Giu 05 2015

j’accuse-cinquecentouno 05 06 2015

Published by at 8:48 am under cronaca cremonese,Giudici

J’ACCUSE – CINQUECENTOUNO
Abbiamo letto ieri di un altro aspetto della fortuna che negli ultimi tempi avvolge Maurizio Iori: l’ospedale di Crema, dopo averlo “usato” per dieci anni, lo denuncia per un supposto danno di 2500 euro, e a Iori è andata bene che il giudice Francesco Sora abbia deciso secondo giustizia; la cancelleria della Corte d’Appello di Brescia spedisce a Roma il suo fascicolo per il ricorso in Cassazione cinque mesi dopo, per motivi di “economia”! bisognava aspettare ce ne fossero altri perché il viaggio per uno solo non val la pena, boia d’un Berlusconi ladro che impedisce ancora il corretto funzionamento della Giustizia. Certo, il presidente della Corte d’Appello non deve fare il postino, in cancelleria esiste un dirigente, ma quando si occupano posizioni elevate il richiamo alla moglie di Cesare è doveroso; il presidente non deve lasciare il sospetto che il fascicolo sarebbe partito molto più in fretta, avesse riguardato una persona a lui cara. Come, senza permettersi insinuazioni, scrive Ruggeri sul Giorno di martedì: nel caso Ogliari, dove non c’erano detenuti, il fascicolo è partito veloce; ma forse era l’ultimo, molti altri non aspettavano che quello. Torniamo a noi, al verbale del 16 novembre 2012, Corte d’Assise di Cremona, ispettore Giuseppe Torrisi, da cui si capisce bene come sia iniziata la “fortuna” di Maurizio Iori: Pubblico Ministero – Buongiorno, Ispettore. Senta lei ha svolto delle indagini in relazione alla morte della Ornesi Claudia e della bambina Livia? Testimone, Torrisi G. – Sì. Pubblico Ministero – In particolare, ha fatto degli accertamenti riguardo a quelle bombolette del gas rinvenute nell’abitazione? Testimone, Torrisi G. – Sì, rinvenute e sequestrate all’interno dell’abitazione il giorno 21 luglio 2011. Pubblico Ministero – Può riferire alla Corte appunto, cioè in che cosa è consistita questa attività d’indagine e come si è svolta, e poi dire che tipo di esito ha avuto, qual era il problema, cioè… Testimone, Torrisi G. – Sì, l’attività è stata abbastanza complessa e straordinaria ed eccezionale per quanto riguarda la tracciabilità delle bombolette e del relativo, dei relativi fornelli. È stato fatto un lavoro, un’attività investigativa che noi abbiamo chiamato impropriamente “porta a porta” perché comunque per risalire alla tracciabilità siamo partiti dalla fabbrica in Francia e quindi, l’importatore diretto ufficiale in Italia presente a Lonato vicino al lago di Garda, Brescia, e quindi è stato fatto, è stata fatta un’attività sul posto, sul luogo analizzando anche i tabulati della distribuzione in Italia in tutto il territorio nazionale. Pubblico Ministero – Ma voi avete tra… in questa attività, cioè il problema era di capire dove fossero state comprate? Testimone, Torrisi G. – Sì, dove sono state comprate quelle quattro bombole con i relativi fornelletti. Pubblico Ministero – Voi avete fatto degli accertamenti per stabilire in quali posti venivano vendute quelle bombole? Testimone, Torrisi G. – Sì, noi immediatamente il giorno stesso abbiamo attivato le indagini ed abbiamo monitorato tutti gli esercizi probabili nel Crema e nel cremasco, e quindi, a grande distribuzione, partendo da una grande distribuzione. Pubblico Ministero – Quindi, avete come primo, diciamo così come cosa più elementare avete verificato se…fossero stati venduti nei supermercati di Crema?Testimone, Torrisi G. – L’esito è stato positivo per alcuni, all’Ipercoop di Crema presso il Centro Commerciale Gran Rondò addirittura vendevano sia i fornelletti che le cartucce, idem in un altro supermercato; posso visionare gli atti Presidente? Presidente – Sì. Scusi, siccome si sente male, non ho capito bene neanche questo inizio, cioè lei ha visto che a Crema li vendevano? Testimone, Torrisi G. – Vendevano le cartucce ed i fornelletti. Presidente – Le vendevano le cartucce? Testimone, Torrisi G. – Ma non di quel lotto, lì. Presidente – Non di quel lotto, no? Testimone, Torrisi G. – Certo. Presidente – Però, teoricamente si potevano… Testimone, Torrisi G. – In due esercizi, due grossi esercizi delle distribuzioni li vendevano. Pubblico Ministero – Però, non erano quelli là che avevano venduto? Testimone, Torrisi G. – No, non era lo stesso… Pubblico Ministero – Quindi, il problema diciamo così, si complica. E come, quale ulteriore indagini avete dovuto effettuare per venire a capo del problema? Testimone, Torrisi G. – Sì, ci siamo recati a Lonato presso il distributore ufficiale, dove in contatto diretto con il direttore marketing abbiamo tracciato la provenienza, la provenienza dalla fabbrica francese delle bombole distribuite poi in tutto il territorio dello Stato idem dei fornelletti, i fornelletti provengono dalla Cina ed arrivano direttamente in Francia, di quello non abbiamo la tracciabilità per questo. Mentre dalla Francia in Italia abbiamo tutto. In pratica c’è un processo di distribuzione che dura 60 giorni dalla fabbricazione della cartuccia, dura 60 giorni e poi presso il distributore italiano dura un mese, un mese il suo stoccaggio anche perché deve seguire regolamentazioni dei gas in Italia. Quindi, in queste sei settimane ed un mese avevamo già il periodo definito di distribuzione dalla fabbricazione alla distribuzione e poi in Italia su tutto il territorio nazionale.———————————-Spero di non aver riportato troppo e che sia chiaro il concetto: quando la Polizia entra in casa di Claudia Ornesi la scena del suicido è evidente, ma chissà perché, il giorno stesso, sottolinea Torrisi, parte la ricerca del luogo dove si vendono le bombolette; si scopre anche in Crema stessa, ma non basta, bisogna che coincida il numero di lotto. Maurizio Iori verrà iscritto, invece, molto più tardi sul registro degli indagati………….
Cremona 05 06 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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