Archive for febbraio, 2012

feb 28 2012

banco di prova 28 02 2012

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BANCO DI PROVA

Il presidente di Costa Crociere scrive ai clienti cremonesi e www.cremonaoggi.it graziosamente pubblica: è stato un terribile incidente causato da errore umano, dateci ancora fiducia. E spiega: in questo frangente sappiamo degli atti di eroismo di membri dell’equipaggio, che hanno anteposto (in qualche caso, n.d.r.) l’altrui salvezza alla propria. L’equipaggio (capitan Schettino e qualche ufficiale a parte, n.d.r.) si è comportato in modo encomiabile in una situazione di estrema difficoltà ( a cento metri dalla riva, figuriamoci in mezzo al mare, n.d.r.), riuscendo nelle condizioni terribili in cui si trovavano, ad evacuare oltre 4mila persone (ne hanno dimenticate solo una ventina, n.d.r) nel minor tempo possibile: siamo fieri dell’impegno che dedichiamo, e le nostre persone con noi, alla Vostra sicurezza (accidenti, se non si impegnavano cosa succedeva? n.d.r.).
Solite riflessioni, di parte. Se la lettera è stata spedita solo a noi cremonesi, come test, è chiaro che la fama d’essere fessi è uscita dalla Valpadana. Per non essere fessi due volte, alla prossima crociera con Costa, sotto i vestiti teniamo ben stretto il salvagente personale…..

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feb 28 2012

ordine del giorno 28 02 2012

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ORDINE DEL GIORNO

I consiglieri democratici del Comune di Cremona, primo firmatario il consigliere Alessia Manfredini, impegnano il Sindaco e l’Assessore competente ad attivarsi presso Regione Lombardia affinché Trenord migliori il servizio a favore dei pendolari nella tratta Mantova Cremona Milano etc etc.
Sulfureo, l’Assessore Francesco Zanibelli ha spiegato che i ritardi continui sono dovuti a una banda di rumeni che nottetempo, assai prima dell’inizio delle corse, trafugano pezzi di binari credendo siano di rame.
Incredula, la consigliera Manfredini s’è dichiarata abbastanza insoddisfatta della risposta.

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feb 28 2012

buffon e i buffoni 28 02 2012

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BUFFON E I BUFFONI

Il portierone è tutto d’un pezzo, e non lo nasconde: col piffero avrei confessato all’arbitro che il pallone era entrato. I buffoni, che non avranno mai l’opportunità d’essere al suo posto, e lo sanno bene, drizzano lingua e schiena: imbroglione!

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feb 28 2012

ansia 28 02 2012

ANSIA

Nel Consiglio comunale del 27, Giancarlo Schifano, italiano valoroso dell’armata dipietresca, rappresenta l’ansia d’essere chiamati improvvisamente in servizio, per turni massacranti, da Cremona Solidale. A domanda del professor Cultura, Bonali Daniele, rappresenta che l’ansia non tocca i lavoratori disoccupati, bensì i dipendenti già in carico, vita natural durante.

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feb 28 2012

sudoku pasquali 28 02 2012

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SUDOKU PASQUALI

Dal Consiglio comunale di Cremona del 27, nota del sindaco Oreste Perri: ho aspettato con pazienza finisse dicembre, poi, considerato che non ho avuto notizia delle più che promesse dimissioni, il 5 gennaio gli ho spedito una lettera per ricordargliele, senza risposta, il nove un’altra. Niente. Il 23, sempre di gennaio, si riunisce il Comitato dei soci di Lgh, in cui Pasquali avrebbe dovuto annunciare le dimissioni: più in sella che mai. Il 23 febbraio, credo lo ricordiate, il presidente Gagliardi, cui confermo la fiducia, lo invita a spiegare in Commissione lo stato di Lgh, ed eventualmente fino a che data intende presiederla. Per rispondere, risponde, incaricando Albertoni: il Comune di Cremona ha il 30% di Lgh, lui tratta solo col 51. Il giorno dopo, riunito il Consiglio, fa sapere che ha intenzione di annunciare le dimissioni, irrevocabili, all’assemblea del 9 marzo: si vede che nel frattempo qualche pezzo del 51 l’ha mandato al diavolo. Attendiamo.
Anche Ferdinando Quinzani e Angelo Zanibelli attendono, senza rinfoderare le spade.
Ma sembra fatta. A meno che l’assemblea del 9 lo convinca: non possiamo fare a meno del tuo prezioso contributo! nel qual caso sarebbe costretto ancora una volta a sacrificarsi per il bene pubblico. Come dalla primavera 2011.

