Set 05 2019

la legge del più forte-milletrecentonovantacinque 05 09 2019

Published by at 8:19 pm under Pubblica Amm.ne

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – MILLETRECENTOCINQUANTACINQUE Dal Dubbio, tratto da un articolo di Valter Vecellio: —“Cinico mercante di morte”, definisce Enzo Tortora il Pubblico Ministero Diego Marmo; e aggiunge: “Più cercavamo le prove della sua innocenza, più emergevano elementi di colpevolezza”. Le “prove” erano la parola di Giovanni Pandico, un camorrista schizofrenico, sedicente braccio destro di Cutolo: lo ascoltano diciotto volte, solo al quinto interrogatorio si ricorda che Tortora è un camorrista. Pasquale Barra detto “o nimale”: in carcere uccide il gangster Francis Turatello e ne mangia l’intestino… Con le loro dichiarazioni, Pandico e Barra danno il via a una valanga di altre accuse da parte di altri quindici sedicenti “pentiti”: curiosamente, si ricordano di Tortora solo dopo che la notizia del suo arresto è diffusa da televisioni e giornali— Le prove dei processi Iori; quella della pastiglia trovata nella culla della piccola Livia, sarebbe di una comicità estrema, non fosse nel mezzo di una tragedia; Maurizio Iori, secondo la motivazione di primo grado, per fingere il vomito della piccola mette la pastiglia sotto il cuscino invece che presso la bocca! —A proposito della pastiglie, deve rilevarsi ( lo si è accennato in premesse) che in sede di sopralluogo eseguito il 21 luglio venne rinvenuta – una volta rimosso il corpo di Livia dal suo lettino – proprio una compressa di Xanax. Così, per la precisione, nel verbale di sopralluogo: sul lenzuolo, a circa 20 centimetri sotto il cuscino, si osserva una compressa di forma ovale, di colore azzurro con un intaglio nella parte centrale. Ad avviso della difesa tale pastiglia costituirebbe prova che Livia aveva effettivamente assunto, ricevute dalla madre, le pastiglie da 1mg di Xanax nella loro interezza poi provvedendo, per una, a vomitarla o sputarla. Ad avviso della Corte, se si tiene conto del contesto (compressa trovata lontano dai residui di vomito; mancanza di qualsiasi altra traccia,in corpo o sul letto, delle numerose altre pastiglie che avrebbe ingerito; compressa praticamente integra, come si vede dalla foto 88, anche in sede di ingrandimento dell’immagine) non solo non si ha affatto la prova di quel che la difesa vorrebbe sostenere, ma appare anzi assai più verosimile che – come sostenuto dall’accusa – sia stato l’imputato stesso a posizionare post mortem la pastiglia blu nell’ambito della sua progettata attività simulatoria: posare, con guanti, una compressa blu sul lettino di Livia, mentre questa era morente o già morta, magari dopo aver toccato con la pastiglia stessa le labbra o la lingua della bambina ( onde far risultare, come poi è risultato dagli accertamenti genetici , che sulla compressa vi era il DNA di Iori Livia) avrebbe dato un ulteriore “tocco” di realismo a tutta la scena del crimine, su cui già dominava l’effetto dei 10 blister vuoti, per non far nascere dubbio alcuno sulla realtà del suicidio/omicidio.

Cremona 05 09 2019 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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