Mag 02 2015

j’accuse-quattrocentosessantasette 02 05 2015

Published by at 1:26 pm under cronaca cremonese,Giudici

J’ACCUSE – QUATTROCENTOSESSANTASETTE
Avv. Difensore, Gualazzini – … sì, sì, ovviamente, ovviamente. Volevo chiederle: che macchina aveva suo marito all’epoca dei fatti?
Testimone, G.G. – Che macchina?
Avv. Difensore, Gualazzini – Aveva una macchina particolare, aveva una macchina molto diffusa, aveva…
Testimone, G.G. – Una macchina nera, ora non ricordo il nome, presumo si chiami Suv in maniera generica, forse una Cruiser ma non sono certa della marca.
Avv. Difensore, Gualazzini – … era un modello comune a Crema, un modello che ce l’aveva appena suo marito, non so, una via di mezzo?
Testimone, G.G. – Non è un modello comune.
Avv. Difensore, Gualazzini – Non è un modello comune! Mi riferivo in particolare a quanto le ha riferito l’investigazione privato circa il fatto che avesse abbordato una lucciola sulla Castelleonese, le ha fornito una foto al riguardo?
Testimone, G.G. – Mi ha fornito il dettaglio del fatto che il Dottor Iori aveva preso la macchina bianca Fiat Panda della sua compagna, moglie in questo momento, della signora Claudia – no, Claudia mi perdoni – Laura Arcaini per andare verso Leroy Merlin.
Avv. Difensore, Gualazzini – Ho capito. Però foto della situazione non gliene ha fornite?
Testimone, G.G. – Non me ne ha fornite in quell’occasione.
Avv. Difensore, Gualazzini – No, perché di solito gli investigatori privati documentano l’attività anche fotograficamente?
Testimone, G.G. – Normalmente sì, ma deve chiedere, non è mia competenza deve chiederlo direttamente all’interessato.
Avv. Difensore, Gualazzini – No, no, le chiedevo se materialmente l’era stato fornito un documento fotografico?
Testimone, G.G. – No, io il signore che, detective che ha seguito direttamente l’indagine mi ha incontrata in un bar il giorno dopo quel week-end dicendomi che aveva seguito insieme ad un suo collega ex poliziotto non so cosa, il Dottor Iori e l’era sembrato buffo che avesse preso la macchina Fiat bianca della signora Laura Arcaini.
Avv. Difensore, Gualazzini – Ho capito, va bene, non andiamo oltre.—————-
Come si vede, per infamare Iori tutto va bene, anche un detective che dice di aver visto eccetera ma che non dà, nemmeno a pagamento, un briciolo di prova. In sintesi la teste G.G. (moglie divorziata male di Maurizio Iori) ne dice di tutti i colori sull’ex marito, e regolarmente viene smentita, coi fatti! dai difensori Giusto e Gualazzini, eppure per Massa Pio, l’innovatore della sfera di cristallo in sentenza, è teste tanto credibile da meritare un posto d’onore in sentenza!
Eccola a pagina 90, nota 6, della motivazione di Massa Pio:
“La teste è stata indicata dalla difesa come teste ostile a Iori. Sta di fatto che i rapporti, anche ex post, non erano poi così cattivi, se si considera che vi è stata una separazione consensuale nel 2007 cui è seguito nel 2010 un divorzio parimenti consensuale. Sottoposta ad intercettazioni telefoniche la G.G. dichiara al fratello di aver detto tutta la verità, anche per non rischiare l’accusa di favoreggiamento.”
I rapporti non erano poi così cattivi, potenza del potere del giudice! Viene smentita in Aula davanti a lui nei tre punti che vi ho raccontato: non prendeva soldi dopo la separazione e ne prendeva una montagna, il marito l’ha picchiata e i certificati medici dicono che ad aver subito lesioni è stato lui, lei il suo l’ha fatto scrivere giorni dopo dal fratello primario a Lucca!, Iori andava a puttane con l’auto della moglie ma non risulta lo straccio di una foto del detective privato……
Il giudice nel diritto processuale italiano non può forgiare il processo a sua immagine e simiglianza?

Cremona 02 05 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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