Set 10 2021

cremonesità-centotredici 10 09 2021

Published by at 6:24 pm under Pubblica Amm.ne

CREMONESITA’ – centotredici

Gli altri invece lavorano un giorno la settimana, secondo la Provincia fin che c’è:

—“È giunto il momento di incontrare i rappresentanti del mondo industriale per dare un segnale forte del duro lavoro quotidiano degli allevatori lombardi che – ha affermato il presidente di Confagricoltura Lombardia, Riccardo Crotti—

Passiamo a giornali più equilibrati, che danno spazio a tutti, www.cremonasera.it per esempio: la nostra città merita ancora la fame di luce di una volta?

Centro storico sempre più buio: ecco come in vent’anni siamo passati dalla “ville de la lumière” progettata da Jéol all’oscurità

A lasciarsi andare al simbolismo spicciolo verrebbe da dire che Cremona è una città che si sta spegnendo. L’immagine è forte, tuttavia il raffronto tra ieri e oggi è impietoso, quantomeno se si mettono a paragone le immagini del centro storico scattate in notturna vent’anni fa e quelle scattate ai giorni nostri.

Nelle foto in alto, a sinistra la foto che compare sul sito ufficiale dell’Atelier Jéol, sulla destra una foto scattata qualche giorno fa. Ecco come si presentavano la Cattedrale e il Torrazzo alla fine degli anni Novanta ed ecco come si presentano oggi. Nella seconda foto (a scorrimento), a sinistra una cartolina del 1998 realizzata proprio dopo la realizzazione della nuova illuminazione a cura dell’architetto francese Roland Jéol. “Cremona, ville de la lumière”, si legge sulla cartolina commemorativa. Sul retro, la descrizione: “Illuminazione artistica del complesso della Cattedrale di Cremona – 12 dicembre 1998”. Sulla destra ecco il Torrazzo come lo vediamo in queste notti.

Della “ville de la lumière” è rimasto ben poco. Oggi, al massimo, la città potrebbe fregiarsi di un titolo più crepuscolare, qualcosa come “la città delle tenebre”. Il buio (che ha certo il suo fascino, per carità) avvolge il centro rimandando l’immagine di una città, appunto, spenta. Per nulla vitale. O, peggio, sciatta, dal momento che come ti sposti cambia la tipologia dell’illuminazione: qua una luce fredda, là una calda; qua un bagliore fioco, là una sorta di “ammasso” di luci disomogenee e in contrasto tra loro. Qua un Battistero in ombra, là una piazza Stradivari illuminata a giorno in un alternarsi di intensità dovuto a lampade del tutto differenti tra loro.

Il Torrazzo e la Cattedrale, poi, sono ormai avvolti dall’oscurità, interrotta solo dal chiarore di qualche faretto. Nel complesso è evidente la mancanza di un disegno omogeneo che valorizzi uno dei più bei centri storici in tutta Italia. Pensare che era esattamente questo ciò che aveva caratterizzato l’intervento studiato più di vent’anni fa da Jéol: un disegno complessivo di illuminazione. Un disegno pensato e progettato – peraltro da uno degli studi più prestigiosi in Europa – proprio per dare risalto al cuore della città. Non a caso, scorrendo il sito ufficiale dell’Atelier, si trova anche la foto della nostra Cattedrale, inserita in una sorta di book fotografico online degli interventi realizzati dall’architetto francese a Bruxelles, Cannes, Marsiglia, Tel Aviv, Zurigo.

Ai tempi, alla fine degli anni Novanta, l’intervento voluto dalla giunta Bodini fu anche criticato, va detto. Non a tutti era piaciuta la nuova illuminazione della Cattedrale e in molti avevano storto il naso a fronte dei faretti posizionati a terra, con il fascio di luce che puntava verso il cielo (secondo alcuni sono contrari alla normativa). In ogni caso, al di là dei gusti personali, è stato un intervento affidato a un esperto di fama internazionale, realizzato sulla base di un disegno organico e che nel complesso ha valorizzato le perle architettoniche della città.

Sono trascorsi vent’anni da quella piccola ma significativa rivoluzione e oggi l’illuminazione in città è gestita da Citelum Sa (Gruppo EDF). Le direttive competono però alla giunta. Meglio, alle giunte che in questi anni si sono succedute e che hanno evidentemente ritenuto meno importante la valorizzazione del centro storico nelle ore serali e notturne. Ed è un peccato, perché i risultati sono quelli che vediamo in queste foto. In particolare nelle prime, dove da “ville de la lumière” (definizione forse anche pretenziosa nel suo fare il verso a Parigi) si è passati a “ville des ténèbres”.

Le foto del Torrazzo e del centro di notte sono di Gianpaolo Guarneri – Studio B-12, l’articolo è di Federico Centenari

Francoforte 10 09 2021 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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