Set 02 2019

la legge del più forte-milletrecentocinquantadue 02 09 2019

Published by at 7:15 pm under Pubblica Amm.ne

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – MILLETRECENTOCINQUANTADUE Dal Dubbio, tratto da un articolo di Valter Vecellio: —“Cinico mercante di morte”, definisce Enzo Tortora il Pubblico Ministero Diego Marmo; e aggiunge: “Più cercavamo le prove della sua innocenza, più emergevano elementi di colpevolezza”. Le “prove” erano la parola di Giovanni Pandico, un camorrista schizofrenico, sedicente braccio destro di Cutolo: lo ascoltano diciotto volte, solo al quinto interrogatorio si ricorda che Tortora è un camorrista. Pasquale Barra detto “o nimale”: in carcere uccide il gangster Francis Turatello e ne mangia l’intestino… Con le loro dichiarazioni, Pandico e Barra danno il via a una valanga di altre accuse da parte di altri quindici sedicenti “pentiti”: curiosamente, si ricordano di Tortora solo dopo che la notizia del suo arresto è diffusa da televisioni e giornali— Le prove; ecco l’uso del gas per il colpo di grazia, dalla motivazione di primo grado del processo Iori, tenuta per buona da Appello e Cassazione; pagina 39: —Può pertanto concludersi così sul punto: ad avviso della Corte dai dati offerti dai consulenti in materia di gas emerge, pur non potendosi avere certezze assolute, la rilevante probabilità che il gas erogato nella stanza da letto dalle 4 bombolette di GPL, là dove erano state trovate non fosse di per sè idoneo – senza altri interventi – a cagionare la morte di coloro che, stese a letto, respirarono l’aria circostante. Detto in altri termini, con riferimento al concreto caso in esame ed alla incombente alternativa decisoria, quello delle 4 bombolette da campeggio era sicuramente il metodo per suicidarsi più strano da trovare, e con un risultato quasi impossibile da raggiungere— Il gas delle 4 bombolette da campeggio non bastava, ma ecco la soluzione, pagina 43: —Nel valutare in modo complessivo e coordinato i risultati dei dati tossicologici offerti dai medici legali con gli accertamenti sulla dispersione del gas di GPL e sue conseguenze ed utilizzando i dati circostanziali correlati, la conclusione è che vi è una rilevantissima probabilità (e ci si ferma – sempre per prudenza – a tale valutazione ) che Claudia Ornesi e la piccola Livia Iori siano morte per l’azione di una persona che abbia posto una bomboletta di gas davanti alla loro bocca facendo loro ingerire direttamente ( usando forse anche sacchetti c.d. di “confinamento” per coprire la testa, così aumentando l’entrata del gas, come ricordato dai medici legali) il gas GPL e provocando, in tal modo non solo la sicura morte ma anche un eccezionale livello dei gas negli organi e nei tessuti di Claudia ma soprattutto della piccola Livia ( a parità di tempo in cui la mano mortifera somministra direttamente in bocca il gas alle due vittime, gli effetti per la piccola Livia sono ovviamente moltiplicati)— Tutto deciso? Niente affatto, in un giallo che si rispetti le sorprese giungono sempre alla fine, pagina 87: —Ma se Iori è invece la persona responsabile dell’omicidio di Claudia Livia, operazione che ha richiestola sua presenza – come già sopra accennato – per lungo tempo in Via Dogali per la eliminazione delle prove, il controllo dell’agonia delle vittime e del funzionamento/svuotamento delle 4 bombolette ( durata che si aggira appunto di 3-4 ore) deve aver pronto un alibi per le ore in cui si compiva l’omicidio— Bella questa: Iori è rimasto 3-4 ore con la bomboletta davanti alla bocca delle vittime? Provare per credere; mettetevi, cari lettori, una bomboletta di gas in bocca e vedete se servono 3-4 ore per morire…….

Cremona 02 09 2019 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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