Set 01 2019

la legge del più forte-milletrecentocinquantuno 01 09 2019

Published by at 6:20 pm under Pubblica Amm.ne

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – MILLETRECENTOCINQUANTUNO Dal Dubbio, tratto da un articolo di Valter Vecellio: —“Cinico mercante di morte”, definisce Enzo Tortora il Pubblico Ministero Diego Marmo; e aggiunge: “Più cercavamo le prove della sua innocenza, più emergevano elementi di colpevolezza”. Le “prove” erano la parola di Giovanni Pandico, un camorrista schizofrenico, sedicente braccio destro di Cutolo: lo ascoltano diciotto volte, solo al quinto interrogatorio si ricorda che Tortora è un camorrista. Pasquale Barra detto “o nimale”: in carcere uccide il gangster Francis Turatello e ne mangia l’intestino… Con le loro dichiarazioni, Pandico e Barra danno il via a una valanga di altre accuse da parte di altri quindici sedicenti “pentiti”: curiosamente, si ricordano di Tortora solo dopo che la notizia del suo arresto è diffusa da televisioni e giornali— Le prove; ecco il movente, dalla motivazione di primo grado del processo Iori, tenuto per buono da Appello e Cassazione, con qualche leggera modifica; non bisogna essere particolarmente attenti per capire che la madre di Iori viene a sapere di Claudia e della nipotina nel peggiore dei modi, fosse Iori davvero l’assassino; e, dettaglio che i giudici conoscono bene, la famiglia Iori è ricca, lui è un primario che guadagna molto, e 1500 sono una cifra irrisoria, soprattutto perché 1100 sono del leasing dell’appartamento che occupa Claudia, ma che rimane intestato a lui; gli alimenti quindi si riducono a 400 euro al mese….. —Claudia allora smette di essere remissiva : annuncia a Iori di non essere più interessata a lui, lo avverte che il sesso sparirà dai loro rapporti e pretende con insistenza ed inusitato vigore che l’imputato non solo cominci a fare sul serio il padre di Livia ma che dia anche il giusto riconoscimento sociale alla figlia, trattandola allo stesso ed identico modo degli altri 3 figli e rivelando la sua esistenza a tutta la sua famiglia allargata, e quindi alla madre , alla nuova moglie ed alla ex moglie e agli altri figli. Di fronte a tale reazione di Claudia, Iori vede la unilaterale rottura del tacito patto ( assistenza verso riservatezza) e si sente oggettivamente minacciato nel proprio equilibrio di vita. Equilibrio complicato in un sistema di vita complicato , fatto di tanti lavori (in Ospedale, visite private a Crema, operazioni chirurgiche a Milano) da meritare una struttura societaria ( la Gama Consulting) e due segretarie personali, tre famiglie da mantenere, quattro figli e, soprattutto, una madre temuta ed onnipresente che non deve essere turbata da alcunché. Iori aveva dunque imposto la riservatezza soprattutto per proteggere la madre da notizie ( relative alla sua non commendevole condotta di vita) che ella non doveva mai sapere ( ne sarebbe morta di dolore, diceva Iori a Claudia, come riferisce la madre), e si rende conto che vi è la concreta possibilità che Claudia si presenti con Livia a casa della madre e che tutto ciò che non doveva essere svelato venga alla luce da un momento all’altro. Se a tutto ciò ( la riservatezza a tutela della madre) si aggiunge che all’imputato di questa quarta figlia non importava assolutamente nulla, che lo stesso non aveva alcuna intenzione di darle il riconoscimento sociale agognato dalla madre e cominciava probabilmente a rammaricarsi della prospettiva di spendere senza alcun vantaggio o gratificazione 1500 € al mese per anni ed anni, si comincia a capire come agli inizi di giugno ( a quell’epoca, ricorda la sorella Paola Ornesi, i rapporti tra i due erano del tutto inaspriti) possa essere venuto in mente all’imputato che poteva essere conveniente liberarsi definitivamente della figlia e, conseguentemente, anche della madre.

Cremona 01 09 2019 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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