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feb 27 2012

forzasilvio 27 02 2012

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Caro Flaminio,
 
ecco per te la mia intervista di oggi a Marcello Foa, per il Corriere del Ticino.
Buona lettura. 
Presidente Berlusconi, lei continua ad appoggiare Monti e i giornali scrivono che «pensando al 2013 lei non vuole lasciarlo alla sinistra». Che succede? Da lontano è difficile capire…
“Se lei pensa che in questi primi tre mesi del nuovo Governo vi sia stata qualche oscillazione da parte nostra, devo smentire. Fin dall’inizio abbiamo sostenuto Monti con il nostro voto, lo stiamo facendo e lo continueremo a fare con lealtà e senso di responsabilità, per l’interesse superiore dell’Italia . Dobbiamo risolvere oltre all’emergenza economica, un’altra emergenza, quella istituzionale, per fare  dell’Italia una democrazia moderna e garantire una piena ed effettiva governabilità. Il Governo dei tecnici è sostenuto quasi dall’intero Parlamento, e solo questo largo appoggio può consentirci di fare quelle riforme che una sola parte politica non può fare con i suoi soli voti».
Quali riforme?
«Mi riferisco alla riforma dell’architettura istituzionale dello Stato, che riguarda il Parlamento, il numero dei deputati, il Senato delle Regioni, la Corte costituzionale, i poteri del premier e del Consiglio dei ministri, fino all’introduzione di una nuova legge elettorale e alla riforma della giustizia».
È proprio sicuro che Monti sia così popolare tra gli italiani e gli elettori di centrodestra? 
«I bilanci si fanno sempre alla fine. Ma tutti vedono che vi è una sostanziale continuità tra il programma di Monti e quello del Governo da me presieduto. È una continuità che lo stesso premier ha più volte riconosciuto. Conosco bene la serietà e la competenza di Monti, che io stesso nel 1995 sostenni per l’incarico di commissario europeo al Mercato interno. Mi piace ricordare che già nel discorso di insediamento del mio primo governo nel 1994, che in questi giorni mi è capitato di rileggere, citai proprio il prof. Monti, “fautore come noi siamo di un liberismo disciplinato e rigoroso”».
Nel ‘94 appunto, ma oggi siamo nel 2012…
«E oggi lui si trova nella condizione ideale per realizzare quelle riforme che il mio esecutivo aveva avviato, senza poterle portare a termine per la riluttanza dei partner della nostra coalizione e per la forte contrarietà preconcetta dell’opposizione. Per questo gli daremo il sostegno necessario. Vogliamo liberarci dei lacci e dei lacciuoli che ostacolano la crescita  dell’Italia, inclusa la riforma del mercato del lavoro per rendere effettiva la libertà di concorrenza e restituire competitività all’Italia. Sono riforme liberali e penso che i nostri elettori apprezzeranno il nostro responsabile atteggiamento quando si tornerà a votare. Tanto più che oggi Monti gode di un buon consenso, come indicano i sondaggi».
Paese complesso, l’Italia. Negli ultimi anni l’asse con Bossi è stato saldissimo. Ora invece volano le incomprensioni e gli insulti. L’alleanza è finita. Perché?
«Perché noi abbiamo deciso di sostenere il Governo Monti per senso di responsabilità verso l’Italia, anche a costo di pagare un prezzo momentaneo; la Lega, invece, vuole dimostrare la sua identità e ha una posizione diversa dalla nostra sul governo dei tecnici. Ma non parlerei di rottura: continuiamo a governare insieme molte amministrazioni locali».
Domani correrete davvero senza la Lega?
«Per il futuro mi auguro che con la Lega si possa continuare ad avere una solida e leale collaborazione a tutti i livelli come è sempre stato».
Insomma, non chiude la porta. Intanto, però, PdL e PD stanno lavorando a una nuova legge elettorale che potrebbe portare a un bipolarismo forzato se le clausole di sbarramento fossero troppo elevate. Dentro i due grandi partiti, fuori o ininfluenti quelli piccoli. Non c’è il rischio che erodendo la pluralità partitica si limiti la libertà di scelta?
