Set 21 2019

la legge del più forte-milletrecentosettanta 20 09 2019

Published by at 11:16 am under Pubblica Amm.ne

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – MILLETRECENTOSETTANTA Dal Dubbio, tratto da un articolo di Valter Vecellio: —“Cinico mercante di morte”, definisce Enzo Tortora il Pubblico Ministero Diego Marmo; e aggiunge: “Più cercavamo le prove della sua innocenza, più emergevano elementi di colpevolezza”. Le “prove” erano la parola di Giovanni Pandico, un camorrista schizofrenico, sedicente braccio destro di Cutolo: lo ascoltano diciotto volte, solo al quinto interrogatorio si ricorda che Tortora è un camorrista. Pasquale Barra detto “o nimale”: in carcere uccide il gangster Francis Turatello e ne mangia l’intestino… Con le loro dichiarazioni, Pandico e Barra danno il via a una valanga di altre accuse da parte di altri quindici sedicenti “pentiti”: curiosamente, si ricordano di Tortora solo dopo che la notizia del suo arresto è diffusa da televisioni e giornali— Le prove dei processi Iori, una perla dopo l’altra trovate dal primo grado, che Appello e Cassazione si son ben guardati dal correggere; pagine 60/61: —Si è già detto, esaminando il problema delle impronte che non si rinvengono sullo sportello del quadro elettrico dell’appartamento, che nessuno dei soccorritori tolse la luce premendo gli appositi interruttori neri e che pertanto tale gesto è addebitabile o a Claudia Ornesi o all’imputato Iori. Se ci si mette dal punto di vista di una persona sconvolta che decide con immediatezza il suicidio la decisione di togliere ( in quale fase, poi?) l’energia elettrica appare incomprensibile ed anomala. Se ci si mette dal punto di vista dell’imputato vi sono ottime ragioni. Ha sostenuto la parte civile che il motivo era quello di evitare la possibilità di uno scoppio durante l’erogazione del gas con gravi danni alle strutture dell’immobile atteso che Iori, seppure assicurato, poteva andare incontro ad un incerto contenzioso con l’assicurazione in quanto l’immobile era di fatto adibito ad un uso abitativo, diverso da quello previsto ( uso ufficio) negli accordi contrattuali. Pur non potendosi escludere che abbia marginalmente inciso anche tale esatta considerazione, ad avviso della Corte l’imputato fermò la fornitura di energia elettrica non tanto e non solo per evitare possibili danni patrimoniali ma soprattutto per evitare danni alla sua persona in caso di scoppio derivante da un possibile contatto tra impulsi elettrici ed il gas GPL che continuava lentamente ma progressivamente a fuoriuscire dalle bombole. Al riguardo occorre considerare che l’imputato, se autore del duplice omicidio, si è sicuramente trattenuto a lungo nell’abitazione ( per togliere le proprie tracce, portare via ogni cosa potenzialmente compromettente, per effettuare ad un certo punto l’erogazione diretta del gas nelle vie aeree delle vittime , per controllare il regolare deflusso del gas dalle bombole ) ed il pericolo per lui non era tanto l’erogazione del gas che cadeva verso il pavimento ( stando in piedi si poteva pertanto assistere in diretta alla agonia altrui), ma il pericolo di esplosione che aumentava con l’aumentare del periodo di erogazione del gas ( la bomboletta, lo si ricorda, si esauriva in circa 4 ore) onde per cui appare logico che l’imputato ad un certo punto abbia preferito non correre rischi e chiudere l’erogazione di energia elettrica— In una casa che frequenta da due anni perché Iori dovrebbe cancellare le impronte dallo sportello e non ovunque; comico l’assemblaggio delle azioni di Iori, che prima fa uscire il gas dalle bombolette poi lo ficca sotto il naso delle vittime, e per far tutto questo si ferma quattro ore; chiudendo l’energia elettrica, dalle 21 alle 01, per cancellare al meglio le sue tracce, e riempire il sacco della spazzatura eccetera…..

Cremona 20 09 2019 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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