Apr 09 2015

j’accuse-quattrocentoquarantaquattro 09 04 2015

Published by at 3:09 pm under cronaca cremonese,Giudici

J’ACCUSE – QUATTROCENTOQUARANTAQUATTRO
In realtà nel caso Iori un movente c’è, e grande come una casa, ed è l’idea innata che ha spinto sin dall’inizio Polizia Procura Corti a vedere un omicidio dove il suicidio parlava da solo, e per esclusione di altri, Iori l’assassino. Alla stregua di tante forzature, il vicino del piano di sopra distingue in mezzo al gas la puzza di due sacchetti di plastica, idea innata difesa strenuamente sia a Cremona che a Brescia in Appello, nulla vietava pensare, stabilito l’omicidio infischiandosene delle risa di scherno di chi ha il coraggio di ridere in faccia anche ai potenti, che a uccidere fossero stati i parenti di Claudia Ornesi, per una specie di delitto d’onore, idea innata non certo più fragile di quella che ha portato a Iori. Ma de gustibus non est disputandum, e il gusto del più forte è sempre il migliore, una specie di “guai ai vinti” di Brenno re dei Galli.
Che porta al resto: non c’è, non parlo di prove, un pur labile argomento che dimostri l’omicidio, coi fatti intendo, e non è un caso che quando si arriva a pillole e gas tutti svicolino in fretta con la formula: è stato Iori, sottinteso, non sappiamo come, dunque parliamo del resto; il problema è che nemmeno il resto dice qualcosa!
Non è un caso che nella motivazione d’appello, un centinaio di pagine, il movente, che la legge non chiede, ne occupi 14: i signori giudici non sanno di che parlare! Ritorniamoci, così chi legge saltuariamente le mie cronache impara ciò che può succedere nelle aule di Giustizia:
“Ad avviso di questa Corte, deve sicuramente convenirsi con la tesi sostenuta dai primi giudici, secondo la quale anche nei processi indiziari l’accertamento del movente sarebbe irrilevante, qualora sia stato con certezza individuato l’autore del reato e la sua colpevolezza.”
La certezza, han dimenticato di indicare dove l’abbian scritta, ma andiamo avanti.
“Peraltro, una tale interpretazione ha ottenuto l’avallo della Corte di legittimità, la quale ha chiarito che ‘anche in un processo indiziario l’accertamento della causale può non essere essenziale qualora dagli altri elementi indiziari, accertati mediante una corretta valutazione delle risultanze processuali, emerga in modo certo la responsabilità dell’imputato in ordine al fatto criminoso attribuitogli’ e che ‘in presenza di elementi indiziari univoci stringenti non è necessario, ai fini dell’affermazione di responsabilità, l’accertamento preciso della causale’.”
La scoperta dei 44 migliori usi dell’acqua calda, con stralcio e lettura ad usum Delphini: la Cassazione, ovviamente, dice in generale di fregarsene del movente quando la colpa è certa per una corretta valutazione delle risultanze processuali, che esclude quindi sfere di cristallo et similia; in particolare, sia a Brescia come a Cremona, i giudici sembrano dimenticare che sulle prove scientifiche del caso Iori la Cassazione si era già espressa nel 2012, a seguito della domanda di libertà provvisoria, e non in termini complimentosi per l’Accusa, e in Aula non erano spuntate altre “prove”, dal che si deduce, al solito, che dove serve si usa la Cassazione, dove infastidisce, la si ignora. Ma ecco la Cassazione piegata:
“Parimenti, non vi è dubbio che nel caso in esame i numerosi indizi a carico dell’imputato, all’esito del loro apprezzamento analitico e nel quadro di una valutazione globale d’assieme, si siano effettivamente presentati, come questa Corte ha già avuto modo di illustrare, chiari, precisi e convergenti per la loro univoca significazione.”
E’ così, tanto per cambiare, perché lo dicono loro.

Cremona 09 04 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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