«In questi anni abbiamo introdotto in Italia un sistema bipolare che ha ridotto il numero dei partiti e assicurato una maggiore durata del governo rispetto al passato. Ricorda? Reggevano in media appena undici mesi. La nuova legge elettorale sarà una buona legge se, oltre a consentire agli elettori di scegliere il proprio rappresentante, lascerà intatte le conquiste del bipolarismo e della governabilità. Questo non significa certo aumentare il numero dei partiti. All’ Italia  non serve tornare al carnevale di Rio della politica». 
Dica la verità: ma è davvero Alfano il suo erede? Guardi che ci credono in pochi…
«Certo che sì. Alfano è stato eletto all’unanimità dal nostro Consiglio. Ha 35 anni meno di me, è autorevole e realizza il cambio di generazione di cui tutta la politica italiana ha bisogno. E le dirò di più. Sarebbe ora che anche gli altri politici che siedono in Parlamento da trent’anni, se davvero credono in ciò che dicono sui giovani e sulla necessità di innovare, facessero un passo indietro. Se qualcuno nel PdL non crede in questo cambiamento, dovrà ricredersi».
Nel ‘95 molti la diedero per finito e lei risorse nel 2001. Nel 2006 idem e lei vinse nel 2008. Oggi pensano che Berlusconi sia spacciato e lei ha dichiarato che non intende ricandidarsi… Non è che si sbagliano anche stavolta? 
«Continuerò a fare politica, ma in modo diverso dal passato. Non mi candiderò più alla guida del Governo, ma come presidente del primo partito italiano in Parlamento agirò da “padre fondatore”, darò consigli alle nuove leve, cercherò di trasmettere quei valori di libertà e di democrazia per i quali sono sceso in campo e che sono tuttora il nostro credo politico, contro quella cultura dell’invidia, dell’odio e del giustizialismo che finora ha dominato gran parte della sinistra in Italia ».
C’è chi sostiene che, Monti o non Monti, il peso del debito pubblico italiano sia insostenibile. Dunque meglio scappare finché si è in tempo, magari proprio in Svizzera, come negli anni Settanta. Pessimismo esagerato? L’Italia ce la farà?
«Il debito pubblico italiano è sostenibile, e lo dimostrano i buoni risultati delle recenti aste per i titoli di Stato. Anche la speculazione se ne sta rendendo conto: lo spread, vale a dire la differenza rispetto ai titoli tedeschi, ha iniziato a scendere e anche le agenzie di rating alla fine ne dovranno trarre le conclusioni. La crisi, come ho detto più volte, non nasce in Italia  ma in Europa, dove l’euro non ha dietro di sé una banca centrale come garante di ultima istanza al pari, ad esempio, della Riserva Federale americana. Quando avremo una vera banca centrale europea e gli eurobond, vale a dire i titoli emessi e garantiti direttamente da questa banca, l’Europa sarà diventata un soggetto politico unitario e forte, non più diviso tra Paesi debitori e Paesi creditori».
Ma l’euro sopravviverà?
«L’euro è ormai la moneta dell’Europa, supererà questa crisi e durerà a lungo nel tempo. Altrimenti non avrebbero senso i sacrifici che stiamo facendo. Il problema è la lentezza con cui si muove l’Europa».
Alcuni scrivono che sono stati i «poteri forti non italiani» a farla dimettere, con la complicità decisiva di Merkel e Sarkozy. Si sente vittima di un golpe?
«Sono stato io a dimettermi e a fare un passo indietro per senso di responsabilità e per senso dello Stato. Ho fatto questa scelta pur avendo ancora la maggioranza nei due rami del Parlamento,  senza che il mio Governo fosse mai stato sfiduciato. Solo con un governo tecnico si può trovare l’accordo tra maggioranza e opposizione, tra centrodestra e sinistra, per approvare quelle riforme che prima ho ricordato e che sono indispensabili per superare la crisi economica e rendere governabile l’ Italia».
Oggi però il PdL, a giudicare dai sondaggi, non si salva dall’ondata di disgusto per la politica. Cos’è andato storto? E domani che ne sarà del partito? Vuole davvero chiuderlo e ricominciare dal basso, dalle liste civiche?
«La democrazia è il peggiore di tutti i sistemi, con l’eccezione di tutti gli altri”, ha detto Winston Churchill. Se i partiti hanno sbagliato, è giusto punire chi ha sbagliato, o, peggio chi ha rubato. Ma tenendo sempre a mente che i partiti sono alla base del sistema democratico e quindi di ogni libertà. Il nostro movimento politico, il Popolo della Libertà, si fonda su questi principi e continuerà a difenderli. Per questo presenteremo il nostro simbolo alle prossime elezioni amministrative, e stringeremo dovunque le alleanze necessarie per vincere insieme alle forze moderate che condividono i nostri valori e i nostri programmi. Per tradizione, alle elezioni amministrative c’è sempre stato in Italia un fiorire di liste civiche. Penso che la crisi dei partiti accentuerà questa tendenza. E noi dovremo tenerne il giusto conto, e tessere la tela delle alleanze, anche a livello locale, per vincere».
