Giu 07 2015

articolo uno, parte seconda 07 06 2015

Published by at 8:23 am under costume,cronaca cremonese,Giudici

ARTICOLO UNO, PARTE SECONDA
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro: e fin qui, turandoci naso e orecchie, ci potremmo credere. E’ il dopo che preoccupa: la sovranità appartiene ai giudici, che la esercitano nelle forme e nei limiti dei loro atti.
Preoccupa perché forme e limiti li stabiliscono loro, volta per volta, e i processi Iori, che commento da almeno 800 ottocento pezzi, son lì a confermarlo, ammesso ce ne fosse bisogno.
Il cappello iniziale per rispondere a lettori e amici che quasi ogni giorno mi chiedono notizie sullo stato delle indagini a carico di un grosso personaggio di Cremona, come se, con quel che scrivo, fossi il confidente della nostra Procura. A volte scorati: è tanto grosso che tutto finirà in una bolla di sapone?
No, finisce dentro; quando, non lo so, il mondo dei giudici è troppo diverso dal nostro, nemmeno i fondamentali, come il tempo, si somigliano. Lo ricordo spesso, nella battaglia del Governo per ridurre le loro ferie, persa, naturalmente, dal Governo, hanno avuto la faccia di stampare sul sito dell’Anm, credo ci sia ancora oggi, un fotomontaggio, il dottor giudice giurisperito in giurisprudenza, vestito di scuro con documenti sotto il braccio, guarda sconsolato dalla strada noi seminudi in spiaggia; il giudice non fa ferie, le usa per rifinire le sentenze!
Quando finirà lo strapotere del grosso personaggio? Finire, finisce, ma non chiedetemi quando. Della Procura di Cremona, secondo il capo, Roberto di Martino, un problema importante è la mancanza del personale che faccia le fotocopie, citavo ieri il caso della rissa tra Dordoni e Casa Pound del 18 gennaio, filmata: ci han messo tre mesi a individuare gli attori!
Oggi è ancor più significativa la notizia sulla Provincia fin che c’è di venerdì: il Pm Fabio Saponara, dopo l’esposto del compagno onorevole Bordo Franco, sta già facendo interrogare i responsabili del presente! con saluto romano alla Messa al cimitero del 26 aprile 2015. E’ un reato, come ognun ben sa, e di quelli gravi, che possono turbare e in certi casi sovvertire la basi democratiche della società; non come i ragazzotti sfaccendati, ma prima o poi cresceranno, che impediscono di parlare ai “nemici”, tirano bombe carta, inluridiscono i muri, degli altri; per loro, basta “contenerli”.
Quando finirà dentro il grosso personaggio? Ci finirà, anche i giudici alla fine capiscono i fondamentali dello Stato sociale, ma han bisogno del loro tempo, anche sacrificando le ferie.

Cremona 07 06 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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