Apr 16 2015

j’accuse-quattrocentocinquantuno 16 04 2015

Published by at 11:50 am under cronaca cremonese,Giudici

J’ACCUSE – QUATTROCENTOCINQUANTUNO
Le parole di Fischetti&Vacchiano a volte non si limitano a convincere, folgorano! Beatevi di queste, a pagina 152:
“Ma se si ritiene che sia stato necessariamente Iori a somministrare lo Xanax a Claudia e Livia, nonché il Valium Claudia, non è allora logicamente concepibile ipotizzare che sia stata Claudia, stordita da Iori coi farmaci, a far inalare il gas a Livia e a se stessa.”
Per incidere tanto in una motivazione, i due han dovuto superare da giovani un concorso difficilissimo in sé per le conoscenze richieste, e sgomitare per essere tra i vincitori in una marea di aspiranti giudici! E i controlli dei colleghi di ricorso……insomma, gli esami per il giudice italiano non finiscono mai, dev’essere per questo che, come sostiene la loro Associazione, non va mai in ferie, continua a studiare, roso dal dubbio di non essere all’altezza delle aspettative del popolo italiano!
Torniamo al movente, un punto clou non inferiore alle pastiglie di Xanax e al gas, perché se uno arriva a uccidere, passi l’amante che magari viene a noia, ma la figlia di due anni, l’atto richiede motivi forti, essendo tanto piccola, e risolti così, pagina 182:
“Frasi che, aggravate dall’avvertimento finale, non a caso contenuto nel ‘nota bene’, di consegnare copia della lettera a Livia ‘perché conosca la verità sulla sua venuta al mondo’, paventavano non più soltanto il rischio, ma la certezza che Claudia avrebbe ormai tenuto un atteggiamento destabilizzante per la vita di Iori.”
Quasi quasi vien da pensare che la minaccia di Claudia, oggi te la cavi perché Livia ha due anni, ma a sei imparerà a leggere, abbia spinto ancor più Maurizio Iori all’insana decisione. Che già ci pensava di suo, col timore lo costringessero ad amare Livia come gli altri figli. Ma ridiamo la parola alla premiata coppia, che diverte ben più di me:
“Le considerazioni che precedono rendono ragione del movente avuto di mira da Iori, anche perché le stesse sono al contempo idonee ad escludere che Claudia potesse aver avuto motivo di uccidere Livia e se stessa. La rilevanza del contenuto della lettera scritta da Claudia, infatti, vanifica pure l’ipotesi, prospettata dai difensori dell’appellante, secondo la quale la sera del 20 luglio 2011 sarebbe accaduto un evento particolarmente sconvolgente, ovvero la classica goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso, dal momento che, per contro, ciò che d’importante la donna aveva ormai saputo era provato dalla reazione che ella aveva manifestato in quella lettera.”
Maurizio Iori aveva spiegato ai giudici di Cremona gli fosse sfuggito un: mia moglie, Claudia s’era infuriata, l’aveva cacciato di casa urlando improperi eccetera, ma i giudici sia di Cremona che di Brescia han dimostrato, sempre alla loro maniera, che Claudia sapeva tutto e risultava anche dalla lettera. Dove, se scrive l’altra invece di moglie, era solo per rimarcare il suo distacco. Le urla udite dal vicino di casa? Non c’è problema, nota 242 a pagina 182:
“Anche se il teste Fiameni Nicola non ha potuto confermare se quella voce di donna fosse stata sentita la sera del 20 luglio 2011, non può escludersi che nel corso di quella cena vi sia stata una discussione tra Claudia e Iori. Discussione, peraltro, assolutamente prevedibile, tenuto conto delle gravi affermazioni che Claudia aveva scritto in quella lettera.”
Ogni tanto lo ricordo: provate a difendervi da giudici così.

Cremona 16 04 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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