una realtà che non viene fatta esistere, un aborto addirittura prima del concepimento mi verrebbe da dire, ma dalla libera, liberissima interpretazione di un qualsiasi dottor Gip di un qualsiasi Tribunale di Chissàdove.
Per saturare la stanza, e se questo bastasse a provocare la morte, qualsiasi perito, lo stesso costruttore, credo, come regolarmente confermato in Aula durante il processo, avrebbe detto che di bombolette ne servivano trecento, non quattro, e in quasi tre mesi, 21 luglio, scoperta dei cadaveri, 14 ottobre, esecuzione dell’arresto di Iori, il dottor Gip ha ritenuto, e fatto operare, che il suo parere fosse sufficiente, senza nemmeno pensare a chiedere il parere di uno, ignorante di codici fin che si vuole, ma di gas no!
Le prime righe dell’ordinanza di arresto: cagionava la morte mediante l’azione tossica del gas butano/propano!!!
Il vero e il falso, avevi tanta ragione Oscar Wilde, sono forme di esistenza intellettuale!

Cremona 30 06 2013 www.flaminiocozzaglio.info

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