Apr 25 2015

osservazioni di un associato-centotrentasette 25 04 2015

Published by at 10:21 am under cronaca cremonese

OSSERVAZIONI DI UN ASSOCIATO – CENTOTRENTASETTE
Amici agricoltori veri, attenti, io comunque vi romperò le palle fino al 30 aprile, quando i delegati sceglieranno consiglieri e presidente del Consorzio Agrario: il Pivantonio georgofilo e il signorino don Ernesto, detto celestino, non hanno intenzione alcuna di cedere il potere e le obbligatorie indennità che Dio ha loro assegnato, perché poi magari i successori son tanto curiosi da ficcare il naso dove non dovrebbero; è già dal primo pomeriggio di giovedì, resi noti i numeri di Casalmaggiore (donna Reverberi in lacrime chiusa in un ufficio, don Ernesto pallido e furioso aggrediva Criniera Ardigò: come cazzo avete contato le deleghe?), riuniti funzionari e segretari di zona più affidabili di Criniera, che spulciano avanti e indietro la lista dei 63 delegati Coldiretti per trovarne almeno tre più fragili degli altri, ricerca tutt’altro che complicata in tempi durissimi per l’Agricoltura: fate lo stesso lavoro anche voi, amici agricoltori veri, seguite da vicino i colleghi che vi sembrano più deboli.
Divertente, per noi, l’analisi del voto degli sconfitti, Guidimario in testa: colpa del fuoco amico, certificata anche da una risposta di Zanolli Pennadoro Vittoriano sulla Provincia fin che c’è di oggi, in risposta a un lettore: senza il fuoco amico, il Consorzio Agrario di Cremona sarebbe ancora in mani sicure.
Farsi certificare da un Pennadoro dà ben l’idea della consistenza morale e intellettuale dei pivantonini, Guidimario in testa: il potere è nostro e guai a chi ce lo tocca!
Nemmeno l’ombra di un’analisi del perché del fuoco amico, che se si vuol restringere a due righe è: gran parte degli agricoltori veri della Libera, informata da me, non ne vuol più sapere delle persone e dei metodi Pivantonio/Folli.
Un piccolo aneddoto, però di grande significato. Nella sede Libera Pivantonio aveva il bagno riservato al presidente, accesso non con la chiave ma una combinazione elettronica; bene, dal 16 ottobre, giorno della grande inculata, damigel Filippini piscia nei bagni “comuni” perché Pivantonio non dà la combinazione, né lui ha il coraggio di chiederla! Questi sono gli uomini che la base ha rifiutato al voto del Consorzio.
Vogliamo scendere a un’analisi più dettagliata, senza dimenticare come Pivantonio è stato confermato in Fiera, cioè con l’imposizione senza grazia di Arvedi Giovanni cavaliere di latta? Bene, cominciamo dalla struttura Libera, unico caso, credo, in tutto il mondo civile: chi vince prende tutto, all’opposizione non dico i posti di controllo, nemmeno un piccolo spazio sul giornale del Gruppo, come non esistesse, non deve nemmeno parlare. Ieri, sulla Provincia fin che c’è, pagina intera con richiamo in prima, dedicata alle lotte intestine tra i commercianti. Qualcuno è sempre più eguale degli altri.
Vogliamo parlare di gestione economica? Perché, di nuovo, devo essere l’unico in tutta Cremona a scrivere che il Gruppo è tanto schiacciato dai debiti da chiudere da un momento all’altro, se i creditori si fan sotto? Con che faccia damigelli e pivantonini chiederanno ai tremila soci un forte contributo per l’obbligatoria ricapitalizzazione? Io devo dare soldi, miei e faticatissimi, a un gruppo di persone che nel 2008 ha ricevuto da Mario Maestroni un patrimonio da far invidia, e in pochi anni l’ha disciolto come neve al sole? Ma cercate di non far ridere……
Gran Consiglio il 28 con Guidimario: a far che?
Se per “sgridare” l’opposizione, mi auguro che i nove non perdano tempo a rispondere; un saluto di cortesia e subito a casa, a trattar cose serie.
Se per annunciare il commissario e il nuovo voto, l’unica decisione seria che possa prendere Guidimario, di fronte all’evidenza dei fatti, solo il tempo di fissare alcuni paletti, il primo che si impedisca l’arruolamento dei funzionari, dipendenti di tutti gli agricoltori e non solo di Pivantonio e il celestino don Ernesto, a manipolare il voto. Vengono beccati? A casa, lezione per essi e per gli altri, il voto è il momento più alto del rispetto dei diritti di tutti, altro che il don Ernesto che non si vergogna a tirare per i capelli Criniera Ardigò: come cazzo avete contato le deleghe?

Cremona 25 04 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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