Ago 02 2021

i più eguali-centoventisette 02 08 2021

Published by at 5:31 pm under Pubblica Amm.ne

I PIU’ EGUALI – centoventisette

Dalle mie 70 cartelle sui processi, senza editore, siamo giunti al Dna che si sposta a richiesta dei giudici, mentre Iori festeggia il 14 ottobre eccetera eccetera.

—Bossetti, all’inizio del processo, ha provato a dire che il suo Dna sulla biancheria di Yara era frutto d’un trasporto, poiché perde sangue dal naso, di frequente; un solo trasporto, non i molti del nostro caso; il distretto giudiziario è sempre quello, anche il ricorso Bossetti finirà alla Corte d’Appello di Brescia; se i suoi difensori decidono di riprendere il tema del “Dna Iori piccione viaggiatore”, che decideranno i giudici?

Una delle poche note condivisibili della Cassazione è che la sentenza della Corte d’Appello sia quasi una fotocopia del primo grado; scritta con maggior cura e precisione, certo; e se il lettore non ha voglia di leggersi i testi integrali, basta la spiegazione dell’unico di Dna di Claudia Ornesi sui blister di Xanax:

“Se quella repertata e accertata è l’impronta lasciata ‘volontariamente’ da Claudia e se Claudia, per poter somministrare lo Xanax a se stessa e a Livia, ha necessariamente preso in mano tutti i blisters, come si spiega che soltanto su un blister sia stata rilevata la traccia biologica di Claudia? Ebbene occorre obiettivamente riconoscere come l’ipotesi del suicidio allargato non consenta di rispondere agevolmente a questo interrogativo. L’eventualità che Claudia, nel maneggiare i 10 blisters, abbia potuto lasciare il proprio Dna soltanto su di uno solo, risulta infatti concettualmente mortificata dalla sin troppo notoria circostanza che la pressione sui blisters sarebbe stata sempre la stessa. Per contro, la possibilità che sia stato l’imputato che, dopo aver stordito Claudia con la somministrazione clandestina (in cibo o bevande) del farmaco, abbia preso un dito della mano della donna e l’abbia fatto pigiare su uno dei blister, all’evidente fine di lasciarvi quell’impronta per dimostrare il suicidio allargato, finisce per fornire una più plausibile risposta al suddetto interrogativo”.

E’ uno dei tanti passi del procedimento a dimostrare che il cittadino e il giudice italiano vivono in mondi completamente diversi, per scelta del giudice.

Francoforte 02 08 2021 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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