Mag 24 2021

i più eguali-cinquantasette 24 05 2021

Published by at 5:05 pm under Pubblica Amm.ne

I PIU’ EGUALI – cinquantasette

Dalle mie 70 cartelle sui processi Iori, sempre senza editore, impariamo una novità: si vomita coi piedi!

—La Cassazione? Deve rispondere alla Difesa che nota:

“Quanto al rinvenimento di una pastiglia di xanax nel lettino della bambina, a
poca distanza dalla bocca, intrisa di rigurgito, il ricorrente censura la motivazione
con cui la sentenza gravata aveva escluso che essa fosse stata rigurgitata dalla
minore sulla base dell’integrità della compressa (documentata fotograficamente)
e dell’ascrivibilità del deterioramento della ceralacca che la avvolgeva a una
inadeguata conservazione del corpo di reato, lamentando la natura congetturale
della relativa conclusione e osservando che proprio l’avvenuto sfaldamento della
pastiglia confermava che essa era stata succhiata dalla vittima, tanto da lasciare
tracce del suo Dna sulle briciole, e non sulla superficie, della compressa”

Tracce del Dna della bimba sulle briciole, ricorda la Difesa, e non sulla superficie: come rispondere senza rispondere?

“la presenza della pastiglia di xanax recante traccia del Dna della bambina sotto
il corpicino e non già in corrispondenza della bocca della stessa e, soprattutto, la
circostanza, attestata dalla documentazione fotografica realizzata dagli inquirenti
al momento del rinvenimento del reperto, che la compressa si presentava integra, priva di segni di sfaldamento e ancora rivestita della pellicola azzurra in ceralacca di protezione, così da escludere che potesse essere stata rigurgitata dalla minore dopo la sua ingestione, rivelandosi invece coerente con un sapiente posizionamento post mortem, previa deliberata contaminazione con la saliva della vittima, funzionale alla messinscena realizzata dallo Iori” eccetera…….

Ce ne fosse bisogno, un’altra prova della feroce volontà dei giudici, convinti d’eseguire giustizia, nel condannare Maurizio Iori: una foto, in definitiva, la vince sulla pastiglia al cui interno risulta il Dna di Livia; è stato Iori a “posizionare” la pastiglia per far credere l’avesse vomitata la bimba: e vicino ai piedi l’ha “posizionata”, non alla bocca, perché, è fatto provato e il medico Iori ben lo sa, si

vomita coi piedi!

Uno dei tanti grandi piccoli segni che connotano l’intero procedimento, guidati, come è giusto sia, dalla sfera di cristallo della sentenza di Cremona!

Così si formano le prove, e guai a ridere di una sentenza, che dev’essere rispettata, emessa com’è in nome del popolo italiano! La saga della “pastiglia ritrovata”, che da sola varrebbe l’assoluzione, rimane nel verbale dell’udienza in cui si formano le prove, ma non ha posto nella motivazione delle sentenze, né per essere tenuta buona, né per essere sconfessata; è troppo pericolosa per la tesi dei giudici, quindi: come non fosse mai esistita! Hai capito, lettore inesperto, hai capito il senso del: Il caso Iori, oggi a lui, domani a te? A dividere noi persone comuni dal mondo dei Tribunali non è solo il linguaggio, che già basterebbe; cito un classico: mai scrivere “diede una coltellata”, ma “attinse con un coltello”; è il modo di vedere le cose, e la pastiglia di sopra è una delle tante evidenze: il teste Marchetti, della Polizia, ha visto due pastiglie accanto al corpo della piccola Livia e, esatto o non sia il ricordo, sarà la Corte in Camera di consiglio a deciderlo, secondo il codice; invece no, la decisione deve essere presa in Aula, e a iniziativa del teste, che “deve decidere” lui di aver sbagliato, ha visto una sola pastiglia, quella lontana dalla bocca. Non voglio essere frainteso, Pm e Presidente sono in buona fede, convinti della loro verità, e sta proprio qui il guaio di tanti processi; prendo a prestito il motto del ’68 francese: l’immaginazione al potere!

Francoforte 24 05 2021 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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