Mar 11 2015

dichiarazione d’insolvenza 11 03 2015

Published by at 9:02 am under cronaca cremonese

DICHIARAZIONE D’INSOLVENZA
Numeri impossibili da contestare: il Galimba può dare fino a 30mila euro, PubliA rinuncia alle Corde dell’Anima perché gliene servono 90, quindi vuol dire che per il Gruppo Libera, cui PubliA appartiene, è impossibile trovare i 60 che mancano!
La prova del nove? La fornisce, su incarico di Pivantonio, immagino, Zanolli Pennadoro Vittoriano in persona, visto che ieri scrive cosa perde il Gruppo Libera, per non avere i 60:
“L’unica manifestazione culturale di larghissimo richiamo e di respiro internazionale del nostro territorio…….una rassegna che sarà ricordata come una delle più indovinate degli ultimi anni…….una manifestazione che dà lustro alla città, esaltandone la vocazione culturale.”
Se i pivantonini non riescono a trovare nelle pieghe dei loro bilanci una cifra tanto piccola per una manifestazione tanto grande, non mi accusino di fare terrorismo quando scrivo che la Libera sta in piedi solo perché le banche non chiedono, fino a ieri, domani non so, un pur piccolo rientro!
Finiti i numeri, che devono confermare, per chi non sia prevenuto, che non è stato Gianluca Galimberti a officiare il De profundis delle Corde dell’Anima, ma i responsabili di PubliA, damigel Filippini in testa, accucciato, che ne è il presidente, comincio coi commenti a tutto campo. Un torto il Galimba ce l’ha, ed è il solito, nonostante si sia circondato di comunicatori e impieghi in genere tre cartelle per augurare la buona sera, non è capace di comunicare; leggo sui social che si è scatenata la gara per affibbiargli la responsabilità della fine delle Corde, quando sarebbe bastato il ragionamento che ho fatto sopra e far girare, bastano poche righe, il bilancio 2014, per far capire che le mancanze stan tutte, senza eccezione, dall’altra parte, e del resto lo confermano i revisori interni dei conti del Gruppo Libera, Begatti e Antonelli, che hanno scritto nella relazione: PubliA deve smettere di organizzare eventi perché perde e basta!
Da che parte sta scritto che un privato, che dovrebbe per giunta essere ricco, organizzi in perdita sapendo di organizzare in perdita perché l’Amministrazione pubblica lo deve sostenere? Perché quel privato e non altri? Perché, fin dai tempi di Perri, manca un regolamento comunale che spieghi prima e non dopo, a cose fatte, chi deve essere aiutato?
Prima di alzare la voce e far le vittime, le varie Folli Anna, famiglia Folli Ernesto, quello che vuole la riconferma al Consorzio, dicano che onorari si tiran fuori dalle Corde, e spieghino perché invece di rinunciare loro, come fanno in tanti che organizzano cultura gratis a Cremona, l’amico Agostino Melega in testa, dobbiamo noi cittadini cremonesi tassarci per pagarle; se devo tirar fuori un euro per pagare lei, nata ricca, preferisco regalarlo al primo vu cumprà che me lo chiede. Dicano, signori e signore di quella parte, perché i primi anni, quando le Corde guadagnavano, gli utili non venivano divisi col Comune, che deve invece dividere le perdite.
Il disprezzo che i signori e le signore di PubliA, accompagnati da Pennadoro, mostrano verso la Festa del Torrone, è il manifesto della loro cultura: se ho i soldi solo per una scelta, non posso metter sullo stesso piano una partita della Nazionale allo Zini e un concerto di Riccardo Muti al Ponchielli.
Zanolli Pennadoro Vittoriano. Un paio di cosette. Capisco, avrà avuto un fine settimana pesante coi ristoranti da provare per la recensione del sabato e la responsabilità dell’intera pagina, vini compresi, ma se non ce la fa a rileggersi chieda aiuto, alla Provincia fin che c’è i giornalisti abbondano oltre il necessario, non è possibile scrivere due volte su tre le “Corte” dell’Anima, mena pure gramo, temo. Poi capisco ancora, le darà tanto fastidio, ma mi dia retta, non critichi le scelte del Galimba nell’amministrare il Comune, visto come si amministra il Gruppo per il quale lei scrive.

Cremona 11 03 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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