mar 29 2010

ricordo di luigi veronelli 28 03 2010

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RICORDO DI LUIGI VERONELLI

 

Aveva una qualità rara negli uomini di successo : ascoltava chiunque , purché avesse idee . Dopo pochi minuti proponeva : diamoci del tu . Riuscì a rompersi il perone a 65 anni giocando a calcio . Non sputava il vino come in genere fanno a ogni assaggio i professionisti , fin che le forze l’han sorretto beveva quattro litri ogni giorno . L’ho conosciuto negli ultimi anni , mi incoraggiava a scrivere per lui , addirittura mise una mia lettera nell’introduzione del catalogo dei vini 2003 , il penultimo che riuscì a firmare . Eccola .

Documento . Lettera inviata da Flaminio Cozzaglio , uno dei nostri migliori informatori , ad Arturo Rota , editor della Veronelli Editore .

Cremona , 17 agosto 2002

Caro Arturo , la guida dei vini ogni anno diventa sempre più dialettica , non un freddo elenco di valutazioni , ovvie e in un certo senso indispensabili , ma uno strumento di studio . Fra i tanti punti per spiegarmi meglio : la scheda di Caprai , quella di Ca’ del Bosco , l’Alto Adige . Quanto scritto a proposito di stelle , voti , berrettoni nella scheda di Caprai non può che essere condiviso da chi cerca di vedere , non solo nel vino , in ogni studio , oltre i segni : la suprema inutilità dei numeri applicati alle idee . Cosa significano ? Il vino , come tutte le scienze non esatte , cioè tutte , non è mai riducibile a numero . Vino è un’espressione unificante che viene usata per comodità ad indicare un prodotto , non il solo , che esce usando certi sistemi da un numero incredibilmente diverso di uve . Molto diversi e tutti egualmente validi possono essere i sistemi che variano col tempo perché noi vogliamo così . Dicono gli storici che lo Champagne fino all’Ottocento fosse dolce e che fu il gusto inglese a portarlo all’attuale .

Ritornando alla scheda di Caprai-leggo che gli dà fastidio essere chiamato maestro , Veronelli , ma la colpa è sua , concordiamo tutti che se il fenomeno vino oggi in Italia è questo è solo perché lui è sbocciato alla sua maniera cinquant’anni fa- Veronelli non concorda le valutazioni di Thomases e Dio sa , trattandosi dei vini di Caprai , quante volte li hanno misurati . Le schede di molte case dell’Alto Adige portano chiari dissensi dei tre autori . Fin teatrale e oltremodo didattica la scheda di Ca’ del Bosco , dove è descritta la tavolata di illustri degustatori che non riconoscono un giovane Rosso di Franciacorta e lo scambiano per vari e grandi bordolesi . Certo , riconoscere vini alla cieca è per i profani il più gran segno di “quello se ne intende” come se in realtà non fosse , quando vero , se non un segno di memoria ; ma tutti , quando invece di berli ne parliamo , spariamo certezze alle nostre classifiche , che senza le etichette a volte affondano miseramente . Riflessione : se non si è d’accordo sul valore dello stesso vino , se alla cieca se ne prende uno per l’altro , che valore hanno centesimi bicchieri berrettoni ? Riassumendo , il campione è il vino , non il critico . Non si possono sostituire i centesimi di colpo , però non si può dimenticare che un tempo , lo sappiamo , non aveva concorrenza , Veronelli usciva con un catalogo ogni tre quattro anni con le tre sole valutazioni di stelle : capisse cercasse da solo l’appassionato la differenza delle annate . La valutazione in centesimi è come una valutazione sportiva , oggi riesce in una maniera domani in un’altra ; per tizio è quella , per caio no; quel vino oggi è così , fra due mesi non è detto . Ma soprattutto , come unificare vini fatti con filosofia totalmente diversa , per usi diversi , per gusti diversi . Esatto usare gli stessi centesimi per i Barolo di Anselma e Sandrone ? la stragrande maggioranza dei vini di Giovanni Bronda non sarebbe pubblicata da alcuna rivista . I vini di prezzo e valore medio presenti in tutte le guide a volte con premi eccessivi , standardizzati e morbidi , come si incrociano coi vini all’antica ? I Dolceacqua di Mandino Cane quali possibilità serie avrebbero non dico di competere alla pari , ma solo di gareggiare con i barricati alla toscana ?

E allora abbia Veronelli la sfacciataggine della parola , come da giovane tirava sassi e merda ai contraffattori e ai loro amici , non siamo noi critici a fare i vini , noi facciamo le guide -noi non siamo quelli che incaricati da chissà quale dio sono felici di attribuire tre pallini al tal vino del tal produttore , che nell’anno….è riuscito….due centesimi in più…perché l’annata….nonostante l’annata….- noi siamo felici della nostra professione , vicini a quegli artisti misconosciuti nei secoli , dediti alle loro magie effimere e portatrici di gioia -noi sappiamo bene le loro attese , le loro tribolazioni , sappiamo che il denaro oggi premia e distingue , poche volte gli è arriso mai a compensare le generazioni di duro lavoro- noi critici dobbiamo descrivere a quale maniera scuola appartiene quel produttore come intende fare il suo vino- certamente possiamo dare valutazioni in centesimi , ma come spesso accade che nelle degustazioni alla cieca il produttore non sappia ritrovare il suo vino anche noi dopo mezz’ora possiamo dare numeri diversi , anche noi sappiamo che potremmo dare voti uguali a vini ingiuriosamente disuguali perché alla vista , giustamente , opera quella magnifica dea che è la suggestione , che ci arricchisce con poca fatica dell’esperienza degli altri se sappiamo ascoltarla .

Il vino , ripete con ragione Veronelli è amabile e problematico compagno e nessun Romanée Conti potrà dare in certi momenti il piacere di un magnifico Lambrusco . I numeri in una guida , tutti , ci portano tutti a ridicolissime e , quel che è peggio , infruttuose scale , a creare nicchie che , per quanto ci si creda indipendenti , ci fanno prigionieri , non è il caso di Veronelli , ad escludere o a penalizzare alcuni valentissimi campioni perché non sono in sintonia con noi .

Infine : le guide , purtroppo , devono uscire ogni anno entro dicembre , tutte , a pena di non essere vendute ; i produttori bravi per fortuna nostra e loro ormai sono tanti , è credibile che tutti i vini si testino , proprio tutti , con la cura e il rispetto che meritano ?

 

P.S. Ecco come chiuse la prefazione di quel catalogo : Last (col voi, lanciato anche ai nemici) . Conservatemi sott’alcol , ve ne prego e non in salamoia .

Da Vini del mondo 1982 : ancora una volta : convinciti : il vino è problematico compagno : bevi meno , amico mio , e meglio ; bevilo con amore ; vivi i suoi godimenti (fisici e spirituali) e gli affanni .

P.S. tutto mio : che magnifico scrittore sarebbe stato se invece di vini si fosse innamorato di letteratura , di cui peraltro era espertissimo maestro .

 

Cremona 28 03 2010 www.flaminiocozzaglio.info

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