Giu 03 2015

j’accuse-quattrocentonovantanove 03 06 2015

Published by at 9:22 am under cronaca cremonese,Giudici

J’ACCUSE – QUATTROCENTONOVANTANOVE
Sempre in tema di confronto potere/responsabilità del giudice italiano, dal verbale d’udienza del processo Iori, 16 novembre 2012, Cremona, deposizioni dei poliziotti d’indagine, se ne scoprono delle belle. E’ il turno di Giuseppe Torrisi, ispettore, e saltiamo subito al gran momento, pagina 109:
Pubblico Ministero – Sì, che stavate già monitorando ma che lei aveva detto che sarebbe stata un’attività ulteriormente come dire complessa, perché erano molte province, non c’era, sembra facile dire dov’è stato venduto ma per ogni prodotto, anzi, abbiamo scoperto che in alcuni prodotti addirittura non sappiamo quella
dicitura riferita nello scontrino. Senta, lei sa come sono stati conservati i reperti che sono stati poi trasmessi al Gabinetto di Polizia Scientifica di Milano?
Torrisi G. – Sì, la conservazione dei reperti avviene comunque in ambienti idonei, ventilati e condizionati, questa è opera della Polizia Scientifica di Crema.
Pubblico Ministero – Sì. Nel caso di specie lei ha ricordo, segnala delle anomalie nella conservazione di questi reperti che ci sono stati?
Torrisi G. – In trentun’anni di lavoro, di servizio non l’ho mai sentita. Anzi scusi, se posso aggiungere, forse noi a Crema siamo anche troppo selettivi e precisi su questo, cosa che magari non so, altri Gabinetti regionali a Roma o altre… non fanno, e quindi, su quello non ci sono dubbi.
Pubblico Ministero – Grazie, non ho altre domande.—————————————
Anche il resto della deposizione ha punti interessanti, ma questo li batte tutti, e non capisco perché proprio il Pm tenti di minare la costruzione che deve portare all’ergastolo Maurizio Iori. Il lettore attento e continuo ricorda la pastiglia di Xanax trovata sotto il corpo della piccola Livia: se vomitata, è la prova evidente che gliela ha data la madre, Maurizio Iori non ha la confidenza sufficiente, mentre la madre l’aveva abituata a pastiglie di medicine naturali. La pastiglia di Xanax ha il Dna di Livia, accertano al laboratorio di Milano, dove però è in poltiglia, dichiarano i periti sia dell’Accusa che della Difesa. La causa, per la Difesa: è stata distrutta dal lavorio dei succhi gastrici dello stomaco della bambina; se accettato, è uno dei tanti motivi, praticamente tutti, che escludono responsabilità di Iori. Quindi non deve essere così, ed ecco la Corte di Brescia prendere al volo l’occasione, data dal consulente dell’Accusa Giuffrida, che avendo visto la pastiglia in foto, mentre era sul lettino di Livia, depone il 12 dicembre 2012: “Il reperto che è partito integro dalla casa delle vittime è giunto frammentato a Milano.”
Ed ecco la Corte lavorare l’assist, pagina 108:
“Al contrario, sia dalla relazione tecnica, sia dalle dichiarazioni rese in udienza dal dottor Giuffrida, emerge il fatto che la mancanza della ceralacca sia stata accertata soltanto al momento dell’analisi in laboratorio del reperto, il quale, invece, all’atto della sua raccolta sul luogo del ritrovamento, era integro. Da tanto evidentemente si desume come, dunque, la ceralacca fosse venuta meno soltanto a seguito di una inadeguata conservazione del corpo del reato durante il trasporto.”
Il trasporto da Crema a Milano ha causato tanto! Non c’è bisogno di immaginare le precauzioni delle case farmaceutiche che spediscono in tutto il mondo! Secondo voi, cari lettori, una definizione come quella sopra della Corte di Brescia provoca solo il riso della Cassazione o un provvedimento disciplinare?
Dal mio amato Beaumarchais, Le nozze di Figaro, il famoso monologo, atto V scena terza, ma senza voler da parte mia mancar di rispetto ad alcuno:
“Ah, questi potenti da quattro giorni, che danno ordini malvagi così alla leggera! Come vorrei averne uno tra le mani, dopo che una buona disgrazia gli avesse fatto
smaltire l’orgoglio!”

Cremona 03 06 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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