Mar 21 2015

osservazioni di un associato-centodue

Published by at 11:51 am under cronaca cremonese

OSSERVAZIONI DI UN ASSOCIATO – CENTODUE
Il gran trombato del 16 ottobre 2014 continua imperterrito la sua corsa per la riconferma a CremonaFiere, che gli spetta per diritto di culto cremonese: le altre categorie economiche scelgono il loro leader se riconosciuto dal voto dei colleghi; la Libera quello preso a calci in culo. E il culto cremonese viene esaltato da Pivantonio, che non esita a esibirsi in pubblico con una cupola che prende il meglio da ogni parte. Anche politica. Con l’ormai evidente compiacenza del suo leader nazionale Mario Guidi, che mi spinge a un paragone; in Italia si piange sempre dopo il crollo del ponte, la devastazione del fiume eccetera, e tutti si predica: non è la Natura, è l’imprevidenza dell’uomo che doveva eccetera; dopo, sempre dopo; ecco, lei presidente nazionale Confagricoltura Mario Guidi, al prossimo crollo della Libera, settimane, mesi? ma arriva, certo, non si faccia sentire, se non le due parole di prammatica da Roma, soprattutto non si faccia vedere a Cremona. Lei certo non è la causa, sono i sette anni di regno assoluto del dottor Pivantonio, ma aveva il dovere e il potere di intervenire, coi fatti, non con le chiacchiere e le finte trattative.
Anche oggi, sulla Provincia fin che c’è, il Rerum gestarum di Pivantonio alla Fiera: quasi la prima in Italia, per adesso, prossima apertura in città di cinque alberghi e due campeggi, pressione sui cittadini perché amplino i familiari bed and breakfast, per accogliere i visitatori delle grandi manifestazioni ideate e realizzate da Pivantonio, da confermare quindi per almeno vent’anni.
Col giornale Pivantonio è convinto di far tutto: creare e distruggere.
Ed è vero, a Cremona, fin che c’è gente che lo compra e ci crede. E’ la modernità, che valuta l’immaginario come reale. Tanto per fare un esempio, usando il suo amico Pizzetti: se credi sia un grande politico e ti inchini, corre il rischio di esserlo davvero. Se non perdi neanche il tempo a salutarlo resta quel che è: uno dei tanti peones del Parlamento, gratificato, negli scambi tra correnti, di una carica di sottosegretario.
Così è Pivantonio. Non valutatelo per i cinque anni di servigio di Perri e, speriamo che no, di Galimberti se lo appoggia alla Fiera; valutatelo per quello che è. Non fosse l’uomo di potere, lo vorreste a casa vostra, al vostro tavolo?
Alle categorie economiche che devono scegliere il presidente di CremonaFiere; non guardatelo da presidente, provate a immaginarlo direttore, magari nella vostra azienda: lo assumereste?

Cremona 21 03 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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