Mag 01 2015

j’accuse-quattrocentosessantasei 01 05 2015

Published by at 10:11 am under cronaca cremonese,Giudici

J’ACCUSE – QUATTROCENTOSESSANTASEI
Nel processo italiano ci sono testimoni pregiudizialmente falsi da mandare a giudizio, altri solo distratti; se la distrazione è fuori dall’ordinario, basta non accorgersene. Abbiam letto ieri di G.G. moglie divorziata male di Maurizio Iori: al Presidente recita con sicurezza non aver preso soldi dall’ex marito; esaminata dal difensore Marco Giusto, cinque minuti dopo, deve ammettere tutte le cifre che lui le snocciola. E non è finita qui: G.G. viene anche picchiata da Iori il Malvagio. Testimone, G.G. – Mi alzo per mettere la tazzina nell’acquaio, e lui all’improvviso si
trasforma mi mette le mani al collo e mi dice: “non ti ammazzo per non andare a finire in galera”.
Presidente – Come, come, scusi signora, sentiamo poco?
Testimone, G.G. – “Non ti ammazzo per non andare a finire in galera” mi mette le mani al collo. Io lo spingo, prendo il bambino, vado dalla parte opposta eccetera—–
Dunque G.G. viene picchiata; ecco l’integrazione, su iniziativa della Difesa.
Avv. Difensore, Giusto – Io signor Presidente, come conclusione del mio controesame vorrei parlare di un argomento che so la disturberà un pochino che è il famoso episodio del 9 marzo 2007 ma lo farò brevissimo.
Presidente – Ah, sì, mi disturba.
Avv. Difensore, Giusto – Lo farò brevissimamente.
Presidente – Poi le do cinque minuti si diverta.
Avv. Difensore, Giusto – Sarò brevissimo! A seguito di questo episodio il Dottor Iori la mattina del 9 marzo si reca al Pronto Soccorso e gli viene diagnosticata una serie di lesioni personali, lei di queste lesioni non sa assolutamente nulla?
Testimone, G.G. – Sì, lo so, eccetera. Per cui in occasione del fatto che scopro di
avere una querela contro di me per delle lesioni, io cado dalle nuvole per la querela e per il fatto che io avessi cagionato a Iori una lesione.
Avv. Difensore, Giusto – Quindi, lei nega assolutamente di avergli cagionato delle lesioni in quella circostanza?
Testimone, G.G. – Io sono…
Presidente – Non stiamo facendo il processo per lesioni.
Avv. Difensore, Giusto – No, sicuramente.
Testimone, G.G. – … io so soltanto di aver preso un bambino, di aver ricevuto delle mani sul collo, di una frase che mi viene detta: “non ti ammazzo per non andare in galera”. Prendo questo bambino, stavo…
Presidente – Signora si calmi, perché ce l’ha detto e va bene così. Visto che parliamo di querele, sono querele rimesse o no?
Avv. Difensore, Giusto – Si tratta di una querela rimessa, sì, sì. Lei Dottoressa come mai va da un Pronto Soccorso a distanza di molto tempo di quasi dieci giorni? Testimone, G.G. – Non appena io esco da casa dopo aver affidato i miei bambini in lacrime e disperata ed esco da casa, eccetera, andare anche io per un discorso di tutela in prospettiva, e dico: “io come faccio ad andare nell’Ospedale in cui mio marito il padre dei miei figli è primario e dire “guardi Maurizio non aveva mai avuto un tipo di agito del genere”. Io mi vergognavo a distanza di tempo andando a Pisa da mio fratello, mio fratello mi dice: “guarda fai male perché in prospettiva potresti trovarti il difficoltà”.
Avv. Difensore, Giusto – E quindi, lei si fa rilasciare un certificato delle percosse a distanza di 20 giorni?
Testimone, G.G. – Ha visto, verificato in Pronto Soccorso visto che lui è dirigente di Pronto Soccorso che c’era ancora a distanza di settimane.
Avv. Difensore, Giusto – Firmato dal fratello, quindi, chi le diagnostica queste lesioni è suo fratello?
Testimone, G.G. – Mio fratello è un medico dirigente del Pronto Soccorso di Lucca, quindi, andando io a Pisa vado nel Pronto Soccorso di Lucca.
Presidente – Sì, basta, adesso basta, però.
Avv. Difensore, Giusto – Io non lo disconosco, dico solo che gliele riconosce a distanza di venti giorni il fratello queste percosse.

Cremona 01 05 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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