Giu 05 2015

osservazioni di un associato-centosettantotto 05 06 2015

Published by at 7:14 am under cronaca cremonese,Striscia La Provincia

OSSERVAZIONI DI UN ASSOCIATO – CENTOSETTANTOTTO
Cerco e trovo su internet:
“Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che si tiene oggi, giovedì 4, e domani, venerdì 5 giugno, all’Auditorium di Expo 2015, il Forum internazionale dell’Agricoltura “From EXPO 2015 and beyond: agriculture to feed the planet”. Su Repubblica: MILANO – Una persona su tre nel mondo lavora nell’agricoltura o nella pesca. Qualcosa come 2,5 miliardi, molte delle quali vivono però in condizioni di povertà perché manca un adeguato riconoscimento sociale ed economico del lavoro nei campi. E’ questo lo scenario portato da Coldiretti al Forum Internazionale dell’Agricoltura, che si è aperto all’Expo di Milano. Gli agricoltori hanno portato sul tavolo delle autorità uno studio che evidenzia come lo sfruttamento e la speculazione sul cibo alimenti questo paradosso: degli oltre 800 milioni di persone che soffrono la fame, secondo la Fao, molti operano in agricoltura. Coldiretti sottolinea che sono 570 milioni le aziende agricole nel mondo. L’88% sono di tipo familiare. Di queste il 35% si trova in Cina, il 24% in india, il 7% in Asia Centrale ed in Europa. In Italia dal 2007 a oggi hanno cessato la loro attività 155mila imprese. “La globalizzazione dei mercati ha delegittimato il cibo fino a farlo considerare una merce qualsiasi – ha affermato il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo -. Gli effetti negativi vanno dalle speculazioni sulle materie prime agricole al furto di milioni di ettari di terre fertili a danno dei Paesi più poveri, il cosiddetto land grabbing”. Expo è una enorme occasione per ripensare il sistema di produzione e distribuzione del cibo e perseguire un modello di sviluppo sostenibile che garantisca un sistema di tutela sociale ed economica.———————————— A un appuntamento del genere non c’è traccia, su internet, della presenza di Confagricoltura; quando scrivo che Guidimario è un pivantonino honoris causa, scherzo, ma fino a un certo punto: oltre quel punto, ci pensa lui a darmi ragione. Ma torniamo ai fatti nostri di Cremona. Ero preoccupato, confesso, di non leggere nulla da ben due giorni, sulla Provincia fin che c’è, di Rivoltini Massimo, uno dei maggiori sponsor di Pivantonio in Fiera, dopo il cavaliere di latta e il professor Galimberti, sindaco che ha dato un bell’esempio di cosa intende per “Fare Nuova la Città”; ma Pennadoro mi ha risollevato il cuore; ieri gran foto di Rivoltini Massimo, con un titolo che più pennadoriano è difficile: “L’artigiano è un artista.” Ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale. Adesso i pivantonini baruffano anche tra di loro, li unisce solo una strina boia di quel che potrebbe succedere in Assemblea, specie da quando propongo, e non ho alcuna intenzione di smettere, di contestare il bilancio e riunirci alla fine per una controassemblea che discuta di fatti veri e non di balle d’occasione. Dimenticavo: come nei migliori regimi sovietici i pivantonini, invece di curarsi del vulcano su cui siedono, i conti della Libera, pensano a espulsioni dei “traditori”, di chi “mi informa”, perché non hanno ancora capito d’aver rotto le palle a tutti e che ormai son costretto a “scremare” il numero di chi “mi informa”. Eccone uno, di professione analista finanziario di altissimo livello, a Milano, che mi scrive: “In sintesi io credo che per bocciare un Bilancio servano motivazioni serie. A quanto ne so dai tuoi pezzi i punti importanti sono:
a) la valutazione degli immobili? Va chiesto un parere al collegio sindacale e potrebbero essere espresse perplessità.
b) è stato stanziato un fondo per la causa di lavoro Vezzoni? Se no, perché no?
c) il valore della partecipazione nella Provincia è stato adeguato per le perdite della società editoriale?
Una proposta pratica potrebbe essere quella che l’assemblea chieda la certificazione del Bilancio da parte di una società di revisione (una delle big four: Ernst&Young, KPMG, Deloitte, Price (PWC)).
Questo taglierebbe la testa al toro e METTEREBBE MOLTA PAURA A SINDACI E CONSIGLIERI.
Questa soluzione (la richiesta di una certificazione autonoma “terza” di un Bilancio) è molto frequente, per esempio da parte delle banche quando devono prestare denaro fresco a un cliente di cui si fidano poco o in presenza di una situazione drammatica per cui è necessario un arbitro esterno. Per questo esistono le Società di Revisione.” Che ve ne pare, amici agricoltori veri? C’è materia per una controassemblea?

Cremona 05 06 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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