Mar 04 2015

j’accuse-quattrocentootto 04 03 2015

Published by at 11:09 am under cronaca cremonese,Giudici

J’ACCUSE – QUATTROCENTOOTTO
“Il Dott. Iori non arriva a pensare a tanto essendo convinto che si tratti di un suicidio, ma comprende subito, dal tono incalzante delle domande, che gli inquirenti stanno manifestamente cercando di fargli ammettere una qualsiasi cosa da utilizzare al fine di contestargli una sua responsabilità per avere indotto la donna a compiere l’insano gesto. Essendo ignaro dei meccanismi del diritto, chiede di poter essere assistito da un avvocato, ma gli viene risposto che la sua posizione di “persona informata” non lo prevede.”
Ciò che Giusto&Gualazzini spiegano è tanto evidente che si fatica a capire non solo le condanne, ma come si sia potuto giungere a processo!
Gli Ornesi hanno ispirato; le Istituzioni hanno creduto. Facessimo un referendum, vorrei leggere quanti italiani di fronte a due povere morte con a fianco i blister che tenevano 95 novantacinque pastiglie di Xanax, possano sospettare che Iori o non Iori sia riuscito a fargliele mangiare; eppure è andata così, Iori in carcere prima dell’esito dell’autopsia e di tutte le prove scientifiche sulle tracce della stanza, solo sulla sua bugia da bambino, le chiacchiere degli Ornesi e della ex moglie, la credulità degli inquirenti. Segnali della prevenzione abbondano sin dall’inizio; per esempio, quando Iori spaventato chiede il difensore e glielo negano perché eccetera, non c’è legge che, pur non previsto, gli impedisca di avere a fianco l’avvocato di fiducia! Ma Iori ha l’obbligo morale di tradirsi perché assassino, anche se non ancora ufficiale.
“Dovendo, quindi, arrangiarsi da solo e nello stato d’animo che non è difficile immaginare, visto che già la notizia della tragedia in sé lo ha profondamente colpito, non riesce a ragionare lucidamente ed opta per la soluzione più ovvia che l’istinto gli suggerisce.”
Iori è di ghiaccio perché non fa scene, tiene i sentimenti dentro di sé, per cui se ne frega delle due povere morte, ex amante e figlia, non è sconvolto, come saremmo noi nello scoprire il mattino che il vicino di casa è morto nella notte; Giusto&Gualazzini scrivono l’impensabile…….
“Nega conseguentemente qualunque collegamento con le vittime ritenendo per quanto gli è dato di capire in quel momento, che ciò sia sufficiente per evitare il proprio coinvolgimento. Tra l’altro, comportandosi come avrebbe fatto qualunque marito che si fosse trovato al suo posto ed avesse voluto evitare problemi con la propria moglie in vacanza, egli, nonostante la lunghissima telefonata, non l’ha informata dell’intenzione di recarsi a cena dalla Ornesi (e, cioè, dalla sua ex) e nemmeno le ha comunicato di esserci andato nel corso dei colloqui telefonici avuti con lei al suo ritorno a casa nelle prime ore del 21 luglio. Vuole quindi evitare, tra l’altro, che, dicendolo alla polizia, la notizia trapeli ai giornali e la moglie finisca per apprendere attraverso questa via, e con le inevitabili conseguenze, ciò che lui le ha tenuto nascosto. Non immagina certamente che la sua reticenza, invece di far desistere gli inquirenti dal proposito di coinvolgerlo nella responsabilità del suicidio, li convinca definitivamente del fatto che egli sia un assassino.”
Difficile essere più chiari e logici di Giusto&Gualazzini: convinto, perché i fatti sono certi come il sole, si tratti di suicidio e tutto finisca lì, Maurizio Iori non vuole crearsi grane per niente.

Cremona 04 03 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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