Mar 17 2015

j’accuse-quattrocentoventuno 17 03 2015

Published by at 11:53 am under cronaca cremonese,Giudici

J’ACCUSE – QUATTROCENTOVENTUNO
Tutti le usiamo, tutti le neghiamo, povere orfanelle idee innate, ma fin che svolazzano su Borussia Juve di domani il danno manca, su un processo, che per definizione deve partire da leggi e fatti certi e controllabili, le cose cambiano. Il 14 ottobre 2011 Maurizio Iori viene arrestato su richiesta del Pm, depositata il 7 ottobre e approvata dal dottor Gip il 13; quando sentiamo i soloni dell’Anm che spiegano pesi e contrappesi, controlli e ricontrolli, prima che il cittadino subisca alcunché, riflettiamo su date del genere. Raccontino ciò che vogliano i primattori del procedimento, Iori è di fatto indagato dal mattino del 21 luglio 2011, quando di fronte ai corpi delle povere morte Pasqua Facchi Ornesi urla alla Polizia: cercate Iori, ieri sera era qui. Procura e Giudiziaria indagano quasi tre mesi, limitandosi però a deposizioni e telefoni intercettati, non hanno un solo dato scientifico, a partire dalla basilare risposta dell’autopsia, ammucchiano migliaia di pagine, le presentano al dottor Gip che in pochissimi giorni le legge e le approva. Pesi e contrappesi.
Ciò che manca, vistosamente, in prova, abbonda in pubblicità: una conferenza stampa con grandi clamori mediatici, trionfalistica, per annunciare un arresto che sembri una condanna; non io o un giornale di tendenza, ma la Cassazione 10 mesi dopo, luglio 2012, scriverà: per le prove che avete, almeno liberatelo in attesa del processo. Roba da sprofondare dalla vergogna; ma il Riesame di Brescia stabilirà ch’è la Cassazione a non aver capito. Quando a Cremona verranno finalmente discusse le prove scientifiche, tutte a favore di Iori; e allora non resta che leggerle in maniera diversa, esemplare il Dna delle vittime sugli strumenti di morte, bombole e blister: dove manca, Iori ha cancellato, dove c’è, dimenticanza di Iori. E nel tempo, due sentenze di condanna. Pesi e contrappesi.
La fantasia di inquirenti e giudici non ha limiti: dove serve, Iori è un fesso, dove serve, Iori è un genio del male. Personalità terrificante, scrive il dottor Gip che non l’ha mai visto in vita sua. Quindi accetta la versione del collega della Procura: Iori compra le bombole e i fornelli usando il telefonino e il telepass perché non sa che può essere identificato, ma siccome bisogna sostenere la favola del telefonino che funge da alibi, sa invece quali celle Wind prendono a Crema Via Dogali dove abita Claudia e via Le Murie dove abita lui.
L’imputato al servizio della Giustizia, altro non si può dire!
E per farsi ingabbiare meglio, dice quattro giorni prima a Claudia, che sa raccontare tutto alla madre o, in mancanza, alla sorella, che porterà sushi bombole e fornelli.
Il potere d’inventare, protetto da come viene applicata la legge, non ha limiti: se andiamo all’essenziale, del movente abbiam già detto tanto, anche uno studentello delle superiori immagina che un chirurgo come è Iori, se vuole uccidere, sceglie metodi meno stravaganti, fin assurdi; un normale, potente sonnifero e il gas della cucina invece dell’incerto e ingombrante Xanax e quattro bombolette col gas che arriva al battiscopa. Bombolette e Xanax non danno garanzia di riuscita, e il comico è che i giudici attribuiranno a Iori ricerche su internet che invece la dia. Pesi e contrappesi: non c’è ragione che valga contro il potere.

Cremona 17 03 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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