I liberali autentici le rimproverano di non aver realizzato le riforme liberali per le quali si era impegnato nel 1994. Cosa è mancato?
«Ho un unico torto: non sono riuscito a convincere il 51% degli elettori a darmi il loro voto. E per fare le riforme costituzionali serve almeno il 51 per cento». 
Dov’è finito il Berlusconi grande comunicatore? Dalla sconfitta alle amministrative di Milano sembra aver perso il tocco magico che in passato le aveva permesso rimonte impossibili. È cambiato lei o sono cambiati gli italiani? 
«Sono cambiato io. In questi ultimi anni ho raggiunto la consapevolezza che l’Italia, con questa architettura istituzionale, non è governabile. Il Governo ha come unico potere quello di presentare dei disegni di legge in Parlamento. Dopo 18/24 mesi il Parlamento approva dei testi molto diversi da quelli voluti dal Governo. Ma queste leggi non hanno vita lunga perché se dispiacciono alla sinistra o alla sua magistratura politicizzata, vengono impugnate da un Pubblico ministero che le porta dinnanzi alla Corte costituzionale che, inderogabilmente, le abroga, perché composta da 11 membri su 15 che appartengono ad una determinata area politico-culturale. Negli ultimi cinque anni questa Corte ha abrogato 241 leggi o parti di leggi. L’analoga istituzione degli Stati Uniti nello stesso periodo ne ha abrogate sette. E allora? Allora se i cittadini non si rendono conto che devono fare scelte del tutto diverse, concentrando i loro voti sui grandi partiti, se non si premia chi vuol veramente cambiare il Paese, siamo condannati all’ingovernabilità. E quando chi vince democraticamente le elezioni non riesce poi a prendere decisioni tempestive, la conseguenza è una crisi di sfiducia nei confronti della politica e della democrazia».
Trionfi e sconfitte, grandi polemiche, grandi scandali, grandi processi. Comunque «una vita che non è mai tardi. Di quelle che non dormi mai» per dirla alla Vasco Rossi. Lei l’ha avuta quella vita. C’è qualcosa di cui si pente e che oggi non rifarebbe?
«Non ho davvero nulla di cui pentirmi. Dovrebbero invece vergognarsi i miei persecutori, che da quando sono sceso in campo non hanno mai smesso di inventarsi processi fondati solo sulle calunnie, una macchina del fango mediatico-giudiziaria, una campagna di diffamazione su scala internazionale che non si è ancora fermata: anzi, dopo che mi sono dimesso dal Governo, l’accanimento giudiziario contro di me è addirittura aumentato». 
Intanto sono passati 19 anni da quando annunciò la «discesa in campo». Scusi la franchezza: ma chi gliel’ha fatto fare? Il suo ex grande amico Montanelli l’aveva avvertita … Nonostante tutto ne è valsa la pena?
«Sono orgoglioso di aver salvato l’Italia nel ’94 da un governo che sarebbe finito nelle mani del Partito comunista italiano, cioè di un partito e di una ideologia sconfitta dalla storia. Ho la coscienza di avere servito il mio Paese con tutte le forze e con totale onestà intellettuale. Mi amareggia l’essere ripagato con un accanimento che non ha eguali nella storia da parte della sinistra giudiziaria. Vogliono distruggere la mia immagine di uomo, di imprenditore e di politico. È l’ennesima prova che la decisione di impegnarmi nella vita pubblica, per salvare l’ Italia dal comunismo e per cambiarla, non mi è stata perdonata da quei poteri che si sono visti insidiati nei loro interessi e nelle loro ambizioni. Ma non per questo lascerò l’impegno politico. Anzi, continuerò con la forza e con  l’impegno di sempre».
E all’Italia «dei magistrati», «dei comunisti» cosa dice dopo 19 anni? Hanno vinto loro o ha vinto lei?
«Per ora sembrano prevalere l’invidia e l’odio. Ma vincerà l’amore, ne sono sicuro».
Se vuoi commentare l’intervista, puoi farlo qui: https://www.forzasilvio.it/news/3990

