Mag 18 2015

j’accuse-quattrocentottantatre 18 05 2015

Published by at 11:56 am under cronaca cremonese,Giudici

J’ACCUSE – QUATTROCENTOTTANTATRE
E adesso inizia il balletto delle impronte, che purtroppo per Accusa e Corte sono nei posti sbagliati, perché quando le “vittime” han lasciato le loro sui blister di Xanax, bombolette di gas eccetera, in qualsiasi sede fuor che in un Tribunale italiano sarebbe dura parlar di assassinio. Ma subito una chicca, pagina 58 del verbale d’udienza del 12 dicembre 2012:
“Pubblico Ministero – Se l’attività di prelievo del reperto è stata effettuata in maniera regolare ed i reperti vengono conservati correttamente, il fatto che le analisi dei singoli reperti vengano effettuate non immediatamente dopo, ma dopo qualche mese incide sul risultato o no?
Consulente Tecnico, Giuffrida R. – Premesso che il personale che ha effettuato la campionatura delle tracce sia il personale del Commissariato di Crema, che il personale della Polizia Scientifica di Milano è tutto tipizzato e quindi, abbiamo verificato l’assenza anche di microtracce, di microcontaminazioni non presenti, il
tempo non ha assolutamente inficiato la possibilità di analisi dei reperti.—————-
Giuffrida, professionista di valore, è il consulente dell’Accusa, che con la domanda di sopra del Pm crede di guadagnare spazio, perché l’ovvia risposta di Giuffrida non può essere che quella che ha dato. Che però deve valere per tutto il processo: i reperti hanno goduto della massima salute per l’intero procedimento!
Adesso ritorniamo su uno molto importante, da solo decisivo per assolvere Maurizio Iori: il 21 luglio 2011, quando la Scientifica fa i rilievi sui corpi, trova una pasticca di Xanax accanto alla piccola Livia, che sembra l’abbia vomitata, quindi prima ingerita, quindi impossibile gliel’abbia data Iori assieme alle altre: da lui non le avrebbe mai prese, dalla madre Claudia sì, che l’aveva abituata a prenderne di naturali; poi, se le due “vittime” han preso la Xanax in pastiglie, 95!, è dura convincere il popolo italiano ci sia riuscito Iori. Allora bisogna lavorare sulla vita della pastiglia: Livia non l’ha mai presa, Iori, dopo averla strofinata sulle sue labbra per catturare il Dna, gliela ha messa accanto. Però bisogna superare un altro ostacolo: la pastiglia è arrivata da Crema al laboratorio di Milano disfatta, come è naturale se uscita dallo stomaco, dove ha subito l’azione dei succhi gastrici; i problemi non finiscono mai, ma se hai ingegno e potere non preoccuparti, li risolvi tutti! Ecco come, secondo Fischetti&Vacchiano, pagina 108, e prima di loro Cremona: “Al contrario, sia dalla relazione tecnica, sia dalle dichiarazioni rese in udienza dal consulente dottor Giuffrida, emerge il fatto che la mancanza della ceralacca sia stata accertata soltanto al momento dell’analisi in laboratorio del reperto, il quale, invece, all’atto della sua raccolta sul luogo del ritrovamento, era integro. Da tanto evidentemente si desume come, dunque, la ceralacca fosse venuta meno soltanto a seguito di una inadeguata conservazione del corpo del reato durante il trasporto.” I due non si vergognano a scrivere di una pastiglia integra che perde la ceralacca e si sfalda, per colpa della Polizia scientifica, nel viaggio da Crema a Milano. E per via che i due attribuiscono a Giuffrida d’aver detto, leggiamo il verbale a pagina 86,Gugliandolo è della parte civile:
“Consulente Tecnico, Gugliandolo S. – Allora, praticamente ho…abbiamo fatto tutte le prove su quello che era stato sequestrato ed in pratica, tutte le analisi di tipo chimico che sono state eseguite hanno dato esito negativo, tranne quella della diciamo, pasticca che a me comunque è arrivata come polvere, ritrovata poi sul letto della bambina, in quello abbiamo trovato l’Alprazolam cioè lo Xanax.
Pubblico Ministero – La traccia biologica che avete trovato appunto su questa pastiglia, è – chiariamolo è stato già detto – sicuramente appartenente alla Livia, ma possiamo dire che è saliva o no?
Consulente Tecnico, Giuffrida R. – Allora, il reperto che è partito integro dalla casa
delle vittime è giunto frammentato a Milano e qui alla presenza del Consulente di Iori il Dottor Capra, abbiamo constatato che l’aspetto superficiale della, di quello che rimaneva dei frammenti che rimanevano della pastiglia era tale da indurci a pensare che il reperto fosse privo della superficie, della zona superficiale in ceralacca.———
Premesso che Giuffrida non dichiara di aver visto la pastiglia a Crema, al massimo ha visto una foto, lo dichiarasse perfino il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che per la Costituzione è anche presidente del Consiglio superiore della magistratura, son certo che nessuno di noi, cari lettori, per quanto abbia in odio qualsiasi corpo di Polizia, sarebbe disposto a credere che una pastiglia partita integra da Crema, sia arrivata a Milano in frammenti, per Giuffrida, in polvere, per Gugliandolo!
Per Giuffrida poi l’aggravante d’aver lodato l’opera di chi ha raccolto i reperti; visto quanto è facile condannare anche San Francesco, lavorando bene sulle “prove”?

Cremona 18 05 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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