Lug 10 2021

i più eguali-centoquattro 10 07 2021

Published by at 5:42 pm under Pubblica Amm.ne

I PIU’ EGUALI – centoquattro

Maurizio Iori il 14 ottobre fa 10 anni da che è in galera, con le prove che abbiamo visto; sempre il movente, dalle mie 70 cartelle sui processi, sempre senza editore.

—E adesso le due Corti d’Assise; primo grado, a Cremona; si parte semplificando: Maurizio Iori le ha uccise perché non voleva si sapesse della relazione; risposta naturale della Difesa: ucciderle era il modo più fragoroso di farla conoscere, e ben oltre Crema; dettagli: il cognome Iori era sulla porta di casa e la cassetta delle lettere di Claudia Ornesi. Allora, caduta l’ipotesi che sembrava più naturale, la Corte passa ai mezzi forti: “E’ dato noto ed intuitivo -comunque confermato dalla giurisprudenza della Suprema Corte- che l’individuazione del movente dell’omicidio assume valore importante o decisivo qualora l’individuazione dell’autore del reato e la sua colpevolezza non siano state accertate in modo sicuro: in tal caso la ricerca e la individuazione del movente (o “causale”) è di notevole rilievo, potendo agire come catalizzatore degli elementi positivi di responsabilità o di colpevolezza emersi a carico dell’imputato. Al contrario, quando vi sia già la prova dell’attribuibilità dell’omicidio all’imputato, l’individuazione di un preciso movente dell’azione omicidiaria non può che perdere qualsiasi rilevanza ai fini dell’affermazione della responsabilità, anche perché a volte, per cercare il movente non vi è altra strada che quella, difficile ed impervia, di entrare nei pensieri e nella mente di un’altra persona. Pertanto nel presente processo, in cui si ritiene già raggiunta la sicura prova di colpevolezza dell’imputato, sarebbe addirittura superfluo parlare del movente ed individuarlo con precisione.”

Francoforte 10 07 2021 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

Trackback URI | Comments RSS

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.