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feb 27 2012

i soliti esagerati 27 02 2012

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I SOLITI ESAGERATI

Titolone on line: crolla l’Inter a Napoli. Quale crollo? ha preso solo un gol.

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feb 27 2012

durata da olimpiade 27 02 2012

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DURATA DA OLIMPIADE

Qualcuno supera i tempi, che sembravano biblici, della giurisdizione italiana. Titolo e sottotitolo della Stampa on line:
Scagionato dopo più di quattro secoli il marito di Isabella de’ Medici. Un libro svela che la bellissima figlia del granduca Cosimo 1° non fu uccisa da Paolo Orsini durante una crisi di gelosia: morì per un morbo.
Il libro è stato curato da Francesco Nuzzo.

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feb 27 2012

ancora sul processo mills 27 02 2012

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ANCORA SUL PROCESSO MILLS

Carlo Federico Grosso, giurisperito magno che scrive (anche) sulla Stampa:
“la sentenza maturata ieri è la conseguenza diretta degli interventi legislativi attraverso i quali, nell’ultimo decennio, una parte della classe politica ha cercato di intralciare, coprire, proteggere. Intralciare l’ordinato esercizio della giustizia; coprire e proteggere coloro che avrebbero dovuto essere, invece, inflessibilmente perseguiti.”
E via un lunghissimo articolo, non le mie solite righe stringate, farcito da un’illustrazione di Koen Ivens, a ripetere le solite ragioni dei benpensanti che leggiamo in ogni dove, identiche, varia solo la firma.
Non me ne frega niente ribattere le solite ragioni. Una sfida al giurisperito magno e colleghi benpensanti: cercate ben oltre il decennio, va da sé, berlusconiano, spolverate tutte le cancellerie dei Tribunali d’Italia dalla Liberazione in poi, e tiratemi fuori, non chiedo tante, cento sentenze maturate in tempi europei.

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feb 27 2012

machiavelli in 18° 27 02 2012

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MACHIAVELLI IN 18°

Assemblea cittadina dei neodemocratici. Sereni e Pizzetti, riepiloga Burgazzi, hanno detto che noi sosteniamo il Governo Monti, ma non siamo al suo fianco. E lo sosteniamo cercando di mettere nell’azione del Governo le nostre proposte. In questo momento siamo gli unici a farlo.
I compagni, tanto per cambiare, si sono persuasi d’aver capito bene e non hanno sprecato gli applausi…..

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