Nov 05 2021

pasolini 05 11 2021

Published by at 5:15 pm under Pubblica Amm.ne

PASOLINI

Gilberto Bazoli da un personaggio tanto complesso estrae i giovani anni, e non, per www.cremonasera.it, e accende noi lettori.

Francoforte 05 11 2021 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

Pasolini, il prossimo anno un secolo dalla nascita. A Cremona visse alcuni anni. Sotto il Torrazzo spazio in Porte Aperte Festival?

Quarantasei anni, lo scorso 2 novembre, dalla sua morte e 15, il 30 ottobre, dalla targa scoperta sullo stabile all’angolo tra via Platina e via 11 Febbraio. “Da questa casa – vi è inciso – dove terminò la sua infanzia dal 1933 al 1935 Pier Paolo Pasolini dispiegò la sua avventura artistica”. Non mancarono polemiche per quel doveroso tributo a un grande intellettuale, in Commissione toponomastica si eccepì addirittura sulla sua omosessualità.

L’allora sindaco Gian Carlo Corada ha un ricordo vivido di quel giorno. “Qualcuno mi disse che l’artista aveva vissuto per qualche periodo a Cremona e che aveva frequentato il liceo classico Manin. Colsi l’occasione al balzo. Tra i più convinti sostenitori dell’idea di onorarlo c’era Massimo Terzi. E’ stato giusto, giustissimo farlo perché stiamo parlando di un personaggio di primissimo piano che ha segnato la storia del nostro Paese”.

Alle 12 di quel lunedì, davanti a un drappello di persone infreddolite riunite sul marciapiede, Beppe Arena, attore e regista, ha letto alcuni brani tratti da Romàns, in cui Pasolini descrive Cremona vista con gli occhi di un ragazzo curioso e sensibile. “Nessuno o quasi, allora, sapeva che aveva trascorso qualche anno della sua giovinezza nella nostra città dove, con la famiglia, aveva seguito il padre, militare. Ho discusso con Corada della proposta della lapide e lui ha accettato volentieri”.

Arena ha un rapporto speciale con l’autore di ‘Ragazzi di vita’ e ha diretto lo spettacolo ‘Italiapoli, volevo essere Pasolini’, interpretato dal giornalista Oliviero Beha (scomparso nel 2017) che debuttò a Roma, al Teatro Ghione di Giorgio Albertazzi, per poi girare l’Italia.

Beha entrava in scena su una bicicletta e chiedeva al pubblico: cosa c’entra Pasolini con la bici? I suoi temi sono finiti al macero quando il Manin liberò gli archivi. Era il periodo in cui l’Aem regalava una bicicletta a chi portava carta da riciclare. Non mi ha mai interessato la questione della morte all’Idroscalo di Ostia e non credo alle teorie complottistiche, il Pasolini di Beha e mio è l’uomo, lo scrittore capace di essere, nel bene e nel male, un intellettuale libero, indipendente, che porta avanti le sue idee senza farsi condizionare, cosa rarissima ai giorni nostri. E’ stato anche un visionario”. Quel rapporto è continuato anche qualche tempo dopo la collaborazione con Beha: “Ho diretto la Medea di Seneca davanti alla laguna di Aquileia, al tramonto, proprio dove Pasolini aveva girato alcune sequenze della sua famosa Medea cinematografica”.

Nel 2022, il 5 marzo, cadrà un anniversario chiave: 100 anni, un secolo dalla nascita del ‘profeta’ lucido, controcorrente e appassionato degli ‘Scritti corsari’. Casarsa della Delizia, che gli ha dato i natali, e Roma, che lo ha accolto, si preparano alla memoria di quella data. E Cremona, nelle cui strade tra via Platina e viale Po Pasolini ha trascorso solo pochi anni ma di una parte fondamentale come l’adolescenza, cosa farà? Tutti sembrano d’accordo sulla volontà di non chiudersi nel silenzio e nell’apatia culturale.

Perché non pensare a un approfondimento sull’influenza dell’ambiente cremonese sul giovane Pasolini, la cui vita ha avuto diverse fasi? Ecco il possibile tema, un’ipotesi di titolo”, propone Corada. Arena, anche in veste di consigliere comunale dei Fratelli d’Italia, si spinge oltre: “Un’idea potrebbe essere dedicargli una strada a patto che non si faccia indossare una maglia politica a chi non appartiene né alla destra né alla sinistra perché non è proprietà di nessuno”.

L’assessore alla Cultura Luca Burgazzi frena sull’intitolazione, ma solo per ragioni pratiche (“Una via avrebbe un peso diverso rispetto alla targa, peccato però che non ce ne siano più disponibili di una certa rilevanza”), mentre sottoscrive la necessità di rendere onore “al grande intellettuale e artista” del Novecento ma ancora così attuale.

Tutte le associazioni si sono messe insieme per celebrare i 700 anni dalla morte di Dante. Cercheremo di stimolare qualche riflessione perché si faccia lo stesso lavoro con Pasolini. Come Comune parteciperemo volentieri dando il nostro sostegno e il patrocinio. Probabilmente anche il Porte Aperte Festival ricorderà la sua figura all’interno della prossima edizione, nel giugno 2022”.

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