Lug 12 2021

e spunta l’americano 12 07 2021

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Mi viene un dubbio: che Pirondini, così informato, segua di persona il Tour per conto di Blitz Quotidiano? Flaminio Cozzaglio.

Tour de France, tappa 15. Arrivo sui Pirenei, ad Andorra. Primo Sepp Kuss, americano del Colorado

di Enrico Pirondini
Pubblicato il 11 Luglio 2021 19:45

Tour de France. Un americano primo sui Pirenei! Uno yankee del Colorado. È Sepp Kuss,26 anni, alfiere della Jumbo Visma, la squadra olandese rimasta senza il suo capitano Roglic.

È stato con i migliori scalatori del bigoncio fino a 20 km dal traguardo . Un sornione. Nascondendo bene, sotto la maschera di una bonaria indifferenza, una astuzia vigile e sottile.

E mentre i big si controllavano e si misuravano in strappi corti e velleitari, Kuss se n’è andato insalutato ospite.

Non l’hanno più ripreso nella discesa che portava al traguardo. Ci ha provato Valverde ma con i suoi 41 anni non ha potuto fare di più.

Comunque lo spagnolo è arrivato secondo a 24”. Pobagar è rimasto in maglia gialla senza alcun problema.È il più forte. Ha subito attacchi da tutti, a rotazione. E li ha azzerati tutti senza nemmeno doversi alzare mai dalla sella. Un dominatore.

Tour de France. Un americano primo sui Pirenei! Uno yankee del Colorado. È Sepp Kuss,26 anni, alfiere della Jumbo Visma, la squadra olandese rimasta senza il suo capitano Roglic.

È stato con i migliori scalatori del bigoncio fino a 20 km dal traguardo . Un sornione. Nascondendo bene, sotto la maschera di una bonaria indifferenza, una astuzia vigile e sottile.

E mentre i big si controllavano e si misuravano in strappi corti e velleitari, Kuss se n’è andato insalutato ospite.

Chi invece ha avuto un crollo verticale è stato Guillerme Martin, il ciclista filosofo. È arrivato al traguardo con 6’20” di ritardo da Kuss. E ha perso pure il secondo posto in classifica generale precipitando al nono. Stavolta Nietzsche non gli è servito. Capita.

Al Tour, una gara di gran caldo e ghiaccio

La tappa Ceret-La Veille ( Andorra ) di km 191,3 km non ha tradito le attese. È stata dura, selettiva. Con un gran caldo e tanto ghiaccio sul collo dei corridori.

Tre GPM tutti di prima categoria. Col tetto del Tour, l’iconico Envalira, il passo più alto dell’intera catena dei Pirenei, nonché il più alto in Europa . Un valico posto a 2.409 metri, aperto tutto l’anno.

Primo in solitaria Quintana, secondo Van Aert. I corridori l’hanno affrontato dopo 146 km e dopo tre asperità: Olette ( 627 metri ), Mont Louis ( 1.560 metri; salita di 8,4 km al 5,7% ).

E il Puymrens, Pirenei orientali: una impennata di 5,8 km al 4,7% che ha preparato all’Envalira.

Quindi una discesa molto tecnica prima di infilarsi sul Col de Beixallis che ha il valico a 1.795 metri.

Il Tour nel paradiso fiscale

Siamo già nel piccolo Principato di Andorra, paradiso fiscale tra Francia e Spagna. Un micro stato ( è la sesta nazione più piccola d’Europa ) dove si parla più il catalano del francese.

L’arrivo nella capitale La Vielle ( 1.005 metri ). La tappa è stata caratterizzata dalla fuga iniziale 32 corridori (tra cui Nibali, Ballerini, che Alaphilippe, Van Aert) che a 100 km dall’arrivo avevano accumulato 9’36”sul gruppo maglia gialla. E a 68 km il ritardo è salito a 10’06. Poi una reazione significativa.

Due gli italiani al centro delle attenzioni: Vincenzo Nibali ( arrivato 11esimo, con i migliori ) e Mattia Cattaneo ( ieri era entrato nella top ten ).

Il primo perché lascia il Tour per le Olimpiadi. Il secondo perché primo azzurro, dimenticato dalle convocazioni per Tokyo nonostante una buona gamba.

Ma non mancano neanche le parole per il team belga Deucenink-Quick Step che alla Grand Boucle ha già messo a segno cinque tappe di cui quattro con Cavendish.

Domani Nibali torna a casa per poi volare a Tokyo con la squadra selezionata dal c.t. Cassani. Lunedi 12 giornata di riposo. Poi ancora sei tappe e gran finale a Parigi domenica 18 luglio.

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