Mar 12 2015

la guerra dei bottoni 12 03 2015

Published by at 7:29 am under cronaca cremonese

LA GUERRA DEI BOTTONI
L’esercito dei pivantonini dà la misura del proprio valore davanti a tutta Cremona: vanta l’unicità culturale delle Corde dell’Anima e rinuncia a continuarle perché il sindaco abbassa la paghetta di 60mila euro! In una città dove giganteggia un Arvedi che dà milioni in beneficenza, i vari Pivantonio, Folli eccetera non sono capaci di tirar fuori dalle loro evidentemente magre tasche una cifra tanto ridicola, e per giunta si atteggiano a promotori disinteressati della cultura. E i 60mila, cari lettori, non servono a pagare gli artisti, ma una parte degli onorari di chi organizza; e voi, cari agit prop di Pivantonio e Folli, non state a indagare chi mi passi le informazioni, ne ho così tante e diverse che non riuscirete mai a immaginare: preoccupatevi piuttosto se scrivo il vero o il falso; e tu, Galimba, accetta il mio consiglio, rendi noto il bilancio che PubliA ha dovuto presentare per prendere i 90mila da Oreste nel 2014, è cosa pubblica non coperta da segreto o tutela di alcun genere, così i cremonesi sanno a chi andavano i soldi loro, trasmessi via Oreste!
A chi legge con attenzione non sarà sfuggita la risposta commento a Galimberti di PubliA, artisti organizzatori, apparsa su www.artventuno.it: —il Comune ha offerto un supporto organizzativo e progettuale. Le uniche due cose di cui non abbiamo bisogno, perché l’organizzazione ha sempre funzionato e il progetto è vincente da cinque anni a questa parte—
Come no, gli artisti organizzatori vogliono i soldi del Comune, cioè nostri, a distribuirli ci pensano loro. Arriva subito al nocciolo della questione Folli Anna, artista organizzatrice, scrive la Provincia fin che c’è di ieri, e ripete subito la cosa più importante: “la proposta di una sinergia col Comune per ripensare il format? Ha funzionato perfettamente, garantendo un grande ritorno alla città, quindi non capisco perché dovrebbe essere rivisto.”
Qualcuno aveva dubbi? Poi l’artista si lancia in appassionati confronti: “anche il Festival della letteratura di Mantova è finanziato”. Può darsi, certo metà del bilancio o giù di lì non finisce agli organizzatori. L’artista è anche un po’ permalosa: “mi risulta che il sindaco, in consiglio comunale, abbia fatto riferimento ad una rassegna in perdita: non capisco cosa intendesse dire. Al massimo, quella perdita è nostra. Non certo del Comune.” Perché i soldi per pagare lei, nostri, non sono una perdita per noi. E la barzelletta finale: “si è parlato di soldi, di sostegno, di numeri. E non si è mai ragionato di qualità.” Veramente di soldi han parlato lei e i suoi soci, e hanno smesso le Corde proprio per quello!
Sapete perché, lettori cari, mi son fermato tanto su questa signora degli ideali? i 60mila di cui lei lamenta la mancanza non bastano neanche a pagare lei e i suoi aiutanti e sarebbe bello, Galimba caro, lo ripeto, che tu pubblicassi i numeri del bilancio 2014, così si vede chi racconta cosa e quanto prende la signora degli ideali. Non solo, una manifestazione come le Corde la si può organizzare con molto meno, se è vero si intenda rendere un servizio alla città. Un Agostino Melega, che non ha certo bisogno d’esser presentato ai cremonesi, la metterebbe in piedi accontentandosi dello stipendio di un dirigente comunale; e un mese di lavoro basta e avanza, checché ne dicano la signora degli ideali e i suoi amici!

Cremona 12 03 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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