Mag 20 2021

centosessantotto giorni 20 05 2021

Published by at 4:53 pm under Pubblica Amm.ne

CENTOSESSANTOTTO GIORNI ai domiciliari per un accordo elettorale con prove distorte se non false, scrive l’Avvenire dopo la Cassazione!

—Eppure più di qualcuno dovrebbe chiedere scusa a Carolina Girasole, sindaca coraggiosa di Isola di Capo Rizzuto. A fine aprile la Cassazione ha messo la parola ‘fine’ al suo assurdo e troppo lungo calvario. Dopo Tribunale e Appello, anche i giudici della Suprema Corte hanno sentenziato che le accuse di essere collusa con la ’ndrangheta oltre che incredibili erano anche ingiuste, senza prove, anzi con prove distorte se non addirittura basate su veri e propri falsi. Inammissibile, dunque, il ricorso della Dda di Catanzaro contro la doppia assoluzione di Girasole e del marito Franco Pugliese. Vennero arrestati il 3 dicembre 2013 e posti agli arresti domiciliari per 168 giorni. Il 22 settembre 2015 arrivò la prima assoluzione con formula piena, in quanto l’accusa si era rivelata «del tutto infondata». Ricorso dell’accusa e seconda assoluzione piena, in appello, il 27 maggio 2019. Il «contenuto» delle intercettazioni «è equivoco» scrivevano i giudici di primo grado aggiungendo che sarebbe stata «necessaria un’operazione di rigorosa ‘controverifica’» in dibattimento ma in questa sede «neppure le prove dichiarative» sono state «tali da poter suffragare l’assunto accusatorio». E i giudici d’appello confermarono: «Da tali intercettazioni non può desumersi la fondatezza dell’ipotesi accusatoria di corruzione elettorale». Insomma, «quello che manca è proprio la prova dell’accordo collusivo». E già nelle aule di giustizia si cominciò a denunciare che Carolina Girasole fosse stata lasciata sola nel suo impegno contro la ’ndrangheta. Eppure l’amarissimo calice di queste accuse è continuato a circolare sino a alla primavera 2021, dilatando i tempi per giungere alla verità giudiziaria.

Francoforte 20 05 2021 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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