Apr 15 2015

j’accuse-quattrocentocinquanta 15 04 2015

Published by at 3:50 pm under cronaca cremonese,Giudici

J’ACCUSE – QUATTROCENTOCINQUANTA
Se la prassi giudiziaria consentisse di contare i fogli a peso anziché a numero, per spiegare alla loro maniera il movente di Iori, Fischetti&Vacchiano ci avrebbero servito non meno di dieci/dodici Kg di carta. Godiamoci assieme questa, una delle tante sfere di cristallo dei processi, pagina 182, saranno stanchi i due eroi, quasi alla fine dimenticano quel che han scritto da un’altra parte, anche se la loro fatica mica è l’Iliade, son cento pagine:
“E non vi è dubbio come qui proprio la successiva sparizione della lettera (sia di quella destinata a Livia, sia di quella destinata a Iori) chiuda il cerchio della dimostrazione che il movente in capo all’imputato avesse ricevuto origine, o quanto meno rafforzamento, da quelle allarmanti parole.”
Riassunto per chi legge saltuariamente: Claudia scrive una lettera in due copie, una a Maurizio Iori, una per Livia, due anni, quando sarà in grado di leggere. Interrogato subito dalla Giudiziaria, per via delle allarmanti parole, Iori le ripete tutte, non solo, le rinforza spiegando: erano le solite lamentele di Claudia quando toccava l’argomento. Questo non lo scrivo solo io, è compreso nell’ordinanza del dottor Gip acquisita agli atti del processo, che i giudici, se vogliono arrivare a sentenza, devono leggere, e se la considerano importante, come nei fatti è successo, capire bene. Iori non ha nascosto nulla, altro che movente. Ma non basta. I due coscienziosi giudici di Corte d’Assise d’Appello scrivono sopra che Iori ha fatto sparire la lettera, e ciò “chiude il cerchio della dimostrazione” che dalla lettera appariva il movente. I due, più che a spiegare come sia possibile infilare in bocca alle vittime 95 pastiglie di Xanax, credono e ripetono al “sistema”, che in assenza di prove dirette lo fa intuire. Una traccia l’ho ricordata due giorni fa, nota 219 pagina 175:
“I difensori dell’appellante mostrano ancora una volta di voler frazionare la disamina delle prove, così precludendosi di coglierne il coerente significato derivante da una loro unitaria e sinergica valutazione.”
Ripeto: i difensori si ostinano nel chiedere, lasciamo perdere, per adesso, il resto, spiegateci la via delle 95 pastiglie, ma Fischetti&Vacchiano sono implacabili, e quando tirano le somme si ripetono, pagina 185:
“Indizi, ognuno dei quali costituente singolo e specifico tassello di un grande puzzle, il cui complessivo disegno è stato sicuramente possibile apprezzare all’esito della sua definitiva composizione, allorquando gli uni sono risultati coerentemente incastrati agli altri. Eccetera.”
E adesso godiamoci l’incastro della lettera che, essendo la prova definitiva del movente, Maurizio Iori ha fatto sparire, pagina 110:
“Orbene, premesso che lo stesso imputato non ha contestato l’esistenza della lettera scritta da Claudia e a lui indirizzata e consegnata, non foss’altro perché rinvenuta dal teste Milanesi Agostino nell’abitazione di Iori la sera del 20 07 2011 eccetera.”
Bella questa, vero, cari lettori, un po’ complicata da inserire “nel cerchio della dimostrazione” dove i due prodi dan per certo che Iori abbia distrutto entrambe le lettere……

Cremona 15 04 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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