Apr 22 2015

j’accuse-quattrocentocinquantasette 22 04 2015

Published by at 11:38 am under cronaca cremonese,Giudici

J’ACCUSE – QUATTROCENTOCINQUANTASETTE
Siamo arrivati a uno dei tanti tasselli del puzzle che in mancanza di prove dirette convincono Fischetti&Vacchiano della colpa di Maurizio Iori; un padre tanto malvagio da minacciare la figlia ancora in pancia alla madre con un “quella lì”, secondo la legge italiana non può che essere un assassino. E adesso vediamo assieme come nasce, in Aula a Cremona il 9 novembre 2012, il “quella lì”:
Testimone, Facchi P. – Allora, mio genero l’ha portata
dall’Avvocato, il quale le ha consigliato “le manderò una lettera” e Claudia fa “guarda non mandargliela, prima ne parlo io e poi, al limite la porterò a mano”. Ha avuto tutte le precauzioni perché lei lo rispettava ed aveva cieca fiducia in lui. Alché si incontrano, fissano un appuntamento e lui la invita nel suo studio. Claudia dice: “guarda Maurizio sono andata dall’Avvocato mi ha detto che devi riconoscere questa bambina” lui si è
infuriato – perché era pacatissimo – Claudia era spaventatissima, oltretutto era già di sei mesi, era già grossa. E le ha detto: “Claudia se tu fai del male a me ed ai miei figli io la faccio pagare a te ed a quella lì”. Lei si figuri Claudia in un pianto dirotto.
Pubblico Ministero – Quella lì sarebbe, lei ha fatto un gesto, cioè…
Testimone, Facchi P. – Come?
Pubblico Ministero – … lei ha detto: “te la faccio pagare a te ed a quella lì”?
Testimone, Facchi P. – A quella lì che era la bambina che aveva in grembo.
Pubblico Ministero – Cioè, lei indicava… aveva indicato la pancia della bambina?
Testimone, Facchi P. – Sì, sì, ha detto: “a te ed a quella lì”. Una donna incinta. E lei si è messa a piangere, allora, lui si è tranquillizzato improvvisamente è diventato un angelo e ha avuto
ancora un rapporto intimo in quell’occasione, Claudia era
terrorizzata è venuta a casa sconvolta, ha pianto tutta la notte. Il giorno dopo è stata a letto, ma il giorno dopo Iori ha telefonato un angelo. “Claudia la riconosco se vuoi anche prima della data della scadenza dimmi quello che ti occorre e passeggino”… poi si sono ritrovati, ha consegnato la lettera a Iori, lui non l’ha neanche guardata e lì aveva promesso di riconoscerla.
Pubblico Ministero – La lettera redatta dall’Avvocato per chiedere che procedesse ad un riconoscimento?
Testimone, Facchi P. – Sì, al riconoscimento. Lui è venuto lì a casa nostra sotto casa, lei è scesa e ha consegnato questa lettera———————
Bene, questa è la fonte del “la faccio pagare a te e a quella lì”. Premesso che è una versione testimoniale, evidentemente di parte tranne che per i giudici, Pasqua Facchi è la madre di Claudia, ditemi se da un contesto del genere è corretto, sotto qualsiasi profilo a partire da quello della pura e semplice lettera, estrarre solo la mezza riga che fa comodo. Ogni volta che scrivo di Claudia, povera donna che ha vissuto male checché ne dicano parenti e amici interessati e ne pensino i signori giudici, sono in grande imbarazzo, nessuno riuscirà a togliermi l’impressione di infierire su una povera donna che non può nemmeno difendersi, e sono invece i suoi parenti accecati dall’odio a infierire ben peggio di me.

Cremona 22 04 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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