Mar 23 2015

j’accuse-quattrocentoventisette 23 03 2015

Published by at 12:23 pm under cronaca cremonese,Giudici

J’ACCUSE – QUATTROCENTOVENTISETTE
Le barzellette naturalmente son garantite in entrambe le motivazioni, oltre che nell’ordinanza del dottor Gip e in altri atti: il primato della sfera di cristallo ha molte insidie! Ciò è dovuto sì alla trascuratezza di chi ha pensato e scritto, ma il motivo principale, che avrebbe fatto cadere il maggior dialettico del mondo, è che se vuoi dimostrare un che impossibile si verifichi, da una parte o dall’altra prima o poi vai nel fosso. Hai un bel non scrivere, nella pienezza dei poteri del giudice italiano, come uno cui dai l’ergastolo abbia ucciso, ma qualcosa devi scrivere: cosa?
Eccone un’altra, da pagina 133:
“L’assoluta inverosimiglianza di una simile ricostruzione fattuale si appalesa poi in modo davvero implacabile alla luce di quei tratti che la deposizione della Facchi ha consentito di nitidamente scolpire. In base a tale testimonianza, infatti, è stato appurato che i fornelletti e le bombolette erano stati portati nell’appartamento di via Dogali all’unico fine di scaldare le salse del sushi. Ma allora non si spiega per quale ragione Claudia, nel congedare Iori dandogli in mano il residuo di sushi che non avrebbe gradito (così come sarebbe avvenuto seguendo la versione resa dal prevenuto), non avesse pure restituito all’imputato i fornelletti e le bombolette.”
Certo, e magari pure il passeggino che aveva regalato; leggessimo da un’altra parte, non su una sentenza, diremmo, è lo studente che supplica il professore: non potrebbe farmi un’altra domanda?
Purtroppo, per Iori e la sua famiglia soprattutto, non ci sono domande oltre all’obbligatoria: spiegami come Iori è riuscito a eccetera eccetera. Fischetti e Vacchiano riescono solo a ripetere, in bella copia, il modo di procedere di Massa Pio, parlare di tutto ma non di quello che importa per risolvere il processo. Ecco un altro saggio, pagina 134:
“Senonché, alle cennate incongruenze se ne aggiungono altre, ancor più gravi. A prescindere da quanto si dirà in ordine alla positiva esistenza di univoci elementi probatori obiettivamente impermeabili all’ipotesi di una preventiva deliberazione, da parte di Claudia, di uccidere la propria adorata bambina e se stessa, qui, con riferimento all’approvvigionamento da parte di Claudia del farmaco in questione, devesi far menzione di un peculiare dato probatorio che prepotentemente concorre a contrastare tale eventualità.”
E’ la conferma del racconto di Maurizio Iori, nessuna preventiva deliberazione, Claudia è crollata quando a lui è sfuggito d’aver sposato Laura; Fischetti&Vacchiano si fan suggerire dall’imputato. Ma adesso, sempre in assenza del vero e unico “peculiare dato probatorio”, cioè come Iori ha fatto, senza tanti fronzoli, leggiamo l’ennesima scoperta dell’acqua calda e dei suoi molteplici usi:
“Si tratta della circostanza che sul tavolo del soggiorno-cucina siano stati rinvenuti i blisters sfusi, privi delle scatole che li avrebbero dovuti contenere, nonché dei talloncini riportanti l’indicazione del lotto e della scadenza del prodotto.”
Quattro pagine a dimostrare il “peculiare dato probatorio”, ma non vi annoio, solo Iori aveva interesse a staccare i talloncini dopo aver gettato le scatole: arma tipica, questo staccare gettare, per uccidere le persone.

Cremona 23 